12_Sia santificato il tuo nome

. “Questa domanda è insegnata da Gesù come qualcosa che si desidera profondamente e come progetto nel quale sono coinvolti l’uomo e Dio” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2807).

. Dire che sia santificato il tuo nome è prestare la nostra voce affinché risuoni nel mondo la gloria di Dio. È, soprattutto, disporre la nostra vita affinché in essa traspaia la santità, la sua Presenza luminosa” (Juan Martín Velasco).

. Quanti e quanto grandi sono i misteri racchiusi nella preghiera di Gesù” (San Cipriano).

. “Io prima ero completamente sordo. E vedevo la gente in piedi che volteggiava in ogni modo. Lo chiamavano ballo. A me pareva assurdo… finché un giorno udìi la musica. Allora mi resi conto di quanto bella fosse la danza” (A. de Mello).

SPAZIO PER LE GRANDI DOMANDE

. Le “grandi domande”. Così le chiama Santa Teresa. Dire “Padre Nostro, sia santificato il tuo nome” deve risvegliare e muovere dalle viscere il senso filiale di colui che prega e farlo entrare nei sentimenti di Gesù. Per dire Padre occorre essere contemplativi. Le prime domande del Padre nostro sono semi di contemplazione, un richiamo ad essa. Pregarle bene è qualcosa che va oltre il movimento delle labbra, funge da richiamo agli stati più profondi dello spirito.

. Non si “recita”. Santa Teresa inizia ricordando la necessità di evitare la recitazione meccanica. “intendete ciò che domandate” (C 30, 3). “Pensi prima come domandargliela, per non essere villano e dispiacerle” (C 30, 1). La richiesta di attenzione non si riferisce solo alla mente ma alla persona. Lo spirito umano normalmente scivola sulle parole “perché siamo ciechi, aborriamo i cibi di vita per portarci a quelli che danno morte” (C 30, 3). Il passo verso la contemplazione non è il risultato della applicazione di un metodo, di una tecnica. È un intervento gratuito e amorevole del Signore. Santa Teresa suggerisce più attenzione al Padre che a ciò che chiediamo. Per questo ricorre alla compagnia del Maestro, che ci ha insegnato questa preghiera. Invita a pronunciare le parole della preghiera del Signore con i sentimenti di Gesù, per entrare in comunione con le parole e i sentimenti di Gesù quando ha detto: Padre.

. Imparare a dire “Tu”. Empatizzare. Ce lo insegna Gesù che ha condiviso la nostra stessa vita, si fa uno di noi. Questo è il linguaggio dell’amore: affermare il nome, il regno, la volontà dell’altro da sé.

. Con l’istinto di un nuovo uomo. Ci auguriamo tre cose per riferimento al Padre, tre desideri incisi nei nostri cuori dalla grazia evangelica che ci ha resi figli di Dio.

<*> SIA SANTIFICATO IL TUO NOME

. Il nome di Dio. Il nome indica cos’è la persona. È ciò che Dio ci ha rivelato di sé. Il nome di Dio è Padre. Uno rivolto verso di noi a mostrarci il suo amore. Gesù ci rivela questo: il volto del Padre come gratuito amore, capace di donare la vita, oltre i propri interessi egoistici.

. “Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato” (Jn 17, 6). Non si tratta di fare santo Dio, ma di riconoscere la sua santità là dove si rivela (la creazione, l’uomo, la storia, Gesù). Questo può essere fatto a partire dalla gloria che il Padre ci dà. Per questo diciamo: "Glorificaci" (Gv 17, 1).

. Il nome di Dio nella creazione. La via del Padre verso di noi si mostra meravigliosamente nella creazione. “e, mentre li guardava, la sola sua presenza adorni di bellezza li lasciava” (San Giovanni della Croce). Il nome di Dio è santificato quando ci prendiamo cura e ricreiamo la creazione, senza cadere nella tentazione di marcare il nostro territorio e respingendo quelli che non sono “dei nostri”.

. Il nome di Dio in ogni persona. “L’essere umano è la gloria di Dio” (Sant’Ireneo). Dio si è identificato con l’immagine di un uomo. Ogni volta che viene riconosciuta la dignità dell’essere umano, l’epifania di Dio emerge in tutto il suo splendore. Ogni volta che i diritti delle persone (divine?) vengono calpestati, il nome di Dio viene profanato.

. Nella società dei “tre terzi”. Dove alcuni vivono molto bene, altri bene, ma altri molto male, sempre in pericolo di vita. Questo non è ciò che Dio vuole, ma una famiglia che abbia le dimensioni del mondo.

. Dall’epifania alla profanazione. Possiamo essere icone di Dio, mostrando con la vita che Egli è amore. E possiamo profanare Dio, nominandolo invano, chiamandolo a giustificare i nostri privilegi, imponendo il nostro interesse personale a quello di tutti. O anche solo ponendo ai margini delle nostre esistenze chi non la pensa come noi, fossero pure nemici nostri. Gesù li amò, i propri nemici e ha insegnato a fare altrettanto (Mt 5, 44).

 

<*> GESU’ SANTIFICA IL NOME DEL PADRE

. Il nome di Dio in Gesù. Gesù è la pienezza della manifestazione del Padre. È l’epifania del suo amore, il fulgore della sua gloria. Riconoscere in Gesù questa impronta indelebile del Padre nostro, chiamarlo Signore, offrire la nostra vita al suo Spirito in modo che ci plasmi come l’argilla il vasaio e ci faccia vivere a sua immagine, amarlo con tutto il cuore e gridare il suo nome (cf Fil 2, 10-11): è ciò che santifica il nome di Dio e rallegra il suo cuore.

. Gesù è colui che viene nel nome del Signore (cfr Mc 11, 9). Rivela l’identità di Dio, ci fa conoscere il suo nome vero, non solo a parole ma con tutta la propria esistenza. La missione di Gesù è quella di “manifestare il nome di Dio” (Gv 17, 6), quella di “far conoscere il suo nome” (Jn 17, 6). L’ora della glorificazione di Gesù è l’ora della piena manifestazione della sua identità. Gesù parla della sua morte e risurrezione usando l’immagine del seme che deve interrarsi e morire per portare frutti ed esclama: “Padre, glorifica il tuo nome” (Gv 12, 28). Quel grido ha un significato prossimo a “santifica il tuo nome”. La morte e la risurrezione di Gesù, rivelando la sua identità di Figlio, riveleranno insieme in pienezza l’identità di Dio.

. Vivere in comunione manifesta il nome del Padre. Alla fine della sua vita, Gesù prega il Padre per i suoi discepoli ancora nel mondo. “Custodiscili nel tuo nome, quelli che mi hai dato, perché siano una sola cosa come noi” (Gv 17, 11). Il segno più evidente che portiamo il Suo nome, che apparteniamo a Lui, è la comunione esistente tra noi. Una comunione che ha le sue radici nell’essere stesso di Dio. Se rimaniamo in essa, accettando di fare esperienza dell’essere tra di noi fratelli, noi cristiani saremo per il mondo un’icona vivente del Dio vivo, Lo renderemo autenticamente presente nel mondo( Cfr Gv 13, 34-35; 17, 20-23).

 

                                                                                                                                             Momento di orazione

Inizia a pregare così. Fallo lentamente, consapevole di ciò che dici:

Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.

. Accogli il Padre nella fede. Avverti la compagnia di Gesù che insegna questa preghiera. Dì allo Spirito che è Lui a pregare in te, lasciando che “riposi” e “calmi l’anima” (cfr. C 30, 6).

. Pronuncia più volte con le labbra: Sia santificato il tuo nome. Finché non lo dici anche con il tuo cuore.

. Medita nel tuo cuore queste parole:

Voglio che tutti sappiano chi sei: Padre. Vorrei che tutti ti contemplassero come fonte di fiducia e di amore. Voglio che questa nuova relazione con te sia vissuta dall’intera creazione. So che la santificazione del nome del Padre passa attraverso la mia vita. Usa la mia vita per farti conoscere, Padre. Possa la mia vita essere un umile riflesso di Te.

Prega con questa preghiera di sant'Agostino:

Tardi Ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova; tardi Ti ho amato! Ecco, Tu eri dentro di me, io stavo al di fuori, qui Ti cercavo, gettandomi, deforme, sulle belle forme delle creature fatte da Te. Tu eri con me, ma io non ero con Te: mi tenevano lontano quelle creature che non esisterebbero se non fossero in Te. Tu mi hai chiamato, hai gridato, hai vinto la mia sordità. Tu hai balenato, hai sfolgorato, hai dissipato la mia cecità, hai diffuso il tuo profumo: io l’ ho respirato e ora anelo a Te. Ti ho gustato e ora ardo di desiderio per la tua pace.

Santifica il nome di Dio nella tua vita quotidiana: lascia che un canto di lode germogli in te mentre contempli la creazione; riconoscendo la dignità di ogni essere umano; dicendo con le labbra e con il cuore i nomi del Padre, di Gesù e dello Spirito Santo.

 

 

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