20_Bere alla fonte

. “Mi è sempre piaciuto il deserto. Ti siedi su una duna. Non vedi niente. Non senti niente. Eppure qualcosa si irradia silenziosamente intorno a te. Ciò che rende bello il deserto, disse il piccolo principe, è che, da qualche parte, il deserto nasconde un pozzo ” (A. de Saint-Exupery).

. “Forse è un privilegio non avere nient’altro che un cuore affamato, assetato, abbandonato; un cuore che cerca e chiede, che piange e aspetta, un cuore che ama senza sapere il perché, ma che vive e respira con “ansias de amores inflamado”; un cuore che non sa ma ha assaggiato qualcosa, “un no sé que queda balbuciendo” (Cristina Kaufmann).

. “Solo se tocchi la tua sete puoi entrare nel gioco che ho imparato al pozzo: l’uomo assetato che mi ha chiesto dell’acqua si è rivelato essere quello che ha calmato la mia sete e perciò mi sono deciso a parlarne con quelli della mia gente” (María Dolores Aleixandre, comentando il passo evangelico della Samaritana).

DIO E’ LA FONTE

. Dio si dà a piene mani. Dio esce per incontrare coloro che si incamminano verso di Lui: il povero che sceglie il Vangelo si colloca nella Chiesa e nel mondo, coltiva l’amicizia e accoglie uno stile di libertà e disponibilità ai piani di Dio. “Rivela tante verità, con così chiare cognizioni sulle cose del mondo, quali da soli non potremmo acquistare neppur in molti anni” (C 19, 7). Nella persona si risvegliano   amori, desideri, un senso di Dio e un bisogno di pienezza. È come una pistola che esce dal fodero. “Prima Ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno visto” (Gb 42, 5).

. Tutto è grazia. Per una vita spirituale autentica importa conoscere per esperienza quel che Dio offre lungo il cammino dell’orazione. Tutto viene da Lui, l’essenziale viene da Lui: il più importante ci viene dato. Dio è amore e ci dà allegria. Prepara per tutti un futuro di pace, non di sventura. Dio vuole darci un futuro e una speranza.

. Il simbolo dell’acqua. Come descrivere l’avvento del Signore? La Scrittura usa diversi simboli: una casa che accoglie, una mano tesa che accompagna, una tavola imbandita, una fonte d’acqua. Guardiamo a questo ultimo simbolo. Dove giunge acqua giunge vita. L’acqua inoltre è carica di misteri. “Preziosa nel suo candore, è utile, umile e casta”, come cantava San Francesco. Santa Teresa descrive le sue proprietà: lava, lascia l’anima pulita dalle sue colpe perché unisce la preghiera al mistero di Dio; raffredda e accende, spegne le passioni e accende i desideri della verità e dell’amore; estingue e fa venire sete. Tutto ciò che offre è per il nostro bene.

. Come una fonte. Non sorprende che i cercatori di Dio l’abbiano descritto come una fonte: “Dio è come la fonte, da cui ciascuno prende secondo la propria capacità” (San Giovanni della Croce). Non sorprende che la Chiesa usi l’acqua nel battesimo per significare la vita divina: “Siamo nati nell’acqua come piccoli pesci e solo se rimaniamo in essa siamo salvati” (Tertulliano) e che inviti ciascuno ad attingere acqua con gioia alle fonti del Salvatore. La contemplazione sarà qualcosa come una fonte d’acqua viva che attende ciascuno sulla strada e spegne la sete di chi cammina. Una sorgente d’amore che non finiremo mai di contemplare stupiti e che alle volte ci sembra di una pazzia incredibile.

. La promessa di Gesù. Al tempio di Gerusalemme Gesù gridò: “Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva” (Gv 7, 37). La Parola di Gesù è fedele perché “Dio è fedele” (C 19, 13).

 LA SETE DI DIO

. “Buscando mis amores”. Di fronte allo scetticismo e allo scoraggiamento c’è la ricerca di Dio appassionata e gioiosa. Fiorisce in coloro che sono innamorati di un Dio che ha toccato i nostri cuori con la sua bellezza, perché solo chi è stato amato si mette in cammino. La ricerca è piena di immagini, colorate. “Esalasti il tuo profumo e lo respirai. E anelo a Te. Ti ho gustato e ho fame e sete di Te. Mi hai toccato e io resto abbracciato alla tua pace” (Sant’Agostino).

. “Come la cerva”. Se la ricerca risponde all’amore, la sete risponde alla fonte di acqua viva. Alcune delle più belle suppliche del Salterio hanno a che fare con l’acqua e la sete: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente” (Sal 41, 2-3); “ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua” (Sal 62, 2). Segno che abbiamo iniziato a conoscere Dio è l’ardente desiderio di conoscerlo di più.

. Una preziosa icona della sete. È la donna samaritana (Gv 4). Va al pozzo in mezzo al campo per cercare acqua e un uomo, stanco della strada e assetato, le chiede dell’acqua. A poco a poco questo sconosciuto porta la donna a riconoscere la profonda sete che la abita, e a ricevere acqua da Lui che, come il vasaio di una nuova creazione, la crea e la ricrea. Così finisce per adorare Dio in spirito e verità.

. Il dono dello Spirito. “Innaffia il terreno arido”, risvegliando un desiderio segreto, facendo udire un suono nella solitudine, nascosto negli strati profondi della persona. Produce in noi un dinamismo che contrasta la tristezza del cuore. Ci aiuta a seguire il percorso della vita, dell’amore e della bellezza. Tiene viva in noi la sete di un incontro, il silenzioso desiderio di comunione con Gesù. È presente nella nostra ricerca, ci aiuta a vivere la nostra piccolezza orientata verso Dio. Genera pensieri, come quelli di cui parla Ignazio di Antiochia: “Vai dal Padre, vai dal Padre”.

. “Anhelar la fuente”. La fuente y el agua son polivalentes: significan la oración perfecta, la gracia de la contemplación, la experiencia de Dios, la unión a Cristo y, con ella, la santidad. “Si os lleva el Señor con alguna sed en esta vida, en la vida que es para siempre os dará con toda abundancia de beber” (C 20,2). La contemplación excava en el orante una extraña sed de Dios. “¡Con qué sed se desea tener esta sed!” (C 19,2).

“Brama la sorgente”. La fonte e l’acqua sono versatili: significano la preghiera perfetta, la grazia della contemplazione, l’esperienza di Dio, l’unione con Cristo e, con essa, la santità. “Se qui il Signore vi lascia soffrire un po’ di sete, vi disseterà sovrabbondantemente nella vita che non ha fine” (C 20, 2). La contemplazione scava in colui che prega una strana sete di Dio: “Con quanta sete si desidera quella sete!” (C 19, 2).

IL LINGUAGGIO DI QUELLI CHE VANNO ALLA FONTE DI ACQUA VIVA

. La scuola di orazione. “Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?” (Lc 24, 17). Gesù chiede di parlarGli di Lui e di ciò che lo riguarda. Così spiega in tutte le Scritture ciò che si riferisce a lui (cfr. Lc 24, 27). Perciò Teresa consiglia “a quanti si dedicano all’orazione, specialmente in principio, di procurare amicizia e conversazione con persone che praticano il medesimo esercizio … a chi comincia seriamente ad amare e a servire Dio di confidare a qualcuno le sue gioie e i suoi travagli, patrimonio naturale di chi si dedica all’orazione”. Alla fine “gioverà a sé e agli altri, ne avrà maggiore esperienza e, senza volerlo, sarà d’insegnamento ai suoi amici (V 7, 20).

. Nello stile della donna Samaritana. Lei con Gesù si avventurò fino alla conoscenza del dono di Dio e al suo popolo osò affermare che “il Suo amore vale più della vita” (Sal 62 ,4).

                                                                                                                                            Momento di Orazione

Ricorda che Dio opera nel mondo in segreto attraverso la preghiera. “La preghiera non ci allontana dalle preoccupazioni del mondo. Al contrario, nulla è più responsabile della preghiera. Più si vive una preghiera semplice e umile, più si è portati ad amare ed esprimere questo amore con la vita” (Fratel Roger di Taizé).

Inizia facendo un po’ di silenzio.

Trovi Dio nella solitudine. Non nell’assenza di persone, ma nella capacità di vivere alla sua Presenza.

Signore, eccomi, tienimi per mano. Il tuo Spirito mi dirige verso di te. Il tuo sguardo d’amore approfondisce il mio bene. Innaffia tutto il mio essere con la tua acqua viva. Come respiro l’aria, voglio respirarti. Voglio amarti come sono, dove sono, in tutto quello che faccio.

Traccia il segno della croce su di te in modo che ti avvolga completamente il mistero della salvezza e tu sappia da dove viene l’amore.

Nel nome del Padre, che è amore; del Figlio, che è grazia; dello Spirito Santo, che è comunione.

Lascia che Gesù con la sua acqua bagni il terreno arido che ti porti dentro; che la sua luce allontani da te ogni oscurità, che la sua pace porti l’attenzione che dà senso alla paura, forza, entusiasmo alla vita.

Signore ho sete di te, come arida terra. Dammi di quest’acqua che toglie la sete. Sono contento di aver trovato in te, Gesù, un amico.

Ascolta lo Spirito Santo che invita a mettere nelle Sue mani tutta la tua vita: il lavoro, il riposo, i momenti di sofferenza, i conflitti… ti aiuterà a scegliere l’amore, a restare in comunione con tutti, dando senso ad ogni tuo vissuto.

Vivi la ricerca di Dio con gioia. Comunica a chi ti circonda, senza vergogna, di aver scelto Gesù, infondendo coraggio, alla maniera di Dio.

Non nascondere la gioia che trovi nel Signore, tu che conosci bene la Fonte che sgorga e scorre, anche se è notte (cfr. Giovanni della Croce, Poema “La Fonte”).

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