A immagine di Dio una grande bellezza e un’immensa capacità (Castello Interiore, stanza I; I, 1)

 

Per prendere l’avvio partendo da una base suffi­cientemente solida mi è venuta un'idea buona: consi­derare cioè la nostra anima come un castello fatto di diamante o di tersissimo cristallo, in cui vi siano molte stanze, come in cielo vi sono molte dimore (...). Ora, quale aspetto immaginate possa presentare il luogo in cui viene a dilettarsi un Re così potente, così saggio, così puro e ricco di ogni bene? Io non trovo assolu­tamente nulla che sia paragonabile all'eccelsa bellezza e alla vasta capacità di un'anima. E in realtà le nostre intelligenze, per acute che siano, stentano davvero ad afferrarla, così come non possono arrivare a com­prendere Dio (...). Ammesso che tra essa e Dio inter­corra la differenza sussistente tra il Creatore e la crea­tura, in quanto di creatura si tratta, basta il fatto che Sua Maestà dica di averla plasmata a sua immagine per darci già modo d'intravedere la somma dignità e bellezza dell'anima.

È per noi una non piccola e avvilente disdetta il dover constatare che, per colpa nostra, non conosciamo noi stessi e non sappiamo nemmeno chi siamo (...). Se questo è già un grande segno di ignoranza, un’ottusità incomparabilmente maggiore è quella da cui siamo affetti noi quando non ci premuriamo di sapere che cosa siamo, ma ci fermiamo invece a questi nostri corpi, e soltanto vagamente per sentito dire, e perché ce lo afferma la fede, sappiamo di avere un’’a­nima. Quali beni poi possano sussistere in essa, quale valore abbia, chi vi inabiti, sono tutte cose che ben poche volte ci degniamo di considerare (...) Il nostro assillo si polarizza unicamente sulla rozza incastona­tura o sulla cinta esterna di questo castello, ossia sul nostro corpo.

Tale castello racchiude molti locali, situati alcuni in alto, altri in basso, e altri ancora ai lati. A1 centro poi, in mezzo a tutti, si trova la sala principale, che é quella in cui si svolgono le relazioni più segrete tra Dio e l’anima.

Bisogna che vi immedesimiate a fondo in questo paragone. Chissà infatti che tramite esso Dio non abbia la bontà di darvi un’idea delle grazie che Egli si degna di accordare alle anime, e anche delle diffe­renze intercorrenti fra di esse (Castello Interiore, stanza I: I, 1-3).

Orazione

Confronto

 

 

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