10_L’Interiorità

. «Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima» (Apocalisse 2, 2-5).

. «I tuoi piedi su terra mai prima calpestata, i tuoi occhi difronte a ciò che mai prima fu visto» (Luis Cernuda).

. «C’è in me un pozzo molto profondo. E in questo pozzo si trova Dio. A volte riesco a raggiungerLo, ma molto spesso pietre e detriti intasano il pozzo, e Dio è sepolto. Quindi è necessario riportarlo alla luce» (Etty Hillesum).

 

L’ARTE DI RACCOGLIERSI

 

. Dio abita la vita. L’interiorità non ha niente a che vedere coi luoghi nascosti ma con la dimensione profonda della vita. «Sarebbe ben duro se soltanto nei nascondigli si potesse fare orazione!» (Fondazioni 5, 16). La vera mistica consiste nella scoperta che Dio sta al cuore del vivere di ognuno di noi.

. Come un mendicante. Dio sta alla porta del cuore e chiama. Come un amante non vuole stare senza di noi. E mendica il nostro amore, per potersi dare a noi, per darci da vivere felici di essere così, vulnerabili come siamo, fattosi vulnerabile anche Lui. Ti «sussurra: lo sono tuo e per te, sono felice di essere come sono per essere tuo e donarmi a te (Fiamma B 3, 6).

. Teologia e orazione vanno insieme. «L’aspetto più sublime della dignità dell’uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l’uomo è invitato al dialogo con Dio. Se l’uomo esiste, infatti, è perché Dio lo ha creato per amore e, per amore, non cessa di dargli l’esistenza» (GS 19). Raccogliersi, che significa? “Si chiama raccoglimento perché l’anima raccoglie le sue potenze e si ritira in se stessa con il suo Dio» (C 28, 4). La persona convoca la vita dentro, dandole la profondità e il mistero di Dio che si comprende sempre meglio in compagnia di Lui. 

 

COME PRENDERE COSCIENZA DELLA VITA

 
. Dove collocare Dio? Dio non sta sulle nubi, sta nel bel mezzo della vita. L’umanità è attraversata da un mistero: Dio. L’interiorità dell’uomo è dimora, o tempio dello Spirito, trovando quest’ultimo «le sue delizie nello stare con i figli degli uomini» (GS 57). È importante «non soltanto credere a questa verità, ma procurare d'intenderla per via d'esperienza» (C 28, 1). Questo sperimentare di essere dimora di Dio non è cosa facile agli inizi della pratica dell’orazione. «Egli la va a poco a poco dilatando, proporzionatamente alla quantità, delle ricchezze che le vuol donare» (C 28, 2).

 

. “Cercati in me”. Scoprire la presenza di Dio nella vita. “Ciò che abbellisce il deserto è che nasconde un pozzo in qualche luogo...” (Il Piccolo Principe). Dio non si analizza come un oggetto davanti a noi ma è Lo si cerca e Lo si trova correndo il rischio di vivere. Come il tesoro che un giorno il contadino trovò nel proprio campo. (Mt 13, 44). Ci consente di andare in profondità scoprendo cosa significa vivere in pienezza.

. Dio è la nostra intimità. «Quello che piace al Buon Dio nella mia piccola anima è di vedermi amare la mia piccolezza e la mia povertà, è la speranza cieca che ho nella sua misericordia» (Teresa di Lisieux, Lettere, a Sr Maria del Sacro Cuore). «Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d’Israele; io vengo in tuo aiuto» (Is 41, 14). Dio è la forza dell’umanità, la porta per mano. Siamo figli di Dio perché «l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17, 26).

 
. La ricerca è provocata dall’amore. La Samaritana, la Maddalena, la Cananea non si misero a cercare Gesù perché convertite dalle sue parole ma perché innamorate di Lui. Iniziarono a cambiare mentalità amando quest’uomo che è Dio.  «Ascolterò che cosa dice, in me, Dio» (Sal 84, 9). La ricerca in amore è sempre avvolta nella gratuità. La preghiera non ha a che fare con un Dio immaginato o pensato, ma con un Dio sperimentato, amato, incontrato. «Mentre nel far orazione cercavo di mettermi ai piedi di Gesù Cristo … mi sentivo invadere d’improvviso da un sentimento così vivo della divina presenza, da non poter in alcun modo dubitare essere Dio in me e io in Lui» (Vita 10, 1).


. “Scopri la tua presenza”. Dio è in ognuno di noi. È nostro compito scoprirlo. Aiutare gli altri a fare altrettanto è la bella missione del cristiano oggi. «Se l’anima cerca Dio, molto più il suo Amato cerca lei» (Giovanni della Croce, Fiamma 3, 28). Egli è la nostra vita, il nostro suolo, la nostra profondità, il nostro tutto. Sgorga come una fonte nel più profondo centro di noi e non ci appartiene. Brilla dentro come una luce che non siamo noi ad accendere. Ama come un fuoco che consuma tutto il nostro essere.

 

 

ESERCIZI DI INTERIORITA’

 
. Come abituarsi. «Diciamo una parola sul modo di abituarsi a questa maniera di procedere, che è sommamente vantaggiosa» (C 28, 8). Interessa l’esercizio umile e concreto: «Che ci sforziamo di stare appresso a questo Signore» (C 29, 6). «Immaginate dunque che dentro di voi vi sia un palazzo immensamente ricco» (C 28, 9). Tuttavia il palazzo non è vuoto; Qualcuno vi abita. «Dovete convincervi che nel nostro interno abbiamo veramente qualche cosa» (C 28, 10). «In questo palazzo abita un gran Re» (C 28, 9). La nostra interiorità è capace di Dio, è abitata da Lui. Si tratta allora di entrarvi dentro, di volgersi all’interno per «arrivare all’acqua della fonte» (C 28, 5). Essere sensibili all’azione di Dio che non abita in noi come l’idolo che sta nel tempio. L’anima Dio «la va a poco a poco dilatando, proporzionatamente alla quantità, delle ricchezze che le vuol donare» (C 28, 12) in ordine alla comunione delle persone. Dobbiamo essere d’accordo con Lui in questo perché «non si dà del tutto se non a coloro che del tutto si danno a Lui» (C 28, 12).


. Consegne. Lì, nel nostro spazio interiore, all’anima Egli «è vicino, l’ascolta sempre» (C 28, 2). Gli si «parli umilmente come a Padre» (C 28, 2). «Lungi da voi quella timidezza eccessiva in cui cadono certe persone che giungono perfino a ritenerla umiltà. Se il re vi elargisce una grazia, l’umiltà non consiste certo nel rifiutarla, ma nell’accettarla» (C 28, 3) riconoscendocene indegni. Con audacia cristiana: «Non siate così semplici da non domandargli nulla! Giacché Egli è vostro sposo e come tale vi tratta, prendetelo in parola!» (C 28, 3).

 

                                                                                                                                       Momento di orazione

Lascia per un momento quel che stai facendo. Fai una pausa e apri una breccia al Mistero. Ricordati che hai un Compagno in te.  

* Raccogliti per stare accanto a Lui. Sappi che chi si esercita in questo «non solo non perderà nulla, ma guadagnerà sé per se stesso, facendo servire i propri sensi al raccoglimento dell’anima. Se deve parlare, penserà che ha da parlare in se stesso con qualche altro. Se deve ascoltare, si ricorderà di prestare orecchio a una voce che gli parla più da vicino. E, volendolo, constaterà di poter star sempre con Dio, rimpiangendo il tempo in cui ha lasciato solo un tal Padre, i cui soccorsi gli sono tanto indispensabili. Se può, lo ricordi spesso ogni giorno, o almeno di tanto in tanto; e, fattane l'abitudine, presto o tardi ne caverà profitto. Dopo aver ottenuto questa grazia, non vorrà cambiarla con alcun tesoro» (C 29, 7).

* Guarda la tua vita. Scoprila bella, grande. Contemplala abitata da Dio, abbellita dalla sua Presenza, toccata dal suo amore.

Contemplo il Tuo amore, Signore. Tu sei il mio centro, il fuoco incandescente attorno al quale ruota la mia vita. E non voglio altri. Come acqua sorgiva nel più profondo centro della mia anima, la tua Vita sgorga in me. Sto di fronte a Te, sto con Te.

* Sii di aiuto ad altri perché sappiano che possono trovare Dio nel cuore, senza abbandonare la loro quotidianità. Fallo con la tua vita. Meglio di ogni altra cosa è la vita che parla al cuore della gente. L’amore silenzioso, il servizio gratuito, l’allegria, la danza.

A quelli che hanno il cuore indurito e sono nell’aridità offrirò la tua tenerezza. A coloro che hanno perso la gioia di vivere, offrirò la tua musica, Signore.

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