14_Sia fatta la tua volontà

. “Il più alto grado della grazia divina, Teresa lo chiama matrimonio mistico. Le manifestazioni straordinarie cessano, ma l’anima è sempre unita al Signore; gode della sua presenza anche in mezzo agli impegni quotidiani, questi non gli impediscono affatto di restare unita a dio” (Edith Stein).

. “Maria è il modello di colui che riceve la parola di Dio e la mette in pratica, che confida nella volontà di Dio e rimane ad essa sempre fedele. Diventa così il principale cooperatore della redenzione “ (Schürmann).

. “Quante meraviglie hai fatto, tu, Signore, mio Dio, quanti progetti in nostro favore: nessuno a te si può paragonare! Se li voglio annunciare e proclamare, sono troppi per essere contati” (Sal 40,6).

LA VOLONTA’ DI DIO

. Il buon progetto di Dio (cfr Ef 1,9). Il più delle volte pensiamo che la volontà di Dio sia qualcosa di spiacevole che si impone dall’alto, come se Dio chiedesse a noi di sopportare con rassegnazione le disgrazie e i mali della vita. La volontà di Dio origina dal cuore di Dio, dove si intrecciano continuamente il desiderio che non moriamo (a-mors) e dono di sé. E infatti Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità” (1Tim 2, 4).

. In Gesù il volere di Dio è vita (cfr Gv 4, 34). Per Gesù, la scoperta e la messa in pratica della volontà del Padre è fonte di vita. Se non la compisse sa che morirebbe per sempre. Così al Getsemani pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà» (Mt 26, 42). Si nutrì per l’ultima volta di una volontà che lo condusse a vivere per sempre

. La Chiesa, Corpo di Cristo. Ciò che definisce la comunità cristiana è la sequela di Gesù, essa è un corpo che si nutre della volontà di Dio Padre, come ha fatto Lui. Il cristiano cresce nell’amore del Padre, figlio nel Figlio, sempre più libero interiormente di riversare, specie sui più poveri e indifesi, l’affetto e la tenerezza di Dio.

. L’offerta del chicco di grano. Quando dice “Sia fatta la tua volontà”, la persona che prega si mette dalla parte di Dio desiderando non più un bene immaginario ma reale: “se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24). Segue la via dello Spirito, senza temere la croce, perché sa che su di essa l’uomo e Dio si non di nuovo incontrati, che questa “solleva dalla polvere il debole, dall’immondizia rialza il povero” (1Sam 2, 8).

 

 

LA CONTEMPLAZIONE PERFETTA

 

. Una delle pagine forti del Camino. Per Santa Teresa, dire a Dio: “Sia fatta la tua volontà” segna una delle pietre miliari della preghiera cristiana. È fare dono di sé, è aprirsi al darsi di Dio nella contemplazione, nella consumata amicizia. Si giunge con la brocca vuota alla “fonte di acqua viva” perché possa essere riempita della grazia di Dio.

 

. Perché dare la vita? Il Regno rende possibile a noi l’offerta della vita, al di là dei fallimenti e oltre la tentazione di tornare indietro. Non ci rende vigliacchi, né fermi alle nostre mancanze. “Quando la terra (dell’anima mia) sarà resa cielo, sarà pure più facile che si compia in essa la vostra volontà. Senza questa trasformazione non vedo altrimenti come ciò possa farsi. E in una terra come la mia, tanto vile e sterile. È gran cosa quel che offrite voi” (C 32, 2).

. Dire al Padre: “Sia fatta la tua volontà” è offrirgli la nostra. Offrire la volontà al Padre è riconoscerla davanti a Lui, perché ne chiarisca l’origine. Potrebbe infatti non essere la nostra, di noi che riconosciamo di non essere l’Origine del mondo e siamo tentati di offrire tra ciò che Lui vuole, più delle nostre possibilità. A Gesù nell’orto il Padre chiese quel che poteva, non solo quel che avrebbe voluto. “Gli doniamo tutto quello che possiamo, sempre che il dono corrisponda alle parole” (C 32, 1). Non è strano che pregare così risulti spesso difficile? Sappiamo, ad esempio come “quando il Signore dà a un’anima il desiderio di testimoniargli il suo amore con i patimenti, le dia anche la forza di sopportarli” (C 32, 3). E se la forza non c’è, vuol dire che quel desiderio non ha origine da Dio. 

. Darci del tutto al Tutto. La piccolezza gioca brutti scherzi; Ci porta a nascondere il poco che abbiamo tra le mani sotto terra, come si legge nella Parabola dei talenti (cfr Mt 25, 18). Santa Teresa insiste: “Diamogliela finalmente questa pietra preziosa che da tanto tempo gli facciamo vedere!” (C 32,8). Senza questa consegna “Egli non ci permetterà mai di bere l’acqua viva della sorgente” (C 32, 9). Il dono della nostra povertà ci prepara a ricevere.

. Assimilazione a Cristo. Quando la persona che prega supera le sue paure e alla fine è in grado di dire al Padre: “compi in me la tua volontà”, sa in che cosa consiste la volontà di Dio: “Non crediate che sia di darvi piaceri, ricchezze, onori ed altri beni terreni. Vi ama troppo per darvi queste cose!” (C 32, 6). “se l’amiamo molto, saremo capaci di soffrire molto, poco invece se pure poco l’amiamo, perché il coraggio di molto o di poco soffrire è in proporzione dell’amore. (C 32, 7). Un’abbondanza di vita per poter vivere da figli quel che il Figlio ha vissuto. “Allora Dio comincerà a trattarla con maggiore amicizia, le ritornerà la volontà che ella gli ha offerto, e le darà insieme la sua. E queste due volontà andranno molto d'accordo; perché Dio, vedendo che l'anima fa quello che Egli vuole, farà anch'Egli quello che ella vuole, per cui, come suol dirsi, ella comanderà ed Egli obbedirà” (C 32, 12).

 

                                                                                                                                         Momento di orazione

* Ricordare l’intima esperienza d’amore tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Senza essere consapevole di questa gioiosa realtà, non sarai in grado di dire: “Sia fatta la tua volontà”.

* Contempla Gesù che vuole stare con il Padre, nell’ascolto della Sua volontà, sulle vie del mondo.

* Chiedi aiuto allo Spirito perché tu possa dire al Padre con tutto il tuo essere: “Sia fatta la tua volontà”. “Concedimi la grazia di dire ‘sì’ in questo momento e di ripeterlo tutti i giorni”.

* Prega lentamente questa preghiera di un fratello: “Padre: Mi metto nelle tue mani. Fai quello che vuoi Qualunque cosa sia, ti ringrazio. Sono disposto a fare tutto, accetto tutto, purché il tuo piano si realizzi, in me e in tutti. Illumina la mia vita con la luce di Gesù. Non è venuto per essere servito, è venuto per servire. Possa la mia vita essere come la sua: un servire. Chicco di grano morente nel solco del mondo. Fai in questo modo, padre. Affido la mia vita a te. Te la dono con tutto l’amore di cui sono capace. Sii la mia guida. Mandami lo Spirito che commosse Gesù. Mi metto nelle tue mani, interamente, senza riserve, con assoluta sicurezza perché sei ... mio Padre (Charles de Foucauld).

* Prega con Teresa: “La vostra volontà, Signore, si compia sempre in me, come meglio a Voi piace! Se mi volete fra i travagli, datemi la forza di sopportarli, e vengano pure! Se fra le persecuzioni, le infermità, le indigenze e i disonori, non mi ritiro, o Padre mio, e non è giusto che mi ritiri. Dopo che vostro Figlio vi consacrò con la volontà di tutti anche la mia, non è giusto che io non ne mantenga la parola. Ma per poterla mantenere, degnatevi, Signore, di darmi il regno che vostro Figlio vi ha domandato per me, poi disponete di me come meglio vi piace, a guisa di una cosa che vi appartenga” (C 32, 10).

* Porta a tutti la bontà e l’amore di Dio. Essere un mistico non è una cosa rara, ma essere nel mondo un umile riflesso di Dio. Che tutto ciò che fai e dici oggi sia segnato dal segno della gioia.

Ti ringrazio, Signore, per la vita, per tutti, per tutto. Dammi la gioia di dare la mia vita.

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