«Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete» (Mc ,1-7)

Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero ai sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall'ingresso dei sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che io pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'uno veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea, Là io vedrete, come vi ho detto”».

 

Guida di lettura

Siamo qui riuniti da Gesù. Desideriamo imparare a vivere come essere suoi discepoli e seguaci. Ma dove possiamo vederlo? Sappiamo che morì giustiziato su una croce. Crediamo che Dio lo ha risuscitato: ma dove e come possiamo vederlo noi oggi?

Accostamento al testo evangelico

Il progetto delle donne. Che cosa pensi dell’amore fedele di queste donne nei confronti di Gesù, mentre gli uomini sono fuggiti per salvare la loro vita? Come hanno potuto pensare d'imbalsamare Gesù quando era sepolto già da più di trenta ore? Ti pare arricchente la presenza delle donne nel gruppo dei discepoli? Perché? La pietra del sepolcro. Perché si insiste sulla pietra che sbarra l'entrata al sepolcro? Che cosa ti suggerisce questa pietra «molto grande» che blocca il sepolcro? Avrà qualcosa a che vedere con il potere della morte? Chi può far rotolare questa pietra? Il messaggio del giovane. Che cosa ti suggerisce la presenza del giovane così com'è descritta da Marco? Che cosa è più importante nel suo messaggio? In che cosa consiste l'errore delle donne? «Lo vedrete in Galilea». Perché devono andare in Galilea per «vedere» il Risorto? Quali ricordi risvegliava nei discepoli la regione della Galilea? I testi evangelici che leggeremo durante il percorso ci aiuteranno a «ritornare in Galilea». Potremo vivere qualcosa di ciò che vissero i primi seguaci? «Egli vi precede». Non abbiamo fisicamente con noi Gesù. Sentiremo che ci precede? Hai pensato qualche volta che, in pratica, credere nel Cristo risorto equivale a seguirlo, perché ti precede ani mando la tua vita con il suo spirito?

 

Commento

Tornare in Galilea per seguire Gesù Cristo

 

Questo racconto è di un’importanza eccezionale. Non solo si annuncia la buona novella che il Crocifisso è stato risuscitato da Dio, ma Marco, in più, spiega ai lettori che volevano incontrarsi cori lui il cammino che devono percorrere per vederlo e seguirlo.

Le protagoniste sono tre donne ammirevoli: Maria di. Màgdala, Maria di Giacomo e Salome. Hanno seguito Gesù per le strade della Galilea, accanto ad altri discepoli e discepole. Giunto il momento dell’esecuzione di Gesù, non sono fuggite codardamente, come gli uomini. Hanno contemplato angosciate come i soldati romani crocifiggevano il loro amato Gesù. Hanno osservato pure dove lo avevano sepolto e giungono al sepolcro per avere un ultimo gesto di affetto e di pietà nei suoi confronti.

Non possono dimenticare Gesù. Lo amano come nessun altro. La prima, come sempre, Maria di Màgdala. Nei loro cuori si è risvegliato un progetto assurdo che può nascere solo dal loro amore per Gesù. Comperano oli aromatici per andare a ungere il suo cadavere e allontanare il cattivo odore della morte. Non possono fare niente di più per lui. Non si rendono conto che è assurdo imbalsamare un corpo già morto da più ore; non considerano che è un orrore avvicinarsi al cadavere torturato di un crocifisso. Non importa. Non si dimenticheranno mai di Gesù. La sua morte ha buttato a terra tutte le speranze che avevano posto in lui, però non è riuscita a spegnere il loro amore.

Nel percorso, le donne ricordano che una «pietra» sbarra l’entrata del sepolcro. Si sentono impotenti a rimuoverla. Chi potrà farla rotolare? L’insistenza dell’evangelista, il quale sottolinea che la pietra era «molto grande», suggerisce il potere della morte. Davanti a essa non c’è che da perdere ogni speranza. Le donne non potranno mai liberare Gesù dalla morte.

Ciò che risulta sorprendente è che, giunte al sepolcro, «la pietra è stata ribaltata». Non si dice chi sia stato, però il sepolcro è aperto. Sarà che la morte può essere vinta? Sarà che il sepolcro non è la nostra fine definitiva? Certamente, non può essere stato un uomo; nessun essere umano ha potere sulla morte; la pietra è «molto grande». Sarà che Dio è intervenuto per risuscitare Gesù dai morti?

La sorpresa e lo stupore crescono ancora di più quando, entrate nel sepolcro, «vedono un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca». Senza dubbio è un messaggero inviato da Dio, però viene descritto con tratti che parlano di vita e risurrezione. È un «giovane», nel fiore della vita. È «seduto», irradia sicurezza e autorità. È «sulla destra», che promette felicità. Veste una «tunica bianca», colore che simboleggia la vita gloriosa di Dio. Le donne sono prese dalla paura, perché dove si aspettavano di trovare il cadavere di Gesù vedono solo segni di vita, giovinezza, luce... Sarà Gesù vivo, risuscitato alla vita di Dio, seduto alla destra del Padre?

Il giovane le tranquillizza: «Non abbiate paura!». Non vi sono più saluti né parole che possano distrarre le donne. L’inviato di Dio annuncia loro direttamente il suo messaggio: «Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso». È un errore cercarlo nel mondo della morte. Gesù non è più un defunto. Non è il momento di rendergli omaggio né di piangerlo ricordando pietosamente la sua vita ammirevole. «Non è qui». Non appartiene al regno della morte. È vivo per sempre. Mai lo si potrà trovare nel mondo di ciò che è morto, inerte, estinto... «Ecco il luogo dove l’avevano posto». Imprimete nel vostro cuore questa «assenza». Non è là dove i suoi avversari l’hanno depositato. «È risorto». Il Crocifisso è vivo. Il Padre l’ha risuscitato.

Il giovane desidera affidare un incarico alle tre donne così fedeli a Gesù. Devono uscire da quel luogo di morte per comunicare «ai discepoli e a Pietro» qualcosa di sommamente importante. Il messaggio è per tutti i discepoli, anche per Pietro, il discepolo che ha direttamente rinnegato Gesù. Il messaggio è questo: «Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». Senza dubbio, il messaggio racchiude un significato più profondo di quello che è il senso puramente geografico. Perché si deve andare in Galilea?

In Galilea si ascoltò, per la prima volta e in tutta la sua purezza, la buona novella di Dio e il progetto umanizzante del Padre. Se non torniamo ad ascoltarlo oggi con cuore semplice e aperto, ci alimenteremo di tradizioni e dottrine venerande, ma non conosceremo la gioia del vangelo, capace di «risuscitare» la nostra vita.

Sulle sponde del lago di Galilea, Gesù incominciò a chiamare i suoi primi discepoli per insegnare loro a vivere con il suo stile di vita e collaborare con lui al grande compito di rendere l'esistenza più umana. Oggi Gesù continua a chiamare. Egli andrà anche oggi «davanti a noi», come andava in altri tempi per le strade della Galilea.

Per le strade della Galilea si organizzò la prima comunità di seguaci di Gesù. Accanto a lui vissero un'esperienza unica. Con lui appresero a vivere accogliendo, perdonando, alleviando la sofferenza, curando la vita e risvegliando la fiducia di tutti nell’amore insondabile di Dio. Nel nostro percorso, pure noi vivremo la stessa esperienza. Impareremo a vivere secondo lo stile di Gesù.

I testi evangelici che ascolteremo durante il nostro percorso ci aiuteranno a camminare per la Galilea «vedendo» che Gesù risorto ci precede. La sua presenza invisibile acquisterà per noi tratti umani grazie alla lettura dei racconti. La sua presenza silenziosa si convertirà in voce concreta ascoltando le sue chiamate e le sue parole d’incoraggiamento.

Andare in Galilea dietro il Risorto è vivere sempre in cammino. Non possiamo fermarci, non possiamo vivere guardando al passato, poiché il Risorto «ci precede». Noi discepoli di Gesù non siamo solo membri di una grande istituzione religiosa; siamo seguaci del Risorto. Anche oggi lui «ci precede».

 

ORAZIONE

 

Preghiera conclusiva

«O morte, morte,

come ti si può temere se in te è la vita» (Teresa di Gesù, Esclamazioni, 6, 2)!

 

footprints of Jesus

Eremo del Carmelo,
Via dei Crotti, 125.
21030 Cassano Valcuvia
VA
3200652863 duruelo63@gmail.com
Powered by Webnode