19_Verso un Amen confidente

. “Voialtre, figliole, chiedetegli pure il rimedio che volete; io però non ne trovo alcuno nella vicenda terrena, e perciò domando al Signore che mi liberi da ogni male per sempre. Che bene troviamo in questa vita, sorelle, quando manchiamo del vero bene e siamo impossibilitate ad accostarlo? Liberami, Signore, da quest’ombra di morte! Liberami da tanti travagli, liberami da tanti dolori, liberami da tante volubili estrosità! Liberami da questa colluvie di formalità cerimoniali cui forzatamente dobbiamo sottostare vivendo quaggiù! Liberami da tante, tante, esigenze burocratiche che mi stancano e mi annoiano, e che qualora le dovessi elencare tutte stuferebbero a morte anche chi mi legge! Ormai non si può neanche più vivere su questa terra. Questo sfinimento deve provenirmi dal fatto di essere vissuta molto male, nonché dalla constatazione che nemmeno il mio vivere attuale è impostato come autentica vita, data la massa di debiti gravanti sulla mia esistenza”(CE 72,4).

. “La spiritualità è una avventura comunitaria. Passo di un popolo che fa il proprio cammino alla sequela di Gesù Cristo attraverso la solitudine e le minacce del deserto. Questa esperienza spirituale è il posso dal quale siamo tenuti a bere” (Gustavo Gutiérrez).

. “Dopo, terminata l’orazione, dici: Amén. Approvando con questo Amén, che significa “così sia” (cfr. Lc 1, 38) quel che contiene la preghiera che Dio ci ha insegnato” (San Cirillo di Gerusalemme).

 

LA PAURA E L’AMORE

. Il Timore. Stiamo raggiungendo la fine dell’itinerario verso la dimora di Dio (cfr Ap 21, 3). Lungo la strada c’è stato un apprendistato. Abbiamo coltivato le dimensioni di ogni cammino spirituale: incontro con Cristo, vita nello Spirito, cammino verso il Padre. Ora, nell’esperienza di Santa Teresa, come culmine della preghiera, della Preghiera del Signore, compare il timore, la forte richiesta che il Padre ci liberi dal male e l’amen di fiducia. Il timore è una categoria biblica, è il principio della saggezza (cfr. Prov 1, 7; Eccl 1, 16). È uno dei doni dello Spirito Santo. Si oppone frontalmente alla paura. Santa Teresa parla del vero timore di Dio, per instillarlo; e della paura della quale liberarsi. I rapporti con Dio e la pratica delle altre virtù cristiane danno come risultato la consapevolezza che Diol lo si ama temendo temendo la propria fragilità. Amalo e temi di perderlo.

. Il timore nasce e cresce. Emerge nei primi passi della preghiera e nel contemplativo il timore si consolida, fino a manifestarsi apertamente. Più l’amore cresce e più si acuisce il timore di Dio. “Questo timore si manifesta più evidente quando le anime sono arrivate alla contemplazione … si manifesta pure all’esterno, non meno dell’amore” (C 41, 1).

. In che consiste il vero timore di Dio? Amare è rischioso, si è come uno che porta un tesoro in vasi di terracotta. Quanto più fine e consapevole è il nostro amore, tanto maggiore sarà il rischio che comporta: il rischio di perdere l’amore, di passare dall’amore all’odio, dalla vita alla morte. Da qui nasce il timore. Temiamo di offendere Dio, di perdere Dio, di esaurire il suo amore. Il timore acuisce la sensibilità e la capacità di discernere tra il bene e il male. Affina il senso del peccato. Dà valore alla Grazia. Incoraggia la cura della vita. Non è paralizzante come la paura, che è invece chiusura d’animo, ristrettezza di mente, fonte di scrupoli, e ci rende insomma incapaci di fare il bene.

. Un prezioso epilogo. “Più siete sante, più dovete mostrarvi affabili con le sorelle, né mai fuggirle, per noiose e impertinenti vi siano con le loro conversazioni … Sforziamoci di essere molto affabili e accondiscendenti e di contentare le persone con cui trattiamo, specialmente le nostre consorelle” (C 41,7). La ragione è questa: Dio è così. Durezza, rigore, puntigliosità non sono del suo carattere. “persuadetevi che Dio non bada a tante piccolezze, come forse credete” (C 41, 8).

 

LIBERACI DAL MALE

. Guardare alla vita di Gesù. Santa Teresa prova i sentimenti che Gesù prova quando dice questa parola al Padre. La richiesta di Gesù ha l’amore come unica forza trainante. “Oh, come aveva ragione di scongiurare il Padre a liberarlo da tanti mali e sofferenze, e a introdurlo nella pace di quel regno di cui era il vero erede!..” (C 42, 1).

. Identificarsi con Gesù. Santa Teresa passa dalla considerazione dei sentimenti di Gesù ai nostri. Ci mostra i propri sentimenti difronte alla realtà del male che ci circonda. E invita ad identificarci spontaneamente con la preghiera e i sentimenti di Gesù, a cominciare dalla richiesta radicale: che il Signore ci liberi da ogni male. E permettici, come Gesù, di dare spazio al desiderio del bene assoluto: il ritorno al Padre.

. Far presenti al Signore i mali del mondo. Qui l’orante presenta al Signore i mali del mondo, i dolori di coloro che soffrono di più, la fame e l’AIDS che si diffondono nelle aree più povere della terra, l’ingiustizia contro i più deboli. Senza pessimismo, ma tenendo ben presente la dura realtà. “Lui vuole che vogliamo la verità, noi invece vogliamo la menzogna; Lui vuole che desideriamo l’eterno, qui invece siamo inclini a perseguire ciò che finisce; Lui vuole che vogliamo cose grandi e alte, qui invece si vogliono le cose basse, della terra; Lui vorrebbe che volessimo ciò che è certo, mentre qui si amano le cose dubbie” (C 42, 4).

AMEN

. La parola “amen”. Indica sicurezza e fiducia, come di un bambino in braccio a sua madre. tra le braccia di sua madre. “Con la parola Amen con cui terminiamo tutte le richieste, il Signore, secondo me, chiede a suo Padre che liberi pur noi da ogni male, e per sempre” (C 42, 2). Tutto ciò che Gesù ci ha insegnato e che lo Spirito ci ricorda costantemente, è così sicuro che merita la nostra fiducia, così vero che deve essere creduto, così solido da poter diventare il fondamento della nostra vita.

. L’amen è una sfida nello Spirito. Continueremo a sentire da vicino il pericolo del male, le offese ricevute ci faranno del male, il pane e il lavoro quotidiani e la pace e la giustizia continueranno ad essere faticose conquiste, ma sapendo che siamo, come un bambino, nel grembo di un Dio che è Padre e Madre, ci fa alzare e gridare amen, come una sfida: “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?” (Rm 8, 31).

. Gesù è il nostro amen. Nelle prime comunità cristiana, l’amen conservò quel carattere di assoluta ratifica: una sorta di garanzia certa della preghiera indirizzata al Padre. E continuò a identificarsi con Gesù stesso, la cui vita era un continuo sì alla volontà del Padre. Ora è nostro amen, la nostra forza, per poter dire anche noi sì a Dio e al suo progetto a favore della vita; è il nostro applauso, con tutta l’umanità, al Dio che ha sprecato così tanto amore su di noi (cfr Ap 3, 14).

 

                                                                                                                                 Momento di orazione

Presenta al Signore il tuo cammino di orazione e di vita.

Ti presento il mio vacillante cammino,
la storia della mia fede e della mia vita.
Dalla prima chiamata che mi hai fatto.
Da tante tue parole che ho udito mentre camminavo.
Con tanti fratelli e sorelle pellegrini.
Grazie per la tua vicinanza sulla strada.
Grazie per la tua parola così attraente.
Grazie, Signore. Sempre con te.


Di amen. Ripetilo molte volte mentre cammini. Quando lo dici…
 

Entri in quel fiume di lode che attraversa la creazione.
Collabori con Gesù Samaritano alla salvezza del mondo.
Vivi la vita con lucidità evangelica e la rendi intelligibile.
Allarghi lo spazio nella tua tenda per vivere in comunità.
 

Applaudi con tutta la creazione il Dio che dà la vita in pienezza.
Prega con un amen fiducioso:
 

Amen a te, Padre che hai voluto dimorare in mezzo a noi
per seminare il tuo regno nei nostri cuori

e dare a tutti un caldo abbraccio.
Amen a te, Signore Gesù, nostro compagno di viaggio,
che hai aperto la tua intimità per dirci del Padre
e insegnarci la sua tenerezza e la sua misericordia.
Amen a te, Spirito Santo, che ci svegli ogni giorno
alla gioia di conoscere noi figli di Dio
e ci incoraggi affinché l’umanità che geme
scopra quanto è bello essere e vivere come figli del Padre
e come fratelli di ogni uomo.

 
Continua a camminare con Gesù
A essere nella vita come il rosmarino

Per poter incrociare
sempre nuovi sentieri …
Sii sensibile a tutti i venti e sta sotto ogni cielo.
Come i poeti, non cantare mai la vita delle stesse persone,
né i fiori di uno stesso giardino.
Lascia che siano tutti i popoli il tuo

E ogni giardino il tuo.

 

footprints of Jesus

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