2_Pipes of peace

“Accendo una candela al nostro amore

in amore i nostri problemi scompaiono

ma dopo tutto scopriamo presto

che uno e uno è tutto quello che desideriamo sentire

 

In tutto il mondo

vengono messi al mondo bambini

dobbiamo dargli tutto quel che possiamo

finché la guerra non è vinta

poi avremo fatto il nostro dovere.

 

Aiutiamoli a imparare

(aiutiamoli a imparare)

canzoni di gioia invece di “burn, baby burn”

mostriamogli come suonare

i flauti di pace

suoniamo i flauti di pace.

 

Aiutami a imparare

canzoni di gioia invece di “burn, baby burn”

mi farai vedere come suonare (come suonare)

i flauti di pace (flauti di pace)

suoniamo i flauti di pace.

 

Che ne dici? (Che ne dici)

La razza umana sara’ spacciata in un giorno?

(in un giorno?)

O qualcuno salverà questo pianeta

sul quale viviamo?

E’ l’unico che abbiamo.

 

Cosa abbiamo intenzione di fare?

 

Aiutiamoli a vedere (aiutiamoli a vedere)

che le persone qui

sono come te e me (come te e me)

mostriamogli come suonare (come suonare)

i flauti di pace (flauti di pace)

suoniamo i flauti di pace.

 

Accendo una candela al nostro amore

in amore i nostri problemi scompaiono

ma dopo tutto scopriamo presto

che uno e uno è tutto quello che desideriamo sentire”.

 

 

 

Nel corso della prima guerra mondiale, il giorno di natale del 1914 truppe tedesche e inglesi fraternizzarono disobbedendo agli ordini. Gli ufficiali che lo permisero finirono sotto corte marziale. Gli uomini hanno divise diverse, ma hanno pari dignità, sono simili tra loro. Nel quotidiano vestiamo differentemente e certamente hanno diritto a difendersi i tanti modi di essere che ci sono nel mondo. Abbiamo tanto in comune; le differenze non compromettono il nostro stare insieme. Non c’è guerra fra noi fintanto che ci amiamo, così diversi, tra noi. Abbiamo in comune la capacità di amare, di prenderci cura dell’altro ma alcuni di noi si fanno idoli da adorare, e ad essi prestano culto. Il culto viene prima di un qualsiasi altro gesto di amore, perché è un gesto di amore rivolto a dio. E dio nelle religioni viene prima dell’uomo perché il dio delle religioni non è amore.

Quando invece ciò che lega insieme gli uomini viene dall’uomo ma viene anche da Dio, è uomo e Dio, allora se «uno dice: “Io amo Dio” e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede» (1 Gv  4, 20).

 

Chi ha messo sé stesso al posto del Creatore e non accetta un mondo dalle possibili scelte differenti, un mondo come quello fatto da Dio. Vuole conquistare tutti alle proprie scelte, la conquista di un impero. E parlano le armi allora. “Che i cannoni possano tacere almeno nella notte in cui gli angeli cantano” aveva chiesto il papa Benedetto XV con una lettera del 7 dicembre 1914 chiedendo una tregua ufficiale per la notte dell’imminente Natale rivolta alle nazioni coinvolte in quella che sarebbe stata chiamata Prima guerra mondiale. A soli cinque mesi la Grande guerra, come sarebbe anche stata chiamata, aveva già reclamato un altissimo numero di morti. La richiesta del papa, come sempre quando un Pontefice invoca la pace, fu ufficialmente respinta dai comandanti in capo degli eserciti di Germania, Francia e Gran Bretagna.

 

Qualcosa però miracolosamente e all’insaputa di tutti, anche del papa, si era diffuso nell’aria. Un’altra lettera, la “Open Christmas Letter” era stata sottoscritta da 101 suffragette inglesi e indirizzata “alle donne di Germania e Austria” con un messaggio di pace in vista dell’imminente Natale.

 

Le truppe tedesche e inglesi da settimane erano impantanate nelle trincee dopo che con la conclusione della battaglia di Ypres si era giunti a un punto di stallo. Il fronte si era stabilizzato lungo una linea di trincee che andava dal Mare del Nord fino alla Svizzera. Le truppe eran ammassate in attesa di eventi. Ma era giunta la notte di Natale.

 

Senza alcun accordo tra le parti, la notte della vigilia soldati tedeschi iniziarono a mettere decorazioni natalizie nelle loro trincee nella zona di Ypres. Si misero anche a cantare canti tradizionali natalizi. Sentite le loro voci, dall’altra parte soldati inglesi si misero anche loro a cantare. In poco tempo si calcola che oltre centomila militari delle due parti uscirono nella terra di nessuno a incontrarsi scambiandosi cibo, tabacco, alcol, berretti e bottoni delle divise. In diversi punti degli schieramenti i festeggiamenti continuarono anche il giorno di Natale con funzioni religiose per tutti i caduti, fu occasione per seppellire i morti abbandonati nei campi, le artiglierie rimasero mute come aveva chiesto il papa, furono persino organizzate partite di pallone fra i due eserciti.

 

Quell’incredibile Natale al fronte del 1914 fu brutalmente condannato dai generali dei due eserciti che proibirono che in futuro si ripetesse, addirittura dicendo che tale tregua era stata un tradimento. Alla stampa venne messo il bavaglio, fino a quando, nei primi giorni di gennaio, il New York Times (l’America era allora neutrale) non ne parlò in un articolo. Alcuni giornali inglesi ripresero positivamente l’evento, mentre quelli francesi e tedeschi non riportarono alcuna notizia.

 

Nonostante tutto, la richiesta del papa era arrivata agli ultimi, alle vittime, ai sofferenti, quelli che morivano e sarebbero morti nelle trincee. In un modo misterioso. Come sempre, è a loro che si rivolge Dio.

 

Quando seguiamo il Suo Amore i nostri problemi scompaiono, siamo fatti per prenderci cura del piccolo che è in noi, perché cresca e diventi uomo: «Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino» (1Cor 13, 9-11). Del bambino sono la fede e la speranza, ma poi sopraggiunge la carità. La capacità di suonare la pace e di dare un senso alla paura dell’altro, stando attenti a lui e non più impossibilitati a camminare con lui. Dobbiamo amare la nostra piccolezza, perché così potremo ancora crescere, sempre ricominciando ad amare di bene in meglio.

footprints of Jesus

Carmelitani Scalzi,
Via A. Canova 4.
20145 Milano
MI
379 174 4166 duruelo63@gmail.com
Powered by Webnode