3_Poesie

 

POESIE

 

 

P 1

 

 

J.M.J.T.

2 febbraio 1

La Rugiada1 Divina

ossia il Latte2 Verginale di Maria

 

 

        1  Mio dolce Gesù, sul seno di tua Madre

radioso d'Amore3 tu mi appari.

L'Amore è quell'ineffabile mistero

che dalla Dimora Celeste t'esiliò.4

Ah, lascia che mi metta sotto il velo5

che ti copre al mortale sguardo

e presso te, Mattutina Stella, Ap 22,16

il mio Cielo io pregusterò!

 

        2  Già al risveglio di una nuova aurora,

giungendo del sol le prime luci,

il fiore tenero a bocciare pronto

dall'alto attende un balsamo prezioso:

è la mattutina benefica rugiada

che, ben turgida di freschezza dolce

e generosa di sua linfa,

il bocciolo fresco schiude in fiore.

 

        3  Sei tu, Gesù, il Fiore appena schiuso!

Al primo tuo risveglio ti contemplo.

Sei tu, Gesù, la stupenda Rosa,

il bocciolo fresco, gentil, vermiglio.

Le braccia purissime della tua Madre cara

per te diventano culla e regale trono.

Tuo dolce sole è il seno di Maria,

tua Rugiada è il suo Latte Verginale.

 

        4  Mio divino Amato Fratellino,

nel tuo sguardo vedo tutto il tuo domani.

Presto per me lascerai tua Madre,

perché l'Amore a soffrir ti spinge;

ma sulla Croce, o Fiore ormai sbocciato,

riconosco la Rugiada di Maria:

il tuo sangue divino è il Latte Verginale!

 

        5  Nel tempio questa rugiada si nasconde:

la contempla rapito l'angelo dei Cieli,

offrendo a Dio la preghiera sua sublime.

Già San Giovanni esclamava: «Eccolo!». Gv 1,29

Sì, ecco il Verbo divenuto per noi Ostia,

Sacerdote eterno, sacrificale Agnello!

Il Figlio di Dio è il Figlio di Maria,

il pane angelico è il Latte Verginale.

 

        6  Di gloria eterna si pasce il serafino,

e perfetta in Paradiso la sua gioia:

io, fragile bimbo, nel ciborio vedo

solo il color del latte e la parvenza.

Ma s'addice il Latte all'infanzia appunto

e l'Amor di Gesù è senza eguali.

O tenero Amore, potenza insondabile,

l'Ostia mia candida è il Latte Verginale!...

(Aria: «Minuit, chrétiens»)

 

 

P 2

 

 

Alla Nostra Maestra e Madre amata

per i suoi 60 anni

 

        1  Oh, che gioioso compleanno

in questo bel giorno celebriamo!

Alla nostra dolce e buona Madre

noi cantiam, cantiamo il nostro amore!

 

        2  Da sessant'anni, quaggiù in terra,

Divin Gesù, voi contemplate

un fiore che, tanto caro a voi,

irrorate delle vostre grazie.

 

        3  Vi ha conquistati molti cuori,

Gesù, il vostro fiore profumato;

e nella valle esso ha colto

un mazzo splendido di fiori.

 

        4  Divin Gesù, su nella Patria

degno compenso le darete;

di quella messe da lei colta

noi vi vedremo incoronarla.

 

        5  Gesù, vostra Rosa è la Madre

che i cuor nostri filiali guida.

Udite la preghiera nostra:

un dì festeggi gli ottant'anni!

 

Le tre piccole novizie

Suor Teresa di Gesù Bambino

Suor Marta di Gesù

Suor Maria Maddalena

20 febbraio dell'anno di grazia 1894

 

 

P 3

 

 

Santa Cecilia

 

Al suono degli strumenti

Cecilia cantava in cuor suo.

(Ufficio della Chiesa)

        1  Diletta Santa, rapita io contemplo

il solco di luce1 che t'avvolge tutta.

Risentire credo la melodia tua dolce,

sì, il tuo celeste canto giunge a me.

        5  Or l'anima mia esule e orante ascolta:

dammi riposo sul tuo virgineo cuore

che, giglio immacolato, rifulse in terra

di splendor mirabile, quasi senza eguali.

 

Castissima Colomba, nella tua vita

      10  nessun altro Sposo che Gesù cercasti.

Egli stretta a sé aveva l'anima tua,

sentendola profumata di virtù.

Ma un mortale, raggiante giovinezza,

respirò il tuo profumo, celeste e bianco fiore!

      15  Per coglierti e conquistar la tua dolcezza,

tutto il suo cuore t'offriva Valeriano,

già pronto a preparare nozze splendide.

La sua casa d'armoniosi canti risuonava.

Ma il tuo cuor verginale elevava cantici

      20  che per un'eco divina fino al Ciel saliva.

Lungi dalla Patria, che cantar potevi, Sal 136,4

vedendo quel fragile mortale accanto a te?

Certo volevi abbandonar la vita

e unirti a Gesù per sempre su nel Cielo!...

      25  Ma no, la lira angelica vibrar sento,

la lira del tuo amore dai dolci accenti!

Al Dio cantavi questo sublime cantico: Sal 118,80

«Puro serbami il cuor, Gesù, Sposo tenero!».

Ineffabile abbandono! Divina Melodia!

      30  Col tuo celeste canto l'Amore sveli, 1Gv 4,18

l'Amor che nulla teme, che s'addormenta

e si oblia sul cuore del suo Dio, qual bimbo.2

 

Nella volta azzurra si accese la bianca stella:

veniva con timidi bagliori a rischiarare

      35  la notte di luce che ci mostrò ben chiaro

l'amore verginale degli sposi in Cielo.

 

Sognava Valeriano il godimento:

l'amore tuo, Cecilia, era l'unica sua brama.

Nella tua nobile alleanza la felicità trovò.

      40  Gli mostrasti la vita che mai dovrà finire:

  «Giovane amico, dicesti, al mio fianco vigila

del Signor un Angelo che il cuor serba puro.

Egli mai m'abbandona e mentre io dormo

lieto mi copre con le sue azzurre ali.

      45  Di notte, il suo viso amabile vedo splendere

d'un bagliore più dolce che mattutina luce.

Il suo volto mi par trasparente immagine,

puro irraggiamento del divino Volto.»

Ribatté Valeriano: «Mostrami quel bell'Angelo,

       50  perché alle tue parole io possa credere.

Se no, penso che il mio amore cambierò

in terribile furore e in odio contro te!».

 

Colomba nascosta nel foro della roccia,3 Ct 2,14

tu non temevi del cacciator le reti! Sal 90,3

      55  Ti mostrava il Volto di Gesù4 la propria luce

e il Vangelo santo stava sul tuo cuore.5

Pronta replicasti con un sorriso dolce:

«L'Angelo Custode il desiderio tuo accoglie:

lo vedrai presto e si degnerà di dirti

      60  che per volare in Ciel martire dovrai essere.

Ma prima è necessario che il battesimo

t'inondi l'anima di candore santo,

che la inabiti lo stesso Dio vero

e la vita del tuo cuore sia il Santo Spirito.

      65  Il Verbo, Figlio di Dio e Figlio di Maria, Gv 1,1

s'immola, nel suo immenso amore, sull'altare.

Al Banchetto della Vita dovrai sedere

per ricevere il Pan del Cielo, Gesù Cristo.6 Gv 6,32.48.59

Allora il Serafino ti chiamerà fratello suo

       70  e, il trono di Dio vedendo nel tuo cuore,

farà che le terrene spiagge tu abbandoni

e veda la dimora di quello spirito di fuoco».

«La Fiamma nuova sento che mi brucia il cuore»,

gioioso esclamò il patrizio ardente.

      75  «Voglio che il Dio vero l'anima mi inabiti:

Cecilia, sarà degno del tuo il mio amore allora!».

 

Portando la veste emblema d'innocenza,

vide Valeriano il bell'angelo del Cielo:

rapito, contemplò la sua potenza eccelsa,

      80  scorgendo il dolce bagliore della fronte.

Fresche rose aveva il Serafino fulgido

e poi dei gigli candidi e splendenti:

eran fiori sbocciati nei giardini eterni,

ai raggi d'Amore dell'Astro creatore.

 

      85  «Sposi cari al Cielo», disse l'Angelo di Dio,7

«le rose del Martirio vi orneran la fronte.

Non c'è voce, non c'è lira alcuna

atta a cantar questo favore immenso!

Io in Dio m'immergo e ne contemplo il fascino,

      90  ma immolarmi a soffrire per lui non posso;

non posso il sangue e le lacrime donargli:

pur con tutto il mio amore, non potrei morire.

Dell'Angelo la purezza è fulgido retaggio;

e la sua immensa gioia non finisce mai!

      95  Ma un vantaggio avete voi sul Serafino:

esser puri voi potete, e in più soffrire!

.............................................................................

Della verginità il simbolo vedete

nei gigli odorosi che v'invia l'Agnello:

con bianca aureola sarete incoronati,

     100  canterete senza fine il canto nuovo. Ap 14,3

Anime genererà la vostra casta unione8

e non vorranno altro sposo che Gesù.

Come pure fiamme brillare le vedrete

presso il trono divino, nella casa degli eletti».

 

     105  Prestami, Cecilia, la tua dolce melodia:

vorrei a Gesù convertire tanti cuori!

Come te vorrei sacrificar la vita,

vorrei donargli il mio sangue e il pianto mio.

Ottienimi d'assaporare su straniera riva9

     110  il pieno abbandono, d'amore dolce frutto.

Lontano dalla terra, presso te, amata Santa,

dammi di volar presto e non più tornare!...

28 aprile 1894

 

 

P 4

 

 

(Aria: «Pitié, mon Dieu»)

 

Cantico per ottenere la canonizzazione

della Venerabile Giovanna d'Arco

 

        1  Dio degli eserciti, la Chiesa tutta intera 1Re 19, 10.14

vorrebbe presto onorare sugli Altari

una Martire, una Vergine guerriera

dal nome soave che risuona in Cielo.

 

    Rit. 1                               Ritornello

Per la tua potenza,

da', o Re del Cielo,

a Giovanna di Francia (bis)

l'Aureola e l'Altare! (bis)

 

        2  Un conquistatore per la Francia peccatrice

non è quanto ella va desiderando:

solo Giovanna è capace di salvarla:

tutti gli eroi valgon meno di un solo martire!

 

        3  Signore, splendida tua opera è Giovanna.

Un cuore ardente e un animo guerriero

donasti alla timida tua Vergine

che d'alloro volevi coronare.

 

        4  Nell'umile suo prato udì Giovanna

voci di cielo chiamarla a combattere.

Ella partì per salvar la Patria:

dolce Fanciulla capeggiò un'armata.

 

        5  Dei soldati fieri conquistò gli animi:

l'Inviata celeste con lo splendor divino,

lo sguardo puro e le parole ardenti

seppe piegare quelle audaci fronti.

 

        6  Prodigio unico nella storia,

ecco un pavido re si vide allora

riconsegnar corona e gloria

dal braccio di una debole fanciulla.

 

        7  Non sono le vittorie di Giovanna

che oggi celebrare noi vogliamo:

la sua virtù e il suo amor - sappiamo -

son le sue vere glorie, o mio Dio.

 

        8  Combattendo Giovanna salvò la Francia,

ma bisognò che le sue virtù

dalla sofferenza fossero sigillate

divinamente da Gesù suo Sposo!

 

        9  Sul rogo sacrificando la sua vita,

udì Giovanna la voce dei Beati.

L'esilio lasciando per la Patria,

qual Angelo Salvatore al Ciel salì.

 

      10  Giovanna, sola speranza nostra or tu sei:

dall'alto dei Cieli le nostre voci ascolta:

scendi e vieni a convertir la Francia,

vieni a salvarla una seconda volta.

 

Rit. 2                       Ritornello

Per la potenza

del Dio vincitore

salva, salva la Francia, (bis)

Angelo Liberatore! (bis)

 

      11  Quant'eran belli i tuoi passi, di Dio Figlia, Ct 7,2

nel ricacciar gli Inglesi dall'intera Francia!

Ma ricorda che ai tempi dell'infanzia

tu custodivi solo miti agnelli!

 

Rit. 3                       Ritornello

Di tutti i deboli

prendi la difesa!

Nell'animo dei fanciulli (bis)

conserva l'innocenza. (bis)

 

      12  A te, dolce Martire, nei conventi nostri,

le vergini, lo sai, ti son sorelle:

veder che Dio regna in tutti i cuori

è quanto, come te, implorano pregando.

 

Rit. 4                       Ritornello

Salvare anime

è il loro desiderio.

Da' loro la tua fiamma (bis)

d'Apostolo e di Martire! (bis)

 

       13  La pena sarà bandita da ogni cuore,

quando vedremo la Chiesa coronare

di Giovanna, nostra Santa, la fronte pura.

E potremo allora cantare finalmente:

 

Rit. 5                       Ritornello

Riposa in te

la speranza nostra.

Giovanna, Santa di Francia, (bis)

prega per noi, oh, prega! (bis)

 

 

 

P 5

 

(Aria: «Dieu de paix et d'amour»)

 

Il mio Canto per Oggi

 

        1  La mia vita è un sol attimo,1 un'ora di passaggio.

La mia vita è solo un giorno che svanisce e fugge.

O mio Dio, tu sai che per amarti sulla terra

non ho che l'oggi!

 

        2  Oh, t'amo, Gesù! L'anima mia a te anela.

Resta per un sol giorno il dolce mio sostegno.

Vieni a regnare nel mio cuore, dammi il tuo sorriso,

 

        3  Che m'importa, Signore, se oscuro è l'avvenire?

Io pregarti per il domani, oh, no, non posso!

Puro conserva il cuor mio, con la tua ombra coprimi, Sal 118,80

solo per oggi. Sal 90,4

 

        4  Se penso a domani, io la mia incostanza2 temo,

e in cuore tristezza e affanno nascere mi sento.

Ma la prova e la sofferenza voglio, Dio mio,

solo per oggi.

 

        5  Io presto devo vederti sulla riva eterna,

o Pilota Divino che mi porgi la mano.

Sui flutti in tempesta guida la mia nave in pace,

solo per oggi.

 

        6  Lascia che nel tuo Volto, Signor, io mi nasconda.3 Sal 30,21

Là non udrò più del mondo ogni rumore.

Dammi il tuo Amore, la tua grazia serbami,

solo per oggi.

 

        7  Io tutto dimentico presso il tuo Divin Cuore,

e le paure della notte non temo affatto. Sal 90,5

Ah, Gesù, un posto nel tuo Cuore a me concedi,

solo per oggi.

 

        8  Pane vivo, pane del Ciel, divina Eucarestia, Gv 6,33.48.59

o Sacro Mistero che l'Amore ci ha donato!

Vieni, Gesù, Ostia Bianca, ad abitarmi il cuore,

solo per oggi.

 

        9  Degnati, Vite Santa e Sacra, che a te m'unisca Gv 15,5

ed il mio fragile tralcio ti darà il suo frutto:

un grappolo dorato4 potrò, Signore, offrirti

già da quest'oggi.

 

      10  Ho solo questo giorno fugace per formarti

il grappolo d'amore dove ogni chicco è un'anima.

Dammi, Gesù, il fuoco d'un Apostolo,

solo per oggi.

 

      11  O Immacolata Vergine, sei la Dolce Stella5

che mi dona Gesù e a Lui mi unisce sempre.

Che io riposi sotto il velo tuo, o Madre cara,

solo per oggi.

 

      12  Sant'Angelo Custode, tu con l'ala coprimi;

con la tua luce il cammino che seguo illumina.

Vieni a guidarmi e i passi aiutami, ti prego,

solo per oggi.

 

      13  Senza veli o nubi vederti voglio, Signore,

ma ancora esule languisco da te lontana.

Non mi sia nascosto il tuo viso amabile, Is 53,3

solo per oggi.

 

       14  A dire le tue lodi volerò io presto.

Quando il giorno senza fine per me scenderà,

allor sulla lira degli Angeli io canterò

l'Oggi Eterno!

 

 

P 6

 

 

Festa del Sacro Cuore

1° Giugno 1894

 

Ritratto di un'Anima che amo

Maria del Sacro Cuore

 

Mi ricordo un cuore, un'anima amorosa,

A cui donò il Cielo una sublime Fede.

Rapirla ad altro mai niente può quaggiù:

Il solo Re che conosce è il suo Gesù.

        5  Anima è davvero grande e generosa,

 

Dolce e viva, umile di cuore sempre.

Un lontano orizzonte e un brillio di stelle

Son sufficienti spesso per unirla a Dio.

Altre volte l'ho vista bramare indipendenza,

      10  Cercar gioia pura e vera libertà!

Rallegrarsi del bene era suo intento;

E sempre voleva dimenticar se stessa.

 

Fu il Cuore di Dio a catturar quest'anima,

Opera del Suo Amore, degna del Creatore.

      15  Un giorno io la vedrò qual pura fiamma

Risplendere, accanto al Sacro Cuore, in Cielo.

Un cuore di figlia riconoscente

 

 

P 7

 

 

Canto di Riconoscenza

alla Madonna del Monte Carmelo

 

        1  Tra le tue braccia tu m'hai presa

dai primi istanti della vita:

dopo quel giorno, Madre cara,

tu mi proteggi quaggiù sempre.

Per conservarmi l'innocenza,

in un dolce nido m'hai riposta

e l'infanzia m'hai custodita,

di un chiostro all'ombra benedetta.

 

        2  E ai tempi della giovinezza,

l'appello di Gesù ho sentito.

Con tenerezza ineffabile

il Carmelo tu m'hai mostrato.

«Vieni, al Salvatore immólati»,

tu con dolcezza mi dicevi,

«vicino a me sarai felice,

vieni, al Salvatore immólati».

................................................................

        3  Presso te trovato ho il riposo

per il mio cuore, o Madre tenera!

Or in terra null'altro voglio:

Gesù soltanto è la mia gioia.

Se a volte sento la tristezza

e temo assalti di paura

me tanto debole sostieni,

Madre, e degnati benedirmi.

 

        4  Dammi che sia fedele sempre

a Gesù mio divino Sposo.

Un dì la sua soave voce

mi chiami a volar tra gli eletti.

Esilio o sofferenza più allora

non avrò e ti dirò nel Cielo

della riconoscenza il canto,

Regina dolce del Carmelo!

16 luglio 1894

 

 

P 8

Agosto 1894

 

Preghiera della Figlia di un Santo

 

1          Ricordati che un tempo su questa terra

la sola gioia tua era l'amarci.

Delle tue figlie esaudisci la preghiera:

proteggici e ancora benedirci degnati.

5  Ricongiunto tu sei lassù alla cara Mamma,1

   che nella Patria Santa t'ha preceduto.

Ora tutt'e due2

nel Ciel regnate:

vegliate su noi!

 

2          Ricordati di Maria3 la tua diletta,

la primogenita ed al tuo cuor più cara;

ricordati che ella con il suo amore

di incanto e di gioia ti riempì la vita!

5  Per Dio tu rinunciasti a lei così dolce,

   baciando quella mano che ti appenava.

Oh, del tuo Diamante4

ognor più scintillante

ricordati!

 

3          Ricordati della bella perla fine5

che conoscesti agnello debole e timido:

vedila che, ripiena di vigor divino,

adesso il gregge del suo Carmelo guida!6

Dell'altre figlie tue or è lei la Madre!

5                  Vieni, Papà, guida lei che t'è sì cara!

Restando in Cielo

del tuo Carmelo

ricordati!

 

4          Ricorda quella preghiera appassionata

che fu per la terzogenita7 facevi.

T'ha esaudito Dio: come le sue sorelle,

splendido giglio essa è sulla terra.

5  La Visitazione la nasconde al mondo,

   ella ama Gesù ed è inondata di pace.

Dei suoi desideri ardenti

e di tutti i suoi sospiri

ricordati!

 

5           Ricordati della tua Celina cara!8

Lei un angelo del Cielo per te è stata

quando uno sguardo del Divino Volto9

a provarti venne con gloriosa10 scelta.

5  Tu regni in Cielo; lei la missione ha svolta.

   Ora11 la vita sua a Gesù consacra.

Proteggi la tua figlia

che spesso ti ripete:

Ricordati!

 

6          Ricordati della piccola regina,

quella tua orfanella della Beresina.12

Ricordati che nel suo cammino incerto

fu sempre la tua mano a sostenerla.

5  Papà, ricorda che al tempo dell'infanzia,

   la serbasti innocente per Dio solo.

Dei suoi capelli biondi,

incanto dei tuoi occhi,

ricordati!

 

7          Ricordati che lassù al Belvedere13

la sistemavi sempre sulle ginocchia

e, mormorando allora la preghiera,

con un dolce ritornello la cullavi.

5  Vedeva riflesso il Cielo sul tuo volto,

   quando spaziava profondo quel tuo sguardo.

E dell'Eternità

la bellezza cantavi:

ricordati!

 

8          Ricorda quella domenica radiosa

quando, stringendola al tuo paterno cuore,

e donandole un fiorellino bianco

di volare al Carmelo le permettesti.

5  Ricorda, Papà: nelle sue grandi prove

   tu le provasti l'amore più sincero.

A Roma e a Bayeux

il Cielo le indicasti,

ricordati!

 

9          Ricordati che, in Vaticano, la mano

il Pontefice posò sulla tua testa.

Del sigillo Divino che in te s'impresse

non potevi comprendere il gran mistero.

5  Ora una preghiera le figlie a te elevano,

   la tua croce e il tuo dolore amaro onorano!

Sulla tua radiosa fronte

risplendono nel Cielo

nove Gigli14 in fiore!!!...

L'Orfanella della Beresina

 

 

P 9

 

 

Preghiera di una figlia in esilio

 

Accanto a te, mio Dio, io ricordo un Padre,

L'apostolo diletto del tuo Sacro Cuore.

Ma in terra straniera è in esilio adesso.

Il mio Pastore è tempo ormai che torni!

Ridona alle tue figlie la luce e guida

E in Francia, o Dio, l'apostolo richiama.

11 Settembre 1894

 

 

P 10

 

 

(Aria: «Tombé du nid»)                                                             20 Novembre 1894

 

Storia di una Pastora

divenuta Regina

 

Alla mia Suor Maria Maddalena il giorno della sua

Professione, fatta nelle mani di Madre Agnese di Gesù.

 

        1  In questo bel giorno veniamo

da voi, Maddalena, a cantare

la catena dolce e stupenda

che allo Sposo vostro vi unisce.

              5  Udite la storia avvincente

d'una pastora che rispose

alla chiamata d'un gran Re

che un giorno la colmò di gloria.

 

Ritornello

Cantiamo la Pastora

che, povera qui in terra,

quest'oggi nel Carmelo

sposa il Re del Cielo.

 

        2  Filava una certa pastora

e custodiva i suoi agnelli.

Ella ammirava i fiorellini,

attenta al canto degli uccelli!

              5  Dei grandi boschi e del bel cielo

comprendeva il linguaggio dolce:

tutto per lei era un'immagine

che le rivelava il Buon Dio.

 

        3  Davvero col più grande ardore

ella amava Gesù e Maria,

che riamavano Melania

e a parlare al suo cuore vennero. Os 2,16

              5  Disse soave la Regina:

«Presso di me, sul mio Carmelo,

«vuoi diventare Maddalena

«e solo il Cielo procurarti?

 

        4  «Questa campagna, o figlia, lascia

«e non senza rimpiangere il tuo gregge.

«Lassù, sulla montagna sacra,

«sarà Gesù il tuo Agnello unico1».

            5  Gesù poi le diceva: «Oh, vieni!

«Il tuo cuore m'ha conquistato:

«per fidanzata io ti prendo Os 2,21

«e mia per sempre tu sarai!».

 

        5  Allor rispose al dolce invito

la pastora umile e felice.

Sorretta da Maria sua Madre

raggiunse del Carmel la vetta.

.......................................................................

             5  Or siete voi la Maddalena

che festeggiamo in questo giorno.

Accanto a Cristo, Re d'Amore,

da pastora passò Regina.

 

        6  Voi sapete, Sorella cara:

Dio servire è per noi regnare.2

Non cessava di insegnarcelo,

nella sua vita, il Salvatore:

5«Se voi primi volete essere

nella Celeste Patria mia,

ognor nascondervi dovrete

tutta la vita... e restar ultimi». Mc 9,34

 

        7  Siete felice, o Maddalena,

Gesù pregando nel Carmelo.

Per voi tanto vicina al Cielo

qualche pena potrebbe esserci?

              5  Marta e Maria3 voi imitate:

pregare e servire Gesù,

per voi è lo scopo della vita

e vi dona la vera gioia.

 

        8  Se poi l'amara sofferenza

visita a volte il vostro cuore,

fatene il vostro godimento:

soffrir per Dio, oh, che dolcezza!

              5  E le divine tenerezze

dimenticare vi faranno

che sulle spine camminate:

di volare già crederete!

 

        9  Vi porta invidia oggi l'angelo,4

gustar volendo quella gioia

che possedete voi, Maria,

or fatta sposa del Signore.

             5  Sì, a partire da questa vita

il Re dei santi è vostro Sposo.

Un giorno, nella Patria eterna,

presso Gesù voi regnerete!

 

Ultimo ritornello

Presto la Pastora,

povera qui in terra,

volando su nel Cielo

presso l'Eterno regnerà.

 

Alle nostre Venerate Madri

 

      10  A voi, buone e dolci Madri,

per le cure e preghiere vostre

Maddalena sorella nostra

deve pace e felicità.

              5  L'amor vostro materno e tenero

lei ben comprendere saprà;

e pregherà il Divin Maestro

di colmarvi d'eterni beni.

 

Ritornello

E nelle vostre corone,

o Madri tanto care,

brillerà quel fiore

che offrite a Dio Salvatore.

 

 

P 11

 

 

«E ormai passato

il tempo delle lacrime»

 

1

Vergine Maria, io, pur tanto incapace,

la sera di questo giorno bello

voglio levare riconoscente il canto

e la speranza d'essere di Dio per sempre.

             5  Ah, troppo tempo lungi dall'arca santa, Gn 8,8‑9

il povero mio cuor sospirò il Carmelo.

Ora l'ho trovato e nulla temo più!

Le primizie qui pregusto del mio Cielo.

Ritornello

È ormai passato il tempo delle lacrime:

il mantello del gregge ho rivestito,

per me si apre un orizzonte nuovo.

In questo giorno pieno di delizie

              5  l'agnellino nascondete, Divina Madre,

sotto il vostro manto.1

 

2

Giovane sono, ma già la sofferenza,

l'amara prova m'ha visitato il cuore.2

Vergine Maria, mia unica speranza,

la gioia ridate all'agnello vostro.

             5  Il Carmelo mi offrite per famiglia:

delle vostre figlie sono anch'io Sorella.

Figlia vostra divento, o Madre amata,

fidanzata di Gesù mio Salvatore.

 

3

Del vostro Figlio lo sguardo ineffabile

si degnò chinarsi sull'anima mia povera.

Io cercai l'adorabile suo Volto3 Sal 26,8

ed è in esso che voglio io nascondermi. Sal 30,21

              5  Bisognerà che io sempre resti piccola4

per meritar lo sguardo dei suoi occhi;

ma crescerò in virtù velocemente,

ai raggi ardenti dell'Astro dei Cieli.5

 

4

Dolce Maria, faticar non temo.

Sapete la mia buona volontà:

ho dei difetti, ma pur del coraggio;

e delle mie sorelle la carità è grande.

             5  In attesa del mio bel giorno nuziale,

le imiterò nelle loro virtù sublimi;

voi, io lo sento, m'infondete forza

per essere la sposa di Gesù.

 

Ultimo Ritornello

Benedite le Madri venerate,

la cui bontà ridato m'ha il Carmelo.

Su un trono eterno assise io le veda

presso di voi, Vergine Maria;

             5                     e in Cielo le incoroni

il materno vostro cuore!

 

 

P 12

 

 

J.M.J.T.

 

«Presso di voi, Vergine Maria...»

18 Dicembre 1894

 

        1  Presso di voi, Vergine Maria,

stasera a cantare noi veniamo,

pregando per la diletta figlia

di cui siete l'unica speranza.

 

        2  Nel giorno santo dell'attesa vostra

voi rendete lieto il suo cuore:

sul Carmelo la tenda essa eleva

nulla aspettando che i Santi Voti.

 

       3  Tenera Maria, un ricordo caro

le risveglia questo giorno bello:

venne il vostro manto a ricoprirla

già in altra ora della sua vita.

 

        4  Il saio alfine le vien ridato:

due volte ha presa la vostra veste:

essa dunque venga rivestita,

o Madre, del vostro doppio spirito. 2 Re 2,9

 

        5  Ella ha cantato: «Io ho coraggio!».

- È vero - abbiamo sussurrato.

Ella ha cantato: «Amo lavorare».

E qui non ci manca mai il lavoro!

 

        6  Ma per lavorare alacremente

la cosa migliore è la forza.

Sulle sue gote mettete, o Madre,

il vivo colore d'una rosa.

 

        7  Or l'attesa è per lei passata,

pace celeste il suo cuore gusta:

tutta vestita da Fidanzata

Gesù vuol vederla per Natale.

 

        8  Si degni nascondere nel suo Volto Sal 30,21

questo umile agnellino vostro:

non vuole altra culla, Madre tenera:

là un suo posto pur reclama!

 

        9  Maria, del povero agnello vostro,

vi prego, esaudite i desideri.

Lungo la notte di questa vita

sotto il manto vostro nascondetelo.

 

      10  Deh, ogni sua preghiera ascoltate

e il cuore vostro così materno

gli conservi a lungo queste Madri,

che il caro Carmelo gli ridanno.

 

 

P 13

 

 

J.M.J.T.

La Regina del Cielo alla sua diletta Figlia

Maria del Volto Santo

 

 

        1  Cerco una figlia che assomigli

a Gesù, unico mio agnello,1

perché li custodisca entrambi,

insieme nella stessa culla.

 

        2  L'Angelo della Patria Santa

di tal gioia sarà geloso;2

ma io a te, Maria, la dono:

il Dio Bimbo sarà tuo Sposo!

 

        3  Sei proprio tu che ho io scelta

come sorella di Gesù!

Vuoi tu allor fargli compagnia?

Riposerai sul cuore mio!

 

        4  Ti celerò sotto il mio velo3

ove dimora il Re del Cielo.

Sola stella sarà mio Figlio

a brillare ormai agli occhi tuoi.

 

        5  Ma perché sempre io ti accolga

presso Gesù sotto il mio velo,

tu dovrai rimaner piccina,

adorna di virtù infantili.4

 

        6  Io voglio che sulla fronte tua

dolcezza splenda con purezza;

ma la virtù che più di tutto

ti dono è la Semplicità.

 

        7  Il Dio Unico in tre persone

che adoran trepidi gli Angeli,

Lui, l'Eterno, vuol che tu gli dia

il nome semplice di Fior dei campi. Ct 2,1

 

        8  Come una bianca pratolina

che sempre al Cielo sta rivolta,

pure tu il fiorellino umile

sii del Bambino di Natale!

 

        9  Il mondo pur misconosce5 il fascino

del Re che è esule6 dai Cieli.

Spesso vedrai brillare lacrime

in quegli occhietti suoi dolcissimi.

 

      10  Tu, incurante dei tuoi affanni,

per rallegrar il Bambinello

baciar dovrai i tuoi dolci ceppi

e cantare con dolcezza.

 

      11  Il Dio la cui Onnipotenza

acquieta i flutti minacciosi, Mc 4,37‑39

per diventare inerme e piccolo

assume i tratti d'un bambino.

 

      12  A te, Maria, non parlerà

l'increato Verbo del Padre

che si esilia per te qui in terra,

mio dolce Agnello e tuo Fratello.

 

      13  Questo silenzio è il primo pegno

dell'ineffabile suo amore.

Quel muto linguaggio afferrando,

tu ogni giorno l'imiterai.

 

      14  Se Gesù si assopirà a volte, Mc 4,37‑39

accanto a Lui riposerai.

Quel Cuor divino vigilante Ct 5,2

sarà per te un dolce appoggio. Gv 13,23 (Volg.)

 

      15  Non affannarti, Maria cara,

per la fatica d'ogni giorno.

Il tuo impegno in questa vita

unicamente sia l'Amore.

 

      16  «Non si vedono le tue opere»,

certo qualcuno potrà dirti.

«Io amo molto», tu rispondi:

«è la ricchezza mia in terra».

 

      17  Gesù t'intreccia una corona7

se tu non cerchi che il suo amore;

se in Lui solo abbandoni il cuore,

farà che regni in eterno.

 

      18  Dopo la notte della vita,

dal suo dolce sguardo invitata,

volerà senza indugio al Cielo

la tua bell'anima estasiata!

La notte di Natale 1894

(Aria del cantico «Sur le grand mât d'une corvette»)

 

 

P 14

 

 

A San Giuseppe, nostro Padre

 

1

Trascorsa in povertà, o Giuseppe,

è l'ammirabile tua vita:

ma la bellezza di Gesù

e di Maria tu contemplavi.

Ritornello

Giuseppe, Padre tenero,

proteggi il tuo Carmelo

e ai figli tuoi in terra (bis)

la pace dà dal Cielo! (bis)

 

2

Nella sua infanzia molte volte

il Figlio di Dio, gioiosamente,

a te obbediente e remissivo Lc 2,51

sul cuore tuo ha riposato.

 

3

Or come te in solitudine

noi serviamo Maria e Gesù:

solo badiamo a compiacerli

e non bramiamo niente più.

 

4

Santa Teresa, nostra Madre,

ti supplicava con amore,

e ci assicura che pregandoti

da te fu sempre esaudita.

 

5

Dopo l'esilio in questa vita

soave la speranza abbiamo

che, con la nostra cara Madre,

a te verremo, o San Giuseppe.

Ultimo ritornello

Guarda, o Padre tenero,

l'amato tuo Carmelo.

Dopo il terreno esilio (bis)

radunaci nel Cielo. (bis)

(Aria: «Nous voulons Dieu»)

 

 

P 15

 

 

[L'atomo del Sacro Cuore]

 

Ritornello

Divin Cuore, quest'atomo

la sua vita ti dona.

E sua pace e gioia

deliziarti, Signore.

 

1

Me ne sto alla tua porta

sia la notte che il giorno.

La tua grazia mi porta,

in me vive il tuo Amore!

 

2

La tua gloria nascondi

e fammi un dolce nido

nel tuo Ciborio santo

e di giorno e di notte.

 

3

L'ala tua – meraviglia! –

diviene mio rifugio

e quando mi risveglio,

tu sorridi, Gesù!

 

4

Lo sguardo tuo m'infiamma,

o mio unico amore!

Allora senza posa

consuma la mia anima.

 

5

Di tenerezza piena,

la tua voce mi estasia.

Mi cattura il tuo cuore,

o dolce mio Amico!

 

6

Mi alza la tua mano

e ad essa io m'appoggio.

Tu infondi coraggio

al mio cuore che geme.

 

7

Ad ogni mia stanchezza

consolami nel cuore;

e per il figlio prodigo

renditi Buon Pastore.

 

8

Oh, soave spettacolo

e prodigio d'amore!

Ecco nel tabernacolo

sempre io voglio stare.

 

9

Distaccata dal mondo,

senza sostegno sono:

la tua grazia m'inonda,

o mio unico Amico!

 

10

Oh, che dolce martirio!

Tutta brucio d'amore:

io verso te sospiro

ogni giorno, Gesù!...

 

 

P 16

 

 

Canto di riconoscenza

della Fidanzata di Gesù

 

(Aria: «Oh! saint Autel»)

 

        1  Nascosta mi hai per sempre nel tuo Volto! Sal 30,21

La mia voce ascolta, Gesù Divino:

a cantar vengo la grazia ineffabile

d'aver sofferto, portando la Croce.

 

        2  Molto ho bevuto al calice del pianto, Mt 20,22‑23

la coppa dei dolori tuoi saggiando:

ora so che ha un suo fascino il soffrire,

e che la Croce salva i peccatori.

 

        3  La mia anima cresciuta per la Croce

ha visto aprirsi un orizzonte nuovo.

Ai raggi del tuo Volto Benedetto

s'è levato in alto il mio cuore fragile.

 

        4  Amato mio, dolcemente mi chiami:

Vieni, mi dici, l'inverno è fuggito,1

inizia per te una stagione nuova, Ct 2,10‑11

la notte al giorno cede finalmente.

 

        5  Or leva lo sguardo alla Patria Santa Sal 120,1

e là tu vedrai, su gloriosi troni,

un Padre amato, una diletta Madre

a cui tu devi la tua immensa gioia.

 

        6  Scorrerà in un baleno la tua vita.

Si è già prossimi al Cielo sul Carmelo.

Amata mia , scelta dal mio Amore,

a te io riserbo un glorioso trono!

(5 febbraio 1895)

 

 

P 17

 

 

Viver d'Amore!...

 

(Aria del canto: «Il est à moi»)

 

 

        1  La sera dell'amore, senza parabole, Gv 16,29

Gesù diceva: «Se uno vuole amarmi, Gv 14,23.27

la mia Parola nella sua vita accolga.1

Io e il Padre verremo a visitarlo

              5  e, dimora prendendo nel suo cuore,

lo ameremo per sempre, stando da lui.

Vogliamo che, colmo di pace, resti Gv 15,9

nel nostro Amore!».

 

        2  Viver d'Amore è custodire Te,

Verbo Increato, Parola del mio Dio! Gv 1,1

Ah, tu sai che t'amo, Gesù divino! Gv 21,15

Lo Spirito d'Amor tutta m'infiamma.2

             5  È amando Te che io attiro il Padre:

il debole mio cuore per sempre lo trattiene.

O Trinità, tu ormai sei prigioniera3

del mio Amore!

        3  Viver d'Amore è di tua vita vivere, Gal 2,20

Re glorioso, delizia degli eletti.

Tu nascosto nell'ostia per me vivi:

e io voglio per te, Gesù, nascondermi!

              5  Pur occorre agli amanti4 solitudine,

un cuore a cuore che duri notte e giorno.

Il tuo sguardo è per me beatitudine:

vivo d'Amore!...

 

        4  Viver d'Amore non è mai qui in terra

un piantare la tenda in vetta al Tabor: Mc 9,5

è salire invece con Gesù il Calvario,

è nella Croce scorgere un tesoro!5

             5  A me gioire sarà dato in Cielo,

ove per sempre esclusa è la prova;

ma nell'esilio voglio col soffrire

viver d'Amore.

 

        5  Viver d'Amore è dare senza tregua,

senza pretesa di compensi umani.

Ah, senza misura6 io do, ben certa

che non si calcola quando pur si ama!

             5  Al Cuor Divino, colmo di dolcezza,

ho dato tutto ed or leggera corro7

ed io altro non ho che la mia ricchezza:

viver d'Amore.

 

        6  Viver d'Amore è delle antiche colpe

bandire ogni timore, ogni ricordo. 1Gv 4,18

Dei miei peccati nessun segno vedo:

in un lampo l'amore tutto ha bruciato!8

             5  Fiamma Divina, Fornace dolcissima,

io prendo dimora nel tuo braciere!

Nelle tue fiamme libera io canto: Dn 3,51

Vivo d'Amore».

 

        7  Viver d'Amore è custodire in sé

un gran tesoro in un vaso fragile. 2Cor 4,7

Mio Amato, estrema è la debolezza mia

e son ben altro che un angelo celeste!

             5  Ma se ogni momento cado e ricado,

tu mi vieni in soccorso e mi rialzi.9

Ad ogni istante mi doni la tua grazia:

vivo d'Amore!

 

        8  Viver d'Amore è navigare10 sempre,

gioia e pace nei cuori seminando.

Mossa da Carità, Pilota caro, 2Cor 5,14

ti vedo nell'anime mie sorelle.11

             5  La Carità è la mia sola stella:

su giusta rotta vogo alla sua luce.

Io sulla vela il mio motto ho scritto:

«Viver d'Amore».

 

        9  Viver d'Amore è, mentre Gesù dorme, Mc 4,37‑39

trovar riposo sui tempestosi flutti.

Non temere, Signor, che io ti svegli!

In pace12 attendo il celeste approdo.

              5  Presto la Fede squarcerà il suo velo;

la Speranza per me è vederti un giorno;

Carità è una vela gonfia che mi spinge:

Vivo d'Amore!

 

      10  Viver d'Amore, mio Divin Maestro,

è supplicarti che il tuo fuoco invada Lc 12,49

del tuo Sacerdote l'anima sacra:13

più puro sia dei Serafini in Cielo!

            5  Glorifica la Chiesa tua immortale;14

non esser sordo, Gesù, ai sospiri miei;

per lei io, Figlia sua, qui mi immolo:

Vivo d'Amore!

 

      11  Viver d'Amore è asciugarti il Volto15

e ottener perdono ai peccatori:16

la tua grazia li accolga, o Dio d'Amore,

e il tuo Nome in eterno benedicano!

             5  Mi rintrona nel cuore la bestemmia:17

per cancellarla voglio ricantare:

«Il tuo Santo Nome io adoro e amo».

Vivo d'Amore!

 

      12  Viver d'Amore è imitar Maria Lc 7,37‑38

che di pianto e preziosi aromi bagna

i tuoi piedi divini e, rapita,

coi lunghi suoi capelli li rasciuga;

              5  poi ella, rotto il vaso, si rialza Mc 14,3

per profumare il tuo dolce Volto.

Anch'io il tuo Volto posso profumare18

col mio Amore!

 

      13  «Viver d'Amore, oh, che follia strana!»,

mi dice il mondo: «Cessate il vostro canto,

e vita e profumi non sprecate più!

Sappiate farne un uso intelligente!».

              5  Amarti, Gesù, che perdita feconda!

Tutti i miei profumi son per te solo;

senza rimpianti lascio il mondo e canto:

«Muoio d'Amore!»

 

      14  Morir d'Amore19 è assai dolce martirio,

che vorrei appunto per te patire!

O Cherubini, accordate la lira:

del mio esilio io sento già la fine.

              5  Fiamma d'Amor, continua a consumarmi!20

Vita fugace, pesa il tuo fardello!

Gesù Divino, il mio sogno adempi:

morir d'Amore.

 

      15  Morir d'Amore, ecco la mia Speranza!

Quando spezzate vedrò le mie catene, Sal 115,16

sarà Dio la mia grande Ricompensa:21

altri beni io non voglio possedere. Gn 15,1

              5  Del suo Amore voglio infiammarmi tutta,

voglio vederlo,22 a Lui per sempre unirmi.

Ecco il mio Cielo, ecco il mio destino:

viver d'Amore!!!...

 

 

P 18

 

Il Cantico di Celina

 

        1  Quanto col pensiero amo riandare

ai giorni benedetti dell'infanzia!

Dell'innocenza il fiore conservandomi,

il Signore m'ha sempre circondata

d'amore!1

 

        2  Così, malgrado la piccolezza mia,

ero tutta piena di tenerezza;

e dal cuor mio usciva la promessa

di prendermi a sposo il Re degli eletti,

Gesù!

 

        3  Nel primo tempo della vita amavo,

con San Giuseppe, la Vergine Maria.

S'immergeva in estasi2 la mia anima

quando negli occhi miei si rifletteva

il Cielo!

 

        4  Amavo di grano i campi e la pianura,

amavo la collina là lontana,

e dalla gioia respiravo appena,

con le mie sorelle cogliendo mazzi

di fiori.

 

        5  Amavo scegliere l'erbette tenere,

i fiordalisi e tutti i fiorellini.

L'odore scoprivo delle viole

e quello soprattutto delle primule,

dolcissimo!

 

        6  Amavo la candida margherita,

le dolci passeggiate di domenica,

sui rami gli uccellini cinguettanti

e quell'azzurro sempre radioso

del Cielo.

 

        7  Amavo andar a porre tutti gli anni

la mia scarpina nel tiepido camino:

di corsa là, appena mi svegliavo,

la festa del Cielo a cantar correvo:

Natale!...

 

        8  Della Mamma amavo quel suo sorriso

e lo sguardo profondo che diceva:

«L'Eternità m'affascina e m'attrae.

Io presto andrò a veder nel Cielo azzurro

il mio Dio!

 

        9  Io me ne vado a trovar nella Patria

gli angioletti miei3... e Maria Vergine.

Dei miei figli che lascio sulla terra

le lacrime a Gesù io offrirò,

e i cuori».

 

      10  Oh, quanto ho io amato Gesù‑Ostia,

che venne nel mattino di mia vita4

a fidanzarsi con me tutt'estatica!

Oh, qual felicità per me offrirgli

il cuore!

 

      11  Poi più tardi io amai la creatura

che essere pareva tutta pura.

Cercando ovunque il Dio della natura,

io Lo trovai e per sempre così ebbi

la pace!

 

      12  Oh, quanto amavo su, nel belvedere

di luce e di gioia inondato tutto,

ricever le carezze di Papà

e contemplare i suoi capelli bianchi

di neve!

 

      13  Nella veglia della sera, io ricordo,

sui suoi ginocchi stando con Teresa,5

venivo cullata lungamente.

Risento ancora del suo dolce canto

l'incanto!

 

      14  Dolci ricordi, voi mi riposate

e infinite cose mi rammentate!

Le cene a sera, gli olezzi di rose,

i cespuglietti pieni di allegria,

l'estate!...

 

      15  Amavo, quando già scendeva il giorno,

poter trasfondere a mio piacere

l'anima mia in quella di Teresa.

Io ero con questa sorella cara

un cuor solo!

 

      16  Si fondevano allor le nostre voci,

le mani s'intrecciavano fra loro,

mentre le Sacre Nozze cantavamo.

Sognavamo insieme già il Carmelo...

e il Cielo!...

 

      17  Della Svizzera e dell'Italia6 vidi

il cielo azzurro e i dorati frutti,

ma soprattutto amai lo sguardo vivo

del Papa, re‑pontefice, posato

su di me...

 

       18 Con vero amore ti ho baciata allora,

del Colosseo terra benedetta!...

La sacra volta delle catacombe

ha rimandato indietro del mio canto

dolce un'eco.

 

      19  Dopo le gioie vennero le lacrime,7

e che gravi tormenti per me allora!...

Io mi vestii dell'armi del mio Sposo

e la Croce divenne mio sostegno,

mio bene!

 

      20  Quanto lungo fu il tempo dell'esilio!

Dell'amata famiglia fui privata;

a me, cerbiatta povera e ferita,

era rifugio la macchia già fiorita,

soltanto!...

 

      21  Ma una sera l'anima mia commossa

poté il sorriso di Maria8 vedere

e poi del sangue suo una goccia santa

si mutò per me, benefico dono,

in Latte!...

 

      22  Allora io bramai, fuggendo il mondo,

che lontana l'eco mi rispondesse:

nella feconda e solitaria valle9

io tra le lacrime cogliendo andavo

i fiori!...

 

      23  Io della chiesetta sperduta amavo

la tremula campana udir suonare;

i refoli ascoltando della brezza,

amavo sedere nei campi aperti,

a sera.

 

      24  Amavo delle rondinelle il volo

e il triste canto delle tortorelle.

Seguivo il fremer d'ali degli insetti:

di quel ronzio sordo io pur amavo

il canto.

 

      25  Amavo la rugiada del mattino

e la leggiadria della cicala;

amavo veder l'ape verginale

che pronta al suo risveglio preparava

il miele.

 

      26  L'erica verde cogliere io amavo

e, sul soffice muschio poi correndo,

sull'alte felci le farfalle inquiete

e ricche dei puri riflessi azzurri

prendevo.

 

      27  Amavo nell'oscurità la lucciola,

ed amavo le stelle senza numero;

e ancor più amavo, nell'azzurro cupo,

la luna10 con l'argenteo disco splendere

di luce.

 

      28  Amavo colmare di tenerezza

il caro mio Papà ormai vegliardo:

tutto egli era per me: gioia, ricchezza,

quasi figlio. Ah, spesso lo stringevo

al petto!

 

      29  Amavamo dell'onde il dolce murmure

e il temporale che violento scroscia.

Nel profondo silenzio della sera

l'usignolo, dal fitto del suo bosco,

cantava!...

 

      30  Ma, un mattino, il bel viso di Papà

l'immagine cercò del Crocifisso!

Il pegno del suo amore mi lasciò,

dandomi l'addio con uno sguardo:

«La parte...». Sal 15,6

 

      31  Con la sua mano divina Gesù

tolse a Celina l'unico tesoro,

e lungi lo portò dalla collina,

deponendolo nell'Eternità,

in Cielo!...

 

      32  Adesso sono come prigioniera:11

rifuggo ormai i boschetti della terra:

ho visto che in essa tutto è effimero,12

vi ho visto la felicità intristire,

morire!...

 

      33  Sotto i miei passi l'erba s'è sciupata,

s'è appassito nelle mie mani il fiore.

Nei tuoi prati,13 Gesù, io voglio correre,

non lasciandovi mai alcuna traccia

dei miei passi!

 

      34  Come cervo colto da sete ardente Sal 41,2

sospira presso la sorgente d'acqua,

vacillante a te accorro, mio Gesù.

Sol le tue lacrime mi placheranno

l'arsura.

 

      35  È solo l'amore tuo che m'attira:

perciò nella pianura lascio il gregge,14

senza curar di custodirlo ancora:

voglio piacere all'unico mio Agnello, Ap 14,3‑4

il nuovo!

 

      36  Gesù, sei tu l'Agnello che io amo:

a me tu basti, tu supremo bene!

In te ho tutto:15 terra e cielo ancora!

Il Fior che voglio cogliere, mio Re,

sei tu!...16

 

      37  O bel Giglio della valle, Gesù mio, Ct 2,1

m'ha inebriata il tuo dolce olezzo! Ct 1,4

Fascio di mirra, corolla odorosa, Ct 1,13

io voglio sul mio cuore custodirti,

amarti!...

 

      38  Il tuo fedele Amore m'accompagna:

in te possiedo i boschi e la campagna

ed i canneti, i prati e la montagna,

le scroscianti piogge e i fiocchi di neve

del cielo.

 

      39  Io in te, Gesù, possiedo ogni cosa:

ho le messi, ho i fiori appena schiusi,

i non‑ti‑scordar‑di‑me, i bottoni d'oro,

le rose, il candido mughetto17 fresco:

che profumo!...

 

       40  Possiedo ancora la lira18 melodiosa,

e inoltre la solitudine armoniosa,

con fiumi, rocce, splendidi cascate,

agili daini, gazzelle, scoiattoli,

caprioli.

 

      41  L'arcobaleno ho in te, la neve pura,

l'aperto orizzonte, dei prati il verde,

l'isole lontane, le bionde messi,

le farfalle, la lieta primavera,

i campi.

 

      42  Ancora nel tuo amore io trovo certo

i palmizi che il vivo sole indora,

la notte uguale al sorger dell'aurora,19

il dolce mormorare dei ruscelli,

e uccelli.

 

      43  In più ho i grappoli sì deliziosi,

le leggiadre libellule graziose,

l'intatto bosco e i fiori misteriosi,

ho tutti i biondi piccoli bambini

che cantano.

 

      44  Io in te ho le sorgenti e le colline,

con liane, pervinche, biancospini,

ninfee, caprifogli, rose canine

e quello stormire leggerissimo

dei pioppi.

 

      45  Ho pure il tremulo sonoro flauto,

la voce dei venti possente e grave,

la viva fiamma, il filo della Vergine,

lo zeffiro, i cespugli tutti in fiore,

i nidi.

 

      46  Ho il bel lago, la solitaria valle

con boschi ed ho dell'oceano vasto

l'onde che poi s'increspano argentate,

i pesci dorati, i tesori vari

dei mari.

 

      47  Ho la barca che dalla spiaggia fugge,

ho la sua scia dorata20 e ancor la riva,

il sol fulgente che le nubi oscurano

quando n'avvolgono nel cielo libero

i dardi.

 

      48  In te ho ancora la colomba pura,

in te, sotto il mio saio di bigello,

trovo anelli, collane, parure,

svariati gioielli, perle e diamanti

brillanti.

 

      49  In te trovo la stella luminosa.

Il tuo amore mi si svela molto spesso

e, quando il giorno volge al suo tramonto,

la tua mano, come traverso un velo,

io vedo.

 

      50  Tu che reggi con una mano il mondo Sal 94,4

e pianti le fittissime foreste

e con un solo sguardo le fecondi,21

pure me segui con sguardo22 d'amore,

sempre.

 

      51  Io ho il tuo cuore, il tuo Volto adorato,

il dolce tuo sguardo che m'ha trafitta;

ho delle sante tue labbra il bacio! Ct 1,2; 8,1

T'amo e non desidero nulla più,

Gesù.

 

      52  Verrò con gli Angeli un giorno a cantare

del sacro tuo amore le lodi pie.

Tre le tue schiere fa' che voli presto!

Gesù, concedi che un giorno io muoia

d'Amore!...23

 

      53  Sempre attirata dalla dolce fiamma,

la farfalla vi vola attorno e brucia.

Simile è l'anima mia: dal tuo amore

attirata, vuole in esso volare

e bruciare!...24

 

      54  Io sento ormai per me che s'avvicina,

Dio, la tua festa nell'eternità!

Tolta dai salici l'arpa mia muta, Sal 136,2

sulle tue ginocchia25 io siederò

e ti vedrò!...

 

      55  Presso di te, mio Dio, verrò a vedere

Maria, i Santi, la mia famiglia cara!

E, dopo l'esilio di questa vita,

il tuo paterno tetto26 troverò

in Cielo!...

 

 

P 18 bis

 

 

Molti pensieri sono presi

dal Cantico spirituale di

S. Giovanni della Croce

(Aria: «Combien j'ai douce souvenance»)

 

Chi ha Gesù ha Tutto

 

        1  Le gioie della terra disprezzando,

io sono divenuta prigioniera.

Ho visto che i piaceri son tutti effimeri:

mia unica felicità sei tu,

Signore!

 

        2  Sotto i miei passi l'erba s'è sciupata,

s'è appassito nelle mie mani il fiore.

Nei tuoi prati, Gesù, io voglio correre,

non lasciandovi mai alcuna traccia

dei miei passi!

 

        3  È solo l'amore tuo che m'attira:

perciò nella pianura lascio il gregge,

senza curar di custodirlo ancora:

voglio piacere all'unico mio Agnello, Ap 14,3‑4

il nuovo!

 

        4  Gesù, sei tu l'Agnello che io amo:

a me tu basti, tu supremo bene!

In te ho tutto: terra e cielo ancora!

Il Fior che voglio cogliere, mio Re,

sei tu!...

 

        5  In te possiedo la natura bella,

e l'arcobaleno e la neve pura,

l'isole lontane, le bionde messi,

le farfalle, la primavera lieta,

i campi.

 

        6  Ho la barca che dalla spiaggia fugge,

ho la sua scia dorata, e ancor la riva,

il sol fulgente che la nube avvolge

quando s'oscuran nel cielo infuocati

i dardi.

 

        7  Tu che reggi il mondo con una mano Sal 94,4

e pianti le fittissime foreste

e con un solo sguardo le fecondi,

pure me segui con sguardo d'amore,

sempre.

 

        8  Sempre attirata dalla dolce fiamma,

la farfalla vi vola attorno e brucia.

Simile è l'anima mia: dal tuo amore

attirata, vuole in esso volare

e bruciare!...

 

         9  Io sento ormai per me che s'avvicina,

Dio, la tua festa nell'eternità!

Tolta dai salici l'arpa mia muta, Sal 136,2

sulle tue ginocchia io siederò

e ti vedrò!...

 

       10  Presso di te, mio Dio, verrò a vedere

Maria, i Santi, la mia famiglia cara!

E, dopo l'esilio di questa vita,

il tuo paterno tetto troverò

in Cielo!...

 

 

P 19

 

 

L'atomo di Gesù-Ostia

 

(Pensieri di suor San Vincenzo dÈ Paoli messi in versi su sua richiesta)

 

        1  Sono solo un granello di polvere,

ma io voglio fissare la dimora

all'ombra del Santuario di Dio;

là con Gesù è Prigioniero d'Amore.1

             5  All'Ostia anela l'anima mia.

Io molto l'amo e nient'altro bramo:

ad attrarmi è solo il Dio nascosto. Is 45,15

Io sono l'atomo di Gesù.

 

        2  Ignara dell'intero creato2

desidero pur sempre restare

e col silenzio mio consolare

l'Ospite nel suo ciborio sacro.

             5  Oh, l'anime io vorrei salvare,

e i peccator cambiar in eletti!3

Gesù, a me tuo atomo dona

d'un apostolo il fuoco bruciante.

 

        3  Se dal mondo io son disprezzata

e come una nullità son vista,

di Dio la pace m'invade tutta

perché ho l'Ostia che mi sostiene.

             5  Compresi son tutti i miei sospiri

se io m'approssimo al ciborio.

Esser nulla, ecco la mia gloria!

Io sono l'atomo di Gesù.

 

        4  Se a volte si fa cupo il Cielo

non può l'atomo volare,

ama star nell'ombra nascosto,

fermo alla porticina d'oro.

             5  Viene allor la divina luce,

che letizia è degli eletti,

e scalda sulla fredda terra

di Gesù quest'atomo povero.

 

        5  Diviene splendente allor l'atomo

ai caldi raggi della grazia.

Si fa dolcemente cullare

al soffio lieve della brezza.

             5  Oh, che ineffabile delizia

ebbe mai e che benefici!

Slitta vicino assai all'Ostia

di Gesù quest'atomo povero.

 

        6  Consumandosi presso l'Ostia

del tabernacolo d'Amore,

silente scorrerà la vita mia,

nell'attesa del giorno eterno.

             5  Quando chiusa sarà la prova,

l'Atomo dell'Eucarestia

volerà alla casa dei santi

brillando accanto al suo Gesù!

(Aria: «Par le chants le plus magnifiques»)

 

 

P 20

 

 

J.M.J.T.

 

(Aria: «Mignon sur la rive étrangère»)

 

Il mio Cielo quaggiù!

 

        1  L'ineffabile tua immagine1

è l'astro che i miei passi guida.

Per me, Gesù, è il Cielo in terra

ben lo sai, quel tuo dolce Viso.

        5  Questo mio amore scopre il fascino2

del tuo Volto, bello di pianto.

Io sorrido in mezzo alle lacrime

quando contemplo i tuoi dolori.

 

        2  Oh, io per consolarti3 voglio

vivere ignota4 sulla terra.

La tua bellezza che mi celi

mi svela tutto il suo mistero

e io a te vorrei volare!

 

        3  Sola mia Patria è il tuo Volto:

è il mio bel regno5 dell'Amore,

la mia ridente Prateria;

è il dolce Sole d'ogni giorno,

              5  è il puro Giglio della valle, Ct 2,1

che col profumo misterioso6

mi quieta l'anima esiliata,

saziandola di pace eterna.

 

        4  Quel Volto è Dolcezza e Riposo

per me e Lira melodiosa,

mio dolcissimo Salvatore.

È il Divino mazzo di mirra Ct 2,13

che serbar voglio sul mio cuore!7

 

        5  Il tuo Volto è il tesoro unico

che possiedo, né altro chiedo.

Là nascosta senza sosta,8 Sal 30,21

ti somiglierò, o Gesù!9

             5  Lascia in me la Divina Impronta

di quei tuoi tratti delicati

e presto santa mi farò,

molti cuori attirando a te.

 

        6  Oh, che del tuo ardore io m'infiammi,

sì che una bella messe d'oro

per te raccogliere io possa;

e della tua adorata Bocca

donami presto il Bacio eterno! Ct 1,2

12 agosto 1895

 

 

P 21

 

 

J.M.J.T.

 

(Aria: «Connais-tu le pays»)

Cantico di un'anima che ha trovato

il suo porto di pace! Ct 1,7

 

        1  Gesù, oggi le catene tu mi spezzi!1 Sal 115,16

Nel santo Ordine di Maria Vergine

io trovare potrò i veraci beni.

Signor, colmerai di celesti grazie

5l'amata mia famiglia che ho lasciata;

e me peccatrice perdonerai.

 

       2  Gesù, al Carmelo vivere desidero:

in quest'oasi il tuo amore mi ha chiamata.

Io qui voglio seguirti, sempre,

e amarti, amarti e poi morire!2

             5  Qui seguirti voglio,

qui, sì qui, qui!

 

        3  Gesù, oggi adempi tutti i miei voti!

Io presso l'Eucarestia3 ormai potrò

silenziosa immolarmi e il Cielo attendere.

Io, dell'Ostia Divina ai raggi esposta,

              5  a quel fuoco d'amore consumandomi

come un serafino ti amerò, Signore.

 

        4  Presto sull'eterna riva4 dovrò seguirti.

Gesù, quando i miei giorni finiranno,

              5  sempre, sempre vivrò nel Cielo,

e t'amerò e non morrò mai!

Sempre, sempre vivrò nel Cielo,

sempre, sì, sempre! 5

 

 

P 22

 

 

J.M.J.T.

 

7 settembre 1895

All'amata mia Madre

Angelo Custode della mia infanzia

 

        1  Pur lungi dal Cielo,1 Patria mia,

io sola non sono mai quaggiù,

ché nell'esilio di questa vita

mi guida i miei un angelo2 bello.

 

        2  Accanto alla mia culla ha cantato

questo bell'angelo, o Madre amata,

ed io ognora come nuovo sento

l'accento della sua melodia.

 

        3  Cantava il fascino di Gesù,3

cantava la gioia d'un cuor puro;

e con l'ala il mio pianto asciugando,

cantava ancora il bel Cielo azzurro.

 

        4  Cantava inoltre l'Onnipotenza

che l'Astro d'oro ed il fiore fece;4

e il Dio dell'infanzia pur cantava,

che custodisce il candor dei gigli.

 

        5  Cantava la Vergine Maria

con l'azzurro del suo grande manto

e la collina e la prateria

ove i vergini l'Agnello seguono. Ap 14,4

 

        6  Grande mistero! L'angelo bello

mi chiamava sorella sua piccola!

I tratti d'una madre egli aveva,

ed io sul suo cuore riposavo!

 

        7  All'ombra delle sue ali candide

io ben crescevo rapidamente:

i lidi eterni avevano incantato

i miei occhi di fanciulla già.

 

        8  Avrei voluto lasciar la terra,

volando in cielo con il mio angelo

e vedere la divina luce

circonfonderci entrambi lassù.

 

        9  Ma, ahimé, il bell'angelo un giorno,

anziché nel bel Cielo portarmi

la verginale schiera a cercare,

verso il Carmelo spiccò il suo volo.

 

      10  Ah, come volevo io seguirlo

e veder le sue virtù da presso!

Bramavo spartire la sua vita

e come lui unirmi a Gesù.

 

      11  Felicità davvero purissima!

Tutti i desideri m'esaudì

Gesù: col mio angelo al Carmelo

io attendo adesso soltanto il Cielo.

 

      12  La sua melodia ormai io posso

udire ogni giorno: alla sua voce

tutta estasiata l'anima mia

d'un gran fuoco d'Amor tutta s'accende.

 

      13  O Madre, l'Amore dona l'ali

ed io presto prenderò il mio volo,

portandomi alle colline eterne,

dove si degna Gesù chiamarmi.

 

      14  Ma, non lasciando la corte di Dio,

io scenderò in terra d'esilio5:

al fianco mi porrò di mia Madre

e a mia volta sarò il suo angelo.

 

      15  Per me il Cielo non ha attrattiva

se non mi si dà di consolarti,

in riso le lacrime cambiarti

e a te i miei segreti rivelare.

 

      16  Quella gioia celeste e profonda

senza te non saprei mai godere;

e di lasciarti a lungo nel mondo

io non potrei affatto accettare!

 

      17  Entrambe insieme verso la Patria,

diletta Madre, noi voleremo

all'altra sponda del cielo azzurro

e sempre il Buon Dio contempleremo!!!

 

 

P 23

 

 

(Aria: «Quand viendra Noël»)

Al Sacro Cuore di Gesù

 

  1    Si sporse in pianto sul Sepolcro santo,

cercando il suo Gesù la Maddalena. Gv 20,1.11‑13

  Lenir volevan gli Angeli la sua pena

  nulla però alleviava il suo dolore.

  5  Non eravate voi, fulgenti arcangeli,

  che quell'ardente anima cercava.

  Ella il Signor degli angeli voleva

e in braccio prenderlo e portarlo via! Gv 20,15

 

  2  Presso la tomba era rimasta ultima,

  ed era poi giunta avanti l'alba.

  Venne il suo Dio, ma non luminoso.

  Maria non poteva in amore vincerlo!

  5  Egli mostrò prima il suo Viso santo;

  poi dal Cuor gli uscì una parola sola:

Gesù dolcemente sussurra «Maria»,1 Gv 20,16

  pace ridandole e letizia piena.

..................................................................................

  3  Qual Maddalena ho voluto un giorno

  vederti anch'io e avvicinarti, o Dio.

  Lo sguardo ho immerso nella piana immensa,

  di cui io cercavo il Padrone ed il Re:

  5  la volta stellata, l'acqua, i bei fiori

  e gli uccelli vedevo ed esclamavo:

  «Se non vedo Dio, splendida natura,

  per me tu non sei che una vasta tomba.

 

  4  «Un cuor caldo di tenerezza cerco,

  che sostegno mi sia senza ricambio,

  che tutto di me, debolezza inclusa,

  ami e giorno e notte non m'abbandoni».

  5  Ma io ho trovata creatura alcuna

  che sempre mi amasse e mai morisse.

Io voglio un Dio che con la mia natura

  mi sia fratello2 e soffrire possa!

 

  5  M'hai udita, Amico, il solo io che amo!

  Alto mistero! Per rapirmi il cuore,

  fatto mortale tu versasti il sangue!

  E tu vivi per me ancor sull'Altare.

  5  Se pur non vedo il tuo Volto splendido,

  né sentir posso la tua voce dolce,

  io ben posso della tua grazia vivere

  e riposare sul tuo Sacro Cuore.

 

 6  Cuor di Gesù, di tenerezza pieno,

  tu mia gioia e mia unica speranza,

  hai affascinata me tenera giovane!

Stammi accanto fin nell'ultima sera. Lc 24,29

  5  Gesù, a te solo la vita ho donata

e i desideri miei tu ben conosci. Sal 37,10

  Nella tua bontà sempiterna voglio,

  Cuor di Gesù, perdermi totalmente!

 

  7  Ben lo so, tutte le giustizie nostre Is 64,6

  non han valore alcuno agli occhi tuoi.

  Per dare ai sacrifici miei un peso

  nel tuo Cuore Divino or li verso.

  5  Perfetti neanche gli angeli hai trovati Gb 4,18

e la legge tra folgori hai donata. Es 19,16

  Gesù, io nel tuo Cuore mi nascondo

  e non temo più: mia forza sei tu!3

 

  8  Per poter contemplar la tua gloria,

so ch'in mezzo al fuoco passar si deve: 1Cor 3,13.15

  per purgatorio mio scelgo felice

  l'Amore tuo ardente,3 Cuore del mio Dio!

  5  L'anima mia l'esilio abbandonando,

  far vorrebbe un atto di puro amore

  e poi volare al Cielo Patria sua,

  per entrar nel tuo Cuore senza ambagi!

...................................................................................

 

 

P 24

(Aria: «Rappelle‑toi»)

Gesù mio Amato, ricorda!

 

«Figlia mia, fra le mie parole scegli quelle che più respirano amore, scrivile e custodiscile come preziose reliquie, abbi cura di rileggerle spesso. Quando un amico vuole risvegliare nel cuore d'un amico la vivacità primitiva del suo affetto, gli dice: Ricordi ciò che provavi quando un giorno mi dicesti quella frase? Oppure: Ricordi i tuoi sentimenti a tale epoca, nel tal giorno, nel tal luogo? Credilo, le più preziose reliquie mie sulla terra sono le parole del mio amore, le parole uscite dal mio dolcissimo Cuore».

 

(Parole di Nostro Signore a Santa Gertrude)1

 

        1  Ricorda la gloria del Padre, Eb 1,3

ricorda i divini splendoriSal 109,3

che hai smessi esiliandoti in terra

per salvare noi peccatori.

             5  Grandezza e gloria infinita hai velato

tu, Gesù, disceso su Maria Vergine.

Il seno di tua Madre,

tuo secondo Cielo,

ricorda.

 

        2  Ricorda che a Natale gli Angeli,

scendendo dal Cielo cantavano: Lc 2,13‑14

«A Dio gloria, potenza e onore;

e ai cuori sinceri la pace!»

              5  La promessa tu mantieni da secoli:

dei tuoi figli la ricchezza è la pace.

Per gustare in eterno

la pace tua ineffabile,

vengo a te.

 

        3  Vengo a te, nelle fasce2 celami: Lc 2,7

starò nella tua culla sempre,

ricorderò le prime gioie Lc 2,15‑18

e canterò con i tuoi angeli.

             5  Gesù, ricorda i magi ed i pastori Mt 2,11‑12

che lieti il cuore e gli omaggi t'offrirono.

La schiera innocente Mt 2,16‑18

che il suo sangue ti diede,

ricorda!

 

        4  Ricorda: di Maria le braccia

al regal trono hai preferito.

Il solo latte della Vergine

sostenne la tua vita fragile.

             5  O piccolo fratello Gesù, invitami

al banchetto d'amore di tua Madre.

Il cuor t'ha fatto battere

la tua sorella piccola,

ricorda!

 

        5  Ricorda che chiamasti padre

Giuseppe il mite: al cenno di Dio, Mt 2,13‑15

mentre dormivi in braccio a Maria,

ti scampò all'ira d'un mortale.

             5  O Dio Verbo, ricorda tal mistero! Gv 1,1

Tu tacevi e parlar facevi l'angelo.

Il tuo lontano esilio

sulle rive del Nilo

ricorda!

 

        6  Ricorda che in stranieri lidi

gli astri d'oro e l'argentea luna,

che io contemplo nel cielo limpido,

t'allietaron gli occhi di bimbo.

             5  Con la tua mano carezzando Maria,

tu reggevi il mondo e gli davi vita. Sal 94,4

E tu a me già pensavi,3

piccolo Re Gesù,

ricorda.

 

        7  Ricorda che in gran solitudine

con mani divine operavi;

stare ignoto era tua cura,

ché la fama umana scansavi.

              5  Sol un detto e potevi il mondo attrarre,

ma il tuo sapere ti piacque occultare.

Ignorante apparisti,

Signore Onnipotente,

ricorda!

 

        8  Ricorda che, esiliato qui in terra,

errante andavi, Verbo Eterno.

Neanche una pietra, nulla avevi, Mt 8,20

né un riparo, come gli uccelli!

              5  A me vieni, Gesù, poggia la testa!

Vieni, ad accoglierti l'anima ho pronta.

Mio amato Salvatore,

nel mio cuor riposa:

esso è tuo!

 

        9  Ricorda: le tue tenerezze Mc 10,13.16

sui più piccoli riversavi.

Pur io voglio le tue carezze.

Dammi i tuoi baci inebrianti!

              5  Per godere la tua presenza in Cielo,

le virtù dell'infanzia seguirò.

Spesso tu stesso hai detto:

«Il Cielo è per i piccoli», Mt 19,14

ricorda!

      10  Ricorda che presso quel pozzo Gv 4,6‑10.14

tu, viandante stanco del viaggio,

versasti4 alla Samaritana

del tuo cuore i fiotti amorosi.

             5  Conosco chi a lei chiedeva da bere5:

Egli è il Dono di Dio, sorgente della gloria.

E Lui l'acqua sorgiva,

è Lui che disse a noi:

«Venite a me!». Gv 7,37‑38

 

      11  «Venite, anime oppresse e povere! Mt 11,28‑30

Lievi saranno i vostri pesi

e, voi per sempre dissetate,

avrete in seno fonti vive». Gv 4,14

             5  Gesù, ho sete e imploro di quell'acqua;

deh, inonda a torrenti l'anima mia!

Per fissar la dimora

nell'Oceano d'Amore

io vengo a te!

 

      12  Ricorda: io, figlia della luce,6 Lc 16,8

servir il mio Re spesso scordo.

Pietà della mia gran miseria!

Gesù, nel tuo amore perdonami!

              5  Nei celesti affari sagace rendimi,

dammi i segreti ascosi nel Vangelo.

Ah, questo libro d'oro

è il mio più gran tesoro,

ricorda!

 

      13  Ricorda: tua Madre divina

sul tuo cuore ha un grande potere.

Ricorda che un dì ti pregava Gv 2,1‑10

e tu l'acqua in vino7 mutasti.

              5  L'opere mie imperfette tu cambia,

Signore, al cenno di Maria elevale.

Che sono figlia sua,

o Gesù, molto spesso

ricorda!

 

      14  Ricorda che spesso sul monte

tu salivi al calar del sole. Lc 6,12

Ricorda quelle tue preghiere

e a sera i canti tuoi d'amore!

             5  Offro gioiosa, o Dio, la tua preghiera

nell'orazioni e nell'Ufficio Santo.

Là, vicina al tuo Cuore,

con gioia canto:

ricorda!

 

      15  Ricorda che, i campi guardando, Gv 4,35

le messi il tuo Cuor presagiva.

Ai monti santi gli occhi alzando,8 Sal 120,1

dicevi i nomi degli eletti...

              5  Perché la tua messe presto venga colta

ogni giorno io m'immolo e prego.

Dio, le mie gioie e tristezze

son per i tuoi Mietitori:

ricorda!

 

      16  Ricorda la festa degli Angeli, Lc 15,10s.

ricorda la musica in Cielo

e dell'alte schiere la gioia

se un peccator alza a te gli occhi.

              5  Io voglio aumentare tale letizia!

Gesù, pregherò ognor pei peccatori.

Per riempire il tuo Cielo

son venuta al Carmelo,

ricorda!

 

      17  Ricorda la Fiamma ben dolce

che appiccare bramavi nei cuori. Lc 12,49

In me questo Fuoco hai tu messo9

e il calore espanderne voglio.

             5  Scintilla flebile - mistero di vita! -

basta ad accendere un immenso incendio.10

Io desidero, mio Dio,

diffondere il tuo Fuoco,11

ricorda!

      18  Ricorda quel banchetto splendido

che al figlio pentito prepari.12 Lc 15,23.20

Ricorda che l'anima innocente

che nutri tu stesso ogni istante.

             5  Gesù, tu il prodigo accogli amoroso;

con me i fiotti del tuo Cuor non s'arrestano.

Mio Re, mio dolce Amato,

i tuoi beni sono miei, Lc 15,31

ricorda!

 

      19  Ricorda che, esclusa ogni gloria,

spargendo i divini prodigi,

gridavi: «Potrete mai credere, Gv 5,44

voi che cercate umana stima?

             5  Quanto io compio vi sembra sorprendente? Gv 14,12

Cose maggiori i miei amici faranno». Gv 15,15

Umile e dolce tu eri, Mt 11,29

Gesù, mio tenero Sposo,

ricorda!

 

      20  Ricorda che in ebbrezza santa

sul Cuor ti s'appoggiò l'Apostolo: Gv 13,23(Volg.)

scoprì, calmo, la tua dolcezza

carpì, Signor, i tuoi segreti.

              5  L'amato Apostolo io non invidio:

i tuoi segreti so, ché son tua sposa.

Mio Divin Salvatore,

sul Cuor tuo m'assopisco:

esso è mio!13

 

      21  La notte dell'agonia, il sangue,

ricorda, mescolasti al pianto, Lc 22,44.43

che, Rugiada d'Amor preziosa,

virginei fiori germinò.

             5  Ti mostrò un Angelo l'eletta messe

e il santo Volto tuo tornò gioioso.

Gesù, in mezzo ai tuoi gigli

tu m'hai vista sempre:

ricorda!

 

      22  Verginizzò, ricorda, i fiori

quella tua feconda Rugiada

e fin da qui li preparò

a generarti molti cuori.

             5  Gesù, sono vergine, ma - mistero! -

io, unita a te, divengo madre d'anime!14

I fiori verginali,

che salvano i peccatori,

ricorda!

 

      23  Oppresso dal dolor - ricorda -

un Condannato al Ciel volgendosi

gridava: «Presto mi vedrete

apparir glorioso e potente». Mc 14,62

              5  Nessuno lo credeva di Dio figlio, Lc 22,67

ché la gloria ineffabile celava.

Principe della pace, Is 9,5

io ben ti riconosco

e credo in te!

 

      24  Ricorda che il divin tuo Volto

ai tuoi sconosciuto fu sempre; Is 53,3

ma a me la tua effigie lasciasti.

Sai che t'ho ben riconosciuto!

             5  Sì, in mezzo al pianto io pur ti vedo,

Viso dell'Eterno e ne scopro il fascino.

O Gesù, tutti i cuori

che il tuo pianto colgono

ricorda.

 

      25  Ricorda il gemito amoroso

che al tuo Cuor sfuggì sulla croce:

Gesù, nel mio s'è pure impresso!

Quella tua sete15 condivido: Gv 19,28

              5  più sento le tue divin fiamme avvolgermi,

più impaziente sono di darti anime.

Io notte e giorno brucio

di una sete d'Amore,

ricorda.

 

      26  Ricorda, mio Verbo di Vita: Gv 1,1

m'amasti tanto da morirne!

Anch'io voglio da pazza amarti16

e per te vivere e morire.

             5  Quel ch'io desidero lo sai, mio Dio:

farti amare e un giorno diventar martire.

Voglio morir d'amore:

Signor, il mio sospiro

ricorda.

 

      27  Ricorda che il dì che vincesti

ci dicesti: «Beato è davvero Gv 20,29

chi il Figlio non vide glorioso,

ma pur in Lui credette sempre!».

              5  Nell'ombra della fede ti amo e adoro:

Gesù, l'alba attendo in pace per scorgerti.

Non desidero già

incontrarti quaggiù,17

ricorda.

 

      28  Ricorda che, salendo al Padre,

dovevi non lasciarci orfani: Gv 14,18

imprigionandoti qui in terra,

celasti i raggi tuoi divini.

             5  Ma l'ombra del tuo velo è pura e chiara:

sei tu vivo Pane, celeste cibo. Gv 6,35

Oh, mistero d'amore!

Mio Pane quotidiano Mt 6,11

sei tu!

 

      29  Gesù, i nemici bestemmiano

il Sacramento tuo d'Amore,

ma mi vuoi mostrar quanto m'ami,

scegliendo il mio cuor come casa.

             5  Ostia Santa e Divina, Pane dell'esilio,

non io vivo, ma di tua vita vivo! Gal 2,20

Il tuo ciborio d'oro18

fra tutti eletto, Gesù,

son io!

 

      30  Gesù, son io il tuo tempio vivo

che profanar il mal non può.

Resta in cuor mio! Un'aiuola sono

e brama ogni fior a te volgersi.

              5 Se ten vai, delle valli bianco giglio, Ct 2,1

sai che presto presto i miei fiori.

Amato mio Gesù,

Giglio odoroso, sboccia

in me!

 

      31  Ricorda che amo consolarti

quaggiù dei peccatori ingrati.

Mio solo Amor, ti prego, ascolta:

con mille cuori voglio amarti.

             5  Gesù, Bellezza eccelsa, questo è poco:

dammi il tuo19 Divin Cuore per amarti!

Ardo di questa brama:

Signore, ad ogni istante

ricordala!

 

      32  Ricorda che il voler tuo santo

è mio riposo20 gioia unica.

Mi cedo e dormo fiducioso

in braccio a te, Salvatore mio.

             5  Se tu poi dormi ed infuria la tempesta, Mc 4,38

restar voglio in una profonda pace.

Ma durante il tuo sonno,

o Gesù, al risveglio

preparami!

 

      33  Ricorda che io sospiro spesso

il giorno del tuo grande avvento.

Manda l'angelo che ci annunci:

«Orsù, sveglia! Finito è il tempo!». Ap 10,6

             5  Veloce allora io solcherò lo spazio1Ts 4,16

e accanto a te, Signor, prenderò posto. Gv 14,2

Nel mio soggiorno eterno

devi essere il mio Cielo:

ricorda!

 

 

P 25

 

 

Composta su richiesta di suor San Vincenzo dÈ Paoli

(medesima aria della precedente oppure quella della Glossa di Santa Teresa)

 

I miei desideri presso Gesù nascosto

nella sua Prigione1 d'Amore

 

        1  Io invidio te, piccola Chiave,

perché ogni giorno aprir tu puoi

la prigione dell'Eucarestia

dove il mio Dio d'Amore abita.

             5  Ma posso anch'io - dolce miracolo! -

con un solo atto di mia fede

aprir perfino il Tabernacolo

e celarmi2 col Divin Re.

 

        2  Oh, io vorrei nel Santuario,

accanto a Dio consumarmi,

e splendere sempre nel mistero,

qual Lampada del Luogo Santo.

              5  Che gioia! In me ho delle fiamme

e a Gesù conquistare posso

ogni giorno falangi d'anime,

incendiandole del suo amore.

 

        3  Ad ogni aurora io t'invidio,

o Pietra Sacra dell'Altare!

Nella stalla l'Eterno è nato

e su di te rinasce ancora!

              5  Esaudisci la mia preghiera:

in me vieni, mio Salvatore!

Non fredda pietra è la mia anima,

ma è sospiro del tuo cuore!

 

        4  O Corporale orlato d'angeli,

invidiabile è la tua sorte!

E su te, quasi in fasce umili,

Gesù vedo, il mio bene unico.

             5  Il cuor cambiami, santa Vergine,

in corporale puro e bello

sì che accolga l'Ostia bianca

che nasconde l'Agnello mite.

 

        5  Io t'invidio, Patena santa!

Su te viene Gesù e riposa.

Fino a me d'abbassarsi accetti

la infinita sua grandezza!

             5  Gesù, compiendo quanto spero,

di mia vita la sera anticipa:

in me viene e la sua presenza

mi fa un vivente Ostensorio!

 

        6  Io t'invidio, felice Calice,

dove adoro il divino Sangue.

Ma io posso ciascun mattino

nel Sacrificio ben raccoglierlo.

              5  Più dei Vasi preziosi d'oro

Gesù ama l'anima mia.

Calvario Nuovo è l'Altare,

là il suo Sangue ancor mi bagna.

 

        7  Gesù, mia sacra e santa Vite, Gv 15,5

Tu sai bene, mio Re Divino,

che sono un grappolo dorato 3

e devo spremermi per te.

              5  Nel torchio della sofferenza

ti proverò il mio amore intero.

Nient'altro bene quaggiù voglio

che immolarmi ciascun giorno.

 

        8  Ah, che gioia! Io son prescelta

fra i grani di Frumento puro Gv 12,24s.

che perdono per Gesù la vita!

Da travolgente estasi son presa:

        5  La tua diletta sposa io sono.

Mio Amato, in me vieni a vivere!

La bellezza tua m'affascina:

ti prego, vieni e in te trasformami!

 

 

P 26

 

 

I Responsori di Sant'Agnese

 

(Aria: «Dieu de paix et d'amour»)

 

  1  Cristo è il mio Amore, è tutta la mia vita. Fil 1,21

  È il mio Amato, che mi rapisce gli occhi

  e già sento dell'armonia sua dolce

i melodiosi accenti.

 

  2  La mano m'ha ornato di gemme splendide

  e il collo di collane di gran pregio.

  Mostro agli orecchi fulgenti diamanti:

sono doni del Cristo.

 

  3  Di pietre preziose m'ha coperta tutta;

  al mio dito brilla il suo nuziale anello.

  S'è degnato coprir di lucenti perle

il mio manto di vergine.

 

  4  L'amata son di Colui che eternamente

  gli angeli trepidi staranno a servire.

  Le sue lodi ci narrano Luna e Sole,

di sua bellezza ammirati.

 

  5  Il Cielo per regno, ha natura divina:

  per Madre s'è scelta un'illibata Vergine

  e per Padre il Dio vero che non ha principio

ed è un puro Spirito.

 

  6  Quando io amo Cristo e quando lo tocco,

ho più puro il cuore e sono ancor più casta. Sal 118,80

Il bacio verginale della sua bocca Ct 1,2; 8,1

m'ha dato in dono.

 

  7  Ha già impresso sul mio viso il suo sigillo

  sì che accostarmi non osi alcun amante.

  Sostenuta mi sento dalla divina grazia

del mio Re amabile.

 

8  Del suo sangue prezioso ho le gote tinte.

  Le delizie del Cielo già provar credo,

  perché raccogliere il latte ed il miele posso

sulle sue sacre labbra.

 

  9  Così io nulla temo, né ferro né fuoco.

  Nulla turberà la mia pace ineffabile;

  la fiamma d'amore che mi consuma l'anima

mai più si spegnerà!

 

 

P 27

 

 

J.M.J.T.

 

Ricordo del 24 febbraio 1896

 

(Aria: «Sur terre tout n'est pas rose»)

 

1° C.

O ricordo ineffabile

d'un bel giorno tra i giorni!

Ne custodirò sempre

la grande dolcezza!

 

2° C.

A Gesù sono unita

da vincoli d'Amore

la Grandezza sua infinita

in me fissa la dimora.

 

1° Ritornello

O ebbrezza indicibile!

Io sento che in me pulsa

il cuore molto tenero

del mio Sposo e mio Re.

 

3° C.

L'esilio in pace soffro,

vivendo col mio Sposo.

Dolce è la mia catena

che lega al Dio Geloso!... Es 34,14

 

4° C.

O Gelosia divina,

tu m'hai ferito il cuore!

Per tutta la mia vita

quiete sarai e gaudio!

 

2° Ritornello

Bruciami tutto l'essere:

vivrò di Gesù solo.

Ormai non voglio essere

che il velo del mio Re!

 

(Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo

alla piccola Sorella mille volte cara)

 

 

P 28

 

 

J.M.J.T.

1° marzo 1896

 

Il cantico eterno cantato fin dall'esilio

 

        1  Su riva straniera la tua sposa esule Sal 136,4

può cantare l'eterno cantico d'Amore,

poiché, Gesù Dolce, in terra le concedi

che del fuoco d'Amor come in Cielo bruci.

 

        2  Bellezza suprema, mio Diletto,

a me te stesso doni;

ed io in cambio,

t'amo, Gesù:

così che solo un atto d'amore è la mia vita.

 

        3  Dimenticando la mia miseria grande,

vieni ad abitare nel mio cuore povero.

Il debole mio amore — oh, qual mistero! — (bis)

mi basta ad incatenarti, mio Signore. (bis)

Bellezza suprema, mio Diletto,

a me te stesso doni;

ed io in cambio,

t'amo, Gesù:

così che solo un atto d'amore è la mia vita.

 

        4  Amore che m'infiammi,

l'anima mia pervadi.

Vieni, io ti reclamo,

deh, vieni a consumarmi!

 

        5  Il tuo ardore mi spinge

e voglio senza sosta

inabissarmi in te,

o Divina Fornace.

 

        6  Diventa godimento,

Signor, la sofferenza

quando si slancia l'anima

verso di te per sempre.

 

        7  O Patria mia Celeste,

o gioie di lassù,

l'anima mia estatica

vi gusta in eterno!

 

        8  O Patria mia celeste,

o gioie di lassù,

voi siete solo Amore!

 

 

P 29

 

 

J.M.J.T.

Ricordo del 30 Aprile 1896

 

Alla nostra cara Sorella

Maria della Trinità e del Volto Santo

 

        1  Quanto ci è dolce, Sorella cara,

cantare allegre in questo giorno,

che è il più bello di vita vostra

e vi unisce al Re del Cielo!

 

        2  Immolandosi al Signore,

oggi, l'anima vostra esule

di gran luce s'è vista adorna,

nell'abito immacolato.

 

        3  Ammirando l'anima vostra,

un dì la Trinità santissima

con il suo Fuoco vi marchiava

e svelava la sua bellezza.

 

        4  Contemplando il divin Volto

voi provaste il desiderio

di sprezzare ciò che passa

e che presto dovrà finire.

 

        5  Dal diluvio mondano uscendo,

voi il Cielo avete invocato

ed esso un riparo v'ha dato

del Carmelo nell'arca santa.1

 

        6  Ma voi povera fuggitiva

poi doveste lasciar quell'arca. Gn 8,8

Come colomba assai dolente,

molto a lungo doveste gemere.

 

        7  Il verde ramo dell'ulivo

brillò alfine agli occhi vostri: Gn 8,11

la cara ombra vi indicava

del Carmelo di Lisieux.

 

        8  Lo spazio rapida varcando,

voi veniste a reclamare

presso di noi l'ultimo un posto,2 Lc 14,10

soffrire ed amare voi volendo!

 

        9  Gesù, se stesso immolando,

ci ha detto l'ultimo suo giorno:

«Dare la vita per l'amato Gv 15,13

è il più grande amor possibile».

 

10S'è tutto acceso il vostro cuore

alle parole benedette.

Al buon Gesù, l'Amato vostro,

vita per vita avete dato.

 

      11  Voi siete felice vittima3

immolata all'Amor vero,

e Gioia e Pace voi gustate

consumandovi ogni giorno.

 

      12  Amore anela la vostra anima,

Amore astro luminoso

che sarà il martirio vostro,

l'Amor che il Ciel vi aprirà.

 

(Alla nostra Madre)

 

      13  Grazie a voi, o Madre cara,

vista abbiamo stamattina

una nuova e bianca Ostia

immolarsi al santo Agnello.

 

      14  Vostra gloria sia quest'ostia:

che Gesù farà risplendere

nel Ciborio4 misterioso

che il cuor vostro ha riempito.

 

 

P 30

 

 

Glossa sul Divino

 

Composta dal Nostro Padre San Giovanni della Croce

e messa in versi dalla più piccola delle sue figlie

per festeggiare la Professione della sua cara sorella

Suor Maria della Trinità e del Volto Santo

 

Senza sostegno e con sostegno,

senza luce ed allo scuro stando,

vado d'Amore consumandomi...

 

        1  Al mondo (che gioia immensa!)

io ho detto eterno addio!...

Più di me levata in alto,

solo Dio ho per Appoggio.

              5  E io adesso lo proclamo:

stimo presso Lui vedere

e sentire l'anima mia

senza Appoggio appoggiata!

 

        2  Benché soffra senza Luce

in una vita di un sol giorno,

io quaggiù posseggo almeno

dell'Amor la vita eterna!

              5  Sulla via che seguir devo

molti ostacoli riscontro,

ma d'Amore voglio vivere

nelle tenebre dell'esilio.

 

        3  L'Amore, n'ho l'esperienza,

ben profitta (che potenza!)

del bene e male che in me trova:

in sé cambia la mia anima.

             5  Questo fuoco che in me arde

senza sosta il cuor mi penetra.

Nella fiamma che m'attira

vo' d'Amore consumandomi.

 

30 aprile 1896. Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo

rel. carm. ind.

 

 

P 31

 

J.M.J.T.

 

Cantico di Suor Maria della Trinità

e del Volto Santo

[Ho sete d'amore]

 

Composto dalla sua piccola Sr. Teresa di Gesù Bambino

 

        1  Nel tuo amore esiliandoti qui in terra,

Divin Gesù, per me tu t'immolasti.

Diletto, l'intera vita mia prenditi:

voglio soffrir, morir per te io voglio!

     R.1              Signore, Tu stesso a noi dicesti:

«Non può uno far di più Gv 15,13

che morire per l'amato».

Ma il supremo mio Amore

sei tu, Gesù!

 

        2  Ormai è tardi e già declina il giorno: Lc 24,29

Signore, vieni e guidami sulla via:

io con la croce salgo la collina; Mt 27,32s.

resta con me, Celeste Pellegrino.

     R.2              Mi risuona la tua voce nell'anima:

voglio somigliarti, mio Signore!

Soffrire, questo io pretendo!

L'infuocata tua parola

mi brucia il cuore! Lc 24,32

 

        3  L'Eterna Vittoria hai tu conseguita

e rapiti gli angeli la cantano.

Ma per entrar nella sublime gloria Lc 24,26

hai dovuto soffrire, mio Signore!

     R.3             Su rive straniere quanti oltraggi

hai tu dovuto per me subire!

In terra voglio vivere nascosta,

in tutto esser ultima, Lc 14,10

per te, Gesù!

 

        4  Mio Diletto, l'esempio tuo m'invita

ad abbassarmi e disprezzar gli onori.

Restar piccola voglio e conquistarti:

il cuor t'ammalierò dimenticandomi.

     R.4              Trovo pace nella solitudine

e nient'altro mai pretenderò.

Piacerti è l'unica mia cura,

la mia beatitudine

sei tu, Gesù!

 

        5  Tu, il Dio grande che tutto il Cielo adora,

notte e giorno in me vivi prigioniero.

Senza posa m'implora la tua voce,

e ripete: «Ho sete d'Amore, ho sete!». Gv 19,28

      R.5            Anch'io sono prigioniera tua

e ridire a mia volta voglio

la preghiera divina e tenera:

«Mio Amato, Fratello mio,

d'Amore ho sete!».

 

        6  D'Amore ho sete: adempi ciò che spero,

accresci in me il Fuoco tuo divino.

D'Amore ho sete e grande è il mio soffrire!

Ah, mio Dio, verso te vorrei volare!

      R.6 L'Amor tuo è il solo mio martirio:

più forte la mia anima

bruciar in me, più ti brama.

Fa' che io muoia, Gesù,

d'Amor per te!

31 maggio 1896

 

 

P 32

 

J.M.J.T.

 

Festa del SS.mo Sacramento, 7 giugno 1896

 

(Aria: «Dieu de paix et d'amour»)

 

Questo è il mio Cielo!

 

        1  Lo sguardo m'occorre del Salvator divino Sal 83,7

per sopportar l'esilio in questa valle in pianto.

Quel suo sguardo d'amor, svelandomi il suo fascino,

presentir m'ha fatto la felicità celeste.

             5  Mi sorride il mio Gesù, se verso lui sospiro;

e la prova della fede più non sento allora.

Del mio Dio lo Sguardo e il Sorriso che rapisce,

ecco il mio Cielo!

 

        2  Il mio Cielo è poter sull'anime attirare,

su la Chiesa mia Madre1 e su tutte le sorelle

le grazie di Gesù e quel suo Divino Fuoco, Lc 12,49

che possa poi bruciare ed allietare i cuori.

             5  Io posso ottenere tutto se nel mistero

colloquio cuore a cuore col mio Re divino.

Questa dolce Preghiera nel suo Luogo Santo,

ecco il mio Cielo!

 

        3  Il mio Cielo si nasconde nell'Ostia piccola

dove Gesù mio Sposo per amor si cela.

Attingo vita a questo Focolar di Dio;

là notte e giorno al dolce Salvatore dico:

             5  «Oh, che istante beato quando, mio Amato,

«vieni con tenerezza a trasformarmi in te!

«Tale unione d'Amore ed ebbrezza ineffabile,

«ecco il mio Cielo!»

 

        4  Il mio Cielo è sentir in me la somiglianza Gn 2,7

con Dio che mi creò col suo Potente Soffio.2

Il mio Cielo è restare sempre in sua presenza,

chiamarlo Padre mio ed essere sua figlia.

             5  Tra le sue divin braccia non temo tempesta.

Totale abbandono3 è la mia sola legge!

Assopirmi sul suo Cuore, vicina al Volto suo,

ecco il mio Cielo!

 

        5  Il Cielo trovo nella Trinità Beata,

che, prigioniera d'amor, nel mio cuore vive.

Lì contemplo il mio Dio e sicura gli ripeto

che servirlo voglio ed amarlo senza sosta.

              5  Il mio Cielo è sorridere al Dio che adoro

e, se vuol celarsi provando la mia fede,

è soffrire in attesa che mi guardi ancora:

ecco il mio Cielo!

(Pensieri di suor S. Vincenzo dÈ Paoli messi in versi

dalla sua piccola sorella Teresa di Gesù Bambino)

 

 

P 33

 

J.M.J.T.

 

Festa del Sacro Cuore di Gesù,

12 giugno 1896

Che cosa vedrò presto

per la Prima volta!

 

        1  Sulla straniera riva io sono ancora, Sal 136,4

ma del gaudio eterno ho il presentimento.

Oh, vorrei abbandonare già la terra

e contemplar del Cielo le meraviglie!

             5  Quando penso alle gioie dell'altra vita,

più non sento il peso del mio esilio,

perché presto verso la Patria vera

io per la prima volta volerò!

 

        2  Dammi ali così bianche, Gesù,

che verso di te io spicchi il balzo!

Volare io voglio agli eterni lidi: Sal 54,7

              5  voglio vederti, mio Divin Tesoro!

In braccio a Maria volare voglio

e riposare su quell'eletto trono,

ricevendo dalla Madre amata

il dolce Bacio per la prima volta!

 

        3  Amato mio, del primo tuo sorriso

fa' che io colga presto la dolcezza

e lasciami nel mio divin delirio!1

Lascia che mi nasconda nel tuo Cuore!

5               Oh, qual istante e che indicibil gioia

quando il suono udrò della tua voce,

quando vedrò del Volto tuo adorabile

lo splendor divino la prima volta!

 

        4  Lo sai,2 l'unico mio martirio,

Cuore Sacro di Gesù, è il tuo Amore.

Se l'anima mia al tuo bel Cielo anela

è per amarti, amarti sempre più!

              5  Senza misura o limiti nel Cielo,

ebbra di tenerezza, t'amerò

e la felicità mi parrà sempre

così nuova come la prima volta!

La sorellina di Gesù Bambino

 

 

P 34

(Aria: «Oui, je le crois»)

Gettar Fiori

 

        1  Gesù, mio solo Amore, alla tua Croce

oh, quanto amo a sera gettar fiori!

Rose di primavera1 a te sfogliando,

il pianto tergerti vorrei2!

 

    R.1              Gettar fiori è offrirti per primizie

i sospir più lievi e i più grandi affanni,

le pene e gioie, i sacrifici minimi!

Ecco i miei fiori!3

 

        2  Sono invaghita della tua bellezza4:

Signor, ti prodigherò olezzi e fiori;

sull'ala della brezza a te gettandoli,

i cuori accendere vorrei!

 

    R.2              Gettar fiori, Gesù, è l'arma mia

quando lotto5 a salvare i peccatori.

La vittoria è mia! Ti disarmo sempre

con i miei fiori!

 

        3  Sfiorandoti il Volto, i petali dicono

che tuo per sempre è il cuore mio, Gesù!

Della mia rosa sfogliata il linguaggio

tu intendi e al mio amor sorridi.

 

    R.3             Gettar fiori è ripeter le tue lodi:

quaggiù fra il pianto è l'unica mia gioia. Sal 83,7

In Cielo con gli angeli verrò presto

a gettar fiori!

 

 

P 35

 

 

16 luglio 1896

A Nostra Signora delle Vittorie1

Regina delle Vergini, degli Apostoli

e dei Martiri

 

        1  Tu che la mia speranza appaghi,

Madre, l'umile canto ascolta

di quell'amor riconoscente

che dal cuor mio di figlia viene!

 

        2  Alle opere d'un missionario2

tu per sempre mi hai unita

coi legami della preghiera,

del dolore e dell'amore.

 

        3  Lui nel mondo andare deve

e annunciare di Gesù il nome;

nell'ombra e nel mistero invece

le umili virtù vivrò.

 

        4  Soffrire, questo io reclamo!

Io amo e desidero la Croce!

Aiutando a salvar un'anima

mille volte morir vorrei! 3

 

        5  Per il Conquistatore d'anime

immolarmi voglio al Carmelo,

diffondendo con lui quel fuoco

che ci portò Gesù dal Cielo. Lc 12,49

 

        6  Con Lui - mirabile mistero! -

amar farò il virgineo nome

della mia Madre tenerissima

fino al Su‑tchuen orientale!

 

        7  Nella mia grande solitudine

voglio i cuori conquistar, Maria!

I peccatori, col tuo Apostolo,

convertirò in capo al mondo.

 

        8  E per lui l'acqua del Battesimo

farà del neonato d'un sol giorno

il tempio dove Dio medesimo

per amore abiterà.

 

        9  D'angioletti4 popolerò

il radioso soggiorno eterno.

Per suo mezzo a schiere i bambini

in volo andranno sù nel cielo.

 

      10  Con Lui la palma potrò cogliere

che amo con tutta la mia anima.

Oh, qual speranza, Madre cara!

Io Sorella sarò d'un Martire5!

......................................................................

      11  Non più in esilio in questa vita,

giunti a sera dell'alto scontro

godremo nella Patria eterna

i frutti dell'apostolato.

 

      12  A Lui l'onor della Vittoria

presso le schiere dei beati;

a me il riflesso6 di sua Gloria

eternamente là nel Cielo!

La piccola sorella d'un Missionario

 

 

P 36

 

 

(Aria: «Près d'un berceau»)

 

Solo Gesù!

 

        1  Il mio cuore ardente vuol darsi senza posa:

mostrar desidera la tenerezza sua.

Ah, il mio amore chi potrà capire?

Qual cuore ricambiarmi vorrà mai?

              5  Ma il contraccambio io pretendo invano.

Gesù, puoi tu solo l'anima appagarmi:

nulla quaggiù incantarmi mai potrebbe:

qui non si trova vera felicità.

Mia sola pace, mio solo gaudio,

mio solo Amore sei tu, Signore!

 

        2  In Te, che alle madri creasti il cuore,

il più tenero dei Padri io ritrovo.

Gesù, mio solo Amore, Eterno Verbo, Gv 1,1

più che materno è il cuor tuo per me.

             5  Mi segui ad ogni istante, di me ti curi;

e quando ti chiamo, oh, tu non tardi!

Se poi talvolta nasconderti tu sembri,

accorrendo m'aiuti a ricercarti.

 

        3  È solo a te, Gesù, che io m'afferro

e, correndo, fra le tue braccia affondo.

Voglio amarti come un piccolo bambino

e, guerriero prode, lottare voglio.

             5  Come un bambino pieno di attenzioni,

Signor, colmarti voglio di carezze;

e nel campo del mio apostolato

a combattere mi lancio da soldato.

 

        4  Il Cuor tuo che serba e ridà innocenza,

mai tradirebbe la fiducia mia.

Signore, riposa in te la mia speranza:

dopo l'esilio, in Cielo verrò a vederti.

             5  Quando in cuor mio si leva la tempesta,

verso te, Gesù, io alzo la mia testa.

Nel misericordioso sguardo tuo

leggo: «Figlia, per te io ho fatto i Cieli».

 

        5  Lo so, i miei sospiri e le mie lacrime

davanti a te splendono affascinanti.

Tua corte in Cielo sono i Serafini,

eppure il mio amore da me mendichi.

             5  Tu vuoi il mio cuore, Gesù, e te lo dono:

tutti i miei gusti a te io li abbandono

e color che amo, mio Sposo e Re,

non voglio ormai amarli che per te!

 

 

P 37

 

 

[Per G. e F. La Néele]

21 agosto 1896

J.M.J.T.

 

        1  Son triste mazzetto di festa

queste mie misere quartine!

Ahimé, i versi alessandrini

in fondo stanno alla mia testa!

 

        2  Ora ricordo: ci occorrevano

«per Francis versi alessandrini».

Io dovevo starmene in silenzio

dopo un ordine sì preciso!

 

        3  Ma, conoscendo l'indulgenza

di Gianna e del Dottore colto,

io senza alessandrini vengo

e l'amata sorella canto.

(Teresa di Gesù Bambino)

 

 

P 38

 

J.M.J.T.

21 agosto 1896

 

Confidenza di Gesù a Teresa

 

        1  Gesù, la mia preghiera ascolta

e l'ardente mio sospiro adempi!

Sceso in terra qual angioletto,

dona a Giovanna un bel bimbetto.

 

        2  Da troppo tempo ormai è atteso

questo del Ciel piccolo esule.

Ma, Signor, tu mi fai capire

il mistero del tuo silenzio.

 

        3  Sì, col silenzio tu mi dici:

«Al Cielo i tuoi sospiri salgono

«e devo a forza trattenermi

«per non esaudirti desideri.

 

        4  «Non è un angelo comune

«colui che a Gianna voglio dare.

«Amo preparar nel mistero

«l'anima sua ed il suo cuore».

 

        5  «Io stesso gli abbellisco l'anima,

«dei miei tesori la riempio.

«Ma in cambio da Giovanna aspetto

«il suo abbandono più completo.

 

        6  «Io con speciale tenerezza

«la predispongo di mia mano,

«poiché alla Chiesa deve dare

«un Pontefice, un grande Santo!».

 

 

P 39

 

 

J.M.J.T.

 

Un Dottore Santo e Celebre

(acrostico)

 

Francis ha scelto questo motto:

Rendere tutto a Dio, all'uomo niente.

A difesa della Chiesa, ecco,

Non ha egli un cuor di fuoco?

Combattendo l'empia scienza,

In modo chiaro ha proclamato:

Sua gloria è quella di Maria!

La figlia del Dottore serafico

Santa Teresa

21 agosto 96

 

 

P 40

 

 

Le Sacrestane del Carmelo

 

  1  Quaggiù è nostro dolce impegno

  preparare per l'altare

  pane e vino al Sacrificio

  che alla terra dona il Cielo!

 

  2  O mistero eccelso! Il Cielo

  si nasconde in poco pane,

  perché il Cielo è Gesù stesso

  che a noi viene la mattina.

 

  3  Non si dan regine in terra

  più felici di noi tutte.

  Nostro ufficio è la preghiera

  che ci unisce al nostro Sposo.

 

4  Or gli onori più mondani

  non si posson comparare

  alla pace pura ed intima

  che Gesù fa pregustare.

 

   5  Santa invidia noi portiamo

  alla cosa che facciamo,

  a quell'ostia bianca ed umile

  che l'Agnello velerà.

 

   6  Ma il suo Amore ha scelte noi,

  Lui è Sposo e Amico nostro

  e noi ostie siamo sue

  che in se stesso vuol cambiare.

 

   7  O del prete gran missione,

  tu quaggiù pur nostra sei!

  Dal Maestro trasformate,

  siam guidate da Lui solo.

 

   8  Con l'amore e la preghiera,

  aiutar dobbiam gli apostoli:

  nostri e loro son quei campi

  di battaglia e siam con essi.

 

   9  Dio nascosto nel ciborio

  e nascosto nel cuor nostro, Is 45,15

  se preghiamo — o meraviglia! —,

  i colpevoli perdona.

 

  10  Nostra gioia e nostra gloria

  è soffrire per Gesù.

  Nel ciborio - il suo bel Cielo! -

  molti eletti metteremo.

 

 

P 41

 

J.M.J.T.

 

(Aria: «Je crois au Dieu»)         (A Suor San Giovanni della Croce)

 

Come voglio amare

 

        1  Gesù Divino, ti prego, ascoltami!

Voglio allietarti con il mio amore;

a te solo, sai, piacere voglio.

Adempi la mia più ardente brama!

              5  Del triste esilio le prove accetto

per compiacerti e consolarti il cuore,

ma ogni prova cambiami in amore,

o mio Sposo, Amato Salvatore!

 

        2  Il tuo amore, o Gesù, io reclamo.

Deve trasformarmi l'amor tuo!

La consumante fiamma in cuor mettimi,

e io potrò amarti e benedirti.

             5  Sì, amarti potrò e benedirti

come si ama e benedice in Cielo.

Io ti amerò con lo stesso amore

con cui tu mi amasti, Eterno Verbo. Gv 1,1

 

        3  Mio Salvator, della vita al termine

vieni a prendermi e non tardare!

L'infinita tenerezza mostrami

e la dolcezza del tuo divino sguardo!

              5  La voce tua amorosa chiamandomi

dica: «Vieni, tutto è perdonato! Lc 7,47

Riposati, mia fedele sposa,

sul cuor mio vieni, mi hai molto amato».

 

 

P 42

 

 

«Bambino, conosci il nome mio»

 

  1  Tu bambino, conosci il mio nome

  e mi chiama il dolce tuo sguardo

  che mi dice: Abbandonati, orsù,

  io guiderò la tua navicella.

 

  2  Con la tua manina di bambino

- o meraviglia! -

  e la tua vocina di bambino

tu plachi il flutto che mugghia intorno Mc 4,39

e anche il vento!

 

  3  Se poi tu vuoi riposarti un poco

  quando forte la tempesta infuria,

  sul mio cuore degnati posare

  la tua cara testolina bionda!

 

  4  Oh, come incantevole sorridi

quando tu dormi!

  Io sempre col mio più dolce canto

  voglio cullarti teneramente,

o bel Bambino!

 

 

P 43

 

 

(Aria: «Au Rossignol»)

La Voliera di Gesù Bambino

 

        1  Per gli esiliati in terra

creò il buon Dio gli uccelli.

Or essi van per monti e valli,

a cinguettar la lor preghiera.

 

        2  I fanciulli lieti ed irrequieti

scelgono quelli preferiti

e in gabbie con dorate sbarre

se li tengono prigionieri.

 

        3  O Gesù, Fratello nostro,

tu per noi il bel Cielo lasci;

ma lo sai, Divin Bambino,

che il Carmelo è tua voliera.

 

        4  La gabbia nostra non è d'oro,

eppur per noi è la migliore.

Noi per boschi e pianure azzurre

più ormai non voleremo.

 

        5  Gesù, i boschetti della terra

non ci possono contentare.

In profonda solitudine

solo a te vogliam cantare.

 

         6 Ci attrai con la manina, o bimbo,

e son vezzose le tue grazie.

Gesù Divino, il tuo sorriso

come uccellini ci cattura.

 

        7  Pura e semplice qui l'anima

ha l'oggetto del suo amore

e, colomba molto timida,

più non teme l'avvoltoio.1

 

        8  E sull'ali della preghiera

salir si vede il cuore ardente

che come allodola leggera

s'alza altissimo cantando.

 

        9  Qui lo scricciolo ed il fringuello

lieti s'odon cinguettare.

Mio Gesù, gli uccellini in gabbia Mt 6,26

van gorgheggiando il nome tuo.

 

      10  L'uccellino canta sempre:

non l'inquieta mai la vita;

di poco miglio si contenta

e mai semina quaggiù. Sal 144,16

 

      11  Così noi nella voliera

tutto abbiam dalla tua mano:

sola cosa necessaria Lc 10,42

è amarti, Divin Bambino.

 

      12  Le tue lodi allor cantiamo

coi celesti puri Spiriti.

Essi,2 è noto, aman molto

gli uccellini del Carmelo.

 

      13  Gesù, per tergere le lacrime

che tu versi pei peccatori,

gli uccelli narrano il tuo fascino

e col canto t'acquistan cuori.

 

      14  La triste terra abbandonando,

nell'udire il tuo richiamo,

questi uccelli di voliera

s'alzeranno verso il Cielo.

 

      15  Con le schiere luminose

dei gioiosi Cherubini,

Divin Bimbo, le tue lodi

noi nel Cielo canteremo.

 

 

P 44

 

 

«Se qualcuno è molto piccolo

venga a me» (Proverbi)

 

(Aria: «La rose mousse» oppure «Le fil de la Vierge»)

 

Ai miei Fratellini del Cielo

 

        1  Con che tenerezza, o felici Bimbi, Mc 10, 13.16

il Re dei Cieli

benedicendovi vi carezzava

le gioiose fronti.

             5  Simbolo eravate degli Innocenti;

ed io intravedo

i beni che in Ciel vi dà senza limiti

il Re dei re.

 

        2  Voi contemplaste le ricchezze immense

del Paradiso,

d'ogni amara tristezza nostra ignari

piccoli Gigli.

         5  Bocci profumati, all'aurora colti

dal mio Signore,1

il dolce Sol d'Amore che vi schiuse2

era il suo Cuore!

 

        3  Estreme cure, tenerezza insolita

e grande amore

lieta vi prodiga la Madre Chiesa,

bimbi di un giorno!

             5  Nelle sue braccia foste offerti a Dio

come primizie.

Delizia del bel Cielo blu sarete

per tutti i secoli.

 

        4  Bimbi, voi formate del dolce Agnello Ap 14,3-4

il verginal corteo

e cantar potete - qual privilegio! -

un canto nuovo!

         5  La gloria dei conquistatori avete

senza lottare.

Il Salvator per voi vittoria colse,

gran vincitori!

 

        5  Non vediam brillare preziose pietre

nei vostri riccioli:

i capelli vostri d'oro e seta brillano

e i cieli incantano.

        5  V'appartiene tutto:3 palme, corone,

scrigni dei Santi.

Nella Patria le lor ginocchia,4 Piccoli,

son ricchi troni!

 

        6  Assieme agli angioletti voi giocate

presso l'Altare,

e coi canti infantili, o allegre schiere,

Dio deliziate.

             5  Il buon Dio v'insegna come crea le rose,

gli uccelli, i venti.5

Quaggiù nessun genio conosce tanto

quanto voi, Bimbi!

 

        7  Del firmamento sollevando i veli

misteriosi,

con le manine voi prendete gli astri

sì sfavillanti.6

         5  Lasciate, correndo, una traccia argentea

spesso la sera.

Se la bianca via lattea in ciel contemplo,

mi par vedervi.

 

        8  Finendo le feste, in braccio a Maria

vi rifugiate:

nel suo stellato velo voi appoggiate

le teste bionde.

         5  L'infantile audacia vostra piace a Dio,

Folletti amabili!

Carezzate il Volto suo adorabile:7

che favore!

 

        9  Santi Innocenti, il Signore a modelli Mc 10, 13.16

mi ha dato voi.

Qui sarò vostra immagine fedele,

o miei Bimbetti.

         5  Deh, le virtù dell'infanzia ottenetemi:

quel candore,

quell'abbandono e l'innocenza amabile

che il cuor m'incantano.

 

      10  Signor, tu sai dell'anima mia esule

i voti ardenti.

Bel Giglio della valle, vorrei cogliere Ct 2,1

i gigli splendidi.

         5  Boccioli amo e cerco primaverili

per compiacerti.

Tu di battesimal 8 rugiada irrorali

e dopo coglili.

 

      11  Accrescer l'innocente schiera candida

io pur voglio.

Le pene e gioie offro, in cambio d'anime

d'altri bambini.

          5 Fra gli Innocenti io reclamo 9 un posto,

o Re dei Santi;

con essi il dolce Volto in Ciel baciarti

vorrò, Gesù!

 

 

P 45

 

 

(Aria: «Rêve, parfum ou frais murmure»)

 

La mia Gioia!

 

        1  Quaggiù ci sono anime

che gioia invano cercano.

Invece per me è il contrario:

la gioia mi sta nel cuore

             5  e non è una gioia effimera:

per sempre la posseggo

e rose di primavera

m'arridono ogni giorno.

 

       2  Troppo son felice, è vero:

io sempre il voler mio faccio.

Potrei allor far la triste

e la letizia occultare?

             5  Mia gioia il dolor amare:

se pur piango, io sorrido

e accetto riconoscente

le spine e le rose insieme.1

 

       3  Quando s'oscura il Cielo

e par voglia abbandonarmi,2

mia gioia è star nell'ombra

e nascondermi ed abbassarmi.

             5  Mia gioia è il Volere Santo

di Gesù, mio amore unico.

Così fiduciosa vivo

e amo la notte come il giorno.3

 

        4  Restare piccola è mia gioia4

così, se cado sul cammino,

rialzarmi posso presto

e Gesù che mi dà la mano.

              5  Di carezze ricolmandolo,

io gli dico che è il mio tutto.

Si sottrae alla mia fede?

Io raddoppio in tenerezze.

 

        5  Quando a volte verso lacrime,

è mia gioia ben celarle.

Come affascina il soffrire

se di fiori lo si copre!

             5  Soffrir voglio e pur tacere,

consolando il mio Gesù.

Veder godo che sorride,

mentre ho il cuore nell'esilio.

 

        6  Gioia mia è lottare sempre

degli eletti generandogli.

Arde il cuor di tenerezza

e ripete al suo Gesù:

              5  «Io per te, Divin Fratello,

«son felice di soffrire.

«Sola gioia in questa terra

«è poterti rallegrare!

 

        7  «Ancor molto voglio vivere,

«Signore, se lo desideri.

«Lassù in Ciel vorrei seguirti,

«se piacere5 ti facesse.

              5  «L'amor, fuoco della Patria,

«mai cessa di consumarmi.

«Morire o vivere che conta?

«Gesù, è amarti è la mia gioia!».

 

 

P 46

 

 

J.M.J.T.

 

Al mio Angelo Custode

 

(Aria: «Par les chants les plus magnifiques»)

 

        1  Glorioso mio Custode dell'anima,

che rifulgi nel Cielo sì bello

quale dolce e purissima fiamma

presso il trono dell'Eterno Iddio,

              5  tu per me sulla terra discendi:

e di splendida luce avvolgendomi

sei tu, bell'Angelo, mio Fratello

e mio Amico e mio Consolatore!

 

        2  Di me tu sai che sono molto debole

e attento per mano1 mi conduci.

Vedo che teneramente scosti

il sasso che sta sulla mia strada.2

             5  Sempre la tua dolce voce m'indica

di guardar soltanto verso il Cielo.

Più mi vedi umile e piccina,3

più si fa radiosa la tua fronte.

 

       3  Tu che tutto lo spazio percorri

più rapido del baleno in cielo,

or vola, ti supplico, al posto mio

accanto a quanti mi son cari.

             5  Con l'ala asciuga le lor lacrime,

canta quanto Gesù è buono,

canta come il soffrire ha un fascino

e sottovoce il mio nome mormora!

 

        4  Salverò nella mia breve vita

i miei fratelli peccatori.4

O tu, bell'Angelo della Patria,

dona a me i tuoi fervori santi.

             5  Altro io non ho che i sacrifici

e la vita povera ed austera:

offri tu tutto alla Trinità

insieme alle gioie tue celesti.

 

        5  L'eterno Regno e la Gloria a te

con le Ricchezze del Re dei re;

l'umil Ostia del Ciborio a me,

ed a me il tesoro della Croce.

             5  Con questa Croce e con l'Ostia insieme

e col celeste tuo soccorso

attendo in pace dell'altra vita

le gioie che sempre dureranno.

Alla mia cara Suor Maria Filomena

come ricordo della sua piccola figlia.

Teresa di Gesù Bambino del Santo Volto

rel. carm. ind.

 

 

P 47

 

(Aria: «Les adieux du Martyr»)

 

A Teofano Vénard

 

Prete delle Missioni Estere,

martirizzato nel Tonchino a 31 anni d'età

 

  1  Tutti gli eletti cantan le tue lodi,

  o Angelico Martire Teofano!

  Io ben lo so: tra le falangi Sante

  aspira il serafino di servirti.

  5  Esiliata qui in terra, io non posso

  unir la voce a quella degli Eletti;

  voglio allora sulla straniera riva

  le tue virtù cantare sulla lira.

 

2  Il breve esilio tuo fu dolce canto

  che toccar molti cuori ben sapeva:

  e per Gesù il tuo animo poetico1

  spuntar faceva dei continui fiori.

  5  Verso il celeste mondo tu salendo

  pur cantasti un addio primaverile.

  Mormoravi: «Io, piccolo ed effimero

  per primo nel bel Cielo me ne vado».2

 

  3  Beato Martire, nel tuo supplizio

  la gioia di soffrire tu provasti:

  per Dio soffrire ti sembrò godere.

  Vissuto e morto sei con il sorriso.

  5  Ed al tuo boia t'affrettavi a dire,

  quando t'offriva d'abbreviar la pena:

  «Più perdura il mio martirio acerbo,

  per me più vale e io più lieto sono».3

 

  4  Il Re dei Cieli, o Giglio verginale,

  t'esaudì di tua vita a primavera.

  In te io vedo il Fiore già sbocciato

  che il Signore per suo piacere4 colse.

  5  Ed ora che non sei più esiliato

  ammirano i Beati il tuo splendore.

  La Rosa d'Amore, l'Immacolata,

  del tuo profumo la freschezza aspira.

 

  5  L'armi tue prestami, di Cristo milite!5

  Per i peccatori vorrei lottare

  e soffrire della tua palma all'ombra.

  Tu proteggimi, sostieni il braccio mio!

  5  Per loro voglio, combattendo sempre,

il Regno dei Cieli d'assalto prendere, Mt 11,12

perché il Signore non portò la pace Mt 10,34

su questa terra, ma la Spada e il Fuoco. Lc 12,49

 

  6  Pur io l'amo quell'infedele spiaggia

  che fu l'oggetto del tuo ardente amore.

  Io verso quella volerei con gioia

  il giorno che il buon Dio mi ci chiamasse.

5  Ma ai suoi occhi non ci son distanze,

  l'universo è per Lui soltanto un punto.

  Il mio fiacco amore e il dolor mio piccolo,

  cari a Dio, Lo fanno da lontano amare.

 

  7  Ah, s'io fossi un fior primaverile

  e il Signore presto volesse cogliermi!

  Io ti scongiuro, Martire Beato:

  dal Cielo scendi alla mia ora ultima.6

  5  Alle virginee fiamme del tuo amore

  avvampami in questo mortal soggiorno;

  e io potrò volare assieme all'anime

  che formeranno l'eterno tuo corteo!

 

 

P 48

 

 

Le mie Armi

 

(Cantico composto per il giorno d'una professione)

(Aria: «Partez, Hérauts de la bonne nouvelle»)

 

«Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo» (S. Paolo) Ef 6,11

«La sposa del Re è terribile come un esercito schierato in battaglia, Ct 6,2 è simile a un coro di musica in un campo di armati» (Cant. dei cant.). Ct 7,1 (Volg.)

 

        1  Dell'Onnipotente ho vestito l'armi.1

La sua mano s'è degnata ornarmi

e ormai quaggiù nulla m'allarma più.

Dal suo amore chi mi separerà? Rm 8,35

              5  Lanciandomi al suo fianco nell'arena,

io né ferro né fuoco temerò.2

Sapranno i nemici che son regina

e che di un Dio la Sposa sono3!

Gesù, sino alla sera della vita

            10  porterò l'armatura che ho indossata Ef 6,11

sotto il tuo adorato sguardo; e livrea bella

saranno i miei sacri Voti.

 

        2  O Povertà, mio primo sacrificio,

ovunque mi seguirai finché io muoia,

perché, lo so, per vincere la gara1Cor 9

l'atleta deve in tutto distaccarsi. 24‑25

             5  O mondani, provate e pena e scrupolo,

amari frutti dell'orgoglio vostro!

Lieta nell'arena la palma colgo

di santa povertà.

Gesù ha detto: «È con la violenza Mt 11,12

10che il regno dei Cieli va conquistato».

Ecco: la Povertà sarà mia Lancia Ef 6,17

e mio glorioso Elmo.

 

        3  La Castità mi fa sorella agli Angeli,

che son puri Spiriti vittoriosi.

Volerò fra le loro schiere un giorno,

ma lottar con loro devo in esilio devo;

             5  devo lottare senza riposo e tregua

per il mio Sposo, Signor dei Signori.

La Castità è la mia celeste Spada4

che i cuori a lui può conquistare.

Con essa sono vinti i miei nemici;

10io con essa sono - gioia ineffabile!-

la Sposa di Gesù!

 

        4  In mezzo alla luce l'altero Angelo

ha gridato: «Io mai obbedirò!».5 Ger 2,20

Nella notte del mondo io grido invece:

«Sempre io voglio obbedir quaggiù».6

              5  In me un'audacia santa sento nascere:

dell'intero inferno il furore sfido:

l'Obbedienza è la mia Corazza forte Ef 6,14-16

e lo Scudo del mio cuore.

Quella gloria voglio, Dio degli Eserciti, 1Re 19,10.14

10che è la volontà in tutto sottomettere,

perché l'Obbediente vittoria canta Pro 21,28 (Volg.)

tutta l'eternità.

 

        5  Se ho l'armi potenti del Guerriero,

se l'imito gagliarda combattendo

come la Vergine di grazie adorna,

anch'io voglio combattere e cantare.

             5  Della tua lira fai vibrar le corde,

Gesù; e quella lira è il mio cuore.7

Io cantar potrò la dolcezza e forza

delle tue Misericordie. Sal 88,2

Io sfido sorridente la mitraglia

10e fra le braccia tue, Sposo divino,

cantando morire vorrò sul campo,8

con l'Armi in pugno.

 

 

P 49

 

 

J.M.J.T.

 

Alla Madonna del Perpetuo Soccorso

 

(1ª strofa)

Madre Amata, dai teneri miei anni

l'Immagine tua dolce il cuor m'ha preso:

negli occhi tuoi leggevo tenerezza

e presso te trovavo la bontà.

 

(Ritornello)

Sulla Celeste riva, Maria Vergine,

per sempre ti vedrò dopo l'esilio;

ma la tua mite Immagine qui intanto

di Perpetuo Soccorso è per me.

 

(2ª strofa)

Quand'ero saggia e obbediente assai

pensavo sempre che tu mi sorridessi;

e se alle volte ero un po' cattiva

credevo veder che per me piangevi.

 

(3ª strofa)

Esaudendo la mia preghiera ingenua,

mi dimostravi il tuo materno amore.

Nel contemplarti già gustavo in terra

le celesti delizie anticipate.

 

(4ª strofa)

Quando combatto, o mia Madre amata,

nella lotta il mio cuore tu rafforzi,

perché sai che, la sera della vita,

voglio al Signor offrire Sacerdoti.

 

(5ª strofa)

Sempre, sempre, o Effigie di mia Madre,

mia gioia tu sarai e mio tesoro!

Pur vorrei che nella mia ora estrema

su te il mio sguardo si posasse ancora.

 

(Ultimo ritornello)

E poi, volando alla celeste riva,

mi siederò sui tuoi ginocchi, Madre,

così potrò senza misura alcuna

ricevere i tuoi baci tanto dolci!

 

Ricordo d'un ritiro benedetto - Marzo 1897

(Teresa di Gesù Bambino alla sua piccola Sorella)

 

 

P 50

A Giovanna d'Arco

 

        1  Quando, dandoti vittoria il Dio Forte, 1Re 19,10.14

cacciasti lo straniero e il re consacrar facesti,

Giovanna, nella storia divenisti celebre

e impallidì davanti a te ogni altro capo.

 

        2  Ma gloria ancora effimera era quella:

a te mancava l'aureola dei Santi.

Così l'Amato t'offrì l'amara coppa Mt 20,22-23

e il mondo rigettò te come già Lui.

 

        3  In uno oscuro carcere incatenata,

l'aspro nemico t'abbeverò di pene.

Nessun amico spartì con te i dolori,

nessuno s'offrì per asciugarti il pianto.1

 

        4  Giovanna, nel cupo carcere splendevi,

bella più che se il re consacrar dovessi.

Quel celeste raggio della gloria eterna

chi dunque te lo portò? Il tradimento!

 

        5  Ah, se il Dio d'amore non fosse mai venuto

a cercar, nel pianto, morte e tradimento, Sal 83,7

ora per noi il dolore non avrebbe fascino;

ma ormai l'amiamo: il tesoro nostro è questo!

 

 

P 51

 

J.M.J.T.

 

(Aria: «Le fil de la Vierge» oppure «La rose mousse»)

19 maggio 1897

Una Rosa sfogliata

(“Le parole sottolineate si devono scrivere con caratteri corsivi”: Nota di Teresa).

 

       1  Vedendoti, Gesù, sorretto da tua madre

lasciar le braccia sue

e vacillante tentare i primi passi

sulla triste terra,

io davanti a te sfogliar vorrei una rosa

nella sua freschezza,

perché il tuo piede si posi dolcemente

sopra un tal fiore!

 

        2  Questa rosa sfogliata è immagine fedele,

Divin Bambino,

del cuore indiviso che a te vuoi s'immoli

in ogni istante.

Sui tuoi altari, Signor, più d'una fresca rosa

ama brillare:

e a te si dona, ma altra cosa io sogno:

voglio sfogliarmi!

 

        3  Nel suo fulgor la rosa fa bella la festa,

Bambino amabile;

ma la rosa sfogliata la si getta al vento

semplicemente;

una rosa sfogliata si dona incurante,

per non più esistere.

Come questa, con gioia a te io m'abbandono,

Gesù piccino.

 

        4  Andar non rincrescesu petali di rose,

            e tali resti

son umile decoro, disposti senz'arte,

            io ben lo vedo.

Gesù, per amor tuo la mia vita ho spesa

            e l'avvenire;

io son rosa appassita agli occhi dei mortali:

            devo morire!

 

        5  Io per te morrò, Bambino, Bellezza eccelsa 1

            - felice sorte! -.

Nello sfogliarmi voglio mostrar che t'amo,

            o mio Tesoro!

Sotto i passi tuoi di bimbo qui nel mistero

            voglio vivere;

e ti vorrei addolcire verso il tuo Calvario

            gli ultimi passi!

 

 

P 52

 

J.M.J.T.

31 maggio 1897

 

L'Abbandono è il frutto delizioso

dell'Amore

 

        1  Quaggiù in terra abbiamo

un Albero stupendo:

si radica - mistero! -

proprio lassù nel Cielo.1

 

        2  Alla sua ombra, niente Ct 2,3

potrebbe mai ferire:

uno vi si riposa

senza temer tempeste.

 

        3  Quest'Albero ineffabile

ha per nome «Amore»

e il suo gustoso frutto2

si chiama «Abbandono».

 

        4  Tal frutto già quaggiù

mi dà felicità.

S'allieta la mia anima

al suo divin profumo.

 

        5  Se tocco tale frutto

mi sembra un gran tesoro;

se in bocca poi lo porto

m'è più soave ancora. Ct 2,3

 

        6  Mi dona in questo mondo

un oceano di pace:

in sì profonda pace

riposo senza fine.

 

        7  Soltanto l'Abbandono

mi spinge a te, Gesù:

per esso posso vivere

la vita degli Eletti.

 

        8  A te io m'abbandono,

o mio Divino Sposo,

e io nient'altro ambisco

che il dolce sguardo tuo.

 

        9  Sorriderti io voglio,

dormendo sul tuo cuore;

e ancora voglio dirti

che t'amo, mio Signore!3

 

      10  Come la margherita

dal calice vermiglio,

piccolo fiore anch'io

al sole mi dischiudo.

 

      11  Soave Sol di vita

e Amabile mio Re,

è l'Ostia tua divina

piccina quanto me!

 

      12  Di sua Celeste Fiamma

il luminoso raggio

nel cuore mi fa nascere

perfetto l'Abbandono.

 

      13  Possono abbandonarmi

tutte le creature:

accanto a te, tranquilla,

saprò ben io che fare.

 

      14  Se anche tu mi lasci,

Tesoro mio divino,

senza le tue carezze

sorridere io voglio.

 

      15  In pace voglio attendere,

Gesù, il tuo ritorno,

senza ch'io mai sospenda

i canti miei d'amore.

 

      16  Oh, niente mai mi turba,

nulla mi può inquietare.

Più alto dell'allodola

volare sa il mio cuore.

 

      17  Di sopra delle nubi

il cielo è sempre azzurro:

le rive là si toccano

dove il Buon Dio governa.

 

      18  La gloria in pace attendo4

della Celeste Casa,

ché nel Ciborio trovo

d'Amore il dolce frutto.

 

 

P 53

 

 

Per Suor Maria della Trinità

 

        1  Signor, m'hai scelta dall'età mia più tenera,1

e opera posso dirmi del tuo amore.

Mio Dio, vorrei nella mia riconoscenza

oh, quanto vorrei poterti ricambiare!

             5  Gesù, mio Amato, qual privilegio è questo?

Piccolo nulla,2 che avevo per te fatto?

Or mi vedo messa nel corteo regale Sal 44,15‑16

delle tue vergini, Divin Re amabile.

 

        2  Ah, io son solo la debolezza stessa!

Mio Dio, tu sai che virtù io non posseggo,

ma sai che l'amico3 unico che amo

e che m'affascina sei tu, Gesù dolce!

             5  Quando nel mio cuore giovane s'accese

la fiamma dell'Amore, tu l'esigesti.

E tu solo contentar potevi un'anima

che d'amore abbisognava all'infinito.

 

        3  Come un agnello lontano dall'ovile,

io lieta scherzavo, ignara del pericolo.

Ma, Regina celeste, Pastora amata,

sapevi con segreta mano proteggermi.

              5  Io giocavo sull'orlo dei precipizi,

ma del Carmelo la cima m'indicavi.

Comprendevo allora le delizie austere

e che amar dovevo per volar in Cielo.

 

        4  Signor, tu hai cara la purezza angelica

d'un animo di fuoco che in cielo naviga,

e ami pure il giglio nato in mezzo al fango

che sempre ha conservato il tuo puro amore.

              5  Dio, se lieto è l'angelo vermiglio d'ali

che davanti a te risplende di purezza,

già quaggiù la gioia mia alla sua somiglia

perché ho il tesoro della verginità!4

 

 

P 54

 

J.M.J.T.

Maggio 1897

(Aria: «Pourquoi m'avoir livré l'autre jour, ô ma Mère»)

 

Perché t'amo, Maria

 

        1  Io vorrei, Maria, cantare perché t'amo

e al tuo dolce nome trasalisco1 in cuore;

e ancor perché la suprema tua grandezza

mai potrebbe il mio animo intimidire.

5               Se nella sublime gloria t'ammirassi

mentre i beati tutti in splendore superi,

mai credere potrei che ti sono figlia:

e gli occhi abbasserei innanzi a te, Maria.

 

        2  Perché un figlio possa amare la madre sua,

essa ha da spartir con lui le pene e piangere.

O Madre amata, sulla straniera riva

quanto tu piangesti per attrarmi a te!

5La vita tua nel Vangelo santo medito,

osando guardarti ed accostarmi a te.

Non m'è difficile credermi tua figlia:

mortale e dolente come me2 ti vedo.

 

        3  Del Ciel un angelo t'offre d'esser Madre Lc 1,31-33

del Dio che in eterno sempre regnerà;

ed ecco, Maria, tu scegli - che mistero! -

della verginità il tesoro ineffabile.

              5  Comprendo, Immacolata, che la tua anima

al Signore è più cara del Paradiso,

e che il tuo cuor, ch'è Valle Mite ed Umile Mt 11,29

può contener Gesù, d'Amore Oceano.3

 

        4  T'amo, Maria, quando ti chiami serva Lc 1,38

del Dio che tu conquisti con l'umiltà.

Per tal virtù nascosta sei onnipotente

e nel tuo cuore attiri la Trinità.

              5  Ecco, t'adombra lo Spirito d'Amore Lc 1,35

e il Figlio uguale al Padre s'incarna in te. Gv 1,14

Egli avrà molti fratelli peccatori;

ché Gesù si chiamerà tuo primogenito! Lc 2,7

 

        5  Madre amata, io nella mia piccolezza

come te4 possiedo in me l'Onnipotente.

Ma perché son debole io non mi turbo:

i tesori della madre vanno ai figli

             5  e io son figlia tua, diletta Madre.

Mie sono le tue virtù, mio è il tuo Amore!

E quando in cuore mi scende l'Ostia bianca,

di riposar in te crede Gesù Agnello!

 

       6  Tu mi fai capire che m'è ben possibile

l'orme tue seguir, Regina degli Eletti.

La via stretta al Cielo l'hai resa visibile, Mt 7,14

praticando sempre le virtù più umili.

              5  Vicino a te, Maria, amo restar piccola:

vedo le grandezze umane tanto vane.

Presso Elisabetta, che ti accoglie in visita, Lc 1,39-40

l'ardente carità imparo a praticare.

 

        7  Io rapita ascolto, o Regina degli Angeli,

il sacro cantico che dal cuor5 ti sgorga. Lc 1,46-55

A intonar m'insegni le divine lodi

ed a gloriarmi in Gesù, mio Salvatore.

              5  Le tue parole d'amore, rose mistiche,

profumare 6 dovranno i venturi secoli.

L'Onnipotente ha fatto in te grandi cose

e meditarle io voglio per benedirlo.

 

        8  Quando Giuseppe il giusto ignora il miracolo Mt 1,19

che tu vorresti nell'umiltà celare,7

piangere lo lasci presso il Tabernacolo

che vela del Signor la bellezza eterna.

             5  Amo, Maria, l'eloquente tuo silenzio!

Esso per me è dolce concerto armonioso!

Mi dice la grandezza e l'onnipotenza

di chi l'aiuto dal Cielo solo aspetta.

 

        9  Vedo voi, Giuseppe e Maria, più tardi

respinti dagli abitanti di Betlemme.

Nessuno accoglie voi poveri stranieri

nella sua locanda: il posto è per i grandi!

             5  Il posto è per i grandi; e là in una stalla

la Regina dei Cieli partorisce un Dio. Lc 2,7

O Madre cara, quanto m'appari amabile

e come sei grande in un luogo così umile!

 

      10  Quando io vedo l'Eterno avvolto in fasce Lc 2,7

e il vagito sento del Divino Verbo, Gv 1,1

o Madre amata, più non invidio gli Angeli:

m'è Fratello amato il forte lor Signore.

             5  Come t'amo, Maria, che il tuo Divin Fiore Ct 2,1

hai fatto dischiudere sulle nostre rive!

E amo te che magi e pastori ascolti Lc 2,19

e tutto con cura nel tuo cuore serbi!

 

      11  Amo te che confusa fra l'altre donne

i tuoi passi volgi verso il tempio santo. Lc 2,22-35

E amo te che il Salvator nostro presenti

al santo Vecchio che in braccio suo lo stringe.

              5  Dapprima sorrido ascoltando il suo canto,

ma poi i suoi accenti mi muovono al pianto.

Col profetico sguardo spinto in avanti,

egli t'annuncia di una spada i dolori.

 

      12  Regina dei martiri, l'ultima sera

spezza il tuo cuore questa spada crudele. Lc 2,35

Ma presto la patria lasciare devi Mt 2,13-15

e la furia fuggir d'un re ingelosito.

              5  Nel velo tuo avvolto, Gesù dorme in pace;

Giuseppe t'esorta a partire di fretta

e pronta e obbediente tu subito sei:

tu vai senz'indugio e senza obiettare.

 

      13  In terra d'Egitto, io credo, o Maria Mt 2,13‑15

rimane gioioso in povertà il tuo cuore.

Non è forse Gesù la Patria più bella?

Che t'importa l'esilio se il Ciel possiedi?

              5  Ma un dolor grande provi a Gerusalemme Lc 2,41-50

e il cuore t'inonda come vasto mare:

Gesù si sottrae 8 alla tua tenerezza

per tre giorni e questo è il vero duro esilio!

 

      14  Infine lo scorgi e la gioia ti porta! Lc 2,48-50

E dici al Fanciullo che i dottori incanta:

«O Figlio mio, perché tu m'hai fatto questo?

Tuo padre ed io ti cercavamo in pianto».

              5  Il Dio Fanciullo (che profondo mistero!)

risponde alla Madre che le braccia tende:

«Perché mi cercavate? Devo occuparmi

dell'opera del Padre: l'ignoravate?».

 

      15  M'insegna il Vangelo che cresce in sapienza

Gesù, sottomesso a Maria e Giuseppe;

e il cuore mi dice con qual tenerezza

è sempre obbediente ai genitori amati.

              5  Io ora comprendo il mistero del tempio

e le arcane parole del Re Amabile.

O Madre, tuo Figlio ti vuole modello

di chi nella notte Lo cerca con Fede.

 

      16  Poiché il Re celeste la Madre sua volle

in notte profonda con l'angoscia in cuore,9

è un bene, Maria, soffrire qui in terra?

Soffrire amando è la gioia più pura! 10

             5  Gesù può riprendersi quanto m'ha dato:

per me non si spiaccia, tu diglielo pure.

Se pur si nasconde, saprò io aspettarlo

finché non si spenga nel Ciel la mia fede.11

 

      17  So che a Nazaret, Madre piena di grazia, Lc 1,28

povera eri e nulla di più volevi:

non miracoli o estasi o rapimenti

t'adornan la vita, Regina dei Santi!

             5  In terra è grande il numero dei piccoli

che possono guardarti senza tremare.

La via comune, Madre incomparabile,

percorrere tu vuoi e guidarli al Cielo.

 

      18  Aspettando il Cielo, Madre mia diletta,

con te voglio vivere e seguirti sempre.

Madre, contemplandoti m'immergo estatica

negli abissi d'amore che in cuor ti scopro.

             5  Il materno tuo sguardo scaccia il timore

e a piangere e a gioire esso m'insegna.

Le gioie pure e sante non disprezzi,

le condividi, invece, e le benedici.

 

      19  A Cana gli sposi tu vedendo inquieti Gv 2,2-11

- non possono nasconderlo, manca il vino -

tu sollecita lo dici al Salvatore,

sperando aiuto dal suo divin potere.

             5  Gesù prima pare opporsi alla richiesta:

«Che importa a me e a te, donna?», egli dice,

ma in fondo al cuore ti sente Madre sua

e per te egli compie il primo miracolo!

 

      20  Quando i peccatori la dottrina ascoltano Mt 12,24-50

di Colui che nel Cielo vuole pur accoglierli,

con essi stai tu, Maria, sulla collina.12

Qualcuno annuncia a Gesù che vuoi vederlo;

              5  e il Figlio tuo Divino all'intera folla

mostra l'immenso amore che per noi prova:

«Chi m'è fratello, sorella e Madre», dice,

«se non chi compie la mia volontà?».

 

      21  Vergine Immacolata, Madre dolcissima,

all'udir Gesù non ti rattristi affatto,

anzi t'allieti ch'Egli ci faccia intendere

che sua famiglia è quaggiù l'anima nostra.13

              5  Sì, tu t'allieti che Egli la vita doni

e della divinità i tesori immensi.

Come non amarti, Madre mia diletta,

per tanto tuo amore e tanta umiltà?

 

      22  Maria, ami noi come Gesù ci ama Gv 13,34

e accetti di staccarti da Lui per noi.

Amare è dare tutto e donar se stessi.

Tu l'hai mostrato restando nostro aiuto.

              5  Sapeva il Salvatore la tua dolcezza

e i segreti ancor del cuore tuo materno.

Ci affida a te, Rifugio dei peccatori, Gv 19,27

la Croce sua lasciando ed in Cielo entrando.

 

      23  Maria, tu m'appari in vetta al Calvario, Gv 19,25

presso la Croce, come all'altare il prete:

offri l'Emmanuele mite, Gesù, Mt 1,23

e così plachi la giustizia del Padre!

             5  Madre addolorata, un profeta l'ha detto:

«Non c'è alcun dolore pari al tuo dolore!». Lam 1,12

Tu resti in esilio, Regina dei martiri,

e del tuo cuore per noi dai tutto il sangue!

 

       24  La casa di Giovanni è il tuo solo asilo: Gv 19,27

supplisce Gesù di Zebedeo il figlio.

Questa notizia il Vangelo dà per ultima, 14

poi più non parla della Regina nostra.

             5  Ma quel silenzio profondo, Madre amata,

non svela forse che il Verbo Eterno vuole Gv 1,1

cantar Lui stesso di tua vita i segreti

e stupire i tuoi figli, del Cielo eletti?

 

      25  Udrò io presto quella dolce armonia,

presto nel Cielo bello verrò a vederti.

Al mattino di mia vita m'hai sorriso:15

vieni e ancor sorridimi, Madre, è già sera!

             5  Non temo più la viva tua gloria eccelsa:16

ho sofferto con te e ti domando adesso

di cantar sui tuoi ginocchi perché t'amo

e sempre ridire che sono figlia tua!

La piccola Teresa...

 

(Le parole sottolineate devono essere scritte in corsivo) (Nota di Teresa).

 

 

 

APPENDICE

Poesie supplementari

 

Fedeli al proposito d'una edizione integrale, abbiamo voluto raccogliere perfino i minimi frammenti poetici di Teresa: pezzi incompiuti, strofette umoristiche scritte di suo pugno, anche se non composte tutte da lei. Di questo complesso disparato di otto «poesie supplementari» vanno considerate soprattutto le tre ultime «melodie d'amore» di Teresa ormai malata, ultime vibrazioni della sua arpa prima del grande silenzio della morte.

La raccolta delle Lettere si chiude con brevi biglietti tracciati a matita con mano tremante. Le parole degli Ultimi Colloqui si rarefanno via via che la stanchezza l'invade. A noi non resta che «guardarla soffrire, sorridere, soffocare, piangere» (DE, p. 510). Ugualmente, dopo il grande canto finale Perché t'amo, Maria, ella compone solo tre piccole e brevi poesie. Ma esse rendono il timbro dell'amore più puro, della tenerezza più squisita: per la sua priora (PS 6), per una compagna colpita dalla sua prossima morte (PS 7), per Gesù‑Ostia che non ha smesso di «abbassarsi» verso la sua «piccolezza» (PS 8).

Poi ella tace. Ma lei che ha così ben compreso e ostinatamente amato il silenzio di Dio, ci avvisa: il suo sarà «il primo pegno dell'ineffabile suo amore» (Cf P 13,13), «fino al giorno eterno che la mia fede si spegnerà» (cfr. P 54, 16).

 

 

PS 1

«O Dio velato»

 

        1  O Dio, velato dai tratti d'un bambino,

il sovrano dei Cieli in te io vedo.

La tua grandezza ritrovo e la potenza

nel mite bagliore dei vivi occhi tuoi.

             5  Se tu volessi, al tuo richiamo gli angeli

a mille schiere ti corteggerebbero;

trapuntando di stelle le tue fasce povere,

direbbero l'amore tuo ineffabile.

 

     R.1  Su una riva straniera io ti vedo,

o mio Dio, Fratello e Salvatore:

tu adesso non puoi parlare ancora,

né possiedi scettro né alcun tesoro.

             5  Adorando il profondo tuo mistero,

io t'offro, o Re Divino, il mio oro.

 

        2  Vieni a salvare in terra, Re del Cielo,

i tuoi fratelli dell'umano genere.

Oh, per tuo amore io vorrei soffrire!

Un giorno tu vorrai per me morire

ed io un segno dei tuoi dolori t'offro.

Brillar già vedo l'aureola di sangue

e bramo conquistarti tutti i cuori,

Gesù Divino, e asciugarti il pianto!

 

     R.2  Prendi la mirra, o Re del Cielo:

mortale vuoi essere anche tu!

(incompiuta)

 

 

PS 2

 

 

«In Oriente»

 

        1  In Oriente una stella è apparsa:

noi seguiamo il suo corso arcano.

Astro santo, la sua luce svela

che in terra è pur nato il Re dei Cieli.

 

        2  Il Cielo ci protegge,

il corteo nostro avanza,

sfidando pioggia e neve,

seguendo l'astro fulgido.

 

        3  Ecco, ciascun s'affretti:

la stella si è fermata.

Entriamo tutti in festa,

quel Bambino adoriamo.

 

 

PS 3

 

 

«Ormai da cinquant'anni»

 

        1  Sulla terra ormai da cinquant'anni,

profumate delle virtù vostre

il nostro umile monastero,

ch'è il palazzo del Re degli eletti.

Ritornello

 

Cantiam, l'ingresso lieto cantiamo

della decana del nostro Carmelo:

è amata da tutti i cuori nostri

qual dono dolcissimo del Cielo.

 

        2  Noi fummo accolte da voi

quando entrammo in questa dimora.

Conosciamo le vostre bontà

e anche il tenero vostro amore.

 

        3  Ci allieterà ben presto gli animi

una festa ancora più bella:

vi porremo allora sulla testa

dei nuovi fiori, liete cantando.

 

 

 

PS 4

 

 

Il Cielo ne è il premio

 

        1  Il Cielo ne è il premio.

La bàttola1 sonora

che anticipa l'aurora

mi fa balzar dal letto.

 

        2  Il Cielo ne è il premio.

Appena ci svegliamo,

vediamo meraviglie

maggiori che a Parigi.

 

        3  Il Cielo ne è il premio.

Nell'umile mia cella

né tende di seta o tulle,

né specchi, né tappeti.2

 

        4  Il Cielo ne è il premio.

Tavolo? Sedia? Nulla!

Non essere mai comode

è felicità per noi

 

        5  Il Cielo ne è il premio.

Non mi turbo vedendo

le mie armi lucenti:

amo il loro tintinnio.

 

        6  Il Cielo ne è il premio.

Mi tocca il sacrificio:

croci, ferri, cilicio3

ecco le armi mie.

 

        7  Il Cielo ne è il premio.

Dopo una breve supplica

si bacia il pavimento:

lo prescrive la regola.

 

        8  Il Cielo ne è il premio.

Nascondo l'armatura

sotto l'abito di panno

e il velo benedetto.

 

        9  Il Cielo ne è il premio.

Se Madonna Natura

si butta a mormorare

io le dico scherzando:

 

      10  Il Cielo ne è il premio.

Digiunare4 è poi facile,

perché rende agilissimi:

se hai fame, tanto peggio!

 

      11  Il Cielo ne è il premio.

Patate, rape e cavoli,

carote e ravanelli

rispettiamo assai poco.

 

      12  Il Cielo ne è il premio.

Noi mai ci sorprendiamo

che a sera si dia solo

del pane e della frutta.

 

      13  Il Cielo ne è il premio.

E passa misurato,

il pane; io lascio poi

la frutta nel mio piatto.

 

      14  Il Cielo ne è il premio.

Di coccio è il mio piatto,

di bosso il cucchiaio;

per forchetta ho la mano.

 

      15  Il Cielo ne è il premio.

Poi ci aduniamo tutte.

e insieme noi parliamo

delle celesti gioie.

 

      16  Il Cielo ne è il premio.

Parlando si lavora:

l'una taglia, l'altra cuce

i paramenti sacri.

 

      17  Il Cielo ne è il premio.

Sulle fronti radiose

è impressa chiaramente

la divina letizia.

 

            18  Il Cielo ne è il premio.

Un'ora passa in fretta:

senza crucciarmi affatto

ridivento eremita.

 

            19  Il Cielo ne è il premio.

Il silenzio s'interrompe

al rumor dei flagelli:5

davvero è assordante.

 

      20  Il Cielo ne è il premio.

Dei colpi che mi infliggo

sessantacinquemila6

è il numero d'un anno.

 

      21  Il Cielo ne è il premio.

Senza pietà né tregua

noi combattiam noi stesse

per tutti i missionari.

 

 

PS 5

 

 

[Per «Santa Marta»,

festa delle Suore Converse]

 

     Rit.

Nobili sorelle di velo bianco,

ci rallegra il cuore festeggiarvi.

 

        1  A Maria dell'Incarnazione

noi offriamo la navigazione;

e una barca assai carina

godrà Henriette, la signorina.

 

        2  Suor San Vincenzo da noi riceve

questo botolo assai vivace,

che abbaiando in giardino

farà la guardia benino.

 

        3  Al carissimo Marthon offriamo

un magnifico maialino.

Certamente lo cavalcherà

quando ai topi gran caccia darà.

 

        4  Or festeggiando Lebon Melania1

tocca a Battista2 dare l'avvio:

le dà un gattino, bell'animale,

un lecca-piatti non tanto male.

 

        5  E che dir mai nell'offrir una brocca?

Ah, noi davvero non sappiam molto.

...................................................................................

Padre mio, sta il Magister qui!

In salvo! Ha un'aria da non so chi!

 

 

PS 6

 

 

[A Madre Maria di Gonzaga]

J.M.J.T.

21 giugno 1897

Anch'io, diletta Madre mia,

voglio dire una parolina.

Ma ti vengono poche idee

quando bevi soltanto latte.

              5  In ogni caso, mia cara Madre,

io vi offro con gran piacere

un bel album per fotografie,

e il cuoricino mio e le cuffie mie!

Teresa di Gesù Bambino

rel.carm.ind.

 

 

PS 7

 

 

[«Il silenzio è il linguaggio dolce»

 

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati» (Gv 16, 12)

 

        1  Il silenzio è il bel linguaggio

degli angeli e degli eletti.

E il segno diventerà

dell'anime che in Gesù s'amano.

 

        2  Sol pensando a sacrificarsi,

amarsi è dato nel Carmelo.

Domani, di delizie avvolte,

lassù nel Cielo ci ameremo.

 

 

PS 8

 

 

[«Tu l'estrema piccolezza mia conosci»]

 

Tu l'estrema piccolezza mia conosci,

ma non temi di abbassarti fino a me!

Ostia Bianca che amo, nel mio cuore vieni,

oh, nel mio cuore vieni che anela a te!

              5  Vorrei che la tua bontà, dopo tal dono,

mi concedesse di morir d'Amore!

Odi, Gesù, il grido che tenero ti invio:

vieni nel cuor mio!

 

 

 

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