3_Ultimi Colloqui

 

 

 

ULTIMI COLLOQUI

 

 

IL «QUADERNO GIALLO»

DI MADRE AGNESE

___________

 

Molto intimo

 

 

PAROLE RACCOLTE

DURANTE GLI ULTIMI MESI

DELLA NOSTRA SANTA PICCOLA TERESA

 

Suor Agnese di Gesù

c.s.i.

 

 

6 aprile 1897

1

Quando siamo incomprese e giudicate sfavorevolmente, a che scopo difendersi, spiegarsi? Lasciamo stare, non diciamo niente, è così dolce non dire niente, lasciarsi giudicare non importa come! Nel Vangelo non vediamo che Santa Maddalena si sia giustificata quando sua sorella la accusava di restarsene ai piedi di Gesù senza fare nulla. Non ha detto: «O Marta, se tu sapessi la gioia che provo, se tu sentissi le parole che sento! E poi, è Gesù che mi ha detto di starmene qui!».Lc 10,39-40 No, ha preferito stare zitta. O beato silenzio che dà tanta pace all'anima!1

 

2

«Che la spada dello spirito che è la parola di Dio rimanga sempre sulla nostra bocca e nei nostri cuori». Ef 6,17 Se siamo alle prese con un'anima sgradevole non scoraggiamoci, non abbandoniamola mai. Abbiamo sempre sulla bocca «la spada dello spirito» per riprenderla dei suoi torti; non lasciamo andare le cose per conservare la nostra tranquillità; combattiamo sempre, anche se non c'è speranza di vincere la battaglia. Che importa il successo? Ciò che il buon Dio ci chiede è di non fermarci per le fatiche della lotta, di non scoraggiarci dicendo: «Tanto peggio! Non se ne può cavare nulla, che vada per la sua strada». Oh, questa è viltà; bisogna fare il proprio dovere fino in fondo!2

 

3*

Ah, come non bisogna giudicare niente sulla terra! Ecco ciò che mi è capitato in ricreazione, qualche mese3 fa. È una cosa da nulla, ma che mi ha insegnato molto.

Suonavano due colpi, ed essendo assente la depositaria,4 occorreva una terza5 per Suor Teresa di Sant'Agostino. Ordinariamente è noioso fare da terza, ma quella volta ciò mi tentava alquanto, perché si doveva aprire la porta per ricevere i rami d'albero per il presepio.

Suor Maria di San Giuseppe era accanto a me, e indovinavo che condivideva il mio desiderio infantile. «Chi mi vuol fare da terza?», disse Suor Teresa di Sant'Agostino. Subito sciolsi il mio grembiule, ma lentamente, affinché Suor Maria di San Giuseppe si sbrigasse prima di me e prendesse il posto, come in effetti avvenne.

Allora, Suor Teresa di Sant'Agostino disse ridendo e guardandomi: «Eh, stavolta la perla per la sua corona se l'è guadagnata Suor Maria di San Giuseppe. Lei andava troppo lentamente». Non risposi che con un sorriso e mi rimisi all'opera, dicendo tra me e me: «O mio Dio, quanto sono diversi i tuoi giudizi da quelli degli uomini! È così che noi sulla terra ci inganniamo spesso, valutando come imperfezione nelle nostre sorelle ciò che davanti a Te è merito!».

 

7 aprile

 

Le domandavo in che maniera sarei morta, lasciando trasparire le mie apprensioni. Mi rispose con un sorriso colmo di tenerezza:

            «Il buon Dio la succhierà come una gocciolina di rugiada...».6

 

18 aprile

 

1

            Mi aveva appena confidato alcune umiliazioni abbastanza penose che certe suore le avevano procurato.

            «Il buon Dio mi offre così tutti i mezzi per restare piccola piccola; ma è questo che occorre; sono sempre contenta; anche in mezzo alla tempesta, mi sistemo in modo da conservarmi bene in pace all'interno. Se mi raccontano di conflitti tra sorelle, cerco di non animarmi a mia volta contro questa o quella. Occorre, per esempio, che pur ascoltando io possa guardare dalla finestra e godere interiormente della vista del Cielo, degli alberi... Mi capisce? Proprio adesso, durante la mia lotta a proposito di Suor X, guardavo con piacere le belle gazze svolazzare sul prato, ed ero così in pace come all'orazione... Ho combattuto tanto con... sono proprio stanca! Ma non temo la guerra. È volontà del buon Dio che io lotti fino alla morte. Oh, mia piccola Madre, preghi per me!

 

2

            Io, quando prego per lei, non dico né Pater né Ave, dico semplicemente con uno slancio del cuore: «O mio Dio, ricolma la mia piccola Madre di ogni sorta di beni, amala di più, se lo puoi».

 

3

            Ero ancora molto piccola, quando la zia mi diede da leggere una storia che mi sorprese molto. Vidi, infatti, che si lodava una direttrice di collegio perché sapeva togliersi d'impaccio abilmente senza ferire nessuno. Notai soprattutto questa frase: «Ad una diceva: Lei non ha torto; e all'altra, Lei ha ragione». E pensavo tra me: ma questo non va bene! Quella direttrice avrebbe dovuto non aver paura di nulla e dire alle sue ragazze che avevano torto, quando era vero.

            E adesso non ho cambiato parere. Me ne deriva una pena ben maggiore, lo ammetto, giacché è sempre così facile far ricadere il torto sugli assenti, e ciò basta a calmare subito quella che si lamenta. Sì, ma...7 da parte mia, preferisco fare il contrario. Se non sono amata, tanto peggio! Io dico la verità tutta intera: che non si venga a cercarmi, se non si vuole saperla.

 

4

            Non bisogna che la bontà degeneri in debolezza. Quando si è rimproverato con giustizia bisogna fermarsi lì, senza lasciarsi commuovere al punto di tormentarsi d'aver causato dolore, di veder soffrire e piangere. Correre dietro all'afflitta per consolarla è farle più male che bene. Lasciarla a se stessa vuol dire costringerla a ricorrere al buon Dio per vedere i suoi torti e umiliarsi.8 Altrimenti, se venisse abituata a ricevere consolazione dopo un meritato rimprovero, ella si comporterebbe sempre, nelle stesse circostanze, come una bambina viziata, che batte i piedi e strilla finché la mamma non viene ad asciugare le sue lacrime.

 

 

1° maggio

 

1

            Non è «la morte» che verrà a cercarmi, è il buon Dio. La morte non è un fantasma, un orribile spettro, come la rappresentano sulle immagini. È detto nel catechismo che «la morte è la separazione dell'anima e del corpo», non si tratta che di questo!1

 

2

            Oggi, ho avuto il cuore tutto ricolmo di una pace celeste. Ieri sera avevo tanto pregato la Santa Vergine, pensando che il suo bel mese stava per cominciare.

            Lei non era alla ricreazione questa sera. Nostra Madre ci ha detto che uno dei missionari2 imbarcati con il P. Roulland3 era morto prima di arrivare nella sua missione. Sulla nave questo giovane missionario aveva fatto la comunione con le ostie del Carmelo date al P. Roulland... E adesso è morto... senza avere fatto alcun apostolato, senza aver sopportato alcuna fatica, come quella di imparare il cinese. Il buon Dio gli ha dato la palma del desiderio; ma, come vede, Egli non ha bisogno di nessuno.

            Allora non sapevo che Madre Maria di Gonzaga le aveva affidato il Padre Roulland come secondo fratello spirituale. Era a lei che il P. R. aveva scritto le parole che ho riferito, ma avendo la proibizione di Nostra Madre di confidarmelo, lei non mi parlava che di ciò che aveva sentito alla ricreazione.

            Fu per lei un grosso sacrificio questo silenzio di quasi due anni sui suoi rapporti con quel missionario...4

            Nostra Madre le aveva chiesto di dipingere per lui un'immagine su pergamena. Poiché ero la sua prima di ufficio per la pittura, ella avrebbe potuto approfittare della circostanza per chiedermi un consiglio e così farmi indovinare tutto. Ma, al contrario, agiva di nascosto da me il meglio che poteva, venendo furtivamente - l'ho saputo più tardi - a cercare il brunitoio per far brillare l'oro, che tenevo sul mio tavolo. Lo riportava quando io ero assente.

            Soltanto tre mesi prima della sua morte Nostra Madre, di sua iniziativa, le disse di parlarmi liberamente di questa cosa come di ogni altra.

 

7 maggio

1

            Ore 7 del mattino.

            Oggi è licenza,5 ho cantato «la mia Gioia» 6 vestendomi.

 

2

            La nostra famiglia non resterà a lungo sulla terra... Quando sarò in Cielo vi chiamerò ben presto... Oh, come saremo felici! Siamo tutte nate coronate...

 

3

            Tossisco! Tossisco! È come una locomotiva quando arriva alla stazione. Anch'io arrivo ad una stazione: è quella del Cielo, e l'annuncio!

 

9 maggio

1

            Possiamo proprio dire, senza vantarci, che abbiamo ricevuto grazie e lumi del tutto particolari. Siamo nella verità: vediamo le cose nella loro vera luce.

 

2

            A proposito dei sentimenti dai quali non ci si può qualche volta difendere, quando dopo aver reso un favore non si riceve alcun segno di riconoscenza.

            Anch'io, le assicuro, provo il sentimento di cui mi parla; ma non sono mai presa al laccio, giacché non mi aspetto sulla terra alcuna ricompensa: faccio tutto per il buon Dio, così non posso perdere niente e sono sempre molto ben ripagata della fatica che faccio nel servire il prossimo.

 

3

            Se, per assurdo, nemmeno il buon Dio vedesse le mie buone azioni, non ne sarei per nulla afflitta. Lo amo tanto che vorrei poter fargli piacere senza neppure ch'egli sappia che sono io.7 Sapendolo e vedendolo, Egli è come obbligato a «ricambiarmi»; vorrei evitargli questo affanno...

 

15 maggio

1

            Sono molto contenta di andarmene presto in Cielo, ma quando penso a questa parola del buon Dio: «Ecco, porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere»(Ap 22,12), mi dico che nei miei riguardi sarà molto imbarazzato. Non ho opere! Non potrà dunque rendermi «secondo le mie opere»... Ebbene! mi renderà «secondo le Sue proprie opere...».

 

2

            Mi faccio un'idea così alta del Cielo, che talvolta mi domando come farà il buon Dio a sorprendermi, alla mia morte. La mia speranza è così grande, e costituisce per me un tale motivo di gioia, non in ragione di un sentimento, ma per la fede, che per soddisfarmi pienamente avrò bisogno di qualcosa al di sopra di tutti i pensieri. Piuttosto che essere delusa preferirei rimanere in una eterna speranza. Infine penso già che se non sarò abbastanza sorpresa, farò finta di esserlo, per far piacere al buon Dio. Non ci sarà pericolo che gli lasci trapelare la mia delusione: saprò ben ingegnarmi affinché non se ne avveda. D'altra parte mi adatterò sempre, in modo da essere felice. Per riuscirci ho le mie piccole astuzie che lei conosce e che sono infallibili. Poi, anche solo vedere il buon Dio felice, basterà pienamente alla mia beatitudine.

 

3

            Le avevo parlato di certe pratiche di devozione e di perfezione consigliate dai santi e che mi scoraggiavano.

            Per me non trovo più niente nei libri, se non nel Vangelo.8 Questo libro mi basta. Ascolto con delizia questa parola di Gesù che mi dice tutto ciò che devo fare: «Imparate da me che sono dolce ed umile di cuore» Mt 11,29; allora ho la pace, secondo la sua dolce promessa:... «e troverete il riposo delle vostre anime».

            Mi disse quest'ultima frase alzando gli occhi, con una espressione di Cielo; aggiunse la parola «piccole» alla frase di Nostro Signore, ciò che le diede più fascino ancora:

            «...E troverete il riposo delle vostre piccole anime...».

 

4

            Le si era dato un abito nuovo (quello conservato). L'aveva indossato per la prima volta nel Natale del 1896. Questo abito, il secondo dopo la sua vestizione, le andava malissimo. Le chiesi se la cosa le recava noia:

            Nemmeno per sogno! Non più che se fosse quello di un cinese, laggiù a 2000 leghe da noi.

 

5

            Getto a destra, a sinistra, ai miei uccellini,9 i buoni semi che il buon Dio mette nella mia piccola mano. E poi vada come deve andare. Non me ne occupo più. Talvolta è come se non avessi gettato nulla; in altri momenti ne scaturisce del bene; ma il buon Dio mi dice: «Da', da' sempre, senza occuparti del risultato».

 

6

            Vorrei sì andare ad Hanoi,10 per soffrire molto per il buon Dio. Vorrei andarci per essere proprio sola, per non avere alcuna consolazione sulla terra. Quanto al pensiero di rendermi utile laggiù, non mi passa neppure per la testa, so benissimo che non farei proprio niente.

 

7

            Dopo tutto, vivere o morire per me è la stessa cosa. Non vedo proprio cosa avrei di più dopo la morte, che non abbia già in questa vita. Vedrò il buon Dio, è vero! ma per essere con lui, lo sono già del tutto sulla terra.11

 

18 maggio

1

            Mi hanno sollevata da ogni incarico; ho pensato che la mia morte non causerebbe il minimo disturbo nella Comunità.

            Le dispiace di passare come un membro inutile, dinanzi alle sorelle?

            Oh, questo è il minore dei miei crucci, per me è proprio la stessa cosa!

 

2

            Vedendola così ammalata, avevo fatto tutto quanto mi era possibile per ottenere da Nostra Madre la dispensa dai suoi «uffici dei morti».12

            La prego, non mi impedisca di recitare i miei «piccoli» uffici dei Morti. È tutto ciò che posso fare per le sorelle che sono in purgatorio, e non mi affatica per niente. Talora, alla fine di un silenzio13 ho un po' di tempo; è una cosa che piuttosto mi distende.

 

3

            Ho sempre bisogno di avere del lavoro già preparato; così non sono preoccupata e non perdo mai il mio tempo.

 

4

            Avevo chiesto al buon Dio di seguire le pratiche comunitarie fino alla morte; ma non vuole! Potrei bene, ne sono sicura, andare a tutti gli uffici, non ne morirei un minuto prima. Talvolta mi sembra che, se non avessi detto niente, non mi si troverebbe malata.

 

19 maggio

 

            Perché mai è così allegra oggi?

            Perché stamattina ho avuto due «piccole» pene. Oh, molto sensibili!... Niente mi dà «piccole» gioie, come le «piccole» pene...

 

20 maggio

1

            Mi dicono che avrò paura della morte. Può anche darsi. Qui non c'è nessuno più diffidente di me verso i propri sentimenti. Non mi appoggio mai sui miei pensieri; so quanto sono debole; ma voglio godere del sentimento che il buon Dio mi dà ora. Ci sarà sempre tempo per soffrire del contrario.14

 

2

            Le mostravo una sua fotografia:

            Sì, però... è la busta; quand'è che si vedrà la lettera? Oh! come vorrei vedere la lettera!...15

 

Dal 21 al 26 maggio

 

1

            Teofano Venard16 mi piace ancor di più di San Luigi Gonzaga, perché la vita di San Luigi Gonzaga è straordinaria e la sua è del tutto ordinaria. Inoltre è lui che parla, mentre per il Santo, è un altro che racconta e che lo fa parlare; dunque non si sa quasi niente della sua «piccola» anima!

            Teofano Vénard amava molto la sua famiglia; e anch'io amo molto la mia «piccola» famiglia. Non comprendo i santi che non amano la loro famiglia... La mia piccola famiglia di ora, oh! io l'amo molto! Amo molto, molto, la mia piccola Madre.

 

2

            Morirò presto; ma quando? Oh, quando?... Non arriva! Sono come un bambino piccolo cui promettono sempre un dolce: glielo mostrano da lontano; poi, quando si avvicina per prenderlo, la mano si ritira... Ma, in fondo, sono abbastanza abbandonata per vivere, per morire, per guarire, e per andare in Cocincina,17 se il buon Dio lo vuole.

 

3

            Dopo la mia morte, non bisognerà circondarmi di corone come Madre Genoveffa.18 Alle persone che volessero donarne, direte che io preferisco ch'esse impieghino quel denaro per riscattare dei negretti. È questo che mi farebbe piacere.

 

4

            Qualche tempo fa mi dispiaceva molto prendere dei medicinali costosi; ora invece non mi fa proprio niente, anzi. È da quando ho letto, nella vita di Santa Gertrude, che lei se ne rallegrava per se stessa, dicendosi che tutto tornava a vantaggio di coloro che ci fanno del bene. Ella s'appoggiava sulla parola di Nostro Signore: «Ciò che farete al più piccolo tra i miei, è a me stesso che lo farete».Mt 25,40

 

5

            Sono convinta dell'inutilità delle medicine per guarirmi; ma mi sono accordata con il buon Dio, perché ne faccia profittare i poveri missionari malati, che non hanno né il tempo né i mezzi per curarsi. Gli chiedo di guarirli al posto mio, con le medicine e il riposo che mi si obbliga a prendere.

 

6

            Mi hanno tanto ripetuto che ho coraggio, ed è così poco vero, che mi sono detta: Ma, insomma, non bisogna far mentire la gente! E mi sono messa, con l'aiuto della grazia, ad acquistare questo coraggio. Ho fatto come un guerriero che sentendosi lodare per la sua prodezza, pur sapendo benissimo di non essere che un vile, finirebbe col vergognarsi dei complimenti e vorrebbe meritarli.

 

7

            Quando sarò in Cielo quante grazie chiederò per voi! Oh, tormenterò tanto il buon Dio che se dapprima volesse non ascoltarmi, la mia importunità lo forzerebbe a esaudire i miei desideri! Questa storia è nel Vangelo...Lc 11,5-8

 

8

            Se i santi mi testimonieranno meno affetto delle mie sorelline, ciò mi sembrerà ben duro... e andrò a piangere in un angoletto...

 

9

            In Cielo i santi Innocenti non saranno bambini piccoli; avranno soltanto le indescrivibili grazie dell'infanzia.19 Ce li rappresentiamo «bambini» perché abbiamo bisogno di immagini per comprendere le cose spirituali.

            Sì, spero di unirmi a loro! Se vogliono sarò il loro paggetto, reggerò i loro piccoli strascichi...

 

10

            Se non avessi questa prova interiore,20 che è impossibile comprendere, credo proprio che morirei di gioia al pensiero di lasciare presto la terra.

 

 

Dal 21 al 26 maggio[1]

 

11*

            Stasera ero un po' triste, domandandomi se il buon Dio era davvero contento di me. Pensavo a ciò che ogni sorella direbbe di me, se venisse interrogata. Una direbbe: «È proprio una bella animuccia, può diventare una santa». Un'altra: «È tanto dolce, tanto pia, ma questo... ma quello...». Altre avrebbero ancora pensieri differenti; parecchie mi troverebbero molto imperfetta, il che è vero... Quanto alla mia piccola Madre, lei mi ama tanto, questo la rende cieca, quindi non posso crederle. Oh! Quello che pensa il buon Dio chi me lo dirà? Ero immersa in queste riflessioni, quando mi è arrivato il suo biglietto. Lei mi diceva che in me tutto le piaceva, che ero amata particolarmente dal buon Dio, che non mi aveva fatto salire, come gli altri, la rude scala della perfezione, ma che mi aveva messa in un ascensore perché io arrivi a Lui21 più in fretta. Già ero commossa, ma il pensiero che il suo amore le faceva vedere quello che non è mi impediva ancora di godere pienamente; allora, ho preso il mio piccolo Vangelo, domandando al buon Dio di consolarmi, di rispondermi lui stesso... ed ecco che mi sono imbattuta in questo passo che non avevo mai notato: «Colui che Dio ha inviato dice le stesse cose di Dio, giacché gli ha comunicato il suo Spirito senza misura»Gv 3,34. Oh, allora, ho versato lacrime di gioia e stamattina, svegliandomi, ero ancora tutta pervasa di profumo. È lei, mia piccola Madre, che Dio ha inviato per me, è lei che mi ha allevata, che mi ha fatto entrare al Carmelo; tutte le grandi grazie della mia vita le ho ricevute per mezzo suo; così lei dice le stesse cose di Dio e, adesso, credo che il buon Dio è contentissimo di me, perché me lo dice lei.

 

26 maggio

Vigilia dell'Ascensione

 

            Stamattina, durante la processione,22 ero nel romitorio di San Giuseppe e guardavo da lontano, dalla finestra, la Comunità in giardino. Era ideale, quella processione di religiose coi mantelli bianchi; mi faceva pensare al corteo delle vergini nel Cielo. Alla curva del viale degli ippocastani vi vedevo tutte mezzo nascoste dalle grandi erbe e dai bottoni d'oro del prato. Era sempre più delizioso. Ma ecco che tra queste religiose ne vedo una, una delle più gentili, che guarda dalla mia parte, e si inchina sorridendo per farmi un cenno di riconoscimento. Era la mia piccola Madre! Subito mi sono ricordata il mio sogno: il sorriso, le carezze della Madre Anna di Gesù,23 e la medesima impressione di dolcezza m'invase. Mi dicevo: è dunque così che i santi mi conoscono, mi amano, mi sorridono dall'alto, e mi invitano a raggiungerli!

            E allora sono arrivate le lacrime... Erano anni che non avevo pianto così. Ah, erano dolci lacrime!

 

27 maggio

Ascensione

1

            Voglio proprio una «circolare»,24 perché ho sempre pensato che dovevo pagare l'ufficio dei morti che ogni carmelitana dirà per me. Non capisco troppo perché ce ne siano di quelle che non vogliono la circolare: è così dolce conoscersi, sapere un po' con chi vivremo eternamente.

 

2

            Non ho per niente paura degli ultimi combattimenti, né delle sofferenze della malattia, per grandi che siano. Il buon Dio mi ha sempre soccorso; mi ha aiutata e condotta per mano fin dalla mia più tenera infanzia... conto su di lui. Sono certa che continuerà a soccorrermi fino alla fine. Potrò proprio non poterne più, ma non ne avrò mai di troppo, ne sono sicura.

 

3

            Non so quando morrò, ma credo che sarà presto: ho molte ragioni di aspettarmelo.

 

4

            Non desidero di morire più che di vivere; cioè, se dovessi scegliere, preferirei morire; ma giacché è il buon Dio che sceglie per me, preferisco ciò che vuole lui. È ciò che lui fa che amo.25

 

5

            Che non si creda che, se guarisco, questo fatto mi sconcerterà e distruggerà i miei piccoli piani. Niente affatto! L'età non conta nulla agli occhi del buon Dio, e farò in modo di restare una bambina piccola, anche vivendo molto a lungo.26

 

6

            Vedo sempre il lato buono delle cose. Ci sono persone che prendono tutto in modo da farsi più male possibile. Per me è il contrario. Se non ho che la pura sofferenza, se il cielo è così nero che non vedo nessuna schiarita, ebbene! ne faccio la mia gioia... Ne faccio... un vanto!27 come le prove di papà,28 che mi rendono più gloriosa di una regina.

 

7

            Ha notato, alla lettura in refettorio, quella lettera indirizzata alla mamma di San Luigi Gonzaga, in cui si dice di lui che non avrebbe potuto imparare di più, né essere più santo, anche se avesse raggiunto l'età di Noè?29

 

8

            A proposito della sua morte.

            Io sono come una persona che avendo un biglietto della lotteria rischia di vincere più di un'altra che non lo possiede; tuttavia non è ancora sicura di prendere un premio. Insomma, ho un biglietto, è la mia malattia, e posso ben sperare!

 

9

            Mi ricordo che una piccola vicina dei Buissonnets, dell'età di tre anni, sentendosi chiamare dagli altri bambini, diceva a sua madre: «Mamma! vogliono me! lasciami andare, te ne prego... vogliono me!».

            Ebbene, mi pare che oggi gli angioletti mi chiamino, ed io le dico come quella bambina: «Mi lasci dunque partire, vogliono me!».

            Non li odo, ma li percepisco.

 

10

            Al momento in cui si pensava al progetto della mia partenza per il Tonchino, verso il mese di novembre,30 si ricorda che per ottenere un segno della volontà del buon Dio si cominciò una novena a Teofano Venard? In quel periodo avevo ripreso a partecipare a tutte le pratiche comunitarie, anche a Mattutino. Ebbene, proprio durante la novena mi sono rimessa a tossire e da allora non vado che di male in peggio. È lui che mi chiama. Oh, vorrei proprio avere il suo ritratto; è un'anima che mi piace. San Luigi Gonzaga era serio, perfino in ricreazione, invece Teofano Venard era sempre gaio.

            In quel tempo in refettorio si stava leggendo la vita di San Luigi Gonzaga.

 

29 maggio

 

            Cauterizzazioni per la seconda volta. Alla sera ero triste ed aprii il Vangelo, davanti a lei, per consolarmi. M'imbattei in queste parole che le lessi: «È risuscitato, non è più qui, guardate il luogo dove lo avevano deposto».Mc 16,6

            Sì, è proprio così! Non sono più, infatti, come nella mia infanzia, accessibile a ogni dolore; sono come risuscitata, non sono più nel luogo dove mi si crede... Oh, non si dia pena per me, sono arrivata a non poter più soffrire, giacché ogni sofferenza mi è dolce.

 

30 maggio

1

            Quel giorno le fu permesso di confidarmi la sua emottisi del Venerdì Santo 1896. Poiché le mostravo un grande dispiacere per il fatto di non essere stata subito avvertita, mi consolò del suo meglio e alla sera mi scrisse questo biglietto.

            «Non si crucci, mia cara piccola Madre, se è sembrato che la sua figliolina le nascondesse qualcosa, giacché lei sa bene che, se ella ha nascosto un angoletto della busta, non le ha mai nascosto una sola riga della lettera. E chi dunque la conosce meglio di lei, questa letterina che lei ama tanto? Agli altri si può ben mostrare la busta da tutti i lati, dal momento che non possono vedere altro; ma a lei!!!... Oh! piccola Madre, lei adesso sa che è il Venerdì Santo che Gesù ha cominciato a strappare un po' la busta della SUA letterina: non è contenta ch'egli si prepari a leggerla, questa lettera che lei sta scrivendo da ventiquattro anni? Ah, se sapesse come essa saprà ben dirgli il suo amore durante tutta l'eternità!».31

 

2

            Forse soffrirà molto prima di morire!...

            Oh, non se ne dia pena, ne ho un così grande desiderio!

 

3

            Non so come farò in Cielo a fare a meno di lei!

 

 

 

4 giugno

1

            Ella si congedò da noi[2] nella cella di Suor Genoveffa del Volto Santo, che era quella che dava sulla terrazza dalla parte del Capitolo. Era coricata sul pagliericcio di Suor Genoveffa. Pareva non soffrire più, quel giorno, ed aveva un viso come trasfigurato. Non ci stancavamo di guardarla e di ascoltare le sue dolci parole.

            Ho chiesto alla Santa Vergine di non essere più assopita e assorta, come mi trovavo in tutti questi giorni: sentivo proprio che vi facevo stare in pena. Stasera ella mi ha esaudito.

Oh, sorelline mie, come sono felice! Vedo che morirò presto, ora ne sono sicura.

            Non vi meravigliate se dopo la morte non vi appaio, e se non vedrete nessuna cosa straordinaria come segno della mia felicità. Vi ricorderete che fa parte della «mia piccola via»

desiderare di non vedere niente.1(Gv 20,29) Voi sapete bene ciò che ho detto tante volte al buon Dio, agli Angeli ed ai Santi:

            Che il mio desiderio non è di vederli quaggiù.2

            Gli Angeli verranno a prenderla, disse suor Genoveffa. Oh, eppure, come vorremmo vederli!

            Non credo che li vedrete, ma ciò non impedirà loro di essere là...

            Tuttavia vorrei proprio avere una bella morte, per farvi piacere. L'ho chiesto alla Santa Vergine. Non l'ho chiesto al buon Dio, perché voglio lasciargli fare come vorrà. Chiedere alla Santa Vergine non è la stessa cosa. Lei sa bene ciò che deve fare dei miei piccoli desideri, se bisogna che li dica o non li dica... infine, sta a lei vedere di non costringere il buon Dio ad esaudirmi, per lasciargli fare in tutto la sua volontà. Stasera ho ottenuto di potervi consolare un po' e di essere molto gentile con voi, ma non bisogna aspettarsi di vedermi così, al momento della morte... Non so. Adesso, la Santa Vergine forse ha fatto questo da se stessa, senza dirlo al buon Dio, ma ciò non significa niente, per il futuro.

            Non so se andrò in purgatorio, non me ne inquieto affatto;3 ma se ci vado, non mi pentirò di non aver fatto nulla per evitarlo. Non mi pentirò mai di aver lavorato unicamente per salvare anime.

            Quanto sono stata felice di sapere che la Nostra Madre Santa Teresa la pensava così.4

            Mia piccola Madre, se un giorno lei sarà di nuovo priora,5 non s'inquieti; vedrà che non farà più le stesse fatiche d'una volta. Sarà al di sopra di tutto. Lascerà pensare e dire ciò che si vuole, farà in pace il suo dovere... ecc.... ecc. Non faccia mai nulla per esserlo, e nulla nemmeno per non esserlo... Le prometto, del resto, che non permetterò che ciò avvenga, se è pregiudizievole alla sua anima.

            Quando l'ho abbracciata:

            Ho detto tutto! in particolare alla mia piccola Madre, per più tardi...

            Non vi addolorate, sorelline mie, se soffro molto e se al momento della morte non vedrete in me, come vi ho già detto, alcun segno di felicità. Nostro Signore è ben morto come Vittima d'Amore, e vedete quale è stata la sua agonia!...6 Tutto ciò, non significa nulla.

 

2

            Un po' più tardi, essendo sola con lei e vedendola di nuovo soffrire molto, le dissi: «Ebbene, lei desiderava soffrire, il buon Dio non lo ha dimenticato».

            Desideravo soffrire, e sono esaudita. Ho sofferto molto da parecchi giorni. Una mattina. durante il ringraziamento dopo la Comunione, ho provato come le angosce della morte... e con ciò nessuna consolazione!

 

3

            Accetto tutto per amore del buon Dio, anche ogni sorta di pensieri stravaganti che mi vengono in mente.

 

5 giugno

1

            (Durante Mattutino)

            Mia piccola Madre, ho visto che lei mi ama di un amore disinteressato. Ebbene! Se io so che lei è la mia piccola Madre, lei un giorno saprà che io sono la sua figliolina! Oh, quanto l'amo!

 

2

            Ho riletto la rappresentazione su Giovanna d'Arco che ho composto.7 Vi troverà i miei sentimenti sulla morte; vi sono compresi tutti; ciò le farà piacere. Ma non creda che io somigli a Giovanna d'Arco quando, per un momento, ha avuto paura... Lei si tirava i capelli!8... io non mi tiro i «piccoli» capelli.

 

3

            Mia piccola Madre, è lei che mi ha preparata alla mia prima Comunione,9 mi prepari ora a morire...

 

4

            Se una mattina mi trovaste morta, non addoloratevi: è che Papà il buon Dio è venuto molto semplicemente a prendermi. Senza dubbio è una grande grazia ricevere i Sacramenti; ma quando il buon Dio non lo permette, va bene lo stesso, tutto è grazia.

 

6 giugno

1

            La ringrazio di aver chiesto che mi diano un pezzetto della santa Ostia. Ho fatto tanta fatica ad inghiottire anche quello. Ma com'ero felice di avere il buon Dio nel mio cuore!

            Ho pianto come nel giorno della mia prima Comunione.10

 

2

            Per le mie tentazioni contro la fede don Youf11 m'ha detto: «Non si soffermi su queste cose; è molto pericoloso». Non è molto consolante da udire, ma per fortuna non me ne impressiono. Stia tranquilla, non mi romperò la mia «piccola» testa nel tormentarmi.

            Don Youf mi ha detto ancora: «È rassegnata a morire?». Gli ho risposto: «Ah, Padre mio, trovo che non c'è bisogno di rassegnazione che per vivere. Quanto a morire, è gioia quella che provo».

 

3

            Mi domando come farò per morire. Vorrei pure cavarmela «con onore»! D'altronde credo che ciò non dipenda da se stessi.

            (Ella pensava a noi).

 

4

            Nella mia infanzia i grandi avvenimenti della mia vita mi parevano come montagne insormontabili. Quando vedevo le ragazzine fare la prima Comunione, mi dicevo: com'è che farò io alla mia prima Comunione?... Più tardi: Com'è che farò per entrare al Carmelo?... E poi: per fare la Vestizione? per fare la Professione? Adesso, è per morire!12

 

5

            «La farò fotografare per far piacere a Nostra Madre».13 Sorrise con aria furba.

            Dica piuttosto che è per lei!... «Venticello di tramontana, smettila di soffiare! Non è per me, ma per il mio amico che non ha la giacca...».

            Mi ricordava così una storiella d'Alvernia che papà ci raccontava. Lei ne imitava il tono ed era proprio azzeccato, giacché il compagno in apparenza così caritatevole, in realtà perorava per sé.

 

6

            Non si voleva dirle, per timore di disgustarla, che lo sciroppo che prendeva era sciroppo di lumaca, ma se ne accorse e rise delle nostre paure.

            Che volete che mi faccia prendere dello sciroppo di lumaca, purché non veda le corna! Ora mangio lumache come gli anatroccoli! Ieri facevo come gli struzzi, mangiavo uova crude!

 

7

            L'amo molto, molto!

 

8

            Le dissi: «Gli Angeli la porteranno sulle loro mani, per paura che lei urti il piede contro la pietra».Sal 90,11-12 Lei rispose:

            Ah, questo va bene per il presente, giacché più tardi, dopo la mia morte, non sarò impacciata!!!

 

9

            Dopo la visita del Sig. de Cornière,14 che la trovava meglio, le dissi: «È triste?».

            Oh! No... Ho trovato nel Vangelo: «Presto vedrete il Figlio dell'uomo assiso sulle nubi del Cielo».Mc 14,62

            Ho risposto: «Signore, quando?». E nella pagina di fronte ho letto questa parola: «Oggi stesso».Mc 14,30

            Ma tutto questo... non bisogna inquietarsi di niente, non volere né vivere né morire...

            Alcuni istanti dopo:

            Eppure ho proprio voglia di andarmene! Lo dico alla Santa Vergine, che ne fa quello che vuole.

 

7 giugno

1

            Domenica15

            Sulla panca in fondo al Cimitero, restò per un po' di tempo seduta vicino a me. Alla fine appoggiò teneramente la sua testa sul mio cuore e cantò a mezza voce:

            Io dimenticarti, Madre cara,

            No, No mai!16

            Scendendo gli scalini vide a destra, sotto il nespolo, la gallinella bianca che teneva tutti i suoi pulcini sotto le sue ali. Alcuni mostravano solamente la loro testolina. Si fermò tutta pensosa a considerarli. Dopo un momento le feci segno ch'era tempo di rientrare. Aveva gli occhi pieni di lacrime. Le dissi: «Lei piange!». Allora si mise la mano davanti agli occhi, piangendo ancor di più, e mi rispose:

            Non posso dirle perché, in questo momento; sono troppo commossa...

            La sera, nella sua cella, mi disse, con un'espressione celestiale:

            Ho pianto pensando che il buon Dio ha utilizzato questo paragone per farci credere alla sua tenerezza.Mt 23,37 In tutta la mia vita, è ciò ch'egli ha fatto per me! Mi ha nascosta interamente sotto le sue ali!... Poco fa, dopo averla lasciata, piangevo salendo la scala, non potevo più trattenermi, e avevo fretta di ritirarmi nella mia cella; il mio cuore traboccava d'amore e di riconoscenza.

 

2

            Oggi sono dieci anni che papà mi ha dato questo fiorellino bianco, quando gli ho parlato per la prima volta della mia vocazione.17

            (Mi mostrò il fiorellino).

 

3

            Se lei non mi avesse ben educata, avrebbe visto cose tristi.18 Non avrei pianto oggi vedendo la gallinella bianca...

 

8 giugno

1

            Verrete presto tutte con me, suvvia, non ci vorrà molto!

            A Suor Maria della Trinità che le chiedeva di pensare a lei in Cielo:

            Ancora non ha visto che il guscio: presto vedrà il pulcino.

 

2

            Io le dicevo che non avevo appoggio sulla terra.

            Ma sì, lei ha un appoggio, sono io!

 

3*

            Avevamo parlato delle lunghe malattie che spesso affaticano le infermiere, il che è una grande sofferenza per i malati che se n'accorgono.

            Voglio proprio restare così fino alla fine di una vita lunghissima; se ciò piace al buon Dio, voglio perfino essere presa in uggia.

 

9 giugno

1

            È detto nel Vangelo che il buon Dio verrà come un ladro.

            Verrà a rubarmi molto discretamente. Mt 24,43-44 Oh, come vorrei aiutare il Ladro!

 

2

            Come sono felice, oggi!

            - La sua prova,19 dunque, è passata?

            No, ma è come qualcosa di sospeso. I brutti serpenti non fischiano più alle mie orecchie...

 

3

            Con quanta pace lascio dire attorno a me che vado meglio! La settimana scorsa ero in piedi e mi si trovava tanto malata. Questa settimana non posso più reggermi, sono sfinita, ed ecco che qualcuno mi giudica fuori pericolo! Ma che importa!

            - Lei dunque spera di morire presto lo stesso?

            Sì, spero di andarmene presto. Certo non vado meglio. Ho molto male al fianco. Ma, lo dirò sempre, se il buon Dio mi guarisce, non proverò nessuna delusione.

            A Suor Maria del Sacro Cuore che le diceva: «Che dolore proveremo, quando ci lascerà!».

            Oh, no, vedrete, sarà come una pioggia di rose.20

 

4

            Non ho paura del Ladro... Lo vedo da lontano, e mi guardo bene dal gridare: Al ladro! Al contrario, lo chiamo dicendo: Di qua, di qua!

 

5

            Sono come un bambino piccolo, sui binari della ferrovia, che aspetta il suo papà e la sua mamma perché lo mettano sul treno. Ohimè! Non vengono, e il treno parte! Ma ce ne sono altri, non li perderò tutti...

 

10 giugno

 

            Andava meglio e ciò la meravigliava; era obbligata a reagire per non rattristarsene.

            ... La Santa Vergine fa bene le mie commissioni, gliene darò ancora!

Io le ripeto molto spesso:

            «Digli di non inquietarsi mai con me».21

            Egli ha sentito ed è ciò che ha fatto! Non capisco più niente della mia malattia. Ecco che sto migliorando! Ma mi abbandono e sono felice lo stesso. Che cosa diventerei se nutrissi la speranza di morire presto! Quante delusioni! Ma non ne ho alcuna, perché sono contenta di tutto quello che il buon Dio fa, non desidero che la sua volontà.

 

11 giugno

1

            Aveva gettato fiori al San Giuseppe del giardino (in fondo al viale degli ippocastani), dicendo con tono infantile e grazioso: «Tieni!».

            Perché getta fiori a San Giuseppe? È per ottenere qualche grazia?

            Ah, ma no! È per fargli piacere... Non voglio dare per ricevere.

 

2

            Per scrivere la mia «piccola» vita22 non mi rompo la testa; è come se pescassi con la lenza; scrivo quello che abbocca.

 

12 giugno

1

            Non mi si crede così malata come sono in realtà. È ancora più penoso allora essere privata della comunione, dell'Ufficio. Ma almeno nessuno si tormenta più. Io ne soffrivo molto ed avevo chiesto alla Santa Vergine di sistemare le cose in modo che non ci si affannasse più. Mi ha esaudita.

            Per me, che cosa m'importa che si pensi e si dica questa o quella cosa? Non vedo perché me ne dovrei affliggere.

 

2

            Domani non farò la Comunione! E tante bambine riceveranno il buon Dio!23

            (C'era la prima Comunione a San Giacomo).

 

13 giugno

(In giardino)

 

            Mi sembra di essere una stoffa tesa sul telaio per essere ricamata; e poi nessuno viene a ricamarla! Aspetto, aspetto! È inutile!... Infine, non c'è niente di strano, i bambini piccoli non sanno quello che vogliono!

            Dico ciò perché penso al piccolo Gesù, è lui che mi ha tesa sul telaio della sofferenza per avere il piacere di ricamarmi e poi di staccarmi dal telaio per andare a mostrare lassù il suo bel lavoro.

            Quando parlo del Ladro, non penso al piccolo Gesù, penso al «grande» buon Dio.

 

14 giugno

 

            Ultimo giorno della novena.24 Stava molto meglio, nuovo motivo di delusione per lei, che pure mi dice con un sorriso:

            Sono una bambina guarita!

            Per questo siete triste?

            Oh! no... a intervalli, si può sopportare molto.

 

15 giugno

1

            Il 9 vedevo ben chiaramente da lontano il faro che mi annunciava il porto del Cielo; ma ora non vedo più niente, ho come gli occhi bendati. Quel giorno vedevo il Ladro, ora non lo vedo per niente. Quello che mi si dice sulla morte non può più penetrare, scivola via come sopra una lastra. È finita! La speranza della morte è spenta. Senza dubbio il buon Dio non vuole che io ci pensi come prima di essere malata. Allora quel pensiero mi era necessario e molto vantaggioso, lo sentivo proprio. Oggi invece è il contrario. Il buon Dio vuole che mi abbandoni come un bambino piccino che non si inquieta di ciò che si farà di lui.

 

2

            È stanca del suo stato che si prolunga? Deve proprio soffrire!

            Sì, ma ciò mi «garba».

            Perché?

            Perché «garba» al buon Dio.

            (Usava questa parola e parecchie altre che mal si adattavano alla sua maniera semplice di esprimersi abitualmente, quando voleva dare al suo pensiero una forma che ci distraesse. Aveva anche adottato certe espressioni ingenue di cui si serviva nella intimità e che, in bocca sua, avevano molto fascino).

 

3

            Non so quando morrò; e non ho più nessuna fiducia nella malattia. Anche quando ricevessi l'unzione degli infermi, crederei ancora che posso tornare indietro. Non sarò veramente sicura della mia impresa che quando avrò valicato il passo e mi vedrò nelle braccia del buon Dio.

 

4

            (Alla sera).

            Come desidererei dirle qualcosa di gentile!

            Mi dica soltanto se mi dimenticherà, quando sarà in Cielo.

            Ah! se la dimenticassi, mi sembra che tutti i Santi mi caccerebbero dal Paradiso come un brutto gufo. Mia piccola Madre, quando sarò lassù, «verrò a prenderla con me, affinché là dove sarò, sia pure lei».Gv 14,3

 

5

            Sono felice, durante la mia malattia non offendo in nulla il buon Dio. Poco fa scrivevo sulla carità (nel quaderno della sua Vita25) e sono venute a disturbarmi molto spesso; allora ho cercato di non impazientirmi affatto, di mettere in pratica quello che scrivevo.

 

19 giugno *

 

            Nostra cugina, Madre Margherita (Superiora Generale a Parigi delle religiose Ausiliatrici dell'I[mmacolata] C[oncezione] infermiere) m'aveva mandato un bel cesto pieno di gigli artificiali per il 21, festa della Madre Maria di Gonzaga. Portai a lei quel cesto dicendo tutta gioiosa: «È la Superiora Generale delle Ausiliatrici che mi manda questo!».

            Mi rispose improvvisamente con slancio e affetto:

            Ebbene, è lei la Superiora Generale del mio cuore.

 

20 giugno

 

            Le mostravo delle piccole fotografie della Vergine Madre che avevo dipinto per la festa di Nostra Madre.26 Mise le mani sulle miniature stese davanti ai suoi occhi, e, allargando le dita, fece in modo di toccare tutte le testoline del Bambino Gesù.

            Allora mi disse:

            Li tengo tutti sotto il mio dominio...

 

22 giugno

 

            Era in giardino, sulla carrozzella.27 Quando al pomeriggio venni da lei, mi disse:

            Come comprendo bene le parole di Nostro Signore alla N.S.M. Teresa: «Figlia mia, sai chi sono quelli che mi amano veramente? Sono coloro che riconoscono che tutto ciò che non si riferisce a me non è che menzogna».28

            O mia piccola Madre, come sento che è vero! Sì, tutto, al di fuori del buon Dio, tutto è vanità. Qo 1,2

 

23 giugno

 

            Le dicevo: Ahimé, alla mia morte non avrò nulla da dare al buon Dio, ho le mani vuote! Ciò mi rattrista molto.

            Ebbene! lei non è come «bebè»29 (talora si dava questo nome) che tuttavia si trova nelle sue stesse condizioni... Quand'anche avessi compiuto tutte le opere di San Paolo, mi crederei ancora «servo inutile»,Lc 17,10 ma è proprio questo che fa la mia gioia, giacché non avendo nulla riceverò tutto dal buon Dio.

 

25 giugno

1

            Festa del Sacro Cuore

            L'avevamo sistemata nella biblioteca, a causa del sole che entrava nella sua cella. Durante la predica aveva preso un libro della Propagazione della Fede. Mi mostrò, dopo, un passo in cui si parla dell'apparizione di una bella Signora vestita di bianco, presso un bambino battezzato, e mi disse:

            Più tardi andrò così attorno ai piccoli bambini battezzati...

 

2

            Durante la predica ho marinato la scuola, sentivo che era festa. Non me lo permetterei tutti i giorni. Considero il mio quaderno (la sua vita) come il mio piccolo compito.

 

26 giugno

 

            Ieri, grande dolore al fianco! poi... stamattina è finito! Ah, quand'è che me ne andrò col buon Dio! Come vorrei andarmene in Cielo!

 

27 giugno

 

            Quando sarò in Cielo, dirò a tutti i Santi tante di quelle belle cose della mia piccola Madre, che avranno grande voglia di pigliarla con loro. Sarò sempre con la mia piccola Madre; chiederò ai Santi di venire con me nei brutti sotterranei per proteggerla e, se non vogliono, ebbene, ci andrò da sola.

            Ciò si riferisce ad una piccola avventura che m'era capitata quel giorno nel sotterraneo della sacristia.

 

29 giugno

1

            ...Ecco ciò che è successo: Giacché stavo per morire, gli angioletti hanno fatto ogni sorta di bei preparativi per ricevermi; ma si sono stancati e addormentati. Ahimé, i bambini piccoli dormono a lungo! Non si sa quando si sveglieranno...

            (Ci raccontava spesso storielle così, per distrarci dalle sue sofferenze interiori e fisiche).30

 

2

            Quanto sarò infelice in Cielo, se non potrò fare dei piccoli piaceri in terra a coloro che amo!

 

3

            La sera sentiva di più le prove interiori. Alcune riflessioni l'avevano addolorata. Mi disse:

            L'anima mia è esiliata, il Cielo per me è chiuso e anche per quanto riguarda la terra, c'è la prova.

            ...Vedo bene che non mi si crede malata, ma è il buon Dio che permette ciò.

 

4

            In Cielo sarò felice se lei compone per me dei bei versi; mi pare che ciò debba far piacere ai santi.

 

30 giugno

1

            Le parlavo di certi santi, come San Simeone Stilita,31 che hanno condotto una vita straordinaria. Mi disse:

            Io amo di più i santi che non hanno paura di niente, come Santa Cecilia che si lascia maritare e non teme...

 

2

            Lo zio l'aveva richiesta con noi al parlatorio e, come al solito, lei non aveva quasi detto niente.

            Com'ero intimidita in parlatorio, con lo zio! Ritornando ho rimproverato molto una novizia, non mi riconoscevo. Che contrasti ci sono nel mio carattere! La mia timidezza deriva da un estremo imbarazzo che provo quando ci si occupa di me.32

 

 

 

2 luglio

 

            Nel pomeriggio, per l'ultima volta andò davanti al Santissimo Sacramento nell'Oratorio; ma era allo stremo delle forze. La vidi guardare lungamente l'Ostia e indovinai che era senza alcuna consolazione, ma con molta pace in fondo al cuore. Mi ricordo che, al mattino, dopo la Messa, quando la Comunità si recava all'Oratorio per il ringraziamento, nessuno pensò a sostenerla. Camminava rasente al muro, molto adagio. Non ho osato offrirle il braccio.

 

3 luglio

1

            Era morta una nostra amica,1 e il dr. de Cornière, davanti a lei, aveva parlato della sua malattia, una specie di tumore che non aveva potuto definire esattamente. Questo caso lo aveva interessato vivamente dal punto di vista medico: «Che peccato, disse, che non abbia potuto fare l'autopsia».

            In seguito ella mi disse:

            Ah! È così che si è indifferenti gli uni per gli altri sulla terra! Si direbbe la stessa cosa se si trattasse di una madre o di una sorella? Oh, come vorrei andarmene da questo triste mondo!

 

2

            ...Le confidavo i miei pensieri di tristezza e di scoraggiamento dopo una mancanza.

            Lei non fa come me. Quando ho commesso una mancanza che mi rende triste, so bene che questa tristezza è la conseguenza della mia infedeltà. Ma crede che io resti a questo punto?! Oh, no, non sono così sciocca! Mi affretto a dire al buon Dio: Mio Dio, so che questo sentimento di tristezza l'ho meritato, ma permetti che te lo offra lo stesso, come una prova che tu mi invii per amore. Mi pento del mio peccato, ma sono contenta di avere questa sofferenza da offrirti.

 

3

            Come fa a desiderare di morire, con la sua prova contro la fede che non si placa?

            Ah, ma io credo al Ladro! La questione riguarda solo il Cielo. Come è strano e incoerente!

 

4

            Siccome il latte le faceva male, e lei in quel momento non poteva prendere altra cosa, il Sig. de C.2 aveva suggerito una specie di latte condensato che si doveva trovare presso il farmacista con il nome di «latte maternizzato». Questa prescrizione la addolorò per diverse ragioni, e quando vide arrivare le bottiglie si mise a piangere a calde lacrime.

            Nel pomeriggio sentì il bisogno di uscire da se stessa e con aria triste e dolce ci disse:

            Ho bisogno d'un nutrimento per la mia anima: mi legga una vita di santi.

            Vuole la vita di San Francesco d'Assisi? La distrarrà, quando parla degli uccellini.

            No, non per distrarmi, ma per vedere esempi di umiltà.

 

5

            Quando lei sarà morta, le si metterà nella mano una palma.3

            Sì, ma bisognerà che io la lasci quando vorrò, per dispensare grazie a piene mani alla mia piccola Madre. Bisognerà che io faccia tutto ciò che mi piacerà.

 

6

            (Alla sera).

            Perfino i santi mi abbandonano! Domandavo a Sant'Antonio, a Mattutino, di farmi ritrovare il nostro fazzoletto che avevo perso. Crede che mi abbia esaudita? Se n'è guardato bene!4 Ma non fa niente, gli ho detto che l'amavo tanto lo stesso.

 

7

            A Mattutino, vedevo le stelle brillare, e poi ascoltavo l'ufficio; ciò mi piaceva.

            (La finestra della sua cella era aperta).

 

4 luglio

1

            Il buon Dio mi ha aiutata, e ho superato la mia tristezza a proposito del latte maternizzato...

 

2

            (Alla sera).

            Nostro Signore è morto sulla Croce, nelle angosce, ed ecco, tuttavia, la più bella morte d'amore. È la sola che si sia vista; non si è vista quella della Santa Vergine. Morire d'amore5 non è morire fra i trasporti. Glielo confesso francamente, credo che sia ciò che provo.

 

3

            Oh, come preavverto che lei soffrirà!

            Che importa! la sofferenza potrà raggiungere limiti estremi, ma sono sicura che il buon Dio non mi abbandonerà mai.

 

4

            Ho una grande riconoscenza verso il P. Alexis.6 Mi ha fatto tanto bene. Il P. Pichon7 mi trattava troppo come una bambina; tuttavia mi ha fatto del bene anche lui dicendomi che non ho commesso peccati mortali.

 

5 luglio

1

            Le parlavo delle mie debolezze. Mi disse: Anche a me capitano delle debolezze, ma me ne rallegro.2 Cor 12,5 E neppure mi metto sempre al di sopra delle nullità della terra; per esempio, mi sento punzecchiata per una sciocchezza che ho detta o fatta. Allora rientro in me stessa e mi dico: Ohimé, sono dunque ancora allo stesso punto di una volta! Ma mi dico ciò con una grande dolcezza e senza tristezza.

            È così dolce sentirsi debole e piccolo!

 

2

            Non si rattristi al vedermi malata, mia piccola Madre, giacché lei vede come il buon Dio mi rende felice. Sono sempre gaia e contenta.8

 

3

            Dopo aver guardato una immagine che rappresenta Nostro Signore con due bambini, di cui il più piccolo è sulle sue ginocchia e l'altro ai suoi piedi gli bacia la mano:

            Io sono quello piccolissimo che si è arrampicato sulle ginocchia di Gesù, che ritira con tanta grazia la sua gambetta, alza la sua testolina e lo accarezza senza temere nulla. L'altro piccolo non mi piace tanto. Si comporta come una persona grande; gli hanno detto qualcosa... sa che si deve rispetto a Gesù...

 

6 luglio

1

            Aveva appena sputato sangue. Le dissi: «Allora dunque ci lascia?!».

            Ma no! il sacerdote9 mi ha detto: «Dovrà fare un grande sacrificio lasciando le sue sorelle». Gli ho risposto: «Ma Padre mio, trovo che non le lascerò; al contrario, dopo la morte 10 sarò ancora più vicina a loro».

 

2

            Penso che ci sarà da avere, per la mia morte, la stessa pazienza che per gli altri grandi avvenimenti della mia vita. Guardi: sono entrata al Carmelo giovane, eppure, dopo che tutto è stato deciso, s'è dovuto aspettare tre mesi; la stessa cosa per la Vestizione; ancora lo stesso per la Professione.11 Ebbene, sarà così anche per la mia morte, arriverà presto, ma bisognerà aspettare ancora.

 

3

            Quando sarò in Cielo avanzerò verso il buon Dio come la nipotina di Suor Elisabetta12 davanti alla grata del parlatorio. Sa, quando recitava il suo discorsetto e finiva con un inchino, alzando le braccia e dicendo: «La felicità per tutti quelli che amo».

            Il buon Dio mi dirà: «Che vuoi, figliolina mia?» Ed io risponderò: «La felicità per tutti quelli che amo». E farò lo stesso davanti a tutti i Santi.

Lei è molto allegra oggi, si vede che scorge il Ladro.

            Sì, ogni volta che sono più ammalata lo rivedo. Ma anche se non lo vedessi, lo amo tanto che sono sempre contenta di quello che fa. Non lo amerei di meno, se non venisse a rubarmi, anzi... Quando mi delude, gli faccio ogni genere di complimenti: non sa più come fare con me.

 

4

            Ho letto un bel brano nelle Riflessioni dell'Imitazione.13 È un pensiero di Lamennais - tanto peggio! - è bello lo stesso (Lei credeva, e noi pure, che questo prete, Lamennais, fosse morto nell'impenitenza). Nostro Signore nell'orto degli UliviLc 22,39.44 godeva di tutte le gioie della Trinità, eppure la sua agonia non era meno crudele. È un mistero, ma le assicuro che, da ciò che provo io stessa, ne capisco qualcosa.

 

5

            Mettevo un lumino davanti alla Vergine del Sorriso,14 per ottenere che smettesse di sputar sangue.

            Lei non si rallegra dunque che io muoia! Ah, per rallegrare me, ci sarebbe voluto che io continui a sputare sangue. Ma per oggi è finita!

 

6

            Otto e 1/4. Le recai la sua lucerna che avevano dimenticato di portarle. Le avevo reso altri piccoli servizi. Si mostrò commossa e mi disse:

            Lei ha sempre agito così con me... Non posso dirle la mia riconoscenza.

            Asciugandosi le lacrime:

            Piango perché sono troppo commossa da tutto ciò che lei ha fatto per me fin dalla mia fanciullezza. Oh, tutto ciò che le debbo! Ma quando sarò in Cielo, dirò la verità, dirò ai Santi: è la mia piccola Madre che mi ha dato tutto ciò che in me vi piace.

 

7

            Quando dunque verrà l'ultimo Giudizio? Oh! Come mi piacerebbe esserci, a quel momento! E dopo, che ci sarà?!...

 

8

            Faccio molti piccoli sacrifici.

 

7 luglio

1

            Dopo aver ancora sputato sangue:

            Bebè presto andrà a vedere il buon Dio...

            Ha paura della morte, ora che la vede così da vicino?

            Ah, sempre meno!

            Ha paura del Ladro? Questa volta è alla porta!

            No, non è alla porta, è entrato. Ma che dice mai, mia piccola Madre! Se ho paura del Ladro! Mt 24,43-44 Come vuole che abbia paura di qualcuno che amo tanto?!

 

2

            Le chiesi di raccontarmi ancora ciò che le era successo dopo la sua offerta all'Amore.15 Mi disse dapprima:

            Mia piccola Madre, gliel'ho confidato il giorno stesso, ma lei non ci ha fatto caso.

            (In effetti, avevo avuto l'aria di non attribuirvi alcuna importanza).

            Ebbene, stavo cominciando la mia Via Crucis ed ecco che improvvisamente sono stata presa da un così violento amore per il buon Dio, che non posso spiegare ciò se non dicendo che era come se mi avessero immersa completamente nel fuoco. Oh, che fuoco e che dolcezza insieme! Bruciavo d'amore e sentivo che non avrei potuto sopportare questo ardore un minuto, un secondo di più, senza morire. Allora ho capito ciò che i santi dicono di questi stati che loro hanno sperimentato tanto spesso.

            Per me, io non l'ho provato che una volta e per un solo istante, poi sono ripiombata subito nella mia abituale aridità.

Un po' più tardi:

            Dall'età di quattordici anni avevo ben provato degli impeti d'amore; ah, come amavo il buon Dio!16 Ma non era assolutamente come dopo la mia offerta all'Amore, non era una vera fiamma che mi bruciava.

 

3

            Questa parola di Giobbe: «Anche se Dio mi uccidesse spererei ancora in lui»17(Gb13,15) mi ha affascinato sino dalla mia infanzia. Però ci è voluto tanto tempo prima di stabilirmi in questo grado di abbandono. Ora ci sono: il buon Dio mi ci ha messa, m'ha presa nelle sue braccia e m'ha posata qui...

 

4

            Le chiedevo di dire qualche parola di edificazione e di cortesia al Sig. de Cornière.

            Ah! Mia piccola Madre, non è il mio piccolo stile... Che il Sig. de Cornière pensi ciò che vorrà. Non amo che la semplicità, fingere mi fa orrore.18 Le assicuro che, fare come lei desidera, sarebbe male da parte mia.

 

5

            Insomma, mi dò l'impressione di essere proprio malata. Non dimenticherò mai la scena di stamattina, mentre sputavo sangue; il Sig. de Cornière aveva l'aria costernata.

 

6

            Vede, è per lei che il buon Dio mi tratta così dolcemente. Niente vescicanti, solo cure non troppo dolorose. Soffro, ma non fino a gridarne.

            Dopo un momento, con un'aria furba:

            Eppure, ci ha mandato prove da «gridare»... e noi non abbiamo «gridato» neanche allora...

            (Faceva allusione alla nostra grande prova di famiglia).19

            Quanto alle «cure non troppo dolorose», esse non furono sempre tali, e le sue sofferenze divennero terribili.

 

7

            Sono come un povero «lupetto grigio» che ha tanta voglia di tornare nella sua foresta e che si vede costretto ad abitare nelle case.

            (Il nostro buon papà, ai Buissonnets, talvolta la chiamava «il mio lupetto grigio»).

 

8

            Ho appena visto sul muro un passerotto che, gettando di tanto in tanto un piccolo grido di richiamo, aspettava pazientemente che i suoi genitori venissero a cercarlo e gli dessero l'imbeccata; ho pensato che gli somigliavo.

 

9

            Le dicevo che mi piacevano tanto i complimenti:

            In Cielo me ne ricorderò...

 

8 luglio

1

            Era così malata che si parlava dell'Estrema Unzione. Quel giorno la trasferimmo dalla sua cella all'infermeria. Non poteva più reggersi, bisognò portarla.

            Trovandosi ancora nella sua cella e vedendo che si pensava di darle l'Estrema Unzione, disse con un tono di gioiosa sorpresa:

            Mi pare di sognare!... Infine, non sono matti... (Il Rev. Youf e il Sig. de Cornière).

            Non ho paura che di una cosa, che tutto questo cambi.

 

2

            Voleva cercare con me i peccati che poteva aver commesso con i suoi sensi, per accusarsene prima della Estrema Unzione. Eravamo giunti all'odorato, mi disse:

            Mi ricordo che nel mio ultimo viaggio da Alençon a Lisieux20 ho usato con piacere una bottiglia d'acqua di Colonia che mi aveva dato la Sig.ra Tifenne (un'amica di famiglia).

 

3

            Volevamo tutte parlarle.

            Molta gente che ha qualcosa da dire!

 

4

            Era traboccante di gioia, e si sforzava di comunicarcela.

            Se, quando sarò in Cielo, non posso venire a farvi degli «scherzetti» sulla terra, me ne andrò a piangere in un «angoletto».21

 

5

            A me:

            Lei ha il naso lungo, sentirà un buon odore più avanti...22

 

6

            Guardandosi le mani dimagrite:

            Diventano già scheletro. Questo mi «garba».23

 

7

            Lei non sa: presto sarò una «moribonda».

            ...Questo mi dà l'impressione di un albero della Cuccagna; ho fatto più di una scivolata, poi, improvvisamente, eccomi in alto!

 

8

            Preferisco essere ridotta in polvere che essere conservata come Santa Caterina di Bologna.24 Conosco solo San Crispino che sia uscito dalla tomba con onore.

            Il corpo di questo santo è splendidamente conservato nel suo convento dei Francescani di Roma.

 

9

            Parlando a se stessa:

            Non è una cosa da niente star qui ad agonizzare!... Ma dopo tutto che cosa fa! Talvolta sono ben stata bersagliata di sciocchezze fino all'agonia...25

 

10

            Con un'aria seria e dolce, non ricordo più in quale occasione, ma so che era stata incompresa:

            Ha fatto bene la Santa Vergine a conservare ogni cosa nel suo «piccolo» cuore... Non si può più rimproverarmi di voler fare come Lei...

 

11

            I piccoli angeli si sono divertiti un sacco a giocarmi degli scherzetti... Si sono dati tutti da fare a nascondermi la luce che mi mostrava la mia prossima fine.

            Hanno nascosto anche la Santa Vergine?

            No, la Santa Vergine non sarà mai nascosta per me, perché la amo troppo.

 

12

            Desidero molto l'Estrema Unzione, tanto peggio se poi mi si prende in giro.

            (Se guariva, giacché sapeva che certe sorelle non la ritenevano in pericolo di vita).

 

13

            Oh, certo che piangerò vedendo il buon Dio!... No, eppure, non si può piangere, in Cielo... Ma sì, giacché lui ha detto: «Io asciugherò tutte le lacrime dai vostri occhi». Ap 21,4

 

14

            Le offro i miei piccoli frutti di gioia come me li dà il buon Dio.26

            In Cielo otterrò molte grazie per coloro che mi hanno fatto del bene. Per la piccola Madre, tutto. Tutto è più di quello che le sarà necessario o che le servirà, ce ne sarà molto per «rallegrarla».27

 

15

            Se lei sapesse come sarà dolce il buon Dio con me! Ma se sarà un pochino non-dolce, lo troverò dolce ugualmente... Se vado in Purgatorio sarò contentissima; farò come i tre ebrei nella fornace, passeggerò tra le fiamme cantando il cantico dell'Amore.Dn 3,51s. Oh, come sarei felice se andando in Purgatorio potessi liberare altre anime, soffrire al posto loro, giacché allora farei del bene, libererei i prigionieri.

 

16

            Mi avvisò che, più tardi, un gran numero di giovani preti, sapendo che lei era stata affidata come sorella spirituale a due missionari,28 avrebbero domandato qui lo stesso favore. Mi avvertì che ciò potrebbe diventare un grande pericolo.

            Chiunque potrebbe scrivere quello che scrivo, e riceverebbe gli stessi complimenti, la stessa fiducia. È solamente con la preghiera e il sacrificio che possiamo essere utili alla Chiesa. La corrispondenza deve essere rarissima e non bisogna permetterla assolutamente a certe religiose che ne sarebbero preoccupate, crederebbero di fare meraviglie, e non farebbero in realtà che ferire la loro anima e cadere forse nei sottili tranelli del demonio.29

            Insistendo ancora:

            Madre mia, ciò che le ho appena detto è davvero importante, la prego: non lo dimentichi in futuro. Al Carmelo non bisogna battere della moneta falsa per comprare anime... E spesso le belle parole che si scrivono e le belle parole che si ricevono sono uno scambio di moneta falsa.

 

17

            Per farci ridere:

            Vorrei essere messa in una piccola cassetta di Gennin, e non nella bara.

            Giocava sulla parola «bière» (che in francese significa birra e bara. N.d.T.). Al Carmelo erano stati inviati dei bei fiori artificiali contenuti in cassette di legno lunghe e molto ben confezionate, della Casa Gennin di Parigi.

 

18

            ...Sperimentare la sofferenza ci rende così buone, porta ad essere leali e caritatevoli.

 

9 luglio

1

            Non voleva tristezza attorno a lei, e nemmeno da mio zio.

            Voglio che a La Musse facciano tutti «baldoria». Io faccio baldoria spirituale tutto il giorno.

Non è allegra questa baldoria.

            Io, la trovo allegrissima.

 

2

            Suor Genoveffa avrà bisogno di me... Ma del resto, io tornerò.

 

3

            Dopo la visita di Nostro Padre30 le feci notare che non aveva fatto tutto il possibile per ottenere l'Estrema Unzione, e che quando riceveva visite non aveva più l'aria di una molto malata.

            Non conosco il mestiere!31

 

4

            ...Vorrei andarmene!...

 

5

            Lei morirà senz'altro il 16 luglio, festa di Nostra Signora del Monte Carmelo, o il 6 agosto, festa del Volto Santo.32

            Mangi «datteri» fin che vorrà, io non voglio mangiarne più... Sono stata troppo imbrogliata dalle date.32bis

 

6

            Perché sarei più al riparo di un'altra dall'aver paura della morte? Io non dico come San Pietro: «Non ti rinnegherò mai».Mt 26,35

 

7

            Si parlava della santa povertà:

            Santa Povertà! Com'è buffo, una santa che non andrà in Cielo!

 

8

            Avevo avuto un dolore:

            Il mio amore dovrebbe consolarla.

            A quelle che erano presenti:

            Sistemerò le cose con la mia piccola Madre.

La sera, a me sola:

            ...Oh! Suvvia, io non mi sbaglio, so bene che tutto ciò che lei fa per me, è per amore...

 

9

            Nella sua infermeria si era preso un topo: ci fece tutta una storia domandandoci di portarle il topo ferito, dicendo che lei lo avrebbe fatto coricare accanto a sé e lo avrebbe fatto auscultare dal dottore. Ridevamo di cuore e lei era contenta di averci distratte.

 

10 luglio

1

            ...I bambini piccoli, non si dannano.

 

2

            Quello che lei ha scritto,33 un giorno potrebbe ben arrivare fino al Santo Padre. Ridendo:

            Et nunc et semper!

 

3

            Mostrandomi con gesto infantile l'immagine della Santa Vergine che allatta il piccolo Gesù.34

            Di latte buono non c'è che quello, bisogna dirlo al dr. de Cornière.35

 

4

            Era sabato ed a mezzanotte aveva sputato sangue:

            Il Ladro ha fatto diventare sua mamma una ladra... Allora è venuta a mezzanotte a costringere il Ladro a mostrarsi; oppure è venuta da sola, se il Ladro non ha voluto venire.

 

5

            Non mi si prolungherà un minuto oltre di quanto abbia deciso il Ladro.Mt 24,43-44

 

6

            A me sola:

            Lei si dà eccessivo affanno per degli affari che non ne valgono la pena.

 

7

            Sorridendo:

            ...Quando ha fatto qualcosa di questo genere, quel che è ancora molto brutto, è che lei teme troppo le conseguenze...

 

8

            Lei è come un uccellino pauroso che non ha mai vissuto tra gli uomini, lei ha sempre paura di essere presa. Io non ho mai temuto nessuno; sono sempre andata dove ho voluto... Sarei piuttosto sgattaiolata tra le loro gambe...

 

9

            Tenendo il suo Crocifisso, dopo averlo baciato alle tre,36 faceva finta di voler togliere la corona e i chiodi.

 

10

            Tornando sull'incidente della notte,37 disse in tono incantevole, guardando l'immagine della Vergine Madre appesa in fondo al suo letto, sulla tenda:

            La Santa Vergine non è una ladra di natura... ma da quando ha avuto il suo Figliolo, lui le ha insegnato il mestiere...

            Dopo una pausa:

            Tuttavia il piccolo Gesù è ancora troppo piccolo per avere quelle idee... Non pensa proprio a rubare sul seno di sua Madre... Sì, ci pensa già, sa bene che verrà a rubarmi.

            A che età?

            A ventiquattro anni.

 

11

            Si parlava della morte e delle contrazioni che in quel momento si producono spesso sul volto. Riprese:

            Se questo capiterà a me, non rattristatevi, giacché subito dopo io non farò più che dei sorrisi.

            Suor Genoveffa guardava il coperchio di una bomboniera di battesimo dicendo che la bella testa che vi vedeva dipinta le sarebbe potuta servire come modello per una testa d'angelo. La nostra piccola Teresa ebbe voglia di vederla, ma nessuno pensò di mostrargliela e lei non chiese nulla. Ne venni a conoscenza più tardi.

 

12

            Quando lei avrà lasciato la terra, cosa dovrò pensare guardando la finestra della sua cella? Avrò il cuore davvero gonfio.

            Ah, penserà che sono proprio felice, che là ho molto lottato e sofferto... Sarei stata contenta di morirci...

 

13

            (Durante Mattutino).

            Le viene in mente che non è malata sul serio, che il dottore si sbaglia sulle sue condizioni. Mi confida le sue prove ed aggiunge:

            Se l'anima mia non fosse già tutta piena d'abbandono alla volontà del buon Dio, se dovessi lasciarmi sommergere dai sentimenti di gioia o di tristezza che sulla terra si succedono così in fretta, sarebbe un torrente di dolore proprio amaro, e non potrei sopportarlo. Ma queste alternanze non toccano che la superficie dell'anima mia... Ah, eppure sono grandi prove!

 

14

            Credo che non sia la Santa Vergine a giocarmi questi tiri!... È istigata dal buon Dio! allora... Lui le dice di provarmi perché io gli dia più testimonianze di abbandono e di amore.

 

15

            A me sola.

            Lei è sempre qua, per consolarmi... Lei riempie di dolcezza i miei ultimi giorni.

 

11 luglio

1

            Ella recita tutta la strofa:

            «Poiché di Dio il Figlio volle sua Madre

            sottomessa alla notte, all'angoscia del cuore

            è un bene allora soffrir sulla terra» 38?

            ecc.

            Dunque, non vede più la «Ladra?».

            Ma sì, la vedo! Lei non capisce! Lei è proprio libera di non rubarmi... Ah, «ho guardato alla mia destra... e non c'è nessuno che mi conosca» Sal 141,5... Solo il buon Dio può capirmi.

 

2

            Durante il Mattutino.

            Mi parlò delle sue preghiere di un tempo, la sera durante il silenzio d'estate, e mi disse di aver capito allora per esperienza che cosa sia un «volo di spirito».39 Mi parlò di un'altra grazia di questo genere ricevuta nella grotta di Santa Maddalena40 nel mese di luglio 1889, grazia che fu seguita da parecchi giorni di «quiete».41

            C'era come un velo gettato per me su tutte le cose della terra... Io ero completamente nascosta sotto il velo della Santa Vergine. In quel tempo, mi avevano incaricata del refettorio, e mi ricordo che facevo le cose come non facendole, era come se mi avessero prestato un corpo. Sono rimasta così durante un'intera settimana.

 

3

            Le parlavo del manoscritto della sua Vita, del bene che avrebbe fatto alle anime.

            ...Ma come si vedrà bene che tutto viene dal buon Dio, e ciò che ne avrò di gloria, sarà un dono gratuito che non mi apparterrà; tutti lo vedranno chiaramente...

 

4

            Mi parlò della Comunione dei Santi e mi spiegò come i beni degli uni saranno i beni degli altri.42

            Come una madre è fiera dei suoi bambini, così lo saremo noi gli uni degli altri, senza la minima gelosia.

 

5

            Ohimé! Come ho vissuto poco! La vita mi è sempre sembrata brevissima. I miei giorni d'infanzia, mi sembra che fossero ieri43

 

6

            Si potrebbe credere che è perché non ho peccato44 che possiedo una fiducia così grande nel buon Dio. Dice bene, Madre mia, che se avessi commesso tutti i crimini possibili, avrei sempre la stessa fiducia, sento che tutta questa moltitudine di offese sarebbe come una goccia d'acqua gettata in un braciere ardente. Poi lei racconterà la storia della peccatrice convertita che è morta d'amore; le anime capiranno subito, perché è un esempio così toccante di ciò che vorrei dire, ma queste cose non si possono esprimere (a)[3].

 

7

            In serata mi ripeté questi versi da «La giovane tisica»45 credo. Lo fece con un'aria così dolce...

            I giorni miei son condannati. Lascerò la terra,

Ti dirò addio senza speranza di ritorno;

            Tu che mi hai amato, bell'Angelo tutelare,

            I dolci tuoi sguardi d'amore lascia cader su me.

            Quando vedrai cadere, cader le morte foglie,

            se m'hai amato, pregherai Dio per me.

 

8

            Grandissima pace nell'anima mia... La mia piccola barca è rimessa a galla. So che non me la caverò, ma sono rassegnata a restare ammalata parecchi mesi, finché il buon Dio vorrà.

 

9

            Come il buon Dio l'ha favorita! Che pensa di questa predilezione?

 Penso che «lo Spirito di Dio soffia dove vuole».Gv 3,8

 

12 luglio

1

            Mi raccontò che una volta aveva dovuto subire un rude combattimento a proposito d'un lume da notte che doveva preparare per la famiglia di Madre Maria di Gonzaga che era appena arrivata inopinatamente per dormire presso le suore esterne. La lotta era così violenta e le venivano tali pensieri contro l'autorità46 che, per non soccombervi, dovette implorare con insistenza il soccorso del buon Dio. Nello stesso tempo s'applicò del suo meglio a quello che le era stato domandato. Era durante il silenzio della sera. Lei era portinaia, e Suor San Raffaele era la sua prima di ufficio.

           

            Per vincermi pensai che preparavo il lume per la Santa Vergine e il Bambino Gesù: allora lo facevo con una cura incredibile, non lasciando neppure un granello di polvere, e a poco a poco ho sentito una grande pacificazione ed una grande dolcezza. Suonò Mattutino, e non potei andarci subito, ma mi sentivo in una tale disposizione, avevo ricevuto una tale grazia che se fosse venuta la mia Suor San Raffaele e mi avesse detto, per esempio, che mi ero sbagliata di lume, e che bisognava prepararne un altro, le avrei obbedito con gioia. A partire da quel giorno ho preso la risoluzione di non giudicare mai se le cose comandate mi parevano utili oppure no.

 

2

            Suor Maria dell'Eucaristia47 diceva che io ero ammirevole...

            Madre ammirevole! Oh! no, piuttosto Madre amabile,48 perché l'amore vale più dell'ammirazione.

 

3

            A Madre Maria di Gonzaga:

            Niente mi si attacca alle mani. Tutto quello che ho, tutto quello che guadagno è per la Chiesa e le anime. Che io viva fino a ottant'anni, sarò sempre così povera.

 

13 luglio

1

            Vedo bene che bisognerà che io badi ai frutti, quando sarò in Cielo, ma non bisognerà uccidere gli uccelletti, oppure non vi invieranno elemosine.

Brandendo gentilmente il braccio verso l'immagine del piccolo Gesù:

            Sì, Sì!

 

2

            Bisognerà che in Cielo il buon Dio faccia tutte le mie volontà, perché sulla terra non ho mai fatto la mia volontà.

 

3

            Ci guarderà dall'alto del Cielo, vero?

            No, discenderò!

 

4

            Durante la notte aveva composto la strofa per la Comunione:49

            «Tu che l'estrema piccolezza mia conosci ecc». (a)[4]

 

            A questo proposito, mi disse:

            L'ho composta proprio facilmente, è straordinario; credevo di non essere più capace di comporre dei versi.

 

5

            Io non dico: «Se è duro vivere al Carmelo, è dolce morirvi», ma: «Se è dolce vivere al Carmelo, è ancora più dolce morirvi».

 

6

            Il dottore l'aveva trovata meglio del solito. Toccandosi poi il fianco, che la faceva molto soffrire:

            Sì, sì, qui va meglio del solito!...

 

7

            Mi sembrava che avesse il cuore grosso, nonostante la sua aria allegra e contenta, e le dissi: È per non rattristarci che lei prende quest'aria e dice parole allegre, vero?

            Io agisco sempre senza finzione...

 

8

            Le si offriva del vino di Baudon.50

            Non voglio più vino della terra... voglio bere vino nuovo nel regno del Padre mio.Mt 26,29

 

9

            ...Quando Suor Genoveffa veniva in parlatorio non potevo dirle in una mezz'ora tutto quello che avrei voluto. Allora, durante la settimana, quando avevo un'illuminazione, oppure se mi dispiaceva d'aver dimenticato di dirle qualcosa, domandavo al buon Dio di farle sapere e comprendere quello che pensavo, e nel colloquio successivo lei mi diceva proprio quello che avevo chiesto al buon Dio di farle sapere.51

            ...All'inizio, quando aveva una pena e non ero riuscita a consolarla, me ne andavo col cuore desolato, ma capii presto che non ero io che potevo consolare un'anima; allora non provavo più dispiacere quando lei si allontanava tutta triste. Chiedevo al buon Dio di supplire alla mia impotenza e sentivo che mi esaudiva; me ne rendevo conto al colloquio seguente... Da quel tempo, quando involontariamente procuro del dolore a qualcuno, domando al buon Dio di riparare e io non me ne tormento più.

 

10

            Le chiedo di fare un atto d'amore verso il buon Dio e un'invocazione a tutti i santi; sono tutti miei «piccoli» parenti lassù.

 

11

            ...Desidero che mi riscattino tre piccoli selvaggi: un piccolo Maria Luigi Martin, un piccolo Maria Teofano e una figlioletta tra i due, che si chiami Maria Cecilia.

Dopo un momento:

            E inoltre una piccola Maria Teresa.

            (Invece di lasciar spendere del denaro per comprare corone dopo la sua morte).

 

12

            Mi parlò ancora della Comunione dei Santi.

            ...Con le vergini saremo come le vergini; con i dottori come i dottori; con i martiri come i martiri, perché tutti i Santi sono nostri parenti; ma quelli che avranno seguito la via dell'«infanzia spirituale» conserveranno sempre l'incanto dell'infanzia.

            (Mi chiarì il senso di questi pensieri).

 

13

            ...Dalla mia infanzia il buon Dio mi ha dato la convinzione intima che sarei morta giovane.52

 

14

            Guardandomi con tenerezza:

            Lei ha una faccia!... poi...53 lei l'avrà sempre... La riconoscerò di certo, su!

 

15

            Il buon Dio mi ha sempre fatto desiderare quello che voleva donarmi.54

 

16

            A noi tre:

            Non crediate che quando sarò in Cielo vi farò cadere in bocca delle allodole arrostite... Non è quello che ho avuto io, né quello che ho desiderato avere. Avrete forse delle prove grandi, ma vi manderò delle luci che ve le faranno apprezzare ed amare. Sarete costrette a dire come me: «Signore, tu ci ricolmi di gioia con tutto quello che fai». Sal 91,5

 

17

            Non figuratevi che all'idea di morire io provi una gioia viva, come per esempio ne provavo un tempo quando si trattava di andare a passare un mese a Trouville o ad Alençon; non so più che cosa sono le gioie vive. Del resto non smanio di godere, non è questo che mi attira. Non posso pensare molto alla felicità che mi aspetta in Cielo; una sola attesa fa battere il mio cuore, è l'amore che riceverò e quello che potrò donare. E poi penso a tutto il bene che vorrei fare dopo la mia morte: far battezzare i bambini piccoli, aiutare i preti, i missionari, tutta la Chiesa... ma prima consolare le mie sorelline...

 

            ...Stasera sentivo una musica in lontananza e pensavo che presto ascolterò melodie incomparabili, ma questo sentimento di gioia è stato solo passeggero.

 

18

            Le chiedevo di precisarmi quali erano stati i suoi uffici al Carmelo.

            Fin dalla mia entrata al Carmelo sono stata messa al guardaroba con la Madre Sottopriora (Suor Maria degli Angeli), in più dovevo spazzare la scala e il dormitorio... Mi ricordo che mi costava molto domandare alla nostra Maestra di fare mortificazioni in refettorio, ma non ho mai ceduto alle mie ripugnanze, mi pareva che il Crocifisso del chiostro che vedevo dalla finestra del guardaroba si rivolgesse a me per chiedermi questo sacrificio.

            A quell'epoca andavo a strappare l'erba alle 4 e mezza, la qual cosa scontentava Nostra Madre.

            Dopo la mia vestizione sono stata assegnata al refettorio fino all'età di diciotto anni, lo spazzavo e mettevo l'acqua e la birra. Alle Quarantore55 del 1891 sono stata messa in sacrestia insieme con Suor San-Stanislao. A partire dal mese di giugno dell'anno seguente56 sono restata due mesi senza incarico, cioè durante quel periodo ho dipinto gli angeli dell'oratorio e sono stata terza della depositaria.57 Dopo quei due mesi sono stata messa alla ruota, con Suor San Raffaele, pur continuando a dipingere. Questi due uffici fino alle elezioni del 1896, quando ho domandato di aiutare Suor Maria di San Giuseppe al guardaroba, nelle circostanze che lei conosce bene...

            In seguito, mi raccontò come la si trovava lenta, poco impegnata negli uffici, come io stessa credevo; e infatti ci ricordammo insieme come la rimproverai aspramente per una tovaglia del refettorio che aveva tenuto a lungo nel suo cestino senza aggiustarla. La accusai di negligenza e mi sbagliai, giacché le era mancato il tempo. Quella volta, senza scusarsi, aveva pianto parecchio, vedendomi rattristata e molto contrariata... Possibile!!! Mi disse ancora ciò che aveva sofferto in refettorio con me (allora ero la sua prima d'ufficio) non potendo confidarmi le sue piccole faccende come faceva una volta, giacché non ne aveva il permesso, e per altre ragioni...

            Al punto che lei era arrivata a non conoscermi più, aggiunse.

            Mi parlò della violenza che si faceva per togliere le ragnatele dal pertugio oscuro di Sant'Alessio, sotto la scala (aveva orrore dei ragni)58 e mille altri particolari che mi dimostrarono quanto era stata fedele in tutto e quel che aveva sofferto senza che nessuno lo sospettasse.

 

14 luglio

1

            Ho letto una volta che gli Israeliti costruirono le mura di Gerusalemme, lavorando con una mano e tenendo nell'altra una spada.Ne 4,17(11) È ciò che dobbiamo fare: non immergerci interamente nell'opera... ecc.

 

2

            Se fossi stata ricca, mi sarebbe stato impossibile vedere un povero affamato senza dargli subito una parte dei miei beni.

            Così a misura che guadagno qualche tesoro spirituale, sentendo che nello stesso istante delle anime sono in pericolo di perdersi e di cadere nell'inferno, do loro tutto ciò che possiedo, e non ho ancora trovato un momento per dirmi: adesso lavorerò per me.

 

3

            Ella si mise a ripetere con un'espressione e un accento celestiali la strofa di «Ricorda!» che comincia con queste parole:

            Ricordati che il voler tuo santo

            è mio riposo, e gioia unica.59

 

4

            È inutile che ciò appaia (morir d'amore), purché sia!

 

5

            Sempre mi è piaciuto quello che il buon Dio m'ha dato, al punto che se mi avesse dato la possibilità di scegliere, è ciò che avrei scelto, anche le cose che mi sembravano meno buone e meno belle di quelle che avevano le altre.

 

6

            Oh, che veleno di lodi ho visto servire alla Madre Priora! Come bisogna che un'anima sia distaccata e innalzata sopra se stessa per non subirne del male!

 

7

            Nella sua visita, il dottore aveva ridato un po' di speranza, ma lei non ne provò più afflizione e ci disse:

            Ci sono abituata ora! Ma che m'importa di restare a lungo malata! È per risparmiarvi delle angosce che desideravo che la cosa accada presto.

 

8

            Oh, l'amo molto, mia piccola Madre!

 

9

            Il mio cuore è pieno della volontà del buon Dio, così, quando vi si versa sopra qualcosa, questo non penetra all'interno; è un nulla che scivola via facilmente, come l'olio che non può mescolarsi con l'acqua. In fondo resto sempre in una pace profonda che nulla può turbare.

 

10

            Guardando le sue mani smagrite:60

            Oh! Come provo gioia nel vedermi distruggere!

 

15 luglio

1

            Lei morrà forse domani (festa di Nostra Signora del Monte Carmelo), dopo la Comunione.

            Oh, questo non assomiglierebbe alla mia piccola via. Ne uscirei dunque per morire? Morire d'amore dopo la Comunione è troppo bello per me; le piccole anime non potrebbero imitare questo.

            Purché domani mattina non mi capiti qualche complicazione!61 Sono faccende di tal genere che possono capitare a me: impossibile darmi la Comunione, il buon Dio obbligato a ritornarsene; vede che roba!

 

2

            Mi parlò del Beato Teofano Venard che non aveva potuto ricevere la Santa Comunione al momento della sua morte, e fece un profondo sospiro...

 

3

            Avevamo fatto dei preparativi per la sua Comunione dell'indomani. Il nipote di Suor Maria Filomena 62 doveva entrare, dopo la sua prima Messa al Carmelo, per darle la Comunione; vedendola però aggravata avevamo paura di una emottisi dopo mezzanotte e le chiedevamo di pregare perché niente di spiacevole venisse ad ostacolare i nostri progetti. Rispose:

            Sapete bene che io, io non posso domandare... ma domandatelo voi per me... Del resto, stasera, lo chiedevo lo stesso al buon Dio, per far piacere alla mie sorelline, perché la Comunità non restasse delusa, ma in fondo gli dico tutto il contrario, gli dico di fare tutto ciò che vorrà...

 

4

            Vedendoci adornare l'infermeria:

            Oh, come ci si dà da fare per preparare tutto ciò che occorre! Come son belle le feste della terra! Alle piccole prime Comunicande si porta il bel vestito bianco la mattina, ed esse non hanno che da rivestirsene; 63 tutta la pena che ci si è presa per loro non la vedono, non hanno che gioia. Non è più la stessa cosa quando si cresce...

 

5

            Mi raccontò il seguente episodio, il cui ricordo le restava come una grazia:

            Suor Maria dell'Eucaristia voleva accendere le candele per una processione: non aveva fiammiferi, ma vedendo la piccola lampada che brucia davanti alle reliquie, le si avvicina. Ahimé, la trova mezzo spenta, non resta più che una luce fioca sullo stoppino carbonizzato. Tuttavia riesce ad accendere la sua candela e, con questa candela, furono accese tutte quelle della Comunità. È dunque questa piccola lampada mezzo spenta che ha prodotto quelle belle fiamme che, a loro volta, possono produrne un'infinità d'altre e persino infiammare l'universo. Eppure sarebbe sempre alla piccola lampada che si dovrebbe la causa prima di questo divampare. Sapendo ciò, come potrebbero le belle fiamme gloriarsi di aver fatto un simile incendio, dal momento che esse non sono state accese che per contatto con la piccola favilla?... La stessa cosa vale per la Comunione dei Santi. Spesso, senza saperlo, le grazie e le illuminazioni che noi riceviamo sono dovute a un'anima nascosta, perché il buon Dio vuole che i Santi si comunichino gli uni gli altri la grazia colla preghiera, perché in Cielo si amino d'un amore grande, di un amore molto più grande ancora di quello della famiglia, anche della famiglia più ideale della terra. Quante volte ho pensato che potevo essere debitrice di tutte le grazie che ho ricevuto alle preghiere di un'anima che aveva parlato in mio favore al buon Dio e che non conoscerò che in Cielo.

            Sì, una piccolissima favilla potrà far nascere grandi luci in tutta la Chiesa, come dottori e martiri, che in Cielo saranno senza dubbio ben al di sopra di lei: ma come si potrebbe pensare che la loro gloria non diventerà la sua?

            In Cielo non s'incontreranno sguardi indifferenti, perché tutti gli eletti riconosceranno di essere l'un l'altro reciprocamente debitori delle grazie che hanno loro meritato la corona.

            (La conversazione era troppo lunga, non ho potuto riportare tutto, né in modo letterale).

 

16 luglio

1

            Ho paura che per morire lei soffrirà molto...

            Perché ha paura in anticipo? Aspetti almeno che ciò succeda per provarne dolore. Pensi se io mi metto a tormentarmi pensando che se sopraggiungono persecuzioni e massacri, come è predetto, forse le strapperanno gli occhi!

 

2

            Avevo fatto il completo sacrificio di Suor Genoveffa,64 ma non posso dire che non la desideravo più. Molto spesso d'estate, durante l'ora del silenzio prima del Mattutino, seduta sulla terrazza, mi dicevo: Ah! se la mia Celina fosse qui presso di me! Ma no! Sarebbe una felicità troppo grande per la terra!

            ...E ciò mi pareva un sogno irrealizzabile. Eppure non era affatto per motivi naturali che desideravo questa felicità, era per l'anima sua, perché lei camminasse per la nostra via... E quando l'ho vista entrare qui, e non solo entrare, ma essere affidata a me completamente per istruirla in tutte le cose; quando ho visto che il buon Dio faceva ciò, oltrepassando così i miei desideri, ho capito quale immensità d'amore egli ha per me...

            ...Ebbene, mia piccola Madre, se un desiderio appena espresso è esaudito così, è impossibile che tutti i miei grandi desideri di cui così spesso parlo al buon Dio non vengano completamente esauditi.

 

3

            Mi ripeté con un'aria convinta questa parola che aveva letto nei «Piccoli fiori», libro del Rev. Bourb.65

            I Santi degli ultimi tempi sorpasseranno tanto quelli dei primi quanto i cedri sorpassano gli altri alberi.

 

4

            Lei conosce tutte le pieghe della mia piccola anima, lei sola... (a) [5]

 

5

            Con l'aria di un bambino che ha un'idea maliziosetta in testa:

            Vorrei darle una testimonianza d'amore che nessuno le abbia mai dato.

            Mi domandavo ciò che stava per fare... Ed ecco che66

 

6*

            Se il buon Dio mi dicesse: Se muori adesso avrai una grandissima gloria; se muori a ottant'anni la gloria sarà molto meno grande, ma questo mi farà molto più piacere. Oh, allora non esiterei a rispondere: «Dio mio, voglio morire a ottant'anni, perché non cerco la mia gloria, ma solo il tuo piacere».

            I grandi Santi hanno lavorato per la gloria del buon Dio, ma io che non sono che un'anima piccolissima, lavoro per il suo unico piacere, e sarei felice di sopportare le più grandi sofferenze, se questo servisse a farlo sorridere anche una volta sola.

 

17 luglio

 

            Sabato. Alle 2 del mattino aveva sputato sangue.

            Sento che sto per entrare nel riposo... Ma sento soprattutto che la mia missione sta per cominciare, la mia missione di far amare il buon Dio come io lo amo, di dare la mia piccola via alle anime. Se il buon Dio esaudisce i miei desideri, il mio Cielo trascorrerà sulla terra sino alla fine del mondo. Sì, voglio passare il mio Cielo a fare del bene sulla terra. Non è impossibile, perché nel seno stesso della visione beatifica gli Angeli vegliano su di noi.67

            Non posso essere felice di godere, non posso riposarmi finché ci saranno anime da salvare... Ma quando l'Angelo avrà detto: «Il tempo è finito!»,Ap 10,6 allora mi riposerò, potrò godere, perché il numero degli eletti sarà completo e tutti saranno entrati nella gioia e nel riposo. A questo pensiero il mio cuore esulta...

 

18 luglio

1

            Il buon Dio non mi darebbe questo desiderio di fare del bene sulla terra dopo la morte, se non volesse realizzarlo; mi darebbe piuttosto il desiderio di riposarmi in lui.

 

2

            Ho soltanto disagi da sopportare, non sofferenze.

 

19 luglio

1

            «Stasera andrò ad annaffiare». (Era all'inizio della ricreazione).

            ...Ma... avrei tanto bisogno che lei mi annaffiasse!

            Che cosa è lei?

            Sono un piccolo seme, ancora non si sa cosa ne uscirà...

 

2

            Avevo proprio voglia, poco fa, di chiedere a Suor Maria del Sacro Cuore, che ritornava dal parlatorio col Rev. Youf, ciò che aveva detto del mio stato dopo la sua visita. Pensavo tra me: il saperlo potrebbe forse farmi del bene, consolarmi; ma, riflettendo, mi sono detta: No, è curiosità, non voglio fare nulla per saperlo; poiché il buon Dio non permette che sia lei stessa a dirmelo, è segno che non vuole che io lo sappia. Ed ho evitato di portare la conversazione su questo argomento, per paura che Suor Maria del Sacro Cuore me lo dicesse quasi per forza; non sarei stata felice...

 

3

            Mi disse che si era ricercata, asciugandosi il viso una volta più del necessario, perché Suor Maria del Sacro Cuore si accorgesse che sudava molto.

 

20 luglio

1

            (Al mattino, alle 3, aveva sputato sangue).

            «Che avrebbe fatto se una di noi fosse stata malata al posto suo? Sarebbe venuta in infermeria, durante le ricreazioni?».

            Sarei rimasta sicuramente alla ricreazione senza chiedere alcuna notizia, ma avrei fatto questo con molta semplicità, perché nessuno si accorgesse del mio sacrificio. Se fossi venuta in infermeria lo avrei fatto per fare piacere, mai per soddisfarmi...

            ...Tutto ciò per compiere il mio piccolo dovere e per attirarvi grazie che la ricerca di me stessa non vi avrebbe certo attirate. E io stessa avrei tratto una grande forza da questi sacrifici. Se talvolta, per debolezza, avessi fatto il contrario di ciò che volevo, non me ne sarei scoraggiata, avrei cercato di riparare le mie mancanze privandomi ancora di più, senza che ciò apparisse.

 

2

            Il buon Dio si fa rappresentare da chi vuole, ma ciò non ha importanza... Con lei ci sarebbe stato un lato umano; preferisco che non ci sia che il divino. Sì, lo dico dal fondo del cuore, sono felice di morire tra le braccia di Nostra Madre, perché lei rappresenta il buon Dio.

 

3

            Il peccato mortale non mi toglierebbe la fiducia.68

            Non si dimentichi di raccontare soprattutto la storia della peccatrice! È ciò che dimostrerà che non mi inganno.

 

4

            Le dicevo che paventavo per lei le angosce della morte.

            Se per angosce della morte lei intende delle terribili sofferenze che all'ultimo momento si manifestano con segni spaventosi per gli altri, io qui non le ho mai viste, in quelle che sono morte sotto i miei occhi. Madre Genoveffa le ha avute per l'anima, ma non per il corpo.

 

5

            Lei non sa a che punto la amo, e glielo proverò...

 

6

            Mi assillano con domande, mi viene in mente Giovanna d'Arco davanti al suo tribunale! Mi pare di rispondere con la stessa sincerità.

 

21 luglio

1

            Quando la vedo, mia piccola Madre, ciò mi dà una grande felicità; lei non mi stanca mai, al contrario. Lo dicevo poco fa: mentre così spesso sono costretta a dare, è lei che mi porta...

 

2

            Se il buon Dio mi rimprovera, anche solo un pochino, non piangerò di dispiacere... ma se non mi rimprovera per niente, se mi accoglie con un sorriso, piangerò...

 

3

            Oh, in Cielo vorrei conoscere la storia di tutti i Santi; ma non dovranno raccontarmela, perché sarebbe troppo lungo. Bisognerà che incontrando un santo io conosca il suo nome e tutta la sua vita in un solo attimo.69

 

4

            Io non ho mai fatto come Pilato che rifiutò di udire la verità.Gv 18,38 Al buon Dio ho sempre detto: O mio Dio, voglio sentirti bene, te ne supplico, rispondimi, quando ti dico umilmente: Che cos'è la verità? Fa' che io veda le cose come sono, che niente mi getti polvere negli occhi.70

 

5

            Le dicevamo che era proprio fortunata ad essere scelta dal buon Dio per mostrare alle anime la via della fiducia. Rispose:

            Che vuole che m'importi che sia io oppure un'altra che dà alle anime questa via; purché essa sia mostrata, che importa lo strumento!

 

22 luglio

1

            Suor Maria del Sacro Cuore le diceva: «Su! lei è curata con molto amore..»..

            Sì, lo vedo bene... È un'immagine dell'amore che il buon Dio ha per me. Non gli ho mai dato che amore, allora lui mi rende amore, e non è finita, presto me ne renderà ancora di più... Sono proprio commossa, è come un raggio o piuttosto un lampo in mezzo alle mie tenebre,... ma solo come un lampo!

 

2

            Mi ripeté, sorridendo, questa parola che il Rev. Youf le aveva detto dopo la sua confessione:

            Se gli angeli spazzassero il Cielo, la polvere sarebbe fatta di diamanti.

 

23 luglio

1

            Le si parlava di associazioni.71

            Sono così vicina al Cielo che tutto ciò mi sembra triste.

 

2

            Una di noi le aveva detto e letto qualcosa e pensava di averla consolata molto e rallegrata nella sua grande prova.

            Non è vero che la sua prova per un momento è cessata?

            No! è come se voi cantaste!

 

3

            Le dicevo sempre di questa paura che non mi lasciava, di vederla soffrire ancora di più.

            Noi, che corriamo nella via dell'Amore, trovo che non dobbiamo pensare a ciò che ci può capitare di doloroso nell'avvenire, perché allora è mancare di fiducia, ed è come immischiarsi nel creare.

 

4

            ...Nel periodo delle prove di papà avevo un violento desiderio della sofferenza... Una sera che lo sapevo più ammalato,72 Suor Maria degli Angeli,73 vedendomi proprio triste, mi consolava del suo meglio; ma io le dissi: «O Suor Maria degli Angeli, sento che posso soffrire ancora di più!»... Mi guardò tutta sbalordita, e dopo me lo ricordava spesso.

            In effetti Suor Maria degli Angeli non ha mai dimenticato quella sera. La nostra piccola santa, ancora postulante, stava per andare a letto, seduta sul pagliericcio in camicia da notte con i suoi bei capelli sulle spalle. «Il suo sguardo, disse, e tutta la sua persona avevano qualcosa di così nobile, di così bello, che credetti di vedere una vergine del Cielo».

 

5

            Mi ricordo che un giorno, nel pieno delle nostre prove, dopo aver spazzato la scala del dormitorio (dalla parte del guardaroba) incontrai Suor Maria del Sacro Cuore. Avevamo il permesso di parlarci, e mi fermò. Allora le dissi che avevo molta forza e che in quel momento pensavo a quella parola della Sig.ra Swetchine che mi penetrava talmente da esserne come infiammata: «La rassegnazione è ancora distinta dalla volontà del buon Dio; c'è la stessa differenza che tra l'unione e l'unità. Nell'unione si è ancora due, nell'unità non si è più che uno».74

            (Non so se è proprio testuale).

 

6

            Mi avevano obbligato a domandare la guarigione di papà nel giorno della mia professione,75 ma mi fu impossibile dire altra cosa che questo: Mio Dio, te ne supplico, fa' che sia tua volontà che papà guarisca!

 

7

            «In te Domine speravi!».76(Sal 30,2) Al momento delle nostre grandi pene, com'ero felice di dire questo versetto in Coro!

 

24 luglio

1

            Le avevano mandato della bella frutta, ma non ne poteva mangiare. Li prese uno dopo l'altro come per offrirli a qualcuno, e disse:

            La Santa Famiglia è stata ben servita. San Giuseppe e il piccolo Gesù hanno avuto ciascuno una pesca e due prugne.

            A mezza voce, interrogandomi:

            Forse non è bene, ma li ho toccati con soddisfazione? Mi fa molto piacere toccare la frutta, soprattutto le pesche,77 e di vederla da vicino.

            La rassicurai, ed ella continuò:

            Anche la Santa Vergine ha avuto la sua parte. Quando mi danno del latte col rhum, l'offro a San Giuseppe; mi dico: Oh, come farà bene al povero San Giuseppe!

            In refettorio vedevo sempre a chi bisognava dare le cose. Quelle tenere erano per il piccolo Gesù, le sostanziose per San Giuseppe, e nemmeno la Santa Vergine era dimenticata. Quando però mancavo di qualche cosa, per esempio quando si dimenticavano di passarmi la salsa, l'insalata, ero ancora più contenta, perché mi pareva di dare sul serio qualcosa alla Santa Famiglia, essendo realmente privata di quel che offrivo.

 

2

            ...Quando il buon Dio vuole che si sia privati di qualche cosa, non c'è verso, bisogna passare di là. Talvolta Suor Maria del Sacro Cuore posava il mio piatto di insalata così vicino a Suor Maria dell'Incarnazione che non potevo più considerarlo come mio, e non lo toccavo. Oh, mia piccola Madre, e che «ciabatte» di frittata mi hanno servito nella mia vita! Credevano che mi piacesse così, tutta rinsecchita. Dopo la mia morte bisognerà far ben attenzione a non dare quella porcheria alle povere sorelle.78

 

25 luglio

1

            Le dicevo che finivo per desiderare la sua morte per non vederla più soffrire tanto.

            ...Sì, ma non bisogna dire così, mia piccola Madre, perché soffrire, è proprio questo che mi piace della vita.79

 

2

            È proprio la stagione delle pesche? E sulle strade si vendono le prugne? Non so più quel che succede.

            «Quando si arriva al tramonto

            Si perde la memoria e la testa».

 

3

            Mio zio le aveva inviato dell'uva. Ne mangiò un po' e disse:

            Com'è buona, quest'uva! Ma non mi piace quello che mi arriva dalla mia famiglia... Una volta, quando mi si portavano da parte loro dei mazzi di fiori per il mio piccolo Gesù,80 non volevo mai prenderli senza essere ben sicura che lo avesse detto Nostra Madre.

 

4

            Su sua richiesta le facevo baciare il suo Crocifisso presentandoglielo come si fa di solito.81

            Ah, ma io, è il viso che bacio!

            Guardando poi l'immagine di Gesù Bambino (che Suor Maria della Trinità ha portato dal Carmelo di viale Messina).82

            Quel piccolo Gesù sembra dirmi: «Tu verrai in Cielo, sono io che te lo dico!».

 

5

            Dov'è dunque, adesso, il Ladro? Non se ne parla più. Rispose mettendosi la mano sul suo cuore:

            È qui! È nel mio cuore.

 

6

            Le dicevo che la morte era proprio triste in apparenza e che avrei avuto tanta pena nel vederla morta. Mi rispose con una voce commossa:

            La Santa Vergine ha ben tenuto sulle ginocchia il suo Gesù morto, sfigurato, sanguinante. Era tutt'altra cosa rispetto a quello che lei vedrà! Ah, non so come abbia fatto!... Immagino che mi portino da lei in quello stato, che cosa le accadrebbe? Responde mihi!...83(Mi 6,3)

 

7

            Dopo avermi confidato parecchie cosette di cui si rimproverava, mi chiese se aveva offeso il buon Dio. Le risposi semplicemente che tutti quei piccoli peccati non erano tali e che mi aveva fatto del bene raccontandomeli; allora sembrò assai commossa e un po' più tardi mi disse:

            Ascoltandola mi sono ricordata del Padre Alexis; le sue parole sono penetrate altrettanto a fondo nel mio cuore.

 

8

            E si mise a piangere; ho raccolto le sue lacrime asciugandole con un panno fine (Suor Genoveffa conserva questa reliquia).

            Suor Genoveffa le portò un fiorellino di geranio che era da molto tempo sulla tavola, perché lo gettasse alle sue immagini appese con le spille alla cortina del letto:

            Mai lanciare fiorellini appassiti... solo fiorellini «freschi appena sbocciati».

 

9

            Le si proponeva una distrazione, ma troppo chiassosa. Rispose sorridendo:

            ...Niente giochi da ragazzi!... E neppure giochi da bambine; solo giochi da angioletti.

 

10

            ...Guardo l'uva e mi dico: È bella, e sembra buona. Poi ne mangio un acino: quello non lo dò al piccolo Gesù, è lui che me lo dà.

 

11

            Sono come un vero bambino piccolo durante la mia malattia: non penso a niente; sono contenta di andare in Cielo, ecco tutto!

 

12

            ...La prima volta che nell'infermeria mi hanno dato dell'uva ho detto al piccolo Gesù: Com'è buona l'uva! Non capisco perché tu aspetti così tanto tempo per prendermi, giacché io sono un grappoletto d'uva84 e dicono che sono così matura!

 

13

            A proposito delle direzioni spirituali:

            Penso che bisogna fare ben attenzione a non ricercare se stessi, perché in seguito si avrebbe il cuore ferito e si potrebbe dire con verità: «I custodi mi hanno tolto il mio mantello, mi hanno ferita... soltanto dopo averli sorpassati un po' ho trovato il mio Diletto». Ct 5,7; 3,4

            Penso che se l'anima avesse umilmente chiesto ai custodi dov'era il suo Diletto, essi le avrebbero indicato dove si trovava, ma per aver voluto farsi ammirare, ella è caduta nel turbamento e ha perduto la semplicità del cuore.

 

14

            ...Lei, lei è la mia luce...

 

15

            Ascolti una piccola storia proprio divertente: Un giorno, dopo la mia vestizione,85 Suor San Vincenzo dÈ Paoli mi vede da Nostra Madre ed esclama: «Oh! che immagine della prosperità! È forte questa ragazzona! È robusta!». Me ne andavo tutta umiliata dal complimento, quando Suor Maddalena mi ferma davanti alla cucina e mi dice: «Ma come sta diventando, mia povera piccola Suor Teresa di Gesù Bambino! Lei dimagrisce a vista d'occhio! Se va avanti di questo passo, con questa cera che fa tremare, non ce la farà a seguire la regola a lungo!».

            Non me ne potevo raccapezzare, di sentire l'uno dopo l'altro apprezzamenti così contrari. Da quel momento non ho più attribuito alcuna importanza all'opinione delle creature e questa attitudine si è talmente sviluppata in me che adesso il biasimo, i complimenti, tutto scivola su di me senza lasciare la più leggera traccia.

 

26 luglio

1

            Questa notte ho sognato che ero con papà in un bazar e là vedevo dei piccoli puntaspilli bianchi carini che mi tentavano per mettervi le mie spille; ma alla fine mi sono detta che se ne facevano di simili al Carmelo, e ho chiesto un'arietta musicale.

 

2

            Mi disse che verso l'8 dicembre del 1892 s'era occupata di Suor Marta; che nel 1893 aveva aiutato Madre Maria di Gonzaga nel noviziato e che all'ultima elezione, nel 1896, s'era vista per così dire incaricata completamente delle novizie.86

 

3

            ...La virtù brilla naturalmente, appena non c'è più, me ne accorgo...

 

27 luglio

1

            Non voleva che dimenticassi le gocce di una medicina che mi era stata ordinata.

            ...Oh, bisogna che si rafforzi; stasera trenta gocce, non lo dimentichi.

 

2

            La stanchiamo?

            No, perché siete persone molto affabili.

 

3

            Ci raccontò ridendo che aveva sognato che la portavano nella sala di ricreazione87 tra due fiaccole, per la festa di Nostro Padre.88

 

4

            La Comunità era al bucato.

            ...Verso l'una mi sono detta: sono proprio stanche al bucato! E ho pregato il buon Dio che desse sollievo a tutte voi, perché il lavoro si svolgesse nella pace, nella carità. Quando mi sono vista così malata, ho provato gioia di avere da soffrire come voi.

 

5

            La sera mi ricordò le parole di San Giovanni della Croce:

            «Rompi la tela a questo dolce incontro».89 Ho sempre applicato questa parola alla morte d'amore che desidero. L'amore non consumerà la tela della mia vita, la romperà improvvisamente.

            Con quale desiderio e con quale consolazione, dall'inizio della mia vita religiosa, mi sono ripetuta queste altre parole del Nostro Padre Giovanni della Croce: «È della massima importanza che l'anima si eserciti molto nell'Amore, affinché consumandosi rapidamente, non si fermi affatto quaggiù, ma giunga prontamente a vedere faccia a faccia il suo Dio».90

            Ripetendo queste ultime parole levò il suo dito e assunse un'aria celestiale.

 

6

            A proposito delle difficoltà che prevedevo per la pubblicazione della sua vita.

            ...Ebbene, dico come Giovanna d'Arco: «...E la volontà di Dio si compirà nonostante la gelosia degli uomini».91

 

7

            Presto non vedrò più la sua piccola figura amata! Vedrò solamente la sua piccola anima.

            È tanto più bella!

 

8

            Quando si pensa che stiamo per perderla!

            Ma non mi perderete... non siete per niente acute!...92

 

9

            A Suor Genoveffa che piangeva:

            Vede bene che è questo che le pende in fondo al naso (la morte), adesso eccola presa dalla paura.

 

10

            Dopo aver offerto un grappolo d'uva a Gesù Bambino.

            Gli ho offerto quel grappolo per fargli venir voglia di prendermi, perché credo di essere di quella specie...

            La buccia non era dura e l'uva era bella dorata. Assaggiando un acino:

            Sì, sono di quella specie...

 

11

            La piccola Madre è il mio telefono; non ho che da tendere il mio piccolo orecchio quando ella arriva, e so tutto!

 

12

            ...Non sono egoista, è il buon Dio che amo, non me stessa.

 

13

            ...Per natura, preferisco morire, ma non mi rallegro della morte se non perché essa è la volontà del buon Dio per me.

 

14

            Non ho mai chiesto al buon Dio di morire giovane, sono dunque sicura che in questo momento non compie altro che la sua volontà.93

 

15

            Soffocava,94 e le manifestavo la mia compassione e la mia tristezza.

            Non si affligga, su! Se soffoco il buon Dio mi darà la forza. Lo amo! Non mi abbandonerà mai.

 

16

            Mi raccontò come avesse portato a lungo la sua crocetta di ferro, e che se ne era ammalata. Mi disse che non era la volontà del buon Dio su lei né su noi che ci si dia alle grandi mortificazioni, e di ciò gliene aveva dato la prova.95

 

17

            A proposito delle frizioni che erano state prescritte dal medico:

            Ah, essere «strigliata» come lo sono stata, è ben peggio di qualsiasi cosa!96

            ...A partire dal 9 giugno, sono stata certa di morire presto.97

 

29 luglio

1

            Vorrei andarmene!

            Dove?

            «Lassù, nel Cielo azzurro»!98

 

2

            Una sorella le aveva riferito questa riflessione fatta in ricreazione: «Perché dunque si parla di Suor Teresa di Gesù Bambino come d'una santa?! È vero, ha praticato la virtù, ma non era una virtù acquistata con le umiliazioni e soprattutto con le sofferenze». In seguito mi disse:

            ...E io che ho tanto sofferto sin dalla mia più tenera infanzia!99 Ah! Come mi fa del bene, vedere l'opinione delle creature al momento della morte!

 

3

            Si era creduto farle piacere portandole un oggettino100 ma accadde il contrario. Lasciò trapelare il suo malcontento indovinando che aveva privato qualcuno dell'oggetto in questione, ma se ne pentì subito e chiese perdono con lacrime.

            Oh! vi chiedo proprio perdono, ho agito secondo la natura, pregate per me!

            E un po' più tardi:

            Oh, come sono felice di vedermi imperfetta e di avere tanto bisogno della misericordia del buon Dio al momento della morte!

 

4

            Aveva sputato sangue al mattino e alle tre del pomeriggio.

 

5

            Le manifestavamo il timore che morisse durante la notte.

            Non morirò di notte, credetelo; ho espresso il desiderio di non morire di notte.

 

6

            ...Due giorni dopo l'entrata di Suor Maria della Trinità101 mi hanno curato la gola... Il buon Dio ha permesso che le novizie mi stancassero. Suor Maria dell'Eucaristia m'ha detto che mi succedeva come ai predicatori.

 

7

            ...Se vuole essere il mio storico, deve riguardarsi.

 

8

            Ebbene! «bebè» sta per morire! Da tre giorni, è vero che soffro molto; stasera sono come in purgatorio.

 

9

            Molto spesso, quando posso, ripeto la mia offerta all'Amore.102

 

10

            Le confidavo un turbamento:

            ...È lei che ha gettato nella mia piccola anima il seme della fiducia, non se lo ricorda forse?

 

11

            La sostenevo mentre sistemavano i suoi cuscini:

            Appoggio la mia testa sul cuore della mia piccola Madre.103

 

12

            Non aveva chiesto che le si desse un sollievo; si credeva che fosse per virtù, ma lei non aveva avuto intenzioni di mortificarsi. Siccome ammiravamo il suo atto:

            Sono stanca della terra! Si ricevono complimenti quando non se ne meritano e rimproveri ancora quando non se ne meritano. Basta così!... Basta così!...

 

13

            Ciò che al momento fa la nostra umiliazione, poi fa la nostra gloria, anche in questa vita.

 

14

            Non ho affatto capacità per godere, sono sempre stata così; ma ne ho una grandissima per soffrire. Una volta, quando soffrivo molto, sentivo appetito in refettorio, ma quando provavo gioia era il contrario: impossibile mangiare.

 

30 luglio

1

            ...Il mio corpo mi ha sempre dato fastidio, dentro non mi sentivo a mio agio... anche molto piccola, me ne vergognavo.

 

2

            Per averle reso un piccolo servizio:

            Grazie, Mamma!104

 

3

            Non avrei voluto neanche raccogliere una spilla per evitare il purgatorio. Tutto quello che ho fatto era per far piacere al buon Dio, per salvargli anime.

 

4

            Guardando la fotografia dei Padri Bellière e Roulland:

            Sono più graziosa di loro!

 

5

            Le promettevano di riscattarle dei cinesini.

            Non sono dei cinesi che voglio, sono dei negri!105

 

6

            Mi è amaro quando lei non mi guarda.

 

7

            Le mosche la tormentavano molto, ma non voleva ucciderle.

            Io le grazio sempre. Eppure solo loro mi hanno fatto dispetto, durante la mia malattia. Di nemiche non ho che loro e siccome il buon Dio ha raccomandato di perdonare ai propri nemici, Mt 5,44 sono contenta di trovare questa piccola occasione per farlo.

 

8

            È proprio duro il soffrire tanto; questo le impedisce forse ogni pensiero?

            No, riesco ancora a dire al buon Dio che lo amo, mi sembra sufficiente.

 

9

            Mostrando un bicchiere che conteneva una medicina cattivissima, sotto l'apparenza di un delizioso liquore di ribes:

            Questo piccolo bicchiere è l'immagine della mia vita. Ieri Suor Teresa di Sant'Agostino mi diceva: «Spero che lei beva un buon liquore!». Le ho risposto: «O Suor Teresa di Sant'Agostino, è la cosa più cattiva tra quelle che bevo!».

            Ebbene, mia piccola Madre, ecco ciò che è apparso agli occhi delle creature. È sempre parso loro che bevessi liquori squisiti, ed era dell'amarezza. Dico dell'amarezza, ma no! la mia vita non è stata amara, perché di ogni amarezza ho saputo fare la mia gioia e la mia dolcezza.

 

10

            Se lei vuol dare un ricordo di me al Sig. de Cornière, gli faccia un'immagine con queste parole: «Quello che avete fatto al più piccolo dei miei, è a me che lo avete fatto». Mt 25,40

 

11

            Le avevano dato un ventaglio venuto dal Carmelo di Saigon; se ne serviva per cacciare le mosche.106 Siccome faceva molto caldo, si girò verso le immagini appuntate alla cortina del letto e si mise a ventilare loro, e poi noi, con il ventaglio.

            Ventilo i santi al posto mio; vi ventilo per farvi del bene e perché anche voi siete sante.

 

12

            Il Sig. de Cornière aveva detto di darle cinque o sei cucchiaini di acqua di Tisserand. Chiese a Suor Genoveffa di dargliene solo cinque, poi girandosi verso di me:

            Sempre il meno, nevvero, mamma?

 

13

            Non dite al Rev. Ducellier107 che mi resta soltanto qualche giorno; non sono ancora così debole da morire, e dopo cose del genere, quando si vive si è proprio «frastornati108».

 

14

            (Alle 4). Mi sorrideva, dopo il congedo di una sorella. Le dissi: Si riposi, adesso; chiuda gli occhi.

            ... No, mi piace tanto guardarla!

 

15

            Volevo prendere una mosca che la importunava.

            Che le farete?

            L'ammazzerò.

            Oh! no, ve ne prego.

 

16

            Vuole prepararmi all'Estrema Unzione?

            Con un sorriso, guardandomi:

            Io, non penso a niente!

            Preghi il buon Dio che io la riceva bene quanto è possibile riceverla.

 

17

            Mi raccontò quello che Nostro Padre le aveva detto prima della cerimonia.

            ...«Sarà come un bambino piccolo che ha appena ricevuto il Battesimo». Poi, egli non mi ha parlato altro che dell'amore. Oh, come ero commossa!

 

18

            Dopo l'Estrema Unzione ci mostrava le sue mani con rispetto. Di solito io raccoglievo le pellicine che si staccavano dalle sue labbra riarse, ma quel giorno mi disse:

            Oggi inghiotto le mie pellicine, perché ho ricevuto l'Estrema Unzione e il Santo Viatico.

            Era di pomeriggio. A stento aveva fatto un breve ringraziamento, quando parecchie sorelle vennero a parlarle. La sera mi disse:

            Come mi hanno disturbato, dopo la Comunione! M'hanno guardato con insistenza... ma per non indispettirmi ho pensato a Nostro Signore che si ritirava nella solitudine senza poter impedire al popolo di seguirlo fin lì.Mc 6,3-34 E non lo congedava. Ho voluto imitarlo ricevendo bene le sorelle.

 

31 luglio

1

            Per la sua morte si pensava ancora ad un giorno di festa come il 6 agosto, la Trasfigurazione, oppure l'Assunzione al 15.

            Non parlate di date, sarà sempre una festa!

 

2

            Dopo averci raccontato la favola di La Fontaine[6] «Il mugnaio e i suoi tre figli»:

            ...Ho due stivali anch'io, ma non ho ancora un sacco! Ciò significa che non sono vicina a morire.

 

3

            Avevamo portato giù il suo pagliericcio per esporla dopo la sua morte. Lo scorse quando fu aperta la porta che dà sulla cella accanto all'infermeria, ed esclamò con gioia:

            Ah, ecco il nostro pagliericcio! Si troverà tutto pronto per accogliere il mio cadavere.

            ...Il mio piccolo naso ha sempre avuto fortuna!

 

4

            Come farà, bebè, a morire? Ma, di cosa morirò?

 

5

            ...Sì, ruberò... Dal Cielo spariranno tante cose, che io vi porterò... Sarò una piccola ladra, prenderò tutto ciò che mi piacerà...

 

6

            Guardando la statua della Santa Vergine e indicandole con il dito il suo piattino:109

            Quando stanotte è arrivata (una grande emottisi) credevo che tu venissi a prendermi.

 

7

            Vegliandola, ci eravamo addormentate:

           

            ...Pietro, Giacomo, e Giovanni! Mc 14,33.37

 

8

            ...Vi dico che ne ho per parecchio tempo se non ci mette mano la Santa Vergine.

 

9

            Amabilmente:

            ...Non chiacchieriamo tra noi, è sufficiente se ci «sbirciamo!».110

 

10

Il Ladro verrà

e mi porterà via

Alleluja!

 

11

            Si discuteva sui pochi giorni che le restavano da vivere.

            È ancora l'ammalata che lo sa meglio! E sento che ne ho ancora per molto.

 

12

            Ho pensato che bisognerebbe che io sia molto brava, e che attenda il Ladro con tanta amabilità.

 

13

            Ho trovato la felicità e la gioia sulla terra, ma unicamente nella sofferenza, giacché ho sofferto molto, quaggiù: bisognerà farlo sapere alle anime...

            Dalla mia prima Comunione, da quando avevo chiesto a Gesù di cambiare per me in amarezza tutte le consolazioni della terra,111 avevo un continuo desiderio di soffrire. Non pensavo tuttavia a farne la mia gioia: è una grazia che mi è stata accordata solo più tardi. Fino ad allora era come una scintilla nascosta sotto la cenere, e come i fiori di un albero, che devono diventare frutti al loro tempo. Ma vedendo sempre cadere i miei fiori, cioè lasciandomi andare alle lacrime quando soffrivo, mi dicevo con sorpresa e tristezza: Ma allora resteranno sempre dei desideri!

 

14

            Stasera, quando lei m'ha detto che il Sig. de Cornière era dell'opinione che ne avevo ancora per un mese e più, non mi raccapezzavo; c'era una così grande differenza rispetto a ieri, quando diceva che bisognava darmi i sacramenti il giorno stesso! Ma tutto ciò mi ha lasciato in una calma profonda. Che m'importa di restare ancora a lungo sulla terra! Se soffro molto, e sempre di più, non ho affatto paura, il buon Dio mi darà la forza, non mi abbandonerà.

 

15

            Se lei vive ancora a lungo, nessuno ci capirà nulla.

            E che importa! Tutti possono ben disprezzarmi, è sempre ciò che ho desiderato,112 e l'avrò alla fine della mia vita!

 

16

            ...Adesso che il buon Dio ha fatto ciò che voleva fare, che ha ingannato tutti... Verrà come un ladro nell'ora in cui non ci si penserà più;Mt 24,43-44 ecco la mia piccola idea.

 

 

1° agosto

1

            A proposito della grande grazia che aveva ricevuto una volta1 quando il suo messalino s'era chiuso sull'immagine di Nostro Signore sulla Croce, non lasciando sporgere che una mano. Mi ripeté quello che allora si era detta:

            Oh! non voglio lasciare che vada perduto questo sangue prezioso. Passerò la mia vita a raccoglierlo per le anime.

 

2

            Durante il Mattutino, a proposito del manoscritto della sua vita:

            Dopo la mia morte, non bisognerà parlare a nessuno del mio manoscritto prima che sia pubblicato; bisognerà parlarne soltanto a Nostra Madre. Se lei fa altrimenti, il demonio le tenderà più di un tranello per guastare l'opera del buon Dio... un'opera veramente importante. (a) [7]

 

3

            ...Non scriverò più ora!2

 

4

            Oh! come sono malata!... perché lei sa... con lei!

            Perché non poteva più parlarmi.

 

5

            ...Sono proprio abbandonata, aspetterò quanto Lui vorrà.

 

6

            ...Come ha fatto bene il buon Dio a dire: «Nella casa del Padre mio ci sono parecchie dimore».Gv 14,2

            (A proposito di un prete molto mortificato che si privava perfino di lenire insopportabili pruriti).

            ...Io preferisco praticare la mortificazione diversamente e non in cose così fastidiose; non avrei potuto trattenermi così.

 

7

            C'era stato un guaio a proposito del ghiaccio,3 ed avevo pianto. Le domandavo se avevo avuto torto, lei per consolarmi mi rispose:

            Lei è sempre amabile!

 

8

            Pensa ai suoi fratelli missionari?

            Pensavo a loro molto spesso; ma da quando sono malata non penso a granché.

 

9

            Uno di questi missionari4 le aveva promesso una messa per lei il giorno di Natale del 1896. Mi raccontò la sua delusione quando apprese che quel giorno non aveva potuto celebrarla.

            ...E io che all'ora precisa mi ero unita con tanta felicità! Ah! sulla terra tutto è incerto!

 

2 agosto

1

            Ho proprio voglia di far conservare il suo cuore come quello di Madre Genoveffa.

            Faccia come vorrà!

            Avevo cambiato opinione, perché la cosa mi ripugnava troppo, e glielo dissi. Ne parve piuttosto triste. Indovinavo il suo pensiero: ci saremmo private di una consolazione che lei non ci avrebbe procurato con un miracolo, sapendo bene che lei non sarebbe rimasta incorrotta.

            Infine mi disse:

            Lei tergiversa troppo, mia piccola Madre, l'ho notato tante volte nella mia vita...

 

2

            Si era parlato insieme intimamente del poco caso che spesso si fa della virtù nascosta.

            ...Questo mi ha colpito nella vita del Nostro Padre San Giovanni della Croce di cui si diceva: «Fra Giovanni della Croce! Ma se è un religioso meno che ordinario!»5

 

3

            Non ho grandi desideri del Cielo; sarò ben contenta di andarci, ecco tutto!

 

4

            Non si potrà dire di me: «Muore perché non muore».6 Le ho già detto: per mia natura, sì, il Cielo! ma nell'anima mia la grazia ha preso una grande padronanza sulla natura, e ora posso solo ripetere al buon Dio:

            Ancor molto voglio vivere,

            Signore, se lo desideri.

            Lassù in Ciel vorrei seguirti,

            Se piacere ti facesse.

            L'Amor, fuoco della Patria,

            Mai cessa di consumarmi.

            Morire o vivere che conta?

            Mia sola gioia è amarti.7

 

5

            A Suor Genoveffa:

            In questo mondo mortale8 tutto passa, anche «bebè», ma tornerà...

            Suor Genoveffa baciava i piedi del Crocifisso.

            Lei non segue la dottrina di «bebè!» Lo baci svelta sulle due guance, e si faccia abbracciare.

 

6

            Provo una gioia vivissima non solo quando mi trovano imperfetta, ma soprattutto quando mi sento tale io stessa. Questo è migliore di tutti i complimenti, che m'annoiano.

 

3 agosto

1

            Come ha fatto per giungere a questa pace inalterabile che è il suo retaggio?

            Ho dimenticato me stessa ed ho procurato di non ricercarmi in nulla.

 

2

Le dicevo che aveva dovuto lottare molto per arrivare ad essere perfetta:

            Oh! non è questo!... (a) [8]

 

3

            Aveva avuto un dispiacere con una sorella e mi disse con un'aria grave e tenera:

            Glielo dico francamente: ho bisogno di vedere lei vicino a me, negli ultimi giorni della mia vita.

 

4

            Piccole sorelle mie, pregate per i poveri malati che aspettano la morte. Se sapeste quello che si prova! Come basterebbe poco per perdere la pazienza! Bisogna essere caritatevoli con chiunque... Una volta non l'avrei creduto.

 

5

            Le parlavo della mortificazione sotto forma di strumenti di penitenza.

            ...Bisogna essere molto moderati su questo punto, perché spesso ci si mescola più la natura che altra cosa. (b) [9]

 

6

            A noi tre:

            Bisogna fare ben attenzione all'osservanza. Dopo un colloquio in parlatorio non fermatevi per parlare tra voi, perché allora è come in casa, non ci si priva di nulla.

            Girandosi verso di me:

            Ciò, Madre mia, è più utile di tutto il resto.

 

7

            Oh! se lei sapesse, com'è ammaccata la mia piccola spalla!

            Ci si può mettere un po' di ovatta.

            No, non bisogna togliermi la mia piccola croce.Gv 19,17

 

8

            È molto tempo che soffro, ma di sofferenze piccole. Dal 28 luglio, sono sofferenze grandi.

 

9

            Non si capiva più niente del corso della sua malattia, e una di noi le disse: Allora, di che morrà?

            Ma, morrò di morte! Non ha detto il buon Dio ad Adamo di che sarebbe morto, con queste parole: «Morrete di morte»?Gen 2,17 È così, molto semplicemente.

 

4 agosto

1

            Ho avuto molti incubi, stanotte, e incubi ben spaventosi, ma nel momento peggiore lei veniva da me, e non avevo più paura.

 

2

            ...No, non mi credo una grande santa! Credo di essere una piccolissima santa; ma penso che il buon Dio si è compiaciuto di mettere in me delle cose che fanno del bene a me e agli altri.9

 

3

            Le avevano portato un fascio di spighe; ne staccò la più bella e mi disse:

            Madre mia, questa spiga è l'immagine dell'anima mia: il buon Dio mi ha caricata di grazie per me e per tanti altri...

            Poi, temendo di aver avuto un pensiero d'orgoglio:10

            Oh, come vorrei essere umiliata, e maltrattata, per vedere se ho veramente l'umiltà del cuore!... Eppure, quando una volta ero umiliata ero proprio felice... Sì, mi sembra di essere umile... Il buon Dio mi mostra la verità; sento così bene che tutto viene da Lui.

           

           

            4

            Come è facile scoraggiarsi, quando si è molto ammalati!... Oh, come sento che mi scoraggerei se non avessi la fede! o piuttosto, se non amassi il buon Dio.

 

5

            È solo in Cielo che vedremo la verità riguardo a ogni cosa. Sulla terra è impossibile. E così, anche per la Sacra Scrittura, non è triste di vedere tante differenze di traduzione? Se fossi stata sacerdote avrei imparato l'ebraico e il greco, non mi sarei accontentata del latino, così avrei conosciuto il vero testo dettato dallo Spirito Santo.

 

6

            Durante l'orazione mi sono addormentata un attimo. Ho sognato che mancavano soldati per una guerra. Lei ha detto: Bisogna mandare Suor Teresa di Gesù Bambino. Ho risposto che avrei preferito volentieri che fosse per una guerra santa. Infine, sono partita lo stesso.

            Oh, no, non avrei avuto paura di andare in guerra. Per esempio, ai tempi delle crociate, con quale felicità sarei partita per combattere gli eretici. Su, non avrei avuto paura di buscarmi un proiettile!

 

7

            E io che desideravo il martirio,11 è possibile che muoia in un letto!

 

8

            Come conduce avanti, ora, la sua piccola vita?

            La mia piccola vita è soffrire, e poi ecco tutto! Non potrei dire: Mio Dio, è per la Chiesa, mio Dio è per la Francia... ecc... Il buon Dio sa bene ciò che deve farne; io gli ho dato tutto per fargli piacere. E poi, mi affaticherei troppo a dirgli: Da' questo a Pietro, da' questo a Paolo. Io lo faccio subito solo quando una sorella me lo chiede, e dopo non ci penso più. Quando prego per i miei fratelli missionari, non offro le mie sofferenze, dico semplicemente: Mio Dio, dà loro tutto quello che desidero per me.

 

5 agosto

1

            Faceva molto caldo, e il sagrestano ci aveva compatite per i nostri abiti pesanti.

            Ah, in Cielo, il buon Dio ci ricompenserà, per aver portato sulla terra abiti pesanti per amore suo.

 

2

            Constatando che non poteva quasi più muoversi:

            Davide nei Salmi diceva: «Sono come la cavalletta, che cambia continuamente di posto».Sal 108,23 Ebbene, io non posso dire altrettanto! mi piacerebbe tanto passeggiare, ma ho un filo alla zampa!

 

3

            ...Quando i santi avranno chiuso su di me la porta del Cielo, canteranno:

            Finalmente ti teniamo,

            Piccolo topo grigio,

            Finalmente ti teniamo

            E ti custodiremo!

            (Una canzoncina che le tornava alla memoria).

 

4

            Suor Maria del Sacro Cuore le disse che alla sua morte sarebbero venuti gli Angeli per accompagnare Nostro Signore, e che lei li avrebbe visti splendenti di luce e di bellezza.12

            ...Tutte queste immagini non mi fanno alcun bene, non riesco a nutrirmi che della verità. È per questo che non ho mai desiderato visioni. Sulla terra non si possono vedere il Cielo e gli angeli tali quali sono. Preferisco aspettare dopo la mia morte.

 

5

            Durante i Vespri, mia piccola Madre, ho pensato che lei è il mio sole.

 

6

            Mi sono addormentata, ed ho sognato che lei si chinava su di me per abbracciarmi; ho voluto ricambiarla, ma subito mi sono svegliata, tutta sorpresa che il mio bacio sia caduto nel vuoto!

 

7

            Il suo letto non era ancora collocato in mezzo all'infermeria, ma in fondo, nell'angolo. Per festeggiare l'indomani, 6 agosto, la Trasfigurazione di Nostro Signore, avevamo preso il Volto Santo del Coro, che amava molto, e avevamo sospeso il quadro circondato di fiori e di luci alla sua destra, sul muro. Guardando l'immagine mi disse:

            Come ha fatto bene Nostro Signore ad abbassare gli occhi per darci il suo ritratto. Giacché gli occhi sono lo specchio dell'anima, se avessimo indovinato l'anima sua ne saremmo morte di gioia.

            Oh, quanto bene mi ha fatto quel Volto Santo nella mia vita!

            Mentre componevo il mio cantico: «Viver d'Amore», mi ha aiutato a farlo con grande facilità. Ho scritto a memoria, durante il mio silenzio della sera, le quindici strofe che avevo composto nella giornata, senza brutta copia.

            Quel giorno, andando in refettorio dopo l'esame di coscienza, avevo appena composto la strofa:

            Viver d'amore è asciugarti il Volto,

            È ottener perdono ai peccatori.13

            Gliel'ho ripetuta, passando, con molto amore. E guardandolo, ho pianto d'amore.

 

8

            Come Giobbe ripeto: «Al mattino, spero di non arrivare alla sera, e alla sera spero di non rivedere il mattino».Gb 7,4

 

9

            ...Queste parole di Isaia: «Chi ha creduto alla tua parola... Egli è senza splendore, senza bellezza... ecc».14(Is 53,1-2) hanno costituito tutto il fondo della mia devozione al Volto Santo, o per meglio dire, il fondo di tutta la mia pietà. Anch'io desideravo essere senza bellezza, sola a pigiare il vino nel torchio, sconosciuta ad ogni creatura...Is 63,3

 

10

            A proposito di una confidenza che le facevo, mi disse:

            Una Madre Priora dovrebbe sempre lasciar credere di non avere alcuna pena. Fa tanto bene e dà tanta forza non dire assolutamente le proprie pene. Per esempio, bisogna evitare di esprimersi così: Lei ha fastidi e difficoltà, io ho i medesimi e tanti altri, ecc.

 

6 agosto

1

            Aveva sperato di morire nella notte, e fin dal mattino mi disse:

            Ho spiato tutta la notte, come la bambina della canzone della scarpetta di Natale...15

            Non ho cessato di guardare il Volto Santo... Ho respinto tante tentazioni... Ah, ho fatto tanti atti di fede... Anch'io posso dire: «Ho guardato alla mia destra, e ho considerato, e non c'è nessuno che mi conosca...».Sal 141,5 Intendo dire nessuno che conosca il momento della mia morte... La destra mi rappresenta il lato dove lei è, per me.

            Poi guardò la statua della Santa Vergine, e cantò dolcemente:

            Quando verrà, tenera Madre mia,

            Quando verrà il bel giorno,

            In cui, dall'esilio della terra,

            Volerò nell'eterna Dimora?16

 

2

            Durante la notte era cessato il suo violento dolore al fianco. Il Sig. de Cornière all'auscultazione la trovò ugualmente grave, ma lei dubitava della sua prossima morte.

            Sono come un povero piccolo Robinson nella sua isola. Finché non mi avevano promesso nulla ero esiliata, è vero, ma non pensavo a lasciare la mia isola. Ma ecco che mi si annuncia con certezza un vascello che deve ricondurmi presto nella mia patria. Allora resto sulla spiaggia, guardo lontano, guardo sempre... e non vedendo apparire niente all'orizzonte, mi dico: Mi hanno ingannata! Non me ne andrò!

 

3

            Mi mostrò, nel Piccolo Breviario del Sacro Cuore, la frase di Nostro Signore alla Beata Margherita Maria, che lei aveva estratto nel giorno dell'Ascensione:

            «La croce è il letto delle mie spose, è là che ti farò consumare le delizie del mio amore».

            E mi raccontò che un giorno una suora, avendo estratto nello stesso libro, ed essendosi imbattuta in un passaggio severo, le aveva domandato di estrarre a sua volta. Allora era caduta su questa parola:

            «Affidati a me...».17

 

4

            ...Non posso appoggiarmi su nulla, su nessuna delle mie opere, per avere fiducia. Sarei stata ben contenta di poter dire a me stessa: sono a posto riguardo a tutti i miei Uffici dei morti. Ma questa povertà è stata per me una vera luce, una vera grazia. Ho pensato che nella mia vita non avevo mai potuto saldare uno solo dei miei debiti verso il buon Dio, ma che questo era per me una vera ricchezza ed una forza, se lo volevo. Allora ho fatto questa preghiera: O mio Dio, te ne supplico, salda il debito che ho contratto verso le anime del Purgatorio, ma fallo da Dio, perché sia infinitamente meglio che se io avessi detto i miei Uffici dei morti.

            E mi sono ricordata con grande dolcezza di queste parole del cantico di San Giovanni della Croce: «E ogni debito paga».18 Avevo sempre applicato questo all'Amore... Sento che una grazia così non si può ricambiare... Era troppo dolce! Si prova una pace così grande ad essere assolutamente povera, a non contare che sul buon Dio.

 

5

            ...Oh, come ce ne sono poche di religiose perfette, che non fanno niente alla meno peggio e pressappoco, dicendosi: Non sono obbligata a questo, dopotutto... Non è poi un gran male a parlare qui, a contentarmi in questo... Quanto sono rare quelle che fanno tutto il meglio possibile! Eppure sono le più felici. Così per il silenzio, quanto bene fa all'anima, quali mancanze di carità impedisce e quante pene di ogni sorta! Parlo soprattutto del silenzio, perché è su questo punto che si manca di più.

 

6

            Come ero fiera quand'ero ebdomadaria all'Ufficio,19 come dicevo ad alta voce le orazioni in mezzo al Coro, perché pensavo che il sacerdote nella Messa diceva le stesse orazioni e che avevo come lui il diritto di pregare ad alta voce davanti al Santissimo Sacramento, di dare le benedizioni, le assoluzioni, di leggere il Vangelo quando ero prima cantora. ...Però posso dire che l'Ufficio è stato insieme la mia felicità e il mio martirio, perché avevo un così grande desiderio di recitarlo bene e di non farvi errori; e talvolta mi sono vista, dopo aver previsto un minuto prima quello che dovevo dire, lasciarlo passare senza aprire bocca per una distrazione proprio involontaria. Eppure non credo che qualcuno possa desiderare più di me di recitare perfettamente l'Ufficio e di assistervi in Coro.

            ...Scuso molto le sorelle che dimenticano o che si sbagliano.

 

7

            Suor San-Stanislao, la sua prima infermiera, l'aveva abbandonata per tutto il tempo dei Vespri, lasciando la porta e la finestra dell'infermeria aperte; la corrente d'aria era molto forte. Nostra Madre trovandola in questo stato manifestò il suo malcontento e domandò spiegazioni. (a)[10] Lei mi disse:

            Ho raccontato a Nostra Madre la verità, ma parlando mi è venuta in mente un'espressione più caritatevole di quella che stavo per usare e che pure era già discreta; ho seguito la mia ispirazione e il buon Dio me ne ha ricompensata con una grande pace interiore.

 

8

            La sera, durante il Mattutino, le chiesi che cosa intendeva con «restare una bambina piccola20 davanti al buon Dio». Mi rispose:

            È riconoscere il proprio nulla, aspettare tutto dal buon Dio, come un bambino piccolo aspetta tutto da suo padre; è non inquietarsi di nulla, non guadagnare ricchezze. Anche fra i poveri si dà al bambino quel che gli è necessario, ma appena diventa grande suo padre non vuole più mantenerlo e gli dice: Adesso lavora, puoi bastare a te stesso.

            È per non sentirmi così che non ho voluto crescere, sentendomi incapace di guadagnarmi la vita, la vita eterna del Cielo. Quindi sono sempre rimasta piccola, non avendo altra occupazione che quella di cogliere fiori,21 i fiori dell'amore e del sacrificio, e di offrirli al buon Dio per suo piacere.

            Essere piccolo, vuol dire anche non attribuirsi affatto le virtù che si praticano, credendosi capaci di qualcosa,22 ma riconoscere che il buon Dio pone questo tesoro nella mano del suo piccolo bambino perché se ne serva quando ne ha bisogno; ma il tesoro è sempre del buon Dio. Infine, è non scoraggiarsi affatto delle proprie colpe,23 perché i bambini cadono spesso, ma sono troppo piccoli per farsi molto male.

 

7 agosto

1

            Suor X... che poi è uscita,24 voleva farmi le sue confidenze, sebbene io non fossi più priora.

            ...Non la ascolti mai, quand'anche fosse come un angelo: lei sarebbe proprio infelice, perché non adempirebbe in questo il suo dovere; sarebbe una debolezza che farebbe senz'altro dispiacere al buon Dio.

 

2

            ...Oh, come è poco amato il buon Dio sulla terra!... anche dai sacerdoti e dai religiosi... No, il buon Dio non è amato molto...

 

3

            Mi mostrò la fotografia di Nostra Signora delle Vittorie dove aveva incollato il fiorellino che papà le aveva dato ai Buissonnets, il giorno in cui ella gli aveva confidato la sua vocazione;25 la radice se n'era staccata e il piccolo Gesù aveva l'aria di tenerlo in mano e di sorridergli, così come la Santa Vergine.

            ...Che il fiorellino abbia perso la radice, ciò le farà capire che io appartengo al Cielo... È per questo che loro mi trattano con tanta gentilezza... (La Santa Vergine e Gesù Bambino).

 

4

            Oh, se fossi infedele, se commettessi solamente la minima infedeltà, sento che lo pagherei con terribili turbamenti, e non potrei più accettare la morte. Così non smetto di dire al Buon Dio: «O Dio mio, te ne prego, preservami dalla sventura di essere infedele».

            Di che infedeltà intende parlare?

            Di un pensiero d'orgoglio alimentato volontariamente. Se, per esempio, mi dicessi: Ho acquisito tale virtù, sono certa di poterla praticare. In tal caso, ciò sarebbe appoggiarsi sulle proprie forze, e quando si arriva a questo punto si rischia di cadere nell'abisso. Ma avrò il diritto, senza offendere il buon Dio, di fare piccole sciocchezze fino alla mia morte, se sono umile, se resto piccola piccola. Vede i bambini piccoli: non la finiscono mai di rompere, strappare, cadere, pur amando molto, molto i loro genitori. Quando cado così, ciò mi rende ancora più evidente il mio nulla, e mi dico: Che farei, che diventerei, se mi appoggiassi sulle mie proprie forze?!...

            Capisco benissimo che San Pietro sia caduto. Quel povero San Pietro, invece di appoggiarsi unicamente sulla forza del buon Dio si appoggiava su se stesso.Mt 26,69-75 Ne concludo che se io dicessi: «O mio Dio, tu lo sai bene, ti amo troppo per soffermarmi su un solo pensiero contro la fede», le mie tentazioni diventerebbero più violente e vi soccomberei sicuramente.

            Sono persuasa che se San Pietro avesse detto umilmente a Gesù: «Accordami, te ne prego, la forza di seguirti fino alla morte», l'avrebbe ottenuta subito. Sono addirittura certa che Nostro Signore con i suoi insegnamenti e la sua presenza sensibile non diceva agli Apostoli più di quanto non dica a noi con le buone ispirazioni della sua grazia. Avrebbe ben potuto dire a San Pietro: Chiedimi la forza di compiere ciò che vuoi. Invece no, perché voleva mostrargli la sua debolezza e perché lui, dovendo governare tutta la Chiesa, che è piena di peccatori, doveva sperimentare in prima persona quel che l'uomo può senza l'aiuto di Dio.

            ...Prima della sua caduta, Nostro Signore gli dice: «Quando sarai tornato in te, rafforza i tuoi fratelli».Lc 22,32 Voleva dire: Persuadili con la tua propria esperienza riguardo alla debolezza delle forze umane.

 

5

            Vorrei che lei restasse sempre con me, lei è il mio sole.26

 

8 agosto

1

            Le dicevo che più tardi avrei messo in risalto le sue virtù:

            È unicamente il buon Dio che bisogna mettere in risalto, perché non c'è niente da mettere in risalto nel mio piccolo nulla.27

 

2

            Dalla finestra dell'infermeria guardava il cielo, e Suor Maria del Sacro Cuore le disse: «Con quanto amore lei guarda il Cielo!». In quel momento ella era più stanca del solito e rispose solo con un sorriso. Più tardi mi confidò ciò che aveva pensato:

            Ah! lei crede che io guardi il firmamento pensando al Cielo vero! Invece no, è semplicemente perché ammiro il cielo materiale; l'altro mi è sempre più chiuso. Poi subito mi sono detta, con grande dolcezza: Oh, ma sì, è proprio per amore che io guardo il Cielo, sì, è per amore verso il buon Dio, perché tutto quello che faccio, i movimenti, gli sguardi, tutto, da quando ho fatto la mia offerta,28 è per amore.

 

3

            Oggi ho pensato alla mia vita passata, all'atto di coraggio che avevo fatto una volta a Natale,29 e mi è tornata alla memoria la lode rivolta a Giuditta: «Hai agito con un coraggio virile e il tuo cuore si è fortificato».Gdt 15,10

            Molte anime dicono: Ma io non ho la forza di compiere un tale sacrificio. Che facciano dunque quello che ho fatto io: un grande sforzo. Il buon Dio non rifiuta mai questa prima grazia che dà il coraggio di agire; dopo di ciò il cuore si fortifica e si passa di vittoria in vittoria.

 

4

            Se Nostro Signore e la Santa Vergine non fossero andati essi stessi alle feste non avrei mai compreso l'usanza di invitare i propri amici a pranzo. Ero dell'idea che per nutrirsi sarebbe stato più opportuno appartarsi, o almeno restare in famiglia. Invitarsi, sì, ma solo per conversare, raccontarsi i viaggi, i ricordi, insomma per ragioni spirituali. Ho avuto grande pietà delle persone che servivano nei grandi pranzi. Se per disgrazia succedeva loro di lasciar cadere qualche goccia sulla tovaglia o su uno dei commensali, vedevo la padrona di casa guardarli severamente, mentre quei poveretti arrossivano di vergogna, e mi dicevo, con un grande impeto di rivolta nell'intimo: Oh, come questa differenza tra padroni e servitori che esiste quaggiù è la dimostrazione che c'è un cielo, dove ciascuno riceverà il proprio posto secondo il suo merito interiore, dove tutti saranno seduti al festino del Padre di famiglia. Ma allora che Servitore avremo, giacché Gesù ha detto «che andrà e passerà a servirci»!Lc 12,37 Sarà, soprattutto per i poveri e i piccoli, il momento di ricevere un'abbondante ricompensa per le umiliazioni.

 

9 agosto

1

            Dicevo di lei: il nostro guerriero è abbattuto!

            Non sono un guerriero che ha combattuto con delle armi terrene, ma con «la spada dello spirito che è la Parola di Dio».Ef 6,17 Anche la malattia non ha potuto abbattermi, e non più tardi di ieri sera mi sono servita della mia spada con una novizia. Le ho detto: Morirò con le armi in pugno.30

 

2

            Circa il suo manoscritto:

            Ce ne sarà per tutti i gusti, fuorché per le vie straordinarie.

 

3

            Lei è ridiventata per me quello che era nella mia infanzia... Non posso dire ciò che lei significa per me!

 

4

            Le si diceva che era una santa:

            No, non sono una santa; non ho mai fatto le azioni dei santi. Sono un'anima piccolissima che il buon Dio ha ricolmato di grazie, ecco quello che sono. Ciò che dico è la verità, lo vedrete in Cielo.

 

10 agosto

1

            Guardava l'immagine di Teofano Venard, appresa alle tende del suo letto. Quest'immagine rappresenta il missionario che indica col dito il Cielo.

            Crede che mi conosca? Guardi che cosa mi mostra... Avrebbe ben potuto non avere quella posa...

 

2

            Si diceva che le anime arrivate all'amore perfetto vedevano la loro bellezza31, e che lei era di quelle anime.

            Quale bellezza?... Io non vedo per niente la mia bellezza, io vedo soltanto le grazie che ho ricevuto dal buon Dio. Voi vi sbagliate sempre, non sapete dunque che non sono che un piccolissimo nocciolo32... una piccola mandorla...

            (Sono stata disturbata, e non ho potuto annotare la spiegazione che è seguita).

 

3

            Con un'aria gaia e gentile, guardando il ritratto di Teofano Vénard:

            ...Ah! ma!...

            Perché dice: Ah! ma!, chiese Suor Genoveffa.

            È perché ogni volta che lo guardo, egli pure mi guarda, e poi sembra spiarmi con la coda dell'occhio con aria furbetta.

 

4

            Le mostravamo una fotografia di Giovanna d'Arco nella sua prigione.33

            I Santi incoraggiano anche me nella mia prigione. Mi dicono: Finché sei in catene non puoi compiere la tua missione; ma più tardi, dopo la tua morte, sarà il tempo delle tue opere e delle tue conquiste.

 

5

            Penso alle parole di Sant'Ignazio di Antiochia: «Bisogna che anche io, con la sofferenza, sia macinato per diventare il frumento di Dio».34

 

6

            Durante Mattutino:

            Se lei sapesse ciò che lei è per me! Ma io le dico sempre la stessa cosa.

 

7

            Le parlavo del Cielo, di Nostro Signore, della Santa Vergine che vi dimorano in corpo e anima.

            Emise un profondo sospiro con questa esclamazione:

            Ah!...

            Mi sta facendo capire in questo modo che lei soffre molto della sua prova?35

            Sì!... Amare tanto il buon Dio e la Santa Vergine e poi avere quei pensieri!... Ma io non mi ci fermo.

 

11 agosto

1

            ...Ho sempre ritenuto, mia piccola Madre, che lei metteva troppo ardore nel lavoro (a proposito del bucato).

 

2

            Le dicevo che dopo la sua morte saremmo state proprio buone e che la Comunità si sarebbe rinnovata:

            ...«In verità, in verità vi dico: Se il seme di grano caduto a terra non muore, resta solo, ma se muore porta molto frutto».Gv 12,24-25

 

3

            Non mi aspettavo di soffrire così; soffro come un bambino piccolo.

            ...Non vorrei mai chiedere al buon Dio sofferenze più grandi. Se le aumenta, le sopporterò con piacere e con gioia, perché ciò verrà da lui. Ma sono troppo piccola per avere la forza da me stessa. Se chiedessi delle sofferenze, sarebbero sofferenze mie, bisognerebbe che le sopportassi da sola, e io non ho mai potuto fare niente da sola.

 

4

            ...La Santa Vergine non ha una Santa Vergine da amare, è meno fortunata di noi.36

            (Una volta mi aveva detto questo in ricreazione).

 

5

            Prego spesso i santi senza essere esaudita, ma più sembrano sordi alle mie preghiere, più li amo.

            Perché?

            Perché ho desiderato di non vedere il buon Dio e i santi e restare nella notte della fede, più di quanto altri desiderano vedere e capire.37(Gv 20,29)

 

6

            Ci aveva raccontato episodi di ogni genere sul tempo dell'influenza38 Alla fine le dissi: Che fatica si è imposta! E come è stata gentile e amabile! Sicuramente tutta questa gaiezza non è sincera, lei soffre troppo nell'anima e nel corpo. Ridendo:

            Io non «fingo» mai, non sono come la moglie di Geroboamo.39(1 Re 14)

 

12 agosto

1

            (Fece la Comunione).

            «Addio, sorelle mie, parto per un lungo viaggio».

            (Allusione alla mia «partenza» per il mio ritiro di professione).

 

2

            Guardando la fotografia del P. Bellière in abito da soldato:

            ...A quel soldato, che ha l'aria così decisa, do consigli proprio come a una bambina piccola!

            Gli indico la via dell'amore e della confidenza.40

 

3

            Dopo le riflessioni sulla spiga,40bis ho dei sentimenti ancora più bassi su me stessa. Tuttavia come è grande la nuova grazia che ho ricevuto stamane, al momento in cui il sacerdote, prima di darmi la comunione, ha intonato il Confiteor e tutte le sorelle l'hanno continuato. Vedevo là il buon Gesù vicinissimo a donarsi a me, e questa confessione mi sembrava un'umiliazione così necessaria: «Confesso a Dio, alla Beata Vergine Maria, a tutti i Santi che ho molto peccato...».Lc 18.13 Oh, sì, mi dicevo, è bene che si domandi perdono per me in questo momento, a Dio, a tutti i Santi... Mi sentivo, come il pubblicano, una grande peccatrice. Il buon Dio mi appariva così misericordioso! Mi sembrava così commovente rivolgersi a tutta la Corte Celeste per ottenere per sua intercessione il perdono di Dio. Ah! Sono stata sul punto di piangere, e quando l'Ostia Santa è stata posta sulle mie labbra ero profondamente commossa.

            ...Come è straordinario aver provato una cosa simile al Confiteor! Credo che sia a causa della mia disposizione attuale; mi sento così miserabile! La mia fiducia non è diminuita, anzi, e la parola «miserabile» non è giusta, perché sono ricca di tutti i tesori divini; ma è proprio per questo che mi umilio di più. Quando penso a tutte le grazie che il buon Dio mi ha fatto, mi trattengo per non versare continuamente lacrime di riconoscenza.

            ...Credo che le lacrime che ho versato stamane fossero lacrime di contrizione perfetta. Ah, è proprio impossibile procurarsi da se stessi tali sentimenti! È lo Spirito Santo che li dona, Lui che «soffia dove vuole».Gv 3,8

 

4

            Noi le parlavamo delle resistenze che aveva fatto un tempo quando la scongiuravamo di riguardarsi, di non alzarsi all'ora della Comunità, di non andare a Mattutino. Ci disse:

            Voi non mi capivate quando insistevo, ma era perché sentivo bene che si cercava di far pressioni su Nostra Madre. Io volevo dire tutta la verità a Nostra Madre, affinché decidesse lei, da se stessa. Vi assicuro che se di sua iniziativa mi avesse anche chiesto di non andare alla Messa, alla Comunione, all'Ufficio, avrei obbedito con grande docilità.

 

5

            È incredibile; ora che non posso più mangiare, mi vien voglia di ogni genere di cose buone, come pollo, cotolette, riso all'acetosa della domenica, tonno!...41

 

6

            ...Di me potrete dire: «Non è in questo mondo che viveva, ma in Cielo, là dove è il suo tesoro».Mt 6,21

 

13 agosto

 

            Le dicevo un pensiero che avevo avuto sul Cielo, durante Compieta.

            ...Per me, non ho lumi se non per vedere il mio piccolo nulla. Questo mi fa più bene che i lumi sulla fede.

 

14 agosto

 

            (Comunione).

            ...Nella giornata tanti piccoli dispiaceri... Ah, quanto filo da torcere vi do!

            Durante Mattutino, le dissi: oggi le sono toccate parecchie pene.

            Sì, ma poiché le amo... Amo tutto ciò che il buon Dio mi dona.

 

15 agosto

1

            (Comunione).

            Le ricordavo ciò che dice San Giovanni della Croce sulla morte delle anime consumate nella Carità.42 Sospirò e mi disse:

            Bisognerà dire che «la gioia e il trasporto» sono in fondo alla mia anima... Ma ciò non incoraggerebbe tanto le anime, se si credesse che non ho sofferto molto.

            Come sento la sua angoscia! Eppure un mese fa lei mi diceva delle cose così belle sulla morte d'amore.

            Ma ciò che le dicevo allora, glielo direi anche adesso.

 

2

            Era molto oppressa, e siccome ciò aumentava sempre di più, mi disse:

            Non so che cosa sarà di me!

            Ciò che sarà di lei la inquieta? Con un tono ineffabile e un sorriso:

            Oh, no...

 

3

            Durante il silenzio43 ho sognato che lei mi diceva: quando verrà la Comunità, lei sarà ben stanca di essere guardata da tutte le sorelle e obbligata a parlare un po' con loro. E io le ho risposto: Sì, ma quando sarò lassù mi riposerò di tutto.

 

4

            Ieri sera chiedevo alla Santa Vergine di non tossire più, perché Suor Genoveffa potesse dormire,44 ma ho aggiunto: Se non me lo concedi, ti amerò ancora di più.

 

5

            Le nostre nuove campane suonavano per Vespro; aprii la porta perché le sentisse bene, e le dissi: Ascolti bene le belle campane che suonano. Dopo aver ascoltato:

            Non sono ancora45 bellissime!

 

6

            Il buon Dio mi dà coraggio in proporzione alle mie sofferenze. Sento che, per il momento, non potrei sopportarne di più, ma non ho paura, giacché se aumentano, aumenterà allo stesso tempo il mio coraggio.

 

7

            Mi domando come il buon Dio possa trattenersi così a lungo dal prendermi...

            ...E poi, si direbbe che vuole farmi «credere» che non c'è un Cielo!...

            ...E tutti i Santi, che amo tanto, dove si sarebbero «cacciati»?...

            ...Ah! Non fingo, è ben vero che non ci vedo affatto. Ma infine bisogna che io canti ben forte nel mio cuore:

            «Dopo la morte la vita è immortale»,46

            altrimenti le cose andrebbero proprio male...

 

8

            Dopo Mattutino era esausta, e, nel momento in cui ci si apprestava a sbattere i suoi cuscini ci disse:

            Adesso, fate di me ciò che vorrete.

 

16 agosto

1

            Non poteva più parlare tanto era debole e oppressa.

            ...Non... più... neppure... poter parlare... a lei!... Oh! se si potesse sapere!... Se non amassi il buon Dio!... sì, ma...

 

2

            In parlatorio, non bisogna dire qualsiasi cosa, per esempio parlare delle pulizie personali.

 

3

            «Lei non avrà, lei, una “piccola Teresa” che venga a cercarla». Sorrise, e guardando la statua della Santa Vergine e l'immagine di Teofano Vénard me le mostrò con il dito, una dopo l'altra.

 

4

            Gli angeli non possono soffrire, non sono così felici come me. Ma come sarebbero sorpresi di soffrire e di sentire quello che sento!... Sì, sarebbero proprio sorpresi, perché lo sono io stessa.

 

5

            Durante il Mattutino, svegliandosi di soprassalto, e guardandomi con un dolce sorriso:

            Mia graziosa piccola Madre!

 

17 agosto

1

            (Comunione).

            Sento bene che il buon Dio vuole che io soffra. Le cure che dovrebbero farmi del bene e che danno sollievo agli altri malati, a me fanno del male.

 

2

            L'avevamo appena fatta alzare e siccome facendo il letto l'avevano urtata e l'avevano anche fatta soffrire prestandole certe attenzioni, chiese un pannolino. Si esitava se darglielo o meno, non sapendo che cosa volesse farne. Disse allora con dolcezza:

            Si dovrebbe credermi, quando chiedo qualcosa, perché sono una «figliolina» proprio brava:

            (cioè che chiede solamente quel che è indispensabile).

            Una volta tornata a letto, sentendosi allo stremo delle forze:

            Sono una «figliolina» molto malata, sì, molto malata!

 

3

            Mise una pervinca all'immagine di Teofano Vénard; ho conservato questa pervinca.

 

4

            Pregherò perché la Santa Vergine diminuisca la sua oppressione.

            No, bisogna lasciarli fare, lassù!

 

5

            Durante Mattutino, guardando l'immagine di Teofano Venard:

            Non so cosa mi succede, non posso più guardarlo senza piangere.

 

6

            Dopo Mattutino si sentiva meno oppressa e disse a Suor Genoveffa, parlando di me:

            Lei ha pregato Maria, e poi non ho più singhiozzato.

            (Usava questo termine per scherzare, e con un tono sommesso e grazioso, quando voleva dire che tossiva fino a soffocarne).

 

18 agosto

1

            Soffro molto, ma soffro bene? Ecco!

 

2

            «Bebè» è sfinito!...

            Durante il silenzio del mezzodì, mi ero appartata un po', dietro al letto, per scrivere.

            Si metta di fianco, perché la veda.

 

3

            Mamma, deve leggermi la lettera che lei ha ricevuto per me.47 Ho rinunciato a chiedergliela durante l'orazione, per prepararmi alla mia comunione di domani, e perché non è permesso.

            (Era durante la ricreazione).

            Vedendo che prendevo la matita per scrivere queste cose:

            Il mio merito sarà perduto forse, poiché io gliel'ho detto e lei lo scrive?

            Vuole dunque acquistare meriti?

            Sì, ma non per me; per i poveri peccatori, per i bisogni di tutta la Chiesa, infine per gettare fiori a tutti, giusti e peccatori.

 

4

            Le dicevo che era proprio paziente.

            Io non ho ancora avuto un minuto di pazienza. Non è pazienza mia!... Ci si inganna sempre!

 

5

            Poiché si dice che al momento della morte tutte le anime sono tentate dal demonio, bisognerà che ci passi. Eppure no, sono troppo piccola. Con quelli che sono molto piccoli, lui non può...48

 

6

            Le dicevo: le sembrerebbe strano ritornare in salute?

            Se fosse la volontà del buon Dio, sarei ben contenta di offrirgli quel sacrificio. Ma le assicuro che non sarebbe poca cosa, perché andare così lontano, e ritornare! senta!...

 

7

            Nello stato di debolezza in cui mi trovo, mi chiedo che cosa mi accadrebbe se vedessi un grosso ragno sul nostro letto.

            Infine, per il buon Dio sono disposta ad accettare anche quella paura.

            ...Ma se lei domandasse alla Santa Vergine che questo non succeda?

 

19 agosto

1

            Per poco non svenne, prima della Comunione, sentendo salmodiare il Miserere, sia pure a bassa voce. Mi disse poi versando grosse lacrime:

            Sto per perdere i sentimenti. Oh, se si sapesse che debolezza provo.49

            Stanotte, non ne potevo più; ho chiesto alla Santa Vergine di prendermi la testa tra le sue mani perché potessi sopportarla.

 

2

            Resti con me, mia piccola Madre, così posso averla come sostegno.

 

3

            Suor Genoveffa le diede il Crocifisso. Lo baciò in viso con tenerezza. In quel momento era bella come un angelo. Quel Crocifisso aveva il capo reclinato, ella disse contemplandolo:

            È morto, Lui! Preferisco che lo rappresentino morto, perché penso che non soffre più.

 

4

            Chiese certe cure che le costavano molto, ma che il dottore e Nostra Madre avevano raccomandato. Suor Genoveffa le disse, come ad una bambina piccola: «Chi ha chiesto questo a “Bobonne”?».50

            È «bebè», per fedeltà.

 

5

            Accarezzava sulle guance Teofano Venard. (L'immagine era appesa alla tenda, un po' distante da lei). Perché lo accarezza così?

            Perché non posso abbracciarlo.

 

6

            A Suor Maria dell'Eucaristia:

            Non bisogna sedersi così di traverso sulle sedie; è prescritto.

 

7

            A Suor Genoveffa, che sistemava i suoi cuscini senza stare attenta alle immagini della tenda:

            Attenta al piccolo Teofano!

 

8

            Quando ci si trovava riunite tutte e tre presso di lei, si parlava troppo; questo la stancava, perché le facevamo troppe domande contemporaneamente.

            «Che vuole che diciamo oggi?».

            ...Per far bene bisognerebbe che non si dica proprio niente, perché a dire il vero non c'è niente da dire.

            «È detto tutto, nevvero?».

            Con un grazioso piccolo cenno del capo:

            Sì!

 

9

            Non importa quello che lei mi dice, fossero anche le cose più insignificanti; lei mi sembra un trovatore gentile che canta le sue leggende sempre su nuove arie.

            E faceva dei piccoli succhiamenti, per farmi vedere che beveva le mie parole.

 

10

            ...Io non soffro che nell'istante. È perché si pensa al passato e all'avvenire che ci si scoraggia e ci si dispera.

 

20 agosto

1

            A Suor Genoveffa, con un tono da bambina:

            Lei sa bene che cura un «bebè» in punto di morte... E poi (mostrando il suo bicchiere) bisognerebbe mettere qualcosa di buono nel gran bicchiere, perché «bebè» ha molto gusto di marcio in bocca.

 

2

            Aveva chiesto che la si abbracciasse poco, perché le mancava il respiro, essendo così debole.

            Si può almeno farle una piccola carezza?

            Sì, perché le mani non respirano.

 

3

            Le si parlava delle noie che la povera Madre Cuore di Gesù51 dava alle infermiere.

            Oh! Quanto mi sarebbe piaciuto essere infermiera, non per natura, ma «per un'attrattiva di grazia». E mi sembra che avrei reso felice la Madre C. di Gesù! Sì, tutto questo mi sarebbe piaciuto molto...

            E ci avrei messo tanto amore, pensando alla parola del buon Dio: «Ero malato e mi avete dato sollievo».Mt 25,36

            È ancora raro trovare una bella occasione così al Carmelo.

 

4

            Con un'aria gaia e furba:

            Sarò presto negli orrori della tomba! E anche lei ci sarà un giorno, mia piccola Madre!... E vedendola arrivare presso di me, «le mie ossa umiliate trasaliranno di esultanza».Sal 50,10

 

5

            Appena voglio bere mi succede così. (Tossisce e dice al suo bicchiere d'acqua di Bottot): Non è per bere!

            In disparte: - Non capisce! - Più forte: Non è per bere, ti dico!

 

6

            Non poteva più vedere il latte, che del resto non aveva mai preso con piacere, e che le causava, allora, un'estrema ripugnanza. Le dissi: «Sarebbe disposta a bere questa tazza per salvarmi la vita?».

            Oh! sì!... Ebbene, guardi, e non dovrei prenderla per amore del buon Dio?

            E bevve la tazza d'un sol fiato.

 

7

            Facevamo le nostre riflessioni a proposito del contrassegno del mantello d'infermeria. +. F.

            No, non significa ciò che voi dite. Questo vuol dire che bisogna che si porti la croce (+), per andare dopo, più in alto del firmamento (F.).

 

8

            Quando soffro molto sono contenta che sia io a soffrire; sono contenta che non sia una di voi.

 

9

            «È con te che mi trovo meglio, mia buona Clarissa».

            (Parola indirizzata a Madre Genoveffa52 dal suo fratellino).

 

10

            A riguardo della Comunione, che ormai sentiva bene di non poter più fare, e in seguito a molte riflessioni che intese a questo proposito, questa giornata fu una giornata di angosce e tentazioni che indovinavo terribili. (a)[11] Nel pomeriggio mi chiese di restare in silenzio per un certo tempo e perfino di non guardarla. Mi disse a bassa voce:

            Piangerei troppo, se le raccontassi subito le mie pene, e sono così oppressa che soffocherei di certo.

            Dopo un silenzio di almeno un'ora, mi parlò, ma tenendosi davanti agli occhi il ventaglio che le avevano dato per le mosche; perché era ancora troppo commossa.

 

11

            Mi parlò della lettera di un sacerdote che affermava che la Santa Vergine non conosceva per esperienza le sofferenze fisiche.

            Stasera, guardando la Santa Vergine, ho capito che non era vero; ho capito che ella aveva sofferto non solo nell'anima, ma anche nel corpo. Ha sofferto molto, nei viaggi, a causa del freddo, del caldo, della fatica. Ha digiunato molte volte.

            ...Sì, lei sa che cosa è soffrire.

            ...Ma è forse male volere che la Santa Vergine abbia sofferto? Io che l'amo tanto!

 

12

            Era molto oppressa. Da qualche tempo trovava una specie di sollievo, in queste oppressioni così penose, emettendo come un piccolo grido regolare,53 ossia: «Oh! là là!», oppure «Agne! Agne!».

            È quando l'oppressione viene dal basso che dico: «Agne! Agne!», ma non è carino, non mi piace; ora dirò: Anna! Anna!».

            Scriveranno questo nella sua circolare.

            Sembrerà una ricetta di cucina!

 

13

            È lei che mi ha dato la grandissima consolazione di avere il ritratto di Teofano Venard. Ma avrebbe potuto benissimo non piacermi!... Invece è «piacentissimo», è «amabilissimo».[12]

 

14

            Come sarà bello conoscere in Cielo tutto quello che è successo nella Santa Famiglia! Quando il piccolo Gesù cominciò a crescere, forse vedendo che la Santa Vergine digiunava le diceva: «Piacerebbe digiunare anche a me». E la Santa Vergine rispondeva: «No, mio piccolo Gesù, tu sei ancora troppo piccolo, tu non hai la forza». Oppure forse non osava impedirglielo.

            E il buon San Giuseppe! Oh, come l'amo!

            Lui non poteva digiunare a causa delle sue fatiche. Lo vedo piallare, poi ogni tanto asciugarsi la fronte. Oh, come mi fa compassione. Come mi sembra che la loro vita sia stata semplice!

            Le donne del paese venivano a parlare familiarmente alla Santa Vergine. Talvolta le chiedevano di affidare loro il suo piccolo Gesù per andare a giocare con i loro bambini. E il piccolo Gesù guardava la Santa Vergine per sapere se doveva andarci. Talvolta anche le brave donne andavano difilato da Gesù Bambino e gli dicevano senza cerimonia: «Vieni a giocare con il mio figliolo» ecc.

            Mi fa bene, quando penso alla Santa Famiglia, immaginarmi una vita tutta ordinaria. Niente di tutto ciò che si racconta, a tutto ciò che si suppone. Per esempio che Gesù Bambino dopo aver plasmato degli uccellini di terra ci soffiava sopra e dava loro la vita. Ah, ma no! Il piccolo Gesù non faceva miracoli così inutili, neppure per far piacere a sua Madre. Se no, allora, perché non sono stati trasportati in Egitto con un miracolo, che sarebbe stato ben altrimenti necessario e così facile al buon Dio? Sarebbero arrivati là in un batter d'occhio. Invece no, tutto nella loro vita è avvenuto come nella nostra.

            E quante pene, quante delusioni! Quante volte è stato rimproverato il buon San Giuseppe! Quante volte hanno rifiutato di pagare il suo lavoro! Oh! come si rimarrebbe stupiti, se si sapesse tutto ciò che hanno sofferto! ecc. ecc.

            Mi ha parlato molto a lungo su questo argomento e non ho potuto scrivere tutto.54

 

15

            ...Vorrei essere sicura che mi ama, la Santa Vergine.

 

16

            ...Quando penso che ho fatto tanta fatica tutta la mia vita a dire il mio rosario!55

 

17

            Quando ho ricevuto l'assoluzione, invece di perdermi in preghiere per ringraziare il buon Dio, penso molto semplicemente, con riconoscenza, che mi ha messo un vestitino tutto bianco e mi ha cambiato il grembiule. Né l'uno né l'altro erano proprio sporchi, ma è lo stesso, i miei piccoli abiti sono più brillanti e io sono più visibile da tutto il Cielo.

 

18

            Nessuno sospetta il fatto che Suor Maria del Sacro Cuore quand'era provveditrice mi ha fatto fare molte mortificazioni. Mi ama tanto che avevo un aspetto proprio viziato; ma la mortificazione in quel caso è più grande... Mi curava secondo i suoi gusti, assolutamente opposti ai miei.

 

21 agosto

1

            Soffriva molto e io la guardavo in ginocchio con il cuore molto rattristato.

            Occhietti tristi, perché?

            – Perché soffre tanto!

            – Sì, ma anche pace, pace!

 

2

            Non rimane altro che il sonno per «bebè»... tutto, tutto fa soffrire!

            Quasi subito ricominciò a tossire e non potè addormentarsi.

            Per bebè non c'è più neppure il sonno! È finita! Una notte soffocherò, lo sento proprio!

 

3*

            Quanto avrei desiderato essere sacerdote per predicare sulla Santa Vergine! Mi sarebbe bastata una sola volta per dire tutto ciò che penso a questo proposito.

            Avrei prima fatto capire quanto poco si conosca, in realtà, la sua vita.

            Non bisognerebbe dire cose inverosimili che non si sanno; per esempio che, piccolissima, a tre anni, la Santa Vergine è andata al Tempio per offrirsi a Dio con sentimenti ardenti d'amore assolutamente straordinari; mentre forse vi è andata semplicemente per obbedire ai suoi genitori.

            E ancora perché dire, a proposito delle parole profetiche del vecchio Simeone, che la Santa Vergine a partire da quel momento ha avuto costantemente davanti agli occhi la passione di Gesù? «Una spada di dolore trapasserà la tua anima»,Lc 2,35 aveva detto il vecchio. Non era dunque per il presente, lo vede bene, mia piccola Madre; era una predizione generica per l'avvenire.56

            Perché una predica sulla Santa Vergine mi piaccia e mi faccia del bene, bisogna che veda la sua vita reale, non supposizioni sulla sua vita; e sono sicura che la sua vita reale doveva essere semplicissima. La presentano inavvicinabile, bisognerebbe mostrarla imitabile, fare risaltare le sue virtù, dire che viveva di fede come noi, darne le prove con il Vangelo dove leggiamo: «Non capirono ciò che diceva loro».Lc 2,50 E quest'altra non meno misteriosa: «I suoi genitori erano ammirati di ciò che si diceva di lui».Lc 2,33 Quest'ammirazione suppone un certo stupore, non trova, mia piccola Madre? Sappiamo bene che la Santa Vergine è la Regina del Cielo e della terra, ma è più Madre che Regina, e non bisogna dire, a causa delle sue prerogative, che eclissa la gloria di tutti i Santi, come il sole al suo sorgere fa scomparire le stelle. Dio mio! Che cosa strana! Una Madre che fa scomparire la gloria dei suoi figli! Io penso tutto il contrario, credo che ella aumenterà di molto lo splendore degli eletti.

            È bene parlare delle sue prerogative, ma non bisogna dire soltanto questo, e se, in una predica, si è obbligati dall'inizio alla fine, a esclamare e a fare Ah! ah! se ne ha abbastanza! Chi sa se qualche anima non arriverebbe fino a sentire una certa distanza da una creatura tanto superiore, e non si direbbe: «Se è così, tanto vale andare a brillare come si potrà in un angolino!».

            Ciò che la Santa Vergine ha in più rispetto a noi, è che non poteva peccare, che era esente dalla macchia originale, ma d'altra parte ha avuto meno fortuna di noi, perché non ha avuto una Santa Vergine da amare; ed è una tale dolcezza in più per noi, e una tale dolcezza in meno per lei! Comunque ho detto nel mio Cantico: «Perché ti amo, o Maria!»57 tutto ciò che predicherei su di lei.

 

22 agosto

1

            Oggi è la festa del buon papà (San Gioacchino).

 

2

            O mia piccola Madre, che cosa diventerei se il buon Dio non mi desse la forza? Non ci sono che le mani!...58 Non si sa che cosa sia soffrire così. No, bisogna sentirlo.

 

3

            ...Vi si è trovata imperfetta in quella tale occasione...

            Con soddisfazione:

            Oh, bene, tanto meglio!

 

4

            Nella regione intestinale e... altrove soffriva violentemente; si temeva la cancrena. (a) [13]

            ...Ebbene, una volta che si deve soffrire molto e dappertutto, è meglio avere parecchie malattie insieme. È come in viaggio, dove si sopportano ogni genere di disagi, sapendo bene che tutto ciò finirà presto e che una volta raggiunta la meta, non se ne avrà che una gioia maggiore.

 

5

            A proposito di una riflessione che facevamo (non ne ricordo più il motivo).

            Crede che la Santa Vergine abbia fatto contorsioni come Santa Maddalena!59 Ah, ma no, ciò non sarebbe stato delicato. Per me va bene singhiozzare!

 

6

            Aveva rovesciato sul letto la tisana di tiglio; le si diceva per consolarla che ciò non importava. Come per dire che bisognava che soffrisse in ogni maniera:

            Ah! non fa niente, no!

 

7

            Durante l'orazione ha guardato me, e poi l'immagine di Teofano Venard, con il suo sguardo così dolce e così profondo.

            Poco dopo volle parlare per farmi piacere, perché poteva a malapena respirare. Le dissi di rimanere in silenzio.

            No, non bisogna che parli?... Ma... io credevo... la amo tanto!... Sarò brava... O mia piccola Madre!

 

8

            Si voleva impedirle le fatiche che voleva fare per consolarci.

            Bisogna che mi lasciate fare le mie piccole «scimmiottature».

 

9

            Ho provato piacere pensando che si pregava per me, allora ho detto al buon Dio che volevo che questo fosse applicato ai peccatori.

            – Quindi lei non vuole che questo vada a suo sollievo?

            – No!

 

10

            Soffriva molto e gemeva.

            Mia piccola Madre!... Sì!... voglio proprio!...

            ...Non bisogna più che mi lamenti; non serve a niente. Pregate per me, mie piccole sorelle, ma non in ginocchio, sedute.

            (Eravamo inginocchiate).

 

23 agosto

1

            Non avevo ancora passato una notte così cattiva. Oh, quanto bisogna che sia buono il Signore perché io possa sopportare tutto quel che soffro! Mai avrei creduto di poter soffrire tanto. E tuttavia credo di non essere alla fine delle mie pene; ma Lui non mi abbandonerà.

 

2

            Lei ha cantato alla Santa Vergine:

            «Gesù può riprendersi quanto m'ha dato       per me non si spiaccia, tu diglielo pure».60

            Gliel'ha detto, ed Egli la prende in parola.

            Ne sono contenta e non me ne pento.

 

3

            ...No, il buon Dio non mi fa presagire una morte prossima, ma sofferenze molto più grandi...

            Però non mi tormento, non voglio pensare che al momento presente.

 

4

            Le dicevo che per l'inverno mi avevano dato una grande coperta, che era veramente troppo grande.

            Oh! ma no, d'inverno non si ha mai troppo caldo.

            ...Lei avrà freddo, quando io non avrò freddo! Mi fa compassione.

 

5

            Mi baci sulla fronte.

            A Suor Genoveffa:

            Preghi molto la Santa Vergine per me, lei che è la mia piccola infermiera, giacché se lei fosse malata, io pregherei tanto per lei! Ma quando è per se stessi, non si osa.

 

6

            Aveva offerto le sue sofferenze per il don de Cornière, allora seminarista,61 ed assai tentato. Lui l'aveva saputo, e scrisse una lettera umilissima e molto toccante.

            Oh! Quanta consolazione mi ha portato questa lettera! Ho visto che le mie piccole sofferenze portavano frutto. Ha notato i sentimenti di umiltà che esprime? È proprio quello che desideravo.

            ...Quanto mi fa bene vedere come, in così poco tempo, si possa avere tanto amore e riconoscenza per un'anima che ti ha fatto del bene e che tu non conoscevi fino a quel momento. Che sarà dunque in Cielo, quando le anime conosceranno quelle che le avranno salvate?

 

7

            In mezzo alle sue sofferenze così grandi:

            Mia piccola Madre!... Mia piccola Madre!... Oh!... Oh!... Sì!... Mamma! mamma! mamma!...

 

8

            ...Quando si è pregata la Santa Vergine e lei non ci esaudisce, è segno che non vuole. Allora bisogna lasciarla fare e non tormentarsi.

 

9

            Mi diceva che tutto quello che aveva udito predicare sulla Santa Vergine non l'aveva commossa.

            Che i preti ci mostrino dunque delle virtù praticabili! È bene parlare delle sue prerogative, ma soprattutto bisogna poterla imitare. Ella preferisce l'imitazione piuttosto che l'ammirazione, e la sua vita è stata così semplice! Per quanto bella sia una predica sulla Santa Vergine, se si è obbligati tutto il tempo a fare: Ah!... Ah!... se ne ha abbastanza. Come mi piace cantarle: La via stretta al CieloMt 7,14 hai resa visibile (ella diceva: facile)            praticando sempre le virtù più umili.62

 

10

            ...Mamma!... Ah! mi lamento sempre!... Vediamo, ma!... Eppure voglio tanto essere ammalata... ma è quando tossisco tutto il tempo e non posso...

            (Oggi s'è smessa la dieta del latte).

            Dopo Mattutino le ho accarezzato la fronte.

            Oh! come è dolce!

 

24 agosto

1

            È scoraggiata?

            No!... eppure tutto va per il peggio! Ad ogni respiro soffro violentemente. Tuttavia non sono ancora arrivata al punto di gridare.

            (Quella mattina, aveva un'aria particolarmente dolce e tranquilla).

 

2

            ...Come vorrei poterle parlare!... Che mortificazione!... Via! Questo mi costa.

 

3

            ...Mia piccola Madre, vuole che le parli lo stesso?

            (Io la guardavo da molto tempo, in silenzio).

            Una mezz'ora dopo, durante la ricreazione:

            Mia piccola Madre!... ah, io che la amo tanto!

            Svegliandosi durante Mattutino:

            ...Ohimé, dopo tutto il tempo che le parlo! E vedo che lei non ha capito neanche una parola!

            (Mi aveva presentato il suo male come in un incubo).

            E adesso, sento la tosse minacciosa! Insomma!...

            – Tutto va per il peggio, vero?

            – No, per il meglio!

 

4

            L'avevo compatita, e Suor Genoveffa aveva detto che ciò non serviva a niente:

            Ma sì! è proprio questo che consola gli ammalati.

 

25 agosto

1

            Le dicevo il mio desiderio di conoscere la data della sua morte.

            Ah, io non lo desidero! Come sono in pace! Ciò non mi preoccupa affatto.

            Durante il silenzio la porta dell'infermeria era aperta e tutte le sere Suor San Giovanni della Croce entrava, e mettendosi in fondo al letto la guardava abbastanza a lungo, ridendo.63

            – Quanto è indiscreta questa visita e come deve affaticarla!

            – Ma sì, è molto penoso essere guardati ridendo, quando si soffre. Ma penso anche che Nostro Signore sulla croce, è stato guardato così in mezzo alle sue sofferenze. Ed era ancor peggio, giacché ci si beffava veramente di lui; non è detto nel Vangelo che lo guardavano scuotendo il capo?Mc 15,29 Questo pensiero mi aiuta ad offrirgli di buon cuore questo sacrificio.

 

2

            Come soffre! Oh! quanto è duro! È triste?

            – Oh! no, non sono per niente infelice. Il buon Dio mi dà giusto quello che posso sopportare.64

 

3

            Le avevamo portato da parte di mia zia dei bei rametti artificiali di non‑ti‑scordar‑di‑me con i quali si adornarono le sue immagini. Durante il silenzio, con un'aria infantile e tanto graziosa:

            Avevo voglia che mi si desse qualcosa, senza chiedermi troppo che cosa né perché; ma avevo voglia; poi, m'hanno dato questo.

 

4

            Ahimé, mia povera piccola figlia, lei può proprio dire:

            «Quanto è lungo il mio esilio!».Sal 119,5

– Ma non lo trovo lungo, io; non è perché soffro che è più lungo.

 

5

            Gemeva sommessamente:

            Oh, come mi lamento! eppure non vorrei soffrire meno.65

 

6

            Ci scongiurava di pregare e di far pregare per lei.

            ...Oh! quanto bisogna pregare per gli agonizzanti! Se si sapesse!

            Credo che il demonio abbia chiesto al buon Dio il permesso di tentarmi con una sofferenza estrema, per farmi mancare di pazienza e di fede.

            E a Suor Maria del Sacro Cuore che ella ha parlato dell'inno di Compieta, a proposito delle tentazioni dello spirito delle tenebre e dei fantasmi della notte.66

 

7

            Era la festa di San Luigi. Aveva rivolto una preghiera fervente a papà, senza essere esaudita.

            ...Malgrado ciò che ho provato nel primo momento, ho ripetuto al buon Dio che lo amavo di più, e anche tutti i santi.

 

8

            La mettevo al corrente della mia tristezza pensando a quello che avrebbe avuto ancora da soffrire:

            Sono pronta a tutto... Lei vede che, finora, non ne ho avuto al di sopra delle mie forze.

            ...Bisogna abbandonarsi. Io vorrei che lei si rallegrasse.

 

9

            ...Oh, sì, lo voglio proprio! sì! ma è proprio questo!...

            Che cosa dunque?

            – Soffocherò!

 

26 agosto

1

            Le avevamo lasciato tutta la notte il cero benedetto acceso.

            È a causa del cero benedetto che non ho passato una notte troppo brutta.

2

            A Nostra Madre, durante l'orazione:

            Sono ben contenta di non avere chiesto nulla al buon Dio; così lui è costretto a darmi coraggio.67

 

3

            Le dicevo che era fatta per soffrire molto, che l'anima sua era temprata per questo:

            Ah! soffrire nell'anima, sì, posso molto... ma per la sofferenza del corpo sono come una bambina piccola, piccolissima. Non sto a pensarci, soffro minuto per minuto.68

 

4

            Doveva confessarsi:

            Mia piccola Madre, dovrei proprio parlarle, se potessi. Non so se bisogna dire al Rev. Youf che ho avuto pensieri di golosità, perché ho pensato a cose che mi piacciono, ma le offro al buon Dio.

 

5

            Soffocava.

            Ah! soffocherò!... Sì!...

            (Con una voce dolce e lamentosa, il «sì» era come un piccolo grido).

 

6

            Durante Mattutino le dicevo di rigirarsi a suo piacimento, per trovare un pochino di sollievo.

            ...Quanto è difficile, con quello che ho, trovare sollievo!

 

7

            Si era scucito un punto nella stoffa che guarniva la sua tunica; ho cercato di rifarlo, ma era molto difficile e lo facevo a fatica, stancandola molto. Non ne poteva più, e dopo mi disse:

            O mia piccola Madre, come non bisogna stupirsi che una povera infermiera si arrabbi qualche volta con i suoi ammalati. Lei vede come sono difficile! Quanto le voglio bene!... Lei è proprio dolce. Le sono proprio tanto tanto riconoscente, mi verrebbe da piangere!

 

8

            Mia povera piccola, quanto è lunga la sua malattia!

            Oh! no, io non la trovo lunga. Quando tutto sarà finito, vedrà che non le sembrerà lungo.

 

9

            O mia piccola Madre, com'è necessario che il buon Dio aiuti quando si soffre tanto!

 

27 agosto

1

            Oh! come si è infelici quando si è ammalati!

            – Ma no, non si è infelici quando si sta per morire. Ohimé! Come è strano aver paura di morire!

            ...Infine, quando si è sposati, si hanno un marito e dei figli, è comprensibile; ma io che non ho niente!...

 

2

            ...Come vorrei che Monsignore non venga a vedermi... Ma, infine, la benedizione di un Vescovo è una grazia.

            Ridendo:

            Se soltanto fosse San Nicola che ha risuscitato tre bambini piccoli!

            (Mons. Hugonin era a Lisieux).

 

3

            Non è stupita, mia piccola Madre, del modo in cui soffro?

            ...Infine, ho una grande pace nell'intimo.

 

4

            Da stamattina lei non ha preso niente.

            – Preso niente! ma ho preso due tazze di latte, sono rimpinzata. Sono una fascina,69 non c'è bisogno di comprarne.

 

5

            Faccio passare le notti in bianco a questa povera piccola Suor Genoveffa!

 

6

            – Durante la ricreazione di mezzogiorno:

            Stamane lei mi ha detto che non aveva niente, e ha delle piccole sorelle e una piccola Madre.

            – No, non ho niente, perché io non le lascio, loro.

            Con un'aria furba:

            Guarda un po' se pensavo di lasciarle!

 

7

            Ohimè, se lei sarà malata fino alla prossima primavera! Ne ho paura, e che ne direbbe lei?

            – Ebbene, direi tanto meglio!

 

8

            Nel pomeriggio ebbe un momento di grande sollievo e ci usò ogni genere di gentilezze.

9

            Soffriva continuamente la sete. (a)[14] Suor Maria del Sacro Cuore le disse: Vuole acqua ghiacciata?

            – Oh, ne ho proprio voglia!

            – Nostra Madre l'ha obbligata a chiedere tutto quello che le è necessario.

            – Infatti chiedo tutto quello di cui ho bisogno.

            – Lei non chiede che il necessario? Mai ciò che può sollevarla?

            – No, solamente il necessario. Così quando non ho uva non ne chiedo.

            – Qualche tempo dopo aver bevuto guardava il suo bicchiere di acqua ghiacciata.

            – Beva ancora un po', le dissero.

            No, non ho la lingua abbastanza riarsa.

 

28 agosto

1

            Il letto è stato girato verso la finestra.

            Oh! come sono contenta!

            Si metta di fronte, mia piccola Madre, perché la veda bene.

 

2

            Le riferiamo che Nostra Madre e altre suore dicevano che era carina.

            Ah! che m'importa? Ciò mi fa meno di niente, mi annoia. Quando si è così vicini alla morte, non si può provare gioia per queste cose.

 

3

            Durante il silenzio di mezzogiorno.

            Guardi, vede laggiù il buco nero (sotto i castagni, presso il cimitero) dove non si distingue più niente? È in un buco così che mi trovo col corpo e con lo spirito.

            Oh, sì, che tenebre! Ma ci sono in pace.

 

4

            Non ne poteva più e gemeva.

            Credo che il buon Dio sarebbe più contento se non dicessi nulla.

 

5

            Mia piccola Madre, mi prenda quella bella piccola cosa bianca.

Che cos'è?

            – È partito! È una bella piccola cosa che vola durante l'estate (Un seme).

 

6

            Guardando da una piccola fessura della tenda la statua della Santa Vergine di fronte a lei.70

            Guarda! mi spia!

 

7

            Mi piacciono molto i fiori, le rose, i fiori rossi e le belle margherite rosa.

 

8

            Quando tossiva e faceva il minimo movimento nel letto, i rami di non‑ti‑scordar‑di‑me dondolavano attorno alle sue immagini.

            I fiorellini tremolano con me, mi piace.

 

9

            ...Mia buona Santa Vergine, ecco ciò che mi fa venir voglia di andarmene: affatico troppo le mie sorelline, e poi le angustio essendo così malata... Sì, vorrei andarmene!

 

10

            Dopo Mattutino.

            O mia buona Santa Vergine, abbi pietà di me... «per questa volta!».

 

29 agosto

1

            Le leggevo il Vangelo della domenica: la parabola del Samaritano Lc 10,30-37

            ...Sono come questo povero viandante «semivivo», mezza morta, mezza viva.

 

2

            È ben duro soffrire senz'alcuna consolazione interiore.

            – Sì, ma è una sofferenza senza inquietudine. Sono contenta di soffrire poiché lo vuole il buon Dio.

 

3

            Mia piccola Madre?

            (Mi chiamava).

            Che vuole?

            Ho appena contato nove pere sul pero vicino alla finestra. Devono essercene molte altre. Sono contenta, ne mangerete. È così buona la frutta!

 

4

            Stasera ci ha dato un bacetto.

 

30 agosto

1

            Ha passato la notte molto tranquillamente come la notte del 6 agosto; felicissima di pensare che forse stava per morire.

            ...Aspettando la morte congiungevo le mani con molta serenità.

 

2

            Sarebbe contenta se le annunciassero che morirà sicuramente al più tardi tra qualche giorno? Preferirebbe questo piuttosto che essere avvertita che soffrirà sempre più ancora per mesi e anni?

            Oh, no, non sarei per niente più contenta. L'unica cosa che mi rende contenta è di fare la volontà del buon Dio.

 

3

            L'abbiamo messa sul letto pieghevole e portata fino alla porta del Coro che dà sul chiostro.

            La si è lasciata lì abbastanza a lungo, da sola. Pregava con uno sguardo profondo rivolto verso la grata. Poi vi ha gettato dei petali di rosa.

            Prima di rientrare l'abbiamo fotografata.71 È venuto il dr. La Néele e le ha detto: «È per fra poco, mia piccola sorella, ne sono sicuro». Allora lo ha guardato con un sorriso di felicità.

            È venuto anche il Rev. Youf e le ha detto queste parole che mi ha riferite:

            «Avete sofferto più di quanto soffrirete ora... Finiamo insieme il nostro ministero, voi come carmelitana, io come prete».

 

31 agosto

1

            Nuova visita del dr. La Néele.

 

2

            Se morisse domani, non avrebbe un po' di paura? sarebbe così vicino!

            – Ah! anche stasera, non avrei nessuna paura, avrei solamente gioia.

 

3

            Quanto coraggio mi occorre per fare un segno di Croce! ...ah, sorelline mie! ah, Mio Dio! Mio Dio!... Mio Dio, abbi pietà di me!... Non mi resta altro da dire.

 

4

            Presto questo letto in cui noi la vediamo sarà vuoto, che dolore per noi!

            – Ah! al vostro posto, come sarei contenta!

 

5

            ...In tutta la mia vita ho sempre avuto appetito. Ho sempre mangiato come una martire, e ora divorerei tutto. Mi sembra di morir di fame.

            ...Quanto ha dovuto soffrire Santa Veronica!

            (Aveva letto che questa santa era morta di fame).

 

6

            Una di noi diceva: «Come è oppressa! Potrebbe benissimo morire oggi!».

            Che felicità!

 

7

            Nel pomeriggio - mi dicevano che dormiva - aprì gli occhi e mi disse:

            Ma no, venga avanti, mi fa tanto piacere vederla!

 

8

            Quanto ho bisogno di vedere le meraviglie del Cielo! sulla terra niente mi commuove.

 

9

            Durante Mattutino.

            Ah, è incredibile come si siano realizzate tutte le mie speranze. Quando leggevo San Giovanni della Croce,72 supplicavo il buon Dio di operare in me ciò che lui dice, cioè la stessa cosa che se io vivessi fino alla tarda vecchiaia; insomma di consumarmi rapidamente nell'Amore, ed eccomi esaudita!

 

10

            Dopo aver guardato a lungo la statua della Santa Vergine:

            ...Chi avrebbe potuto inventare la Santa Vergine?

 

11

            A me:

            ...Ah! se lei mi ama, come la amo anch'io!

 

12

            Mi raccontò che una volta, per mortificarsi, mangiando pensava a cose disgustose.

            ...Ma poi mi è parso più semplice offrire al buon Dio ciò che trovavo di mio gusto.

 

13

            ...Poco fa ho voluto fare un vero pranzo, allora ho preso un chicco d'uva, poi un piccolo sorso di vino che ho offerti alla Santa Vergine. In seguito ho fatto la stessa cosa con il Bambino Gesù, e il mio piccolo pranzo è finito.

 

 

 

2 settembre

1

            Lei morrà sicuramente in un giorno di festa.

            – Sarà proprio una bella festa! Non ho mai avuto voglia di morire in un giorno di festa.1

 

2

            ...Ero qui forse da due anni, quando il buon Dio ha fatto cessare la mia prova riguardo a Suor Maria degli Angeli,2 e ho potuto aprirle la mia anima... Alla fine mi consolava veramente.

 

3

            ...Mi costava molto chiedere di fare delle mortificazioni in refettorio, perché ero timida, arrossivo, ma ero fedele alle mie due volte settimanali. Quando questa prova di timidezza è passata, ci facevo meno attenzione, e più di una volta mi è successo di dimenticare le mie due mortificazioni.

 

4

            Le dicevamo che lei era il capo della banda, che aveva vinto tutti i nemici, e che bisognava soltanto seguirla. Allora fece il gesto da noi ben conosciuto di mettere le sue mani l'una sull'altra a una piccolissima distanza, dicendo:

            «Alta così in famiglia!».

            Poi facendo finta di seminare qualcosa:

            Pollicino!

 

5

            Suor Genoveffa le diceva: «E pensare che la attendono ancora a Saigon!».

            – Andrò, andrò prossimamente; se sapesse come avrò fatto presto il mio giro!

 

6

            ...Quando si accetta il disgusto di essere stati cattivi, il buon Dio ritorna subito.

 

7

            Ho offerto la mia prova interiore contro la fede soprattutto per un membro acquisito della nostra famiglia che non ha la fede.3

            (Il Sig. Tostain).

 

8

            ...Oh! sì, desidero il Cielo! «Rompi la tela a questo dolce incontro»,4 Dio mio!

 

3 settembre

1

            Le riferivo ciò che mi era stato detto sugli onori resi allo Zar di Russia in Francia.

            Ah, tutto questo non mi abbaglia! Mi parli del buon Dio, dell'esempio dei Santi, di tutto ciò che è verità...

 

2

            Quando si pensa che curiamo una piccola santa!

            Ebbene, tanto meglio! Ma vorrei che a dirlo fosse il buon Dio.

 

3

            La povera Madre C. di G.5 era sempre più esigente e le infermiere si lamentavano di essere costrette a cedere alle sue manie.

            ...Ah, come mi sarei sentita attratta da tutto ciò!

 

4 settembre

1

            Si diceva che Suor San-Stanislao la chiamava “angelo” a causa dei sorrisi e delle carezze 6 che lei le faceva per ogni minimo servizio.

...È così che ho preso il buon Dio ed è per questo che sarò così ben ricevuta da lui nell'ora della mia morte.

 

2

            Sono proprio contenta che la carne mi disgusti, perché almeno non vi trovo piacere.

            (Le stavano servendo un po' di carne).

3

            Nel momento in cui uscivo dall'infermeria per il refettorio:

            La amo!

 

4

            Suonava l'Angelus.

            Bisognerà che tiri fuori le mie piccole mani?

            No, lei è troppo debole anche per dire l'Angelus. Chiami solamente la Santa Vergine dicendo: «Vergine Maria!». Riprese:

            Vergine Maria, ti amo con tutto il mio cuore.

            Suor Genoveffa le disse: «Dica che la ama anche per me». Allora aggiunse a bassa voce:

            Per la «Sig.na Lilì», per Mamma, per la Madrina, per Leonia, per la piccola Maria, lo zio, la zia, Giovanna, Francis, «Maurizio», «il piccolo Roulland» e tutti coloro che amo.7

 

5

            Aveva avuto voglia di una certa pietanza, del resto molto semplice, e una di noi l'aveva fatto sapere a mio zio.

            ...È proprio ridicolo che si faccia sapere questa cosa nel mondo! Infine l'ho offerto al buon Dio.

            Le dissi che non era colpa mia, perché in realtà l'avevo proibito. Riprese, prendendo il piccolo piatto:

            Ah, è offerto al buon Dio. Non mi interessa più niente. Che pensino quello che vogliono!

 

6

            Durante Mattutino.

            Mia piccola Madre, oh, quanto la amo!

            Con un sorriso grazioso, sforzandosi per parlare:

            Diciamo lo stesso qualcosa, diciamo...

            ...Se lei sapesse come il pensiero di andare presto in Cielo mi lascia serena. Eppure sono proprio felice, ma non posso dire di provare una gioia viva e dei trasporti di esultanza, no!

 

7

            Lei però preferisce piottosto morire che vivere?

            O mia piccola Madre, non preferisco una cosa all'altra, non potrei dire come la Nostra Madre Santa Teresa: «Muoio di non morire».8 Ciò che il buon Dio preferisce e sceglie per me, ecco ciò che mi piace di più.

 

5 settembre

1

            Lei non ha dunque dispiacere di lasciare «mamma»?

            (Con un' aria molto infantile):

            No!... Se non ci fosse una vita eterna, oh, sì!... ma forse ce n'è una... anzi, c'è di sicuro!

 

2

            Se le dicessero che morirà improvvisamente, in questo stesso istante, ne sarebbe un po' spaventata?

            ...Ah! che felicità! Vorrei andarmene!

            Allora preferisce morire piuttosto che vivere?

            No, per niente. Se guarissi, i medici mi guarderebbero sbalorditi, ed io direi loro: «Signori, sono molto contenta di essere guarita per servire ancora il buon Dio sulla terra, giacché è la sua volontà. Ho sofferto come se avessi dovuto morire; ebbene, ricomincerò un'altra volta!».

 

3

            Indicandomi con il dito il suo bicchiere di acqua tinta di vino, con un'aria gaia, tanto graziosa:

            Da bere, mia piccola Madre, per favore. C'è del ghiaccio dentro, è buona!

            Dopo aver bevuto:

            Ho bevuto senza sete! Sono un piccolo «beve-senza-sete».

            Le dicevo che durante il silenzio aveva sofferto di meno:

            Oh, proprio lo stesso! molto, molto sofferto! Ma è con la Santa Vergine che mi sono sfogata.

 

4

            Visita del dr. La Néele che dopo averle affermato nel suo consulto precedente che era in punto di morte, che poteva perfino morire improvvisamente girandosi nel suo letto, le disse: «Lei è come un vascello che non avanza né indietreggia». Ella rimase stupefatta.

            Ha sentito, mi disse, vede come cambiano le cose! Ma io non voglio cambiare, voglio continuare ad abbandonarmi al buon Dio completamente.

 

6 settembre

1

            ...Mi dica qualche parolina dolce, dopo quel che mi è capitato ieri.9

            Ah, come fare per consolarla, mia povera piccola? Sono proprio impotente.

            ...con un'aria tranquilla:

            Non ho bisogno di essere consolata...

 

2

            Nel pomeriggio pianse di gioia quando le portarono una reliquia del Venerabile Teofano Venard.

            Mi offrì con molta tenerezza una margheritina per il mio compleanno.

            Tutto il pomeriggio si mostrò molto affettuosa nei nostri confronti e graziosissima in tutte le maniere. Le dissi:

            Ho notato che appena lo può, lei ridiventa come una volta.

            ...Ah, è proprio vero! Sì, quando posso, faccio del mio meglio per essere gaia, per fare piacere.

 

3

            Aspettava il Rev. Youf per confessarsi; egli non poté venire e questo fu per lei una vera delusione. Ma riprese subito il suo bell'aspetto di pace.

 

4

            Le portarono un po' di cibo: il suo stomaco andava meglio.

            Ohimé, a che punto sono dunque della mia malattia? Ecco che ora mangio!!

 

7 settembre

            Non mi aveva detto una parola nella giornata, e nel pomeriggio pensavo: oggi non avrò niente da scrivere.

            Invece quasi subito mi disse:

            Ah, non c'è un'anima come lei...

            Dopo ciò, si mise a versare grosse lacrime per il timore di avermi causato tristezza in una circostanza che non avevo neppure notata.

 

8 settembre

 

            Un piccolo pettirosso venne a saltellare sul suo letto.

            Leonia le inviò il carillon che abbiamo conservato e le sue arie, benché profane, sono così dolci che ella le ascoltò con molto piacere.

            Infine portarono un mazzo di fiori di campo, per festeggiare l'anniversario della sua Professione. Vedendosi così appagata, pianse di riconoscenza e ci disse:

            È a causa delle delicatezze del buon Dio nei miei riguardi; all'esterno ne sono appagata, eppure all'interno sono sempre nella prova... ma anche nella pace.

 

9 settembre

            1

            Avevamo caricato troppo il carillon, sembrava rotto. Augusto10 lo riparò, ma da allora mancò (per una certa aria) la nota più bella. Ne ero dispiaciuta e le chiesi se anche lei lo era:

            Oh, niente affatto, lo sono perchè lei lo è.

 

2

            ...Ah, io so che cos'è la sofferenza!

 

10 settembre

1

            Al consulto del Sig. de Cornière, egli parve costernato del suo stato.

            Ebbene è contenta? le dissi, dopo la partenza del dottore.

            Sì, ma ci sono un po' abituata, dicono e disdicono!

 

2

            Mentre sistemavano i suoi cuscini, alla sera, appoggiò la sua testa su di me, guardandomi con tenerezza. Ciò mi ha ricordato lo sguardo di Gesù Bambino alla Santa Vergine, quando ascolta la musica dell'angelo nell'immagine a proposito della quale ella diceva della Santa Vergine: «È l'ideale di Paolina».11

 

11 settembre

1

            È la piccola Madre che morirà per ultima, noi verremo a cercarla con Teofano Venard, quando avrà finito di lavorare per me...

            ...a meno che le piccole anime non abbiano bisogno di lei.

 

2

            La amo molto, ma molto!

            Quando sento aprire la porta, credo sempre che sia lei; e quando lei non viene, sono tutta triste. Mi dia un bacio, un bacio che faccia rumore; insomma che le labbra facciano: «pit!».

            Soltanto in Cielo lei saprà ciò che lei è per me... Lei per me è una lira, un canto... molto più di un carillon, suvvia, anche quando non dice niente!

 

3

            Aveva fatto due corone di fiordalisi per la Santa Vergine, una l'aveva messa ai suoi piedi, l'altra in mano.

            Le dissi: Senza dubbio pensa che quella che la Vergine tiene in mano è per darla a lei.

            Oh, no, faccia lei come vorrà, ciò che le do è per il suo piacere.

 

4

            ...Ho paura di aver avuto paura della morte... Ma, di sicuro, non ho paura del dopo! E non rimpiango la vita, oh, no! Mi dico solamente: Che cos'è questa misteriosa separazione dell'anima e del corpo? È la prima volta che ho provato una cosa del genere, ma subito mi sono abbandonata al buon Dio.

 

5

            Mi dia per favore il mio Crocifisso, affinché lo baci dopo l'atto di contrizione, per ottenere l'indulgenza plenaria in favore delle anime del Purgatorio. Non do loro altro che questo!

            Mi dia ora dell'acqua benedetta. Mi avvicini le reliquie della Madre Anna di Gesù e di Teofano Venard, voglio baciarle.

            Dopo ciò fece una piccola carezza alla sua immagine della Vergine Madre; prima a Gesù Bambino e poi alla Santa Vergine. Non poteva addormentarsi e mi disse:

            So di cosa si tratta, è la malizia del demonio; è furioso perché non ho dimenticato le mie piccole devozioni. Quando, per un motivo o per un altro, non le ho fatte, mi addormento e mi sveglio qualche minuto dopo mezzanotte. È come per prendersi gioco di me, perché ho mancato l'indulgenza plenaria.

 

6

            Devo aver paura del demonio? Mi pare di no, dal momento che faccio tutto per obbedienza.

 

7

            Oh, no, non desidero vedere il buon Dio sulla terra. Eppure lo amo!Gv 20,29 Amo molto anche la Santa Vergine e i Santi e non desidero vedere neppure loro.12

 

12 settembre

 

            Era la festa del Santo Nome di Maria. Mi chiese di leggere il Vangelo della domenica. Non avevo con me il messale e le dissi semplicemente: È il Vangelo in cui Nostro Signore ci ammonisce che «nessuno può servire due padroni».Mt 6,24-33 Allora, fece una vocina di bambina che recita la sua lezione, e me lo recitò da cima a fondo.

 

13 settembre

1

            Si era molto aggravata e aveva i piedi gonfi. Non si poteva fare il minimo movimento attorno a lei, come muovere un po' il letto e soprattutto toccarla, senza farla soffrire molto, tanto era debole. Non supponevamo che fosse a questo punto e Suor Maria del Sacro Cuore, dopo di me, le aveva tastato abbastanza a lungo il polso. Dapprima non manifestò alcun segno di fatica per non angustiarci, ma alla fine non potendone più si mise a piangere. E quando poi mettemmo in ordine i suoi guanciali e il suo cuscino, gemeva, dicendo con un tono dolcissimo:

            Oh! vorrei... vorrei...

            – Ma che cosa dunque?

            – Non addolorare più le mie sorelline, e perciò andarmene ben presto.

            In quel momento guardò Suor Maria del Sacro Cuore e le fece un incantevole sorriso; era lei soprattutto che temeva d'aver contristato di più.

            Siccome non si arrivava a disporre bene il suo cuscino, perché non si osava muoverla troppo, disse gentilmente appoggiandosi sulle mani e cercando di farlo lei stessa:

            Aspettate, adesso mi spingo in fondo al letto, facendo i movimenti di una piccola cavalletta.

 

2

            Una sorella 13 aveva colto per lei una violetta in giardino, gliela portò e si ritirò. Allora la nostra piccola Teresa mi disse, guardando il fiore:

            Ah, il profumo delle violette!

            Poi mi fece un segno come per sapere se poteva annusarlo senza mancare di mortificazione.

           

14 settembre

1

            Le portarono una rosa: la sfogliò sul suo Crocifisso con molta pietà e amore, prendendo ogni petalo e accarezzando le piaghe di Nostro Signore.

            Nel mese di settembre, disse, la piccola Teresa sfoglia ancora «la rosa primaverile».

            Rose di primavera a te sfogliando

            il pianto tergerti vorrei!14

            Siccome i petali scivolavano dal suo letto sul pavimento dell'infermeria, disse molto seriamente:

            Raccogliete bene quei petali, sorelline mie, più tardi vi serviranno a fare dei favori... Non perdetene nessuno...

 

2

            ...Ah! adesso...

            «Ne ho la speranza, il mio esilio sarà breve!».15

 

3

            Il dr. La Néele le aveva assicurato che non avrebbe avuto agonia, e siccome soffriva sempre di più:

            ...Eppure, mi avevano detto che non avrei avuto agonia!... Però, dopo tutto, desidero proprio averne una.

            Se le facessero scegliere di averne o di non averne?

            Non sceglierei niente!

 

15 settembre

1

            Quando sarà in Cielo, le sue grandi sofferenze di oggi le parranno poca cosa, forza!

            – Oh! anche sulla terra trovo che è ben poco.

 

2

            La sera durante la ricreazione:

            Quando Suor Genoveffa diceva poco fa a Suor Marta che domandava mie notizie: «È proprio affaticata!», io pensavo in me stessa: è proprio vero, è così! Sì, sono come un viaggiatore affaticato, spossato, che cade arrivando alla fine del suo viaggio.

            ...Sì, ma è nelle braccia del buon Dio che cado!

 

3

            Nostra Madre mi ha detto che non dovevo fare niente per prepararmi alla morte, perché ero già preparata.16

 

16 settembre

 

            A me sola, su quesiti che le ponevo:

            Ciò che ci attira le luci e i soccorsi del buon Dio per guidare e consolare le anime, è il non raccontare le proprie pene, per averne sollievo; e del resto non è un vero sollievo; piuttosto che calmare è causa d'eccitazione.

 

17 settembre

1

            Attorno agli ammalati bisogna essere allegri.

            (Le esprimevamo il nostro dispiacere).

            Suvvia, non bisogna lamentarsi come gente che non ha speranza.1Ts 4,13

            Con un'aria un po' maliziosa:

            Finirete col farmi rimpiangere la vita.

            Oh, ci dispiacerebbe proprio!

            – È vero! Ho detto questo per farvi paura.

 

2

            Parlandomi della sua infanzia mi raccontò che un giorno le avevano dato  un piccolo       cesto e che            aveva   esclamato        nella sua felicità:

            Adesso sulla terra non desidero più niente!

            Poi che s'era ricreduta per dire subito:

            Sì, desidero ancora qualcosa, è il Cielo!

 

18 settembre

1

            Le dicevo che avevo paura di stancarla parlandole:

            Mia piccola Madre, la sua conversazione è per me così gradevole! Oh, no, non mi stanca. È come una musica per me... Sulla terra non ce ne sono due come lei. Oh, quanto la amo!

 

2

            Guardando dalla finestra la vite selvatica tutta rossa sul romitorio del Volto Santo:

            Il Volto Santo è nel suo pieno splendore. Vede, ci sono dei rami di vite selvatica fino sopra agli ippocastani.

 

3

            Questo pomeriggio vado meglio.

            In effetti s'interessava a tutto. Guardava con piacere la tovaglia che Suor Genoveffa faceva per l'altare dell'Oratorio, poi i paramenti del Rev. Denis!17

            Però al mattino, quando Suor Amata di Gesù l'aveva presa nelle sue braccia per sistemare un po' il suo letto, ho creduto che stesse per morire.

 

19 settembre

 

            Le avevano portato da fuori un mazzo di dalie. Le guardò con piacere e affondò le sue dita tra i loro petali con un gesto così gentile! Dopo la prima Messa del Rev. Denis chiese di vedere il suo calice. Siccome guardava a lungo il fondo della coppa, le dicemmo: Perché dunque guarda così attentamente il fondo del Calice?

            Perché mi ci rifletto. In sacristia, mi piaceva fare questo. Ero contenta di dirmi: i miei tratti si sono riflettuti là dove si è posato il Sangue di Gesù e dove discenderà ancora.

            Quante volte ho anche pensato che a Roma il mio viso si era riprodotto negli occhi del Santo Padre.18

 

 

20 settembre

1

            Visita del dottor de Cornière; ci dice che ella deve soffrire un vero martirio. Andandosene, usciva in esclamazioni sulla sua pazienza eroica. Gliene ripetei qualcosa:

            Come può dire che sono paziente! Ma è mentire! Non smetto di gemere, sospiro, grido tutto il tempo: Oh, là là! E poi: Mio Dio, non ne posso più! Abbi pietà, abbi pietà di me!

 

2

            Nel pomeriggio le cambiammo la camicia e fummo colpite dalla sua magrezza, poichè il suo viso era rimasto lo stesso. Andai a chiedere a Nostra Madre di venire a vedere il suo dorso. Tardò molto e ammirai l'aria così dolce e paziente della nostra povera piccola malata durante l'attesa. Nostra Madre fu penosamente sorpresa e disse con bontà: Che cos'è una figliolina così magra?

            Uno scheletro!

 

21 settembre

1

            Senza dir niente ero stata a vuotare la sputacchiera e la posavo vicino a lei pensando tra me: Quanto sarei contenta se mi dicesse che in Cielo mi renderà questo favore! E subito, girandosi verso di me, mi disse:

            In Cielo, glielo renderò!

 

2

            Quando penso che sta per morire! dice Suor Genoveffa!

            Ah! Sissignora! di colpo, ci credo!

 

3

            E dire che ella non ha una piccola Teresa da amare!

            ...Egli mi chiama la sua piccola Teresa!

            Chi?

            Ma il P. Bellière!

            Egli aveva appena scritto19 e volli rileggerle la sua lettera, credendo che le avrebbe fatto piacere ritrovare quella espressione, ma era troppo affaticata, e mi disse:

            Oh! no, basta! sono proprio «stufa»20 della piccola Teresa!

            Poi, girandosi verso di me con aria vezzosa:

            Non stufa anche della piccola Paolina! Oh, no!

 

4

            Vado a lavare i piatti, ho da fare due turni.21

            Proprio duro per me, oh, sì!

 

5

            Suor Genoveffa mi chiedeva una matita, anch'io ne avevo bisogno, ma le prestai ugualmente la nostra. Disse allora con un tono deciso:

            È bello, quello che ha fatto.

 

6

            Ah, che cos'è l'agonia? Mi pare di esserci sempre!...

 

7

            Asciugandosi gli occhi alcune ciglia le si erano staccate dalle palpebre:

            Prenda queste ciglia, mia piccola Suor Genoveffa, bisogna che se ne doni il meno possibile alla terra.

            Poi, facendo un gioco di parole sul nome di papà Alaterre (un operaio), fratello di Suor San Vincenzo dÈ Paoli:

            Eppure povero buon uomo, se questo gli fa piacere!

            Era sempre così gaia, malgrado le sue grandi sofferenze dell'anima e del corpo.

 

22 settembre

1

            Dopo averle ricordato parecchie circostanze della sua vita religiosa in cui era stata assai umiliata, soggiunsi: Oh, quante volte ho avuto pietà di lei!

            L'assicuro che non si sarebbe dovuto avere tanta pietà di me. Se lei sapesse come planavo al di sopra di tutto questo! Me ne andavo fortificata dalle umiliazioni; non c'era una più brava di me al fuoco.

 

2

            Voleva parlarmi e non poteva.

            ...Ah! Come è duro trovarsi in una tale impotenza!

            ...Con lei! Era così dolce quando potevo parlarle! È questa la cosa più dura!

 

3

            Guardando l'immagine di Teofano Venard dicevo: È là, con il suo cappello calcato in testa e, per finirla, non viene affatto a cercarla!

            Sorridendo:

            Oh! io i Santi non li prendo in giro... li amo proprio... Loro vogliono vedere...

            Che cosa? Se lei perderà la pazienza?

            Con un'aria maliziosa e insieme profonda:

            Sì!... e soprattutto se perderò la fiducia... fino a dove spingerò la mia fiducia...

 

4

            Aveva chiamato Suor Genoveffa la sua «bobonne», Suor Maria della Trinità la sua «bambola», perché trovava che avesse una faccia da bambola. Ma era per distrarci, mai per dissipazione o per infantilismo. Ma si abusò di questi soprannomi e disse:

            Non bisogna chiamarsi con tutti i nomi. E poi questo non è da religiose!22

 

5

            Il tempo deve sembrarle proprio lungo?

            No, non mi sembra lungo; mi sembra ieri che seguivo la Comunità, che scrivevo il quaderno (della sua vita).

 

6

            Che malattia terribile e quanto ha sofferto!

            Sì!!! Che grazia avere la fede! Se non avessi avuto la fede, mi sarei data la morte senza esitare un solo istante.23

 

23 settembre

1

            ...Oh! tutto quello che le devo! E come la amo!... ma non voglio più parlargliene perché piangerei...

            (Piangere le faceva molto male).

 

2

            Domani sarà l'anniversario della sua Velazione, e senza dubbio il giorno della sua morte.

            Io non so quando, aspetto sempre, però so bene che non può tardare.

 

3

            Ci sorrideva spesso all'una o all'altra, ma noi non ce ne accorgevamo sempre.

            Tante volte ho fatto dei bei sorrisi a vuoto, a «bobonne» e ad altre...

 

4

            La sera si era sentito come il tubare d'un uccello sulla finestra chiusa. Ci chiedevamo di che cosa potesse trattarsi. Una diceva: È una tortora. L'altra: Forse è un uccello da preda.

            Ebbene, se è un uccello da preda, tanto peggio. Gli uccelli da preda venivano appunto a mangiare i martiri.

 

5

            A proposito di una confidenza di poca importanza che una sorella le aveva fatto, chiedendole di conservare il segreto:

            ...Se le sorelle vietano, è sacro...

 

6

            Dopo un lunghissimo silenzio, guardando Suor Maria del Sacro Cuore e me che eravamo in quel momento sole vicino a lei:

            Sorelline mie, siete voi che mi avete allevata!...

            e i suoi occhi si riempirono di lacrime.

 

24 settembre

1

            Avevo fatto dire la Messa per lei, per l'anniversario della sua Velazione.

            Grazie per la Messa!

            Siccome la vedevo soffrire tanto, risposi con tristezza: Ah, vede, non è più sollevata di prima!

            È dunque per il mio sollievo che lei ha ottenuto di far dire la Messa?

            – È per il suo bene.

            – Il mio bene è senza dubbio di soffrire...24

 

2

            Mi raccontò un dispiacere che una volta aveva avuto quando quell'anno avevano potato gli ippocastani troppo tardi.

            Dapprima fu una tristezza amara e nello stesso tempo grandi lotte. L'ombra mi piaceva tanto! e quell'anno non ce ne sarebbe stata. I rami già verdi erano in fascine a terra, non rimanevano altro che tronchi! Poi, all'improvviso, mi sono sollevata più in alto dicendomi: Se fossi in un altro Carmelo, che mi farebbe che si taglino, anche del tutto, gli ippocastani del Carmelo di Lisieux! E ho provato una grande pace e una gioia celeste.

 

3

            Visita del Sig. de Cornière, sempre più edificato. Dice a Nostra Madre: «È un angelo! Ha una faccia d'angelo, il suo viso non è affatto alterato, malgrado le sue grandi sofferenze. Non ho mai visto una cosa del genere. Con il suo stato di dimagrimento generale, è soprannaturale».

 

4

            ...Vorrei correre nelle praterie del Cielo...

            ...Vorrei correre in praterie dove l'erba non si sciuperebbe, dove ci sarebbero bei fiori che non appassirebbero mai e bei piccoli bambini che sarebbero angioletti.25

            Lei non ha mai l'aria d'essere stanca di soffrire. In fondo, lo è?

            Ma no! quando non ne posso più, non ne posso più, ecco tutto!

 

5

            Avevo voglia di dire al Sig. de Cornière: Rido perché lei non ce l'ha fatta a impedirmi di andare in Cielo; però, come punizione, quando ci sarò le impedirò di andarci tanto presto.26

 

6

            Presto parlerò solamente la lingua degli angeli.

 

7

            Andrà in Cielo tra i Serafini.

            Ah! però se vado tra i Serafini non farò come loro, tanto peggio! Tutti si coprono con le loro ali davanti al buon Dio;Is 6,2 io mi guarderò bene dal coprirmi con le mie ali.

 

8

            ...Mio Dio!... abbi pietà della piccola fi... fi... figlia!

            (Girandosi con molta pena).

 

9

            – Come accarezza il suo «Teofano», è molto onorato!

            – Non sono «onorazioni»...

            – Che cosa sono allora?

            – Insomma, sono carezze!

            (Accarezzava il ritratto di Teofano Venard).

 

10

            ...Lei quindi non ha l'intuizione del giorno della sua morte?

            – Ah, Madre mia, intuizioni?! Se sapesse in che povertà mi trovo! So solo quello che voi sapete. Indovino solo per quello che vedo e sento. Ma l'anima mia, malgrado le sue tenebre, è in una pace sorprendente.

 

11

            Chi è che la ama di più sulla terra?...

 

25 settembre

1

            Le avevo riferito ciò che era stato detto in ricreazione, a proposito del Rev. Youf che temeva molto la morte. Le sorelle avevano conversato sulla responsabilità di coloro che hanno cura d'anime e che hanno vissuto a lungo.

            ...Per i piccoli, essi saranno giudicati con un'estrema dolcezza.Sap 6,7 (Volg.) E si può ben restare piccoli, anche negli incarichi più temibili, anche vivendo molto a lungo. Se fossi morta a ottant'anni, se fossi stata in Cina, o in qualunque altro luogo, sarei morta, lo sento bene, così piccola come lo sono oggi. E sta scritto che «alla fine il Signore si alzerà per salvare tutti i miti e gli umili della terra».Sal 75,10 Non dice giudicare, ma salvare.

 

2

            In uno di questi ultimi giorni di terribili sofferenze mi aveva detto:

            O Madre mia, è proprio facile scrivere delle belle cose sulla sofferenza, ma scrivere è nulla, nulla! Bisogna esserci per sapere!...

            Avevo conservato un'impressione penosa di questa parola, quando, quel giorno, sembrando ricordarsi di quello che mi aveva detto, mi guardò in un modo tutto particolare e quasi solenne e pronunciò queste parole:

            Adesso sento proprio che quello che ho detto e scritto è vero a riguardo di tutto... È vero che volevo soffrire molto per il buon Dio, ed è vero che lo desidero ancora.

 

3

            Le dicevamo: Ah, è terribile quello che lei soffre!

            No, non è terribile. Una piccola vittima d'amore non può trovare terribile ciò che il suo Sposo le manda per amore.

 

26 settembre

            Non aveva più forze.

            Oh, come sono prostrata!...

            Guardando dalla finestra una foglia morta staccata dall'albero e sostenuta in aria da un leggero filo:

            Vede, è la mia immagine, la mia vita non si regge più che a un filo leggero.

            Dopo la sua morte, la sera stessa del 30 settembre, la foglia che fino ad allora si dondolava in balia del vento cadde a terra; la raccolsi con il suo filo di ragno che vi aderiva ancora.

 

27 settembre

 

            Tra le due e le tre le proponemmo di bere. Chiese acqua di Lourdes, dicendo:

            Fino alle tre preferisco l'acqua di Lourdes, è più pio.

 

28 settembre

1

            ...Mamma!...27 l'aria della terra mi manca; quando il buon Dio mi darà l'aria del Cielo?...

            Ah! mai è stato così corto! (Il suo respiro).

 

2

            Mia povera piccola, lei è come i martiri nell'arena; noi non possiamo fare più niente per lei!

            – Oh! sì, solo vedervi, questo mi fa bene.

            Tutto il pomeriggio ci prodigò i suoi sorrisi. Ascoltò con attenzione quando le lessi questi passi dell'Ufficio di San Michele:

            «L'arcangelo San Michele è venuto con una moltitudine di angeli. È a lui che Dio ha affidato le anime dei Santi, perché le faccia giungere alle gioie del Paradiso».

            «Arcangelo Michele, io ti ho stabilito principe su tutte le anime che debbono essere accolte in Cielo».

            Ella mi fece segno con la sua mano tesa verso di me, e poi posata sul suo cuore, che io ero lì, nel suo cuore.

 

29 settembre

1

            Fin dal mattino, sembrava in agonia; aveva un rantolo penosissimo e non riusciva a respirare. La comunità fu chiamata e si riunì intorno al suo letto per recitare le preghiere del Manuale. Dopo circa un'ora Nostra Madre congedò le sorelle.

 

2

            A mezzogiorno, ella disse a Nostra Madre:

            È l'agonia, Madre mia?... Come farò a morire? Non saprò mai morire!...

 

3

            Le lessi ancora parecchi passi dell'Ufficio di San Michele e le preghiere degli agonizzanti, in francese.28 Quando si parlò dei demoni, ebbe un gesto infantile come per minacciarli ed esclamò sorridendo:

            Oh, Oh!

            Con un tono che voleva dire: Non ne ho paura.

 

4

            Dopo la visita del dottore, disse a Nostra Madre:

            Madre mia, è oggi?

            – Sì, bambina mia.

            Una di noi disse allora: il buon Dio è proprio contento, oggi.

            Anch'io! Che felicità se morissi subito!

 

5

            ...Quand'è che sarò soffocata del tutto!... Non ne posso più! Ah, pregate per me!... Gesù! Maria! ...Sì! voglio, voglio proprio...

 

6

            Suor Maria della Trinità era venuta ed ella le aveva detto, dopo qualche momento, e molto gentilmente, di ritirarsi. Quando fu partita, io dissi: Povera piccola! Ella la amava tanto!

            Sono stata cattiva a mandarla via?

            E il suo viso prese un'espressione di tristezza, ma io la rassicurai immediatamente.

 

7

            (Ore 6). Una specie d'insetto si era introdotto nella sua manica. La tormentavamo per tirarlo fuori.

            Lasciate, non fa niente.

            – Ma sì, la pungerà.

            – No, lasciate, lasciate, vi dico che conosco quelle bestioline.

 

8

            Avevo un violento mal di testa e, mio malgrado, chiudevo gli occhi mentre la guardavo.

            Lei fa la nanna... e io pure!

            Ma non poteva dormire e mi disse:

            O Madre mia, quanto fanno male i nervi!

 

9

            Durante la ricreazione della sera:

            ...Ah! se lei sapesse!

            (Se lei sapesse quello che soffro).

 

10

            Vorrei sorriderle tutto il tempo, e le giro le spalle! Questo le fa dispiacere?

            (Era durante il silenzio).

 

11

            (Quando Nostra Madre venne a vederla, dopo Mattutino, aveva le mani giunte e disse con voce dolce e rassegnata:

            Sì, mio Dio, sì mio Dio, voglio proprio tutto!...

            È così atroce quello che lei soffre? disse Nostra Madre:

            – No, Madre mia, non atroce, ma molto, molto... giusto quello che posso sopportare.

            Chiese di restare sola durante la notte, ma Nostra Madre non volle. Suor Maria del Sacro Cuore e Suor Genoveffa si divisero questa grande consolazione. (a)[15] Io restai nella cella contigua all'infermeria, che dà sul chiostro.

 

 

30 settembre

Giovedì,

giorno della sua preziosa morte.

 

            Al mattino la vegliai durante la Messa. Non mi diceva una parola. Era spossata, ansimante; le sue sofferenze, lo indovinavo, erano indicibili. A un certo punto congiunse le mani e guardando la statua della Santa Vergine:

            Oh! con che fervore l'ho pregata! Ma è l'agonia purissima, senza alcuna traccia di consolazione.

            Le dissi qualche parola di compassione e d'affetto, e aggiunsi che durante la sua malattia mi aveva proprio edificata.

            – E lei, le consolazioni che lei mi ha date! Ah, sono ben grandi!

            Per tutta la giornata, senza un istante di tregua, si può dirlo senza esagerazione, rimase in veri tormenti. Pareva stremata e tuttavia, con nostra grande sorpresa, poteva muoversi, sedersi sul letto.

...Vedete, ci diceva, quanta forza ho oggi! No, non morirò! Ne ho ancora per mesi, forse per anni!

            E se il buon Dio lo volesse, disse Nostra Madre, l'accetterebbe?

            Cominciò a rispondere, angosciata:

            Bisognerebbe proprio...

            Ma riprendendosi subito, disse con un accento di rassegnazione sublime, ricadendo sui suoi cuscini:

            Certo che lo voglio!

            Ho potuto raccogliere queste esclamazioni, ma è davvero impossibile renderne l'accento:

            Non credo più alla morte per me... Non credo più che alla sofferenza... Ebbene, tanto meglio!

            O mio Dio!

            Io lo amo il buon Dio!

            O mia buona Santa Vergine, vieni in mio soccorso!

            Se è questa l'agonia, che cos'è la morte?!...

            Oh, mio buon Dio!... Sì, è proprio buono, lo trovo proprio buono...

            Guardando la Santa Vergine.

            Oh, Tu sai che soffoco!

            A me:

            Se lei sapesse cosa significa soffocare!

            – Il buon Dio la aiuterà, mia povera piccola, e presto sarà finita.

            – Sì, ma quando?

            ...Mio Dio, abbi pietà della tua povera figliolina! Abbine pietà!

            A Nostra Madre:

            O Madre mia, l'assicuro che il calice è pieno fino all'orlo!...

            ...Ma il buon Dio non mi abbandonerà, certamente...

            ...Lui non mi ha mai abbandonata.

            ...Sì, mio Dio, tutto ciò che vorrai, ma abbi pietà di me!

            ...Sorelline mie! sorelline mie, pregate per me!

            ...Mio Dio! mio Dio! Tu che sei così buono!!!

            ...Oh, sì, tu sei buono! io lo so...

            Dopo i Vespri Nostra Madre pose sulle sue ginocchia una immagine di Nostra Signora del Monte Carmelo.

            La guardò un istante e disse, quando Nostra Madre le ebbe assicurato che presto ella avrebbe accarezzata la Santa Vergine come faceva il Gesù Bambino in quell'immagine:

            O Madre mia, mi presenti in fretta alla Santa Vergine, io sono un bebè che non ne può più!...

            Mi prepari a morire bene.

            Nostra Madre le rispose che la sua preparazione era fatta, avendo sempre compreso e praticato l'umiltà. Rifletté un istante e pronunciò umilmente queste parole:

            Sì, mi pare di non aver mai cercato che la verità; sì, ho capito l'umiltà del cuore... Mi sembra di essere umile.

            Ripeté ancora:

            Tutto quello che ho scritto sui miei desideri di sofferenza. Oh, è ben vero.!

            ...E non mi pento di essermi consegnata all'Amore.

            Con insistenza:

            Oh, no, non me ne pento, al contrario!

            Un po' più tardi:

            Mai avrei creduto che fosse possibile soffrire tanto![16] mai! mai! Non posso spiegarmelo se non con gli ardenti desideri che ho avuto di salvare anime.

            Verso le 5, ero sola presso di lei. Il suo viso cambiò improvvisamente, capii che era l'ultima agonia.

            Quando la Comunità entrò nell'infermeria, ella accolse tutte le sorelle con un dolce sorriso. Stringeva il suo Crocifisso e lo guardava continuamente.

            Un terribile rantolo lacerò il suo petto per più di due ore. Il suo viso era congestionato, le mani violacee, aveva i piedi ghiacciati e tremava in tutte le sue membra. Un sudore abbondante imperlava di enormi gocce la sua fronte e grondava sulle sue gote. Era in un'oppressione sempre crescente e lanciava talvolta per respirare dei piccoli gridi involontari.

            Durante questo tempo così colmo di angoscia per noi, si sentiva dalla finestra — e ne soffrivo molto - tutto un canto di pettirossi e di altri uccellini, ma così forte, così vicino e così a lungo! Pregavo il buon Dio di farli tacere, quel concerto mi straziava il cuore e avevo paura che affaticasse la nostra povera piccola Teresa.

            Ad un certo momento sembrava avere la bocca così riarsa che Suor Genoveffa, pensando di darle sollievo, le pose sulle labbra un pezzetto di ghiaccio. Lo accettò facendole un sorriso che non dimenticherò mai. Era come un supremo addio. Alle 6, quando suonò l'Angelus, guardò a lungo la statua della Santa Vergine.

            Infine, alle 7 e qualche minuto, avendo Nostra Madre congedato la comunità, ella sospirò:

           

            Madre mia! Non è ancora l'agonia?... Non morirò?...

            – Sì, mia povera piccola, è l'agonia, ma il buon Dio vuole forse prolungarla di qualche ora.

            Ella riprese con coraggio:

            Ebbene!... sù!... sù!...

            Oh! non vorrei soffrire meno a lungo...

            E guardando il suo Crocifisso:

            Oh! lo amo! ..........................................................................................................................

            Mio Dio... ti amo! ..................................................................................................................

............................................................................................................Improvvisamente, dopo

            aver pronunciato queste parole, cadde piano all'indietro, la testa reclinata a destra. Nostra Madre fece suonare subito la campana dell'infermeria per richiamare la Comunità. Disse nello stesso tempo: «Aprite tutte le porte». Questa parola aveva qualcosa di solenne e mi fece pensare che in Cielo anche il buon Dio la diceva ai suoi angeli.

            Le sorelle ebbero il tempo di inginocchiarsi attorno al letto e furono testimoni dell'estasi della piccola santa morente. Il suo viso aveva ripreso il colore del giglio che aveva in piena salute, i suoi occhi erano fissi in alto e brillavano di pace e di gioia. Ella faceva certi bei movimenti con il capo, come se Qualcuno l'avesse divinamente ferita con una freccia d'amore, e poi ritirato la freccia per ferirla ancora...

            Suor Maria dell'Eucaristia si accostò con una fiaccola per vedere più da vicino il suo sublime sguardo. Alla luce di quella fiaccola non apparve alcun movimento delle sue palpebre. Questa estasi durò circa lo spazio di un Credo, ed ella rese l'ultimo respiro.

            Dopo la morte, conservò un celeste sorriso. Era di un'incantevole bellezza. Teneva così forte il suo Crocifisso che per seppellirla bisognò strapparlo dalle sue mani. Suor Maria del Sacro Cuore ed io abbiamo compiuto questo ufficio con Suor Amata di Gesù, e abbiamo notato allora che ella non dimostrava più di dodici o tredici anni.

            Le sue membra restarono morbide fino alla sua inumazione, il lunedì 4 ottobre 1897.

 

Suor Agnese di Gesù

r.c.i.                                        .

__________________

 

APPENDICE

 

30 settembre

 

            ...Tutti i miei piccoli desideri sono stati realizzati...

            Allora questo grande (morire d'amore) dovrà esserlo!

            Nel pomeriggio.

            Ah! quanta forza ho oggi!... Ne ho per mesi! E domani, tutti i giorni, sarà ancora peggio!...

            ...Ebbene, tanto meglio!

..............................................................................................................................................

            Non posso respirare, non posso morire![17]

            ...Non saprò mai morire!......................................................................................................

...............................................................................................................................................

            ...Sì, mio Dio!... Sì!

...............................................................................................................................................

            ...Io voglio proprio soffrire ancora........................................................................................

            Verso le 5 Madre Maria di Gonzaga fece cadere le sue reliquie del B. Teofano Venard e della Madre Anna di Gesù che erano appese sulla sua tenda, a destra. Le raccolsero ed ella fece loro una piccola carezza.

 

 

 

 

ULTIME PAROLE

DI TERESA A CELINA

 

Luglio-Settembre 1897

 

12 luglio

1

            Nel mezzo di una conversazione, la mia piccola Teresa s'interruppe all'improvviso guardandomi con compassione e tenerezza. Disse:

            «Ah!... è la mia piccola suor Genoveffa che sentirà di più la mia partenza, certamente è lei che trovo più da compiangere, perché non appena ha un dispiacere viene a trovarmi ed ella non avrà più nessuno...

            ...Sì, ma il buon Dio le darà la forza... e poi, io tornerò!».1

            E rivolgendosi a me:

            «Verrò a cercarla il più presto possibile e metterò Papà nell'affare, sa bene come era sempre frettoloso...».[18]

 

2

            Più tardi, mentre svolgevo il mio ufficio di infermiera presso di lei parlando come sempre della prossima separazione, ella canticchiò, immedesimandosi con me, questa strofa che componeva improvvisando: (aria del Cantico «Il est à moi»).

            «Ella è mia colei che il Cielo stesso

            «Il cielo intero è venuto a rapirmi

            «Ella è mia, io l'amo, oh, sì, io l'amo

            «Niente potrà mai separarci».

 

3

            Le dicevo: «Il buon Dio non potrà prendermi subito dopo la sua morte, perché non avrò avuto il tempo di essere buona». Riprese:

            – «Ciò non importa, si ricordi San Giuseppe da Copertino, la sua intelligenza era mediocre, era ignorante e non conosceva a fondo che questo Vangelo: Beatus venter qui te portavit1bis(Mt 12,49) Interrogato proprio a questo proposito, rispose così bene che tutti ne rimasero ammirati e fu ammesso al sacerdozio con grandi onori, con i suoi tre compagni, senza alcun altro esame. – Infatti si ritenne, in base alle sue sublimi risposte, che i suoi compagni dovevano saperne tanto quanto lui.

            «Così, risponderò io per lei e il buon Dio le darà gratis tutto ciò che mi avrà donato».

 

4

            Quel giorno stesso, mentre andavo e venivo nell'infermeria, mi disse guardandomi:

            «Mio piccolo Valeriano»...

            (Talvolta lei paragonava la nostra unione a quella di Santa Cecilia e di Valeriano).2

 

Luglio

1

            Riflessioni come queste scaturivano spontaneamente, mentre mi guardava:

            «Noi saremo come due anatroccoli, lei sa come si seguono da vicino!».

            «Come avrei dispiacere se vedessi un'altra persona, non importa chi, sull'altro ginocchio del buon Dio, piangerei tutta la giornata!»...

            La mia piccola Teresa era stata colpita dal passo del Vangelo in cui Gesù rifiuta ai figli di Zebedeo di essere, in cielo, alla sua destra e alla sua sinistra e diceva:Mt 20,23

«Mi immagino che il buon Dio abbia riservato questi posti a dei “bambini piccoli”...». Sperava allora che questi due bambini privilegiati saremmo state lei ed io... (Questo è il motivo delle mie reiterate domande che rivelavano il timore, ahimé fondato!, di non essere mai degna di questo favore). La grazia dell'Haec facta est mihi sopraggiunta circa tre settimane dopo la sua morte era la risposta a questo interrogativo intimo formulato improvvisamente durante l'Ufficio di Terza: «La mia Teresa non mi ha detto che aveva il posto sperato: essere sulle ginocchia del buon Dio?»... – In quel momento preciso il

            Coro diceva: Haec facta est mihi...Sal 118,56 io non capivo queste parole di cui cercai la traduzione appena terminato l'Ufficio: Haec facta est mihi... Questo mi è stato fatto...

 

2

            Avevo detto che perdendola sarei diventata folle. Ella riprese:

            «Se lei è folle, “bobonne”, il «Buon-Salvatore»3 verrà a cercarla!»...

            («Bobonne» era un soprannome ch'ella mi dava, con il permesso di Nostra Madre, perché la servivo e, avendo costantemente bisogno di chiamarmi, ciò la affaticava meno che pronunciare il mio nome).

 

3

            Vedendo Madre Agnese di Gesù che scriveva tutte le belle parole del nostro Angelo, mentre io non annotavo frettolosamente che quelle che mi riguardavano personalmente, manifestai il rammarico di non poter scrivere tutto: «Io non faccio come le altre; non prendo nota di ciò che lei dice», ella riprese subito:

            – «Lei non ne ha bisogno, verrò a prenderla»...

            (Prima di essere trasferita all'infermeria, era il mese di giugno, un giorno in cui mi vedeva desolata alla prospettiva della sua prossima partenza, si rivolse a Gesù Bambino e, con un gesto delizioso, col dito teso, gli parlò come facendogli la lezione).

            «Mio piccolo Gesù, se mi porti via, bisognerà portare via anche la Signorina Lilì.[19] Questa è la mia condizione, quindi rifletti bene a quello che farai... Niente compromessi, prendere o lasciare!».

 

4

            Il 22 luglio scrivevo a mia zia, Sig.ra Guérin:

            ...L'altro giorno, leggevo alla mia piccola malata un passo sulla beatitudine del cielo;[20] ella mi ha interrotto per dirmi:

            «Non è questo che mi attira»...

            – Che cosa dunque, ho replicato?

            – «Oh, è l'Amore! Amare, essere amata e tornare sulla terra per fare amare l'amore»...4

            (Questo non si trova nell'autografo).

 

5

            Durante la notte aveva sputato sangue. Tutta contenta, con i suoi modi infantili, mi mostrava ogni tanto il piatto.5 Spesso indicava il bordo con una piccola aria triste che voleva dire: ne vorrei fin là! Le risposi tristemente anch'io:

            «Oh, ciò non importa che ce ne sia poco o molto, il fatto stesso è un segno della sua morte»... Poi, aggiunsi: «Ohimé! lei è più felice di me, perché io non ho un segno per la mia!».

            Riprese subito:

            – «Oh! sì, lei ha un segno! La mia morte è un segno della sua!»...

 

21 luglio

 

            Mentre svolgevo il mio ufficio in infermeria, mettendo ordine nella stanza, mi seguiva con gli occhi e improvvisamente ruppe il silenzio con una parola che nulla aveva sollecitato:

            «In cielo, prenderà posto accanto a me!».

            E più tardi, citando un passo di una bella poesia su Luigi XVII.6

            «Verrà presto con me

            «a cullare il bambino che piange

            «E, nella loro ardente dimora,

            «con un soffio luminoso ringiovanire i soli»...

            Poi le metterò le ali azzurre di un cherubino vermiglio... le attaccherò io stessa, perché lei non sarebbe capace, le metterebbe o troppo basse, o troppo alte!».

 

24 luglio

1

            Conosceva tantissime storie e ricordava una quantità di battute di cui si serviva all'occasione; ciò rendeva la sua conversazione colorita e arguta.

            «Lei è un'anima di buona volontà, mi disse, non tema nulla, ha una «cagnetta» che la salverà da tutti i pericoli...».

            (Allusione a questa confessione che il demonio aveva fatto al P. Surin, in un esorcismo: «Io vengo a capo di tutto, non c'è che quella cagna di buona volontà contro la quale non posso fare niente»).

 

2

            Le dicevo: «Lei è il mio ideale, e questo ideale non posso raggiungerlo, oh, quanto è crudele! Mi pare di non avere ciò che è necessario per questo, sono come un bambino piccolo che non ha coscienza delle distanze: sul braccio di sua madre, tende la sua manina per prendere la tenda, un oggetto... non si rende conto che ne è lontanissimo!».

            – «Sì, ma nell'ultimo giorno il buon Gesù avvicinerà la sua piccola Celina a tutto ciò che avrà desiderato, e allora lei prenderà tutto».

 

3 agosto

 

            «Lei è molto piccola, si ricordi questo e quando si è molto piccoli non si hanno bei pensieri»...7

 

4 agosto

1

            I miei primi anni di vita religiosa mi fecero assistere a una vera distruzione della mia natura, e non vedevo attorno a me che rovine; così mi lamentavo molto spesso. In una di queste circostanze la sentii cantare:[21]

            «“Bobonne”, imperfetta sulla terra

            Sarai perfetta nei Cieli!». (tre volte)

 

2

            Per alleviare un vivissimo dolore che la mia cara sorellina provava alla spalla e al braccio destro avevo escogitato un largo nastro fatto con un panno piegato attaccato alla volta del suo letto, così che il suo braccio restava sospeso nel vuoto.

            Questo sollievo non poté servire a lungo, nondimeno ella ne fu molto riconoscente e mi disse con tenerezza:

            «Il buon Dio farà delle impiccagioni pure a “bobonne”»!

 

3

            Interrompendo una conversazione, esclamai tristemente pensando alla sua morte:

            – «Io non saprei vivere senza di lei!».

            – «Lei ha proprio ragione, riprese vivacemente, e dunque gliene porterò due».... (ali).7bis

 

4

            Quando fui sola con la mia Teresa le dissi: «Lei vuole che da un uovo di passero sgusci un uccellino delizioso come lei, è impossibile!».

            – «Sì, ma io farò un gioco di fisica per far divertire i santi. Prenderò l'ovetto e dirò ai santi: State bene attenti, farò un gioco di prestigio:

            «Ecco un ovetto di passero, ebbene, ne farò uscire un bell'uccellino come me!

            «Allora dirò sottovoce al buon Dio, presentandogli il mio ovetto, ma sottovoce, sottovoce: «Cambia la natura dell'uccellino soffiandoci sopra»... Poi, quando me lo avrà restituito lo darò alla Santa Vergine e le chiederò di baciarlo... Poi lo affiderò a San Giuseppe e lo pregherò di carezzarlo... Alla fine dirò molto forte a tutti i Santi:

            – «Dite tutti che amate quanto me l'uccellino che uscirà dall'ovetto!».

            «Subito tutti i Santi esclameranno: Noi amiamo quanto te l'uccellino che uscirà dall'ovetto!».

            «Allora con un'aria trionfante romperò l'ovetto e un bell'uccellino verrà a mettersi accanto a me sulle ginocchia del buon Dio e tutti i santi faranno una festa che non posso descrivere, sentendo cantare i due uccellini»...

 

5 agosto

1

            Su questo passo del Vangelo: «Due donne macineranno insieme, una sarà presa e l'altra lasciata»...Mt 24,41

            – «Noi facciamo il nostro piccolo commercio insieme, io vedrò bene che lei da sola non può macinare il grano, allora verrò a prenderla... Vegli dunque, perché non sa a quale ora il Signore deve venire».Mt 24,42

            Mi ricordava spesso che eravamo come due associate. Che importa se una è incapace? Dal momento che non si separano, avranno parte un giorno agli stessi benefici.

            A proposito del suo paragone dell'uccellino che aspetta l'Aquila Divina8 sul margine del chiostro e che non cessa di guardarla amandola, la mia cara piccola Teresa mi diceva sempre che non si immaginava di essere sola, ma che c'erano due uccellini...

 

2

            Si sforzava d'inculcarmi la povertà di spirito e di cuore con parole come queste:

            – «“Bobonne”, bisogna che si mantenga nella sua posizione, che non cerchi di essere una grande signora, mai!».

            E siccome mi restava da recitare un'Ora Minore del mio Ufficio, mi disse con un tono infantile:

            – «Vada a dire Nona. E si ricordi che lei è una piccolissima monaca, l'ultima delle monache!».8bis

 

3

            – Dunque mi lascerà!

            – «Oh! non di un passo!».

            E, riprendendo il mio tema favorito: «Crede che io possa sperare ancora di essere con lei in Cielo? Mi pare impossibile, è come se si facesse concorrere un piccolo storpio all'albero della cuccagna, per acchiappare ciò che si trova in cima»...9

            – «Sì, ma se lì c'è un gigante che prende in braccio il piccolo storpio, lo eleva ben alto e gli dà lui stesso l'oggetto desiderato!

            ...È così che il buon Dio farà con lei, ma lei non deve occuparsene, bisogna dire al buon Dio: «Io so bene che non sarò mai degna di ciò che spero, ma ti tendo la mano come una piccola mendicante, e sono sicura che mi esaudirai pienamente, perché sei così buono!...».

 

8 agosto

 

            – Se, quando se ne sarà andata, si scriverà la sua piccola vita,10 mi piacerebbe tanto andarmene prima... lo crede?

            – «Sì, lo credo, ma non bisognerà spazientirsi... guardi me, come sono brava, bisognerà che lei faccia così».

 

Agosto

(Immagine)

1

            La mia cara sorellina si sforzava ad ogni incontro di distaccarmi da me stessa e paragonava la nostra corsa a quella delle due bambinette che questa immagine rappresenta. Lei se ne andava libera di tutto, non portando che una sola tunica, non avendo niente nelle sue mani se non la sua sorellina che si trascina dietro. Questa fa resistenza, non può fare a meno di cogliere dei fiori, di ingombrarsi di un grosso mazzo senza lasciar libera una sola delle sue mani.

 

2

            Un giorno mi raccontò questa storia allegorica:11

            «C'era una volta una “signorina” che possedeva le ricchezze che rendono ingiusti(Lc 16,8-9) e alle quali dava molto valore.

            «Aveva un fratellino che non possedeva niente, e tuttavia era nell'abbondanza. Questo bambinetto si ammalò e disse a sua sorella: “Signorina”, se tu volessi getteresti nel fuoco tutte le tue ricchezze che servono solo a inquietarti, diventeresti la mia “bobonne”, ripudiando il tuo titolo di “signorina” e io, quando sarò nel paese incantato in cui dovrò ben presto recarmi, tornerò a cercarti perché tu avrai vissuto povera come me, senza inquietarti per l'indomani.

            «La “Signorina” capì che il suo fratellino aveva ragione, divenne povera come lui, fu la sua “bobonne” e non fu mai più tormentata dalla preoccupazione delle ricchezze periture che aveva gettate nel fuoco...

            «Il suo fratellino mantenne la parola, venne a cercarla quando fu nel paese incantato di cui il buon Dio è il Re, la Santa Vergine la Regina e tutti e due vivranno eternamente sulle ginocchia del buon Dio; è il posto che hanno scelto, perché essendo poveri non avevano potuto meritare troni...».

 

3

            Un'altra volta, alludendo ancora all'immagine delle due bambine e, inoltre, ad una padrona di casa cui non manca nulla in tutti i suoi armadi, ella disse:

            «Signorina troppo ricca: tanti boccioli di rosa, parecchi uccelli che cantano al suo orecchio,[22] una gonna, una batteria da cucina, pacchettini...».

 

4

            Una sera che mi vedeva mentre mi svestivo si impietosì davanti alla miseria dei nostri abiti e, servendosi di una espressione comica che aveva inteso, esclamò:

            – «Povera ‑ Povera![23] come è conciata![24] ma non sarà sempre così, sono io che glielo dico!».

 

5

            Quando sarò in Cielo, andrò ad attingere nei tesori del buon Dio e dirò:

            «Ecco per Maria, ecco per Paolina, ecco per Leonia, ecco per la piccolissima Celina... E, facendo segno a Papà: – Adesso è la più piccola, bisogna affrettarsi ad andare a prenderla!».

 

6

            Mi raccontò questo sogno che aveva avuto un po' di tempo prima della sua malattia:

            «Lei era in riva al mare con due persone che io non conoscevo. Una propose di fare una passeggiata, ma era molto avara, come la sua compagna, e dissero che bisognava affittare un agnello invece di un asino, per salirci sopra tutte e tre, insieme. Ma quando lei l'ha visto gravato di quelle due persone, ha detto che sarebbe andata a piedi.

            «Il povero agnello se ne andava lungo le siepi non potendone più e presto cadde sfinito sotto il suo fardello.

            «Allora, a una svolta della strada si presentò davanti a lei un incantevole agnellino tutto bianco che si offriva a lei. Lei ha capito allora che l'avrebbe sostenuta durante il viaggio della vita; poi l'agnellino aggiunse: «Sai, io voglio anche palpitare in te»...

            – «Dopo, ho capito che era la ricompensa della carità che lei aveva avuto per quelle due persone, sopportandole senza lamentarsi. È per questo che Gesù stesso è venuto a donarsi a lei».

 

16 agosto

 

            Essendomi alzata di buon mattino, trovai la mia cara sorellina pallida e sfigurata per la sofferenza e l'angoscia. Mi disse:

            «Il demonio è attorno a me, non lo vedo, ma lo sento... mi tormenta, mi tiene come con una mano di ferro per impedirmi di prendere il più piccolo sollievo, aumenta i miei mali affinchè io mi disperi... E non posso pregare! Posso solamente guardare la Santa Vergine e dire: Gesù!... Quanto è necessaria la preghiera di Compieta: «Procul recedant somnia et noctium phantasmata!». Liberaci dai fantasmi della notte.12

            «Provo qualcosa di misterioso... Finora soffrivo soprattutto al fianco destro, ma il buon Dio mi ha chiesto se volevo soffrire per lei, ho subito risposto che lo desideravo... Nell'istante stesso il fianco sinistro ha cominciato a dolermi con un'intensità incredibile... Soffro per lei e il demonio non vuole!».

            Vivamente impressionata, accesi una candela benedetta e poco dopo ritornò alla calma, senza tuttavia che la sua nuova sofferenza fisica le fosse tolta.

            Da allora chiamava il suo fianco destro: «il fianco di Teresa» e quello sinistro: «il fianco di Celina».

 

20 agosto

 

            «Oh, sì, verrò a prenderla perché lei ha occhi che non sono di questa terra, quando fa la brava».

 

21 agosto

 

            «Quando dirò: «Soffro», lei risponderà «tanto meglio!». – Io non ce la faccio, e allora è lei che deve completare quello che vorrei dire.

            L'oppressione in quel momento era fortissima, e, per aiutarsi a respirare, diceva, come sgranando un rosario: «Soffro, soffro...», ma se lo rimproverò subito, come se fosse stato un lamento, e mi disse quello che ho appena scritto.

 

22 agosto

 

            «Mia piccola Signorina? la amo molto e mi è così dolce essere curata da lei».

            Mi aveva chiamata per dirmi questo.

 

24 agosto

 

            Parlavamo insieme una specie di linguaggio infantile che gli altri non potevano afferrare. Suor San‑Stanislao, la prima infermiera, disse con tono ammirato: «Come sono graziose quelle due ragazzine con il loro gergo inintelligibile!».

            Un po' più tardi dissi alla mia Teresa: «Sì, come siamo graziose tutte e due! ma lei, lei è graziosa da sola, io non sono graziosa che con lei!».

            Ella replicò vivacemente:

            «È per questo che verrò a prenderla!».13

 

3 settembre

1

            Ero davanti al camino dell'infermeria; andavo e venivo per fare le pulizie e mi tormentavo di una cosa che non andava come volevo. Ella mi disse:

            «Bobonne, niente inquietudine di spirito!».

 

2

            Quello stesso giorno, ma non nella stessa circostanza, le feci questa riflessione: «Le creature non sapranno che noi ci siamo tanto amate...». Riprese:

            «Non vale la pena di desiderare che le creature lo credano, quel che conta è che sia vero...

            E, assumendo un tono convinto:

            «Sì, ma! noi saremo tutte e due sulle ginocchia del buon Dio!».

            (Aveva un modo delizioso di dire questo «sì, ma»!, locuzione che era tutta sua).

 

5 settembre

1

            «La proteggerò!...».

 

2

            Ero avarissima delle mie domeniche, tempo libero in cui mi era permesso di ricopiare le note prese in fretta su fogli volanti. Dissi: «Oggi, è una Domenica vuota, non ho scritto nulla nel nostro scrittoietto».14

            Replicò:

            – «È la misura di Lilì, ma non di Gesù!».

 

11 settembre

1

            «“Bobonne” mia, lei non è più “bobonne”, lei è la mia balia... e lei cura un bebè che è in punto di morte».

            Girandosi verso l'immagine del suo caro piccolo Teofano, disse parlandogli:

            «“Bobonne” mi cura molto bene, così appena sarò lassù verremo tutti e due a prenderla, non è vero?».

 

2

            «Amo tanto la mia “bobonne”, ma tanto,... così quando sarò partita verrò a prenderla per ringraziarla di avermi curata così bene».

 

3

            Guardandomi con tenerezza:

            «...Ma, io la rivedrò e il suo cuore sarà nella gioia, e nessuno le strapperà la sua gioia!». Gv 16,22

 

16 settembre

1

            Avevo appena commesso un'imperfezione, quando mi disse con degli occhi ch'ella fece tutti tondi:

            «Lei sarà lo stesso accanto a me!».15

 

2

            Commossa fino alle lacrime dalle cure che le somministravo esclamò:

            «Oh! quanta riconoscenza le devo, mia povera piccola “bobonne”!... Vedrà tutto quello che le farò!

 

3

            Temevo che avesse freddo, e dissi: «Andrò a cercare una piccola «consolazione».[25] Ma lei rispose con vivacità:

            – «No: è lei la mia piccola consolazione...».

 

19 settembre

 

            «La mia “bobonne”, è dolce, mi cura benissimo... Le contraccambierò tutto ciò!».

 

21 settembre

 

            «Per amarla, sono io... e per non amarla, non è il buon Dio!... è il diavolo».

 

23 settembre

 

            «Lei non ha bisogno di capire, lei è troppo piccola...».

            (Capire ciò che il buon Dio opera in me).

 

25 settembre

 

            «Sto per morire, è certo... non so quando, ma è certo!».

 

Settembre

1

            Un giorno le dissi: «Lei ci guarderà dall'alto del cielo, vero?».

            Ella rispose allora spontaneamente:

            – «No, discenderò!».16

 

2

            La notte mi alzavo parecchie volte, malgrado le sue insistenze. In una di queste visite trovai la mia cara sorellina con le mani giunte e gli occhi rivolti al cielo:

            «Che cosa sta facendo, così?, le dissi, bisognerebbe cercare di dormire».

            – «Non posso, soffro troppo, allora prego...».

            «E che dice a Gesù?».

            – «Non gli dico niente, lo amo!».17

 

3

            Uno degli ultimi giorni della sua vita, in un momento di grande sofferenza, mi supplicò in questo modo:

            «Oh, mia piccola Suor Genoveffa, preghi per me la Santa Vergine, io la pregherei tanto se lei fosse malata! se stessi non si osa chiedere»...

            («non si osa chiedere per sé»... tale è il senso).

            Sospirava ancora, indirizzandosi a me:

            «Oh, come bisogna pregare per gli Agonizzanti, se si sapesse!».18

            (Questa frase e la maggior parte delle altre scritte man mano da Madre Agnese di Gesù, le ho sentite ma non le scrivevo perché vedevo che erano già state annotate. Sono stata testimone di tutte, salvo di quelle pronunciate durante le Ore d'Ufficio, quando Madre Agnese di Gesù restava sola presso di lei).

            Per maggiori dettagli vedere anche la mia Deposizione manoscritta.19

 

27 settembre

 

            «O “bobonne” mia ! provo per lei una grande tenerezza nel cuore!...».

 

30 settembre

 

            Ultimo giorno d'esilio della mia cara Piccola Teresa...

            Il giorno della sua morte, nel pomeriggio, mentre Madre Agnese di Gesù ed io eravamo sole presso di lei, la nostra cara piccola Santa, tremante e disfatta, ci chiamò in suo aiuto... Soffriva terribilmente in tutti i muscoli e, appoggiando un braccio sulla spalla di Madre Agnese e l'altro braccio sulla mia rimase così, le braccia in Croce. Proprio in quel momento suonarono le tre, e il pensiero di Gesù in croce si presentò al nostro spirito: la nostra povera piccola martire non ne era l'immagine vivente?...

            Alla nostra domanda: «Per chi sarà il suo ultimo sguardo?»... lei aveva risposto qualche giorno prima di morire: «Se il buon Dio mi lascia libera di scegliere, sarà per Nostra Madre» (Madre Maria di Gonzaga).

            Ora, durante la sua agonia, qualche minuto solamente prima che spirasse, passai sulle sue labbra ardenti un pezzetto di ghiaccio; in quel momento, alzò gli occhi su di me e mi guardò con un'insistenza profetica

...................................................................................................................................................

            Il suo sguardo era pieno di tenerezza, aveva nel contempo un'espressione sovrumana fatta di incoraggiamento e di promesse, come se mi avesse detto:

            «Va, va, Celina mia, sarò con te!».

            (Il buon Dio le rivelò allora il lungo e laborioso tragitto che dovevo, per causa sua, seguire quaggiù, e volle, con ciò, consolarmi del mio esilio? Perché il ricordo di quest'ultimo sguardo, così desiderato da tutte, e che fu per me, questo ricordo mi sostiene sempre ed è per me una forza indicibile).

            La Comunità presente era come sospesa davanti a quello spettacolo grandioso; ma improvvisamente la nostra cara piccola Santa abbassò gli occhi per cercare Nostra Madre che era in ginocchio al suo fianco, mentre il suo sguardo velato riprendeva l'espressione di sofferenza che aveva prima.

 

 

Ultime parole

della nostra cara piccola Teresa

 

30 settembre 1897

 

            Oh, è proprio la sofferenza pura, perché non c'è consolazione. No, nemmeno una!

            O mio Dio!!! eppure lo amo, il buon Dio... O mia buona Santa Vergine, vieni in mio soccorso!

            Se questa è l'agonia, che cos'è la morte?...

            O Madre mia! Le assicuro che il vaso è pieno fino all'orlo!

            Sì, mio Dio, finché vorrai... ma abbi pietà di me! Sorelline mie... sorelline mie... mio Dio, mio Dio abbi pietà di me! Non ne posso più... non ne posso più! Eppure bisogna bene che resista...

            Sono... sono ridotta... No, non avrei mai creduto che si potesse soffrire tanto... mai, mai!

            O Madre mia, non credo più alla morte per me... non credo più che alla sofferenza!

            Domani, sarà ancora peggio! Infine, tanto meglio!

            La sera

            (Nostra Madre aveva appena congedato la Comunità dicendo che l'agonia si sarebbe prolungata ancora, la Santa piccola malata riprese subito):

            Ebbene, su! su! oh! non vorrei soffrire di meno!.....................................................................

...................................................................................................................................................

            Oh, lo amo...

            «Mio Dio... io... ti amo»!

 

 

 

 

 

ULTIME PAROLE

DI SUOR TERESA DI GESÙ BAMBINO

 

raccolte da Suor Maria del Sacro Cuore

 

 

8 luglio

1

            A proposito di una novizia che la stancava molto, le dissi: «È per lei un glorioso combattimento! Ne ha paura?».

            – Un soldato non ha paura del combattimento e io sono un soldato.

            (Dopo aver rimproverato la stessa novizia).

            – Non ho detto che morrò con le armi in pugno?1

 

2

            – Il «Ladro»2 è lontanissimo, è andato a rubare altri bambini!

 

3

            – Siamo all'8 luglio e, il 9 giugno, vedevo il Ladro. Se è così che fa, non è prossimo a rubarmi...

 

4

            – Mi hanno messo «in un letto di disgrazia», in un letto che fa perdere il treno.

            Alludeva a Madre Genoveffa, che, in quello stesso letto, aveva ricevuto per tre volte l'Estrema Unzione.

 

9 luglio

 

            Dopo la visita del medico che la trovava migliorata:

            – Il «Ladro» è partito ancora! Insomma, come il buon Dio vorrà!

 

12 luglio

 

            Se dovesse ricominciare la sua vita, come farebbe?

            Farei come ho fatto.3

 

13 luglio

1

            – Se sapesse quanti progetti faccio, quante cose farò quando sarò in Cielo... Comincerò la mia missione...4

            – Quali progetti ha dunque?

            – Progetti di ritornare con le mie sorelline, e di andare laggiù per aiutare i missionari, e poi impedire ai piccoli selvaggi di morire prima di essere battezzati.

 

2

            Le dicevo che quando sarebbe partita non avrei più avuto il coraggio, mi sembra, di rivolgere una parola a nessuno, che sarei restata in uno stato di prostrazione.

            – Questo non è secondo la legge evangelica. Bisogna farsi tutto a tutti.(1Cor 9,22).

 

3

            Si rallegri, presto sarà liberata dalle pene della vita!

            – Io, che sono un soldato così valoroso!

 

4

            E la piccola madrina, che cosa bisogna che faccia?

            – Che s'elevi al di sopra di tutto ciò che le sorelle dicono, di tutto ciò ch'esse fanno. Bisogna che lei sia come se non si trovasse nel suo monastero, come se dovesse passare qui due giorni soltanto. Si guarderebbe bene dal dire quello che le dispiace, giacché deve lasciarlo.

            (Siccome finivo di scrivere queste parole mentre suonava la Salve).

            – Sarebbe meglio, di gran lunga, perdere queste cose e fare un atto di osservanza. Se si sapesse quanto vale questo!

 

16 luglio

 

            – Se il buon Dio mi dicesse: «Se muori subito, avrai una grandissima gloria. Se muori a ottant'anni la tua gloria sarà molto meno grande, ma questo mi farà molto più piacere», allora non esiterei a rispondere: – Dio mio, voglio morire a ottant'anni, perché non cerco la mia gloria, ma solo il tuo piacere. I grandi santi hanno lavorato per la gloria del buon Dio, ma io che non sono che una piccolissima anima lavoro per il suo unico piacere, per le sue fantasie, e sarei felice di sopportare le più grandi sofferenze, anche senza che il buon Dio lo sappia, se fosse possibile, non per dargli una gloria passeggera, ma se solo sapessi che in tal modo un sorriso potrebbe sfiorare le sue labbra.5

 

25 luglio

 

            «Chinandomi un po', vedevo dalla finestra il sole al tramonto che gettava sulla natura i suoi ultimi fuochi, e la sommità degli alberi appariva tutta dorata. Allora mi dicevo: Quale differenza se si resta all'ombra o se, al contrario, ci si espone al sole dell'amore... Allora si appare tutti dorati. È per questo che io appaio tutta dorata. In realtà non lo sono, e cesserei immediatamente di esserlo se mi allontanassi dall'amore».

 

28 luglio

1

            Dicevamo che ci sarebbe costato molto perdere le nostre ricreazioni per qualsiasi altra piuttosto che per lei. Rispose subito:

            – E io sarei stata così felice di farlo! Dal momento che si è sulla terra per soffrire, più si soffre, più si è felici... Si pratica molto di più la carità facendo una cosa gradita a una persona che le è poco simpatica.6 Oh, quanto male sappiamo curare i nostri piccoli affari sulla terra!

 

2

            Le dicevo: come si è felici di morire dopo aver trascorso la propria vita nell'amore!

            – Sì, ma bisogna anche non mancare di carità verso il prossimo.

 

29 luglio

 

            Le dicevo che una certa musichetta della festa di Santa Marta era stata per lei un'occasione di meriti. Subito replicò:

            – Non di meriti! Fare piacere al buon Dio!... Se avessi accumulato meriti, mi sarei disperata immediatamente!

 

1° agosto

 

            – Non so come farò a morire...7 Ah, sono proprio abbandonata... Come vorrà il buon Dio!

 

10 agosto

 

            Le dicevo: Io che ho chiesto che lei non soffra molto e lei invece soffre tanto! Ella mi rispose:

            – Ho chiesto al buon Dio di non ascoltare le preghiere che avrebbero messo ostacoli al compimento dei suoi disegni su di me e ch'Egli levi tutte le difficoltà che vi si potrebbero opporre.

 

11 agosto

 

            Le dicevo: non potrò dunque sfogarmi presso Madre Agnese di Gesù?

            – Soltanto nel caso in cui lei [Madre Agnese] avesse bisogno di consolazione. Da parte sua, non deve mai parlarle per sua consolazione, finché [Madre Agnese] non sarà Priora. Le assicuro che è sempre ciò che ho fatto. Così Nostra Madre le aveva dato [a Madre Agnese] il permesso di parlarmi, ma io non l'avevo e non le dicevo nulla dell'anima mia. Trovo che sia questo che rende la vita religiosa un martirio. Se non ci fosse, sarebbe una vita facile e senza meriti.

 

15 agosto

1

            Il 13,8 prima di ricevere la Santa Comunione, era rimasta particolarmente commossa dal Confiteor recitato dalla Comunità. Mi disse:

            – Quando sentivo tutte le sorelle dire per me: Confesso a Dio Padre Onnipotente, alla Beata Vergine Maria, a tutti i Santi, pensavo: Oh, sì, è una buona cosa chiedere perdono a tutti i Santi... Non posso esprimere i miei sentimenti. È così che il buon Dio mi fa sentire quanto sono piccola. Ciò mi rende così felice!

 

2

            Le dicevo: Ciò che mi addolora è che lei soffrirà ancora molto.

            – Io invece non mi addoloro, perché il buon Dio mi dà ciò che mi occorre.

 

3

            Dicevamo: Se il buon Dio la prendesse stanotte, se ne andrebbe senza che ce ne accorgiamo. Che dolore ne avremmo!

            – Ah, io trovo che sarebbe molto bello da parte sua, mi ruberebbe.

 

20 agosto

 

            – Non è come le persone che soffrono del passato, che soffrono dell'avvenire. Io soffro soltanto nel momento presente. – Così non è una gran cosa.

 

22 agosto

 

            Non si sa cosa significhi soffrire così... No! Bisogna provarlo...

            (Dopo questa stessa giornata di continue sofferenze).

            – Vede come è buono il buon Dio! Oggi non avevo la forza di tossire ed ho tossito poco o niente. Ora che sto un po' meglio, sta per ricominciare.

 

27 agosto

 

            Le dissi: Vuole acqua ghiacciata?

            – Oh, ne ho una voglia!...

            Nostra Madre l'ha obbligata a chiedere tutto ciò le è necessario, lo faccia per obbedienza.

            – Ma io chiedo tutto ciò di cui ho bisogno.

            – Non ciò che le fa piacere?

            – No, solo ciò che mi è necessario. Così quando non ho uva, non ne chiederei.

            (Qualche tempo dopo aver bevuto, guardava il suo bicchiere d'acqua.

            – Le dissi: Beva un po'!

            – No, non ho la lingua riarsa.9

            (Quando penso che, ammalata come è lei, trova ancora il modo di mortificarsi...).

            – Che vuole, se mi ascoltassi berrei troppo spesso.

 

1° settembre

 

            (A proposito di Madre M. del Cuore di Gesù alla quale bisognava rendere molti piccoli servizi).

            – Quanto sarei stata felice di essere sua infermiera. Ciò mi sarebbe forse costato secondo la natura, ma mi pare che l'avrei curata con tanto amore, perché penso a quello che ha detto Nostro Signore: «Ero ammalato e voi mi avete dato sollievo».Mt 25,36

 

8 settembre

 

            – Ah, la Santa Vergine! Non è venuta a cercarmi!...

 

17 settembre

            (A proposito del cimitero).

            – Lei, capisco che a lei importi qualcosa. Ma io! Che vuole che mi faccia?...10 Si metterà qualcosa di morto nella terra; non è come se fossi in letargo, allora sarebbe crudele.

            21 settembre

            Desideravo una parola, che si ricordasse del passato e della dedizione di cui l'avevo circondata nella sua fanciullezza. Avevo appena avuto questo pensiero ed ella ci guardò, Madre Agnese di Gesù e me, con gli occhi pieni di lacrime, dicendo:

            «Sorelline... siete voi che mi avete allevata!...

 

25 settembre

 

            La guardavo con tenerezza.

            – «Madrina, come è bella quando il suo volto si illumina d'un raggio d'amore... è così puro!».

 

30 settembre

 

            – «Oh! è proprio la sofferenza pura, perché non c'è consolazione... No, nemmeno una!

            O Dio mio!!! Eppure lo amo, il buon Dio... O mia buona Santa Vergine vieni in mio soccorso!

            Se è questa l'agonia, che cos'è la morte?

            O mia povera piccola Madre, le assicuro che il vaso è pieno fino all'orlo.

            Sì, mio Dio, tutto ciò che vorrai!... Ma abbi pietà di me! Sorelline mie... sorelline mie... Mio Dio... Mio Dio abbi pietà di me! Non ne posso più... non ne posso più! Eppure bisogna bene che sopporti... Sono... sono ridotta... No, non avrei mai creduto che si potesse soffrire tanto... mai! mai!

            O Madre mia, non credo più alla morte per me... credo solo alla sofferenza!

            Domani sarà ancora peggio? Infine tanto meglio!

            Ultima parola guardando il suo Crocifisso:

            «Oh, lo amo...

            Mio Dio... io ti amo!».

 

 

 

ALTRE PAROLE

DI TERESA

 

 

MADRE AGNESE DI GESÙ

 

 

Maggio

 

            Un giorno che venne a Messa e si comunicò, sebbene le avessero tolto da poco un vescicante, mi misi a piangere e non potei andare alle Ore. La seguii nella sua cella e la vedrò sempre, seduta sul suo panchetto, col dorso appoggiato al povero tramezzo di tavole. Era estenuata e mi guardava con aria triste e così dolce! Le mie lacrime raddoppiarono e, indovinando quanto la facevo soffrire, gliene chiesi perdono in ginocchio. Mi rispose semplicemente:

            «Non è troppo soffrire per guadagnare una Comunione!...».

            Tuttavia ripetere la frase non è nulla, bisogna aver sentito come l'ha pronunciata!1

 

***

            Tossiva molto a quell'epoca, specialmente la notte. Allora era costretta a sedersi sul suo pagliericcio per diminuire l'oppressione e poter riprendere fiato. Avrei proprio desiderato che scendesse in infermeria perché si potesse darle un materasso, ma diceva con tale insistenza che preferiva stare nella sua cella, che ve la lasciammo fino all'ultimo:

            «Qui non mi si sente tossire, non disturbo nessuno, diceva, e poi quando sono curata troppo bene non gioisco più».

 

***

            Per un altro vescicante la sua infermiera, venerabile anziana, molto buona e devotissima, l'aveva sistemata questa volta in infermeria, su una poltrona. Ma a forza di accumulare cuscini sullo schienale, perché si appoggiasse più comodamente, la povera piccola malata si trovò ben presto seduta sull'orlo della poltrona, rischiando di cadere ad ogni momento. Invece di lamentarsi ringraziò vivamente la buona sorella e si lasciò complimentare per tutta la giornata nelle visite caritatevoli che ricevette: «Ebbene, spero che lei sia ben sistemata! Quanti cuscini ha, dunque?! Si vede che è curata come da una Mamma, ecc.».

            Ci cascai anch'io, quando un sorriso che conoscevo bene mi fece capire tutto... ma era troppo tardi per rimediarvi.

 

Giugno

 

            Il 9 giugno 1897 Suor Maria del Sacro Cuore le diceva che saremmo state molto afflitte dopo la sua morte. Rispose:

            «Oh! no, vedrete... sarà come una pioggia di rose...».

            E aggiunse:

            «Dopo la mia morte, andrete a vedere nella cassetta delle lettere; ci troverete delle consolazioni».2

 

***

 

            (Madre Agnese di Gesù ha registrato questo ricordo, datato giugno 1897, relativo alle bottiglie di latte).

            Il disegno (descritto qui sotto) ritagliato da un foglio di giornale trovato per caso mi è stato portato con un sorriso malizioso da Suor Teresa di Gesù Bambino nel periodo in cui mi desolavo perché, essendo troppo malata, non beveva che latte. Era un modo per farmi ridere. Mi disse:

            «La mia bottiglia di latte mi segue altrettanto fedelmente quanto la bottiglia di questo ubriaco del quale non si vede altro che l'estremità del bastone, guardi!».

            Era così gaia, la nostra cara piccola Santa!

            (Foglio manoscritto volante, avvolto intorno al disegno in questione: esso rappresenta un cane, sollecitato dalla bacchetta del padrone, che arriva di corsa, con una bottiglia nelle fauci).2bis

 

Luglio

 

            Il Cielo, per lei, era Dio visto e posseduto pienamente. Sull'esempio di parecchi santi, e in particolare di San Tommaso d'Aquino, non aspirava ad altra ricompensa che Dio stesso.

            Si ricordava della parola di Nostro Signore: «La vita eterna consiste nel conoscere te...», e siccome per lei conoscere Dio era amarlo, poteva dire:

            «Una sola attesa fa battere il mio cuore, è l'amore che riceverò e quello che potrò dare».3

 

***

 

            Le chiedevo spiegazioni sulla via che diceva di voler insegnare alle anime dopo la sua morte.

            «Madre mia, è la via dell'infanzia spirituale, è il cammino della fiducia e dell'abbandono totale. Voglio insegnare loro i piccoli mezzi che mi sono così perfettamente riusciti, dire loro che quaggiù non c'è che una sola cosa da fare: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici, prenderlo con le carezze, è così che io l'ho preso, ed è per questo che sarò così ben accolta».4

 

Agosto

 

            Una sera, in infermeria, ella si trovò spinta a confidarmi le sue pene più del solito. Ella non si era mai confidata così apertamente a questo proposito. Fino ad allora non avevo avuto che vaghe notizie della sua prova.

            «Se sapesse, mi disse, che terribili pensieri mi ossessio‑

            nano! Preghi tanto per me, affinché io non ascolti il demonio che vuole insinuare in me tante menzogne. È il ragionamento dei peggiori materialisti che si impone al mio spirito: in futuro, facendo continuamente nuovi progressi, la scienza spiegherà tutto naturalmente, si possederà la ragione di tutto ciò che esiste e che rimane ancora un problema, perché restano molte cose da scoprire..., ecc. ecc.

            «Dopo la morte voglio fare del bene, ma non potrò! Sarà come per Madre Genoveffa: aspettavamo di vederla fare miracoli e sulla sua tomba s'è fatto il silenzio completo...

            «O mia piccola Madre, avere pensieri così quando si ama tanto il buon Dio!

            «Infine offro queste pene tanto grandi per ottenere la luce della fede ai poveri increduli, per tutti coloro che si allontanano da ciò che crede la Chiesa».

            Aggiunse che non si fermava mai a ragionare su questi pensieri tenebrosi:

            «Li subisco per forza, disse, ma pur subendoli, non cesso di fare atti di fede».5

 

***

            «Al Carmelo ho sofferto il freddo fino a morirne».

            Fui stupita di sentirla parlare così, perché in inverno il suo atteggiamento non rivelava nulla della sua sofferenza. Mai, nei più grandi freddi, l'avevo vista sfregarsi le mani, o camminare più in fretta, più curva del solito, come si fa così spontaneamente quando si ha freddo.6

 

***

            Durante questo periodo della sua malattia, quante volte per la sua pazienza dovette far sorridere il buon Dio! Che sofferenze dovette sopportare! Qualche volta gemeva come un povero agnellino che viene immolato:

            «Stia bene attenta, Madre mia, mi disse un giorno, quando avrà delle ammalate in preda a dolori così forti, di non lasciare vicino a loro medicine velenose. Le assicuro che basta un solo momento per perdere la ragione, quando si soffre in questo modo. E allora ci si avvelenerebbe con grande facilità».7

 

Settembre

 

            Un giorno la Madre priora parlò al dottore in sua presenza dell'acquisto che si era appena fatto di un nuovo terreno nel cimitero della città, perché nel vecchio non c'era più posto. Aggiunse che ormai si sarebbero scavate le fosse abbastanza profondamente, perché fosse possibile sovrapporvi tre bare. Suor Teresa del Bambino (Gesù) disse ridendo:

            «E allora sarò io ad inaugurare questo nuovo cimitero?».

            Il dottore stupito le disse di non pensare ancora alla sua inumazione.

            «Eppure — rispose — è un pensiero molto allegro. Però se la buca è così profonda, non mi sento tranquilla, perché potrebbe capitare una disgrazia a quelli che mi ci caleranno».

            E continuando sul tono dello scherzo:

            «Sento già un becchino che grida: Non tirate tanto la corda di qua! e un altro che gli risponde: Tirate di là! Olà! attenzione! Finalmente ci siamo! Gettano della terra sulla mia cassa e tutti se ne vanno».

            Quando il Sig. de Cornière fu partito le chiesi se realmente non provava niente al pensiero di essere messa così profondamente nella terra. Mi rispose con un'aria stupita:

            «Non la capisco! Che cosa può importarmi? Non proverei neanche la minima repulsione a sapere che sarò gettata nella fossa comune».8

 

 

SUOR GENOVEFFA

 

Giugno

 

            Durante la sua malattia aveva accompagnato faticosamente la Comunità al romitorio del Sacro Cuore, e durante il canto del cantico si era seduta. Una sorella le fece segno di unirsi al coro. Era sfinita e non poteva tenersi in piedi. Nondimeno si alzò subito, e siccome glielo rimproveravo dopo la riunione, mi rispose semplicemente:

            «Ho preso l'abitudine di obbedire a ciascuna come se fosse il buon Dio che mi manifestasse la sua volontà».9

 

***

 

            Nel corso dell'anno 1897, suor Teresa di Gesù Bambino mi disse, molto prima di essere malata, che si aspettava proprio di morire in quell'anno; eccone la ragione che mi dette nel mese di giugno, quando si vide attaccata da una tubercolosi polmonare:

            «Vede, mi disse, il buon Dio mi prenderà ad un'età in cui non avrei avuto il tempo di diventare prete... se avessi potuto essere prete, sarebbe stato in questo mese di giugno, a questa ordinazione, che avrei ricevuto i santi Ordini. Ebbene! affinché non rimpianga nulla, il buon Dio permette che io sia ammalata, non avrei dunque potuto andarci e sarei morta prima di aver esercitato il mio ministero».10

 

Luglio

 

            Una sorella le diceva che avrebbe potuto avere un'ora di paura prima di morire, per espiare i suoi peccati.

            «Paura della morte per espiare i miei peccati?... Ciò non avrebbe più forza dell'acqua melmosa! Perciò, se le avrò, queste paure, le offrirò al buon Dio per i peccatori, e siccome sarà un atto di carità, questa sofferenza diventerà per gli altri molto più forte dell'acqua. – Per me, la sola cosa che mi purifica è il fuoco dell'Amore Divino».11

 

***

 

            (Un giorno dopo la sua comunione).

            «Era come se si fossero messi due bambini piccoli insieme, e i bambini piccoli non si dicono niente; eppure io Gli ho detto alcune piccole cose, ma Lui non mi ha risposto, senza dubbio dormiva».

 

***

 

            «Quando sarò morta non dirò niente, non darò alcun consiglio. Se mi mettono a destra, o a sinistra, non collaborerò. Diranno: lei sta meglio da questa parte; potranno anche mettere vicino a me il fuoco, non dirò niente».

 

***

 

            (Un giorno che si trovava di fronte ad uno scaffale della biblioteca).

            – Oh! come sarei desolata d'aver letto tutti quei libri!

            – Perché dunque, dal momento che sarebbero letti, sarebbe un bene acquisito, capirei il dispiacere di leggerli ma non di averli letti.

            – Se li avessi letti mi sarei rotta la testa, avrei perduto un tempo prezioso che avrei potuto impiegare molto semplicemente ad amare il buon Dio...

            **«

            Mi trovo in una disposizione di spirito in cui mi pare di non pensare più.

            – Questo non importa, il buon Dio conosce le sue intenzioni; finché lei sarà umile, sarà felice.

 

***

 

            Una volta che suonava l'ora e che io non mi sbrigavo abbastanza in fretta, mi disse:

            «Vada al suo piccolo dovere».

            e riprendendosi:

            «no, al suo piccolo amore!».

            E un'altra volta dicevo: Bisogna che io lavori perché Gesù potrebbe rattristarsi, replicò:

            «Ma no, è lei che sarebbe triste, egli non può essere triste per i nostri accomodamenti, ma quale dispiacere per noi di non dargli quanto possiamo!».

 

***

 

            Quando sopraggiungevano le emorragie, si rallegrava, pensando che versava il suo sangue per il buon Dio.

            «Non poteva essere altrimenti - diceva - e sapevo bene che avrei avuto la consolazione di vedere il mio sangue versato, poiché muoio martire d'amore».

 

***

 

            Un'altra volta le dicevo: Dato che lei voleva andare a Saigon, forse quando sarà in Cielo andrò io al suo posto per completare l'opera sua, e tra noi due avremo compiuto un'opera perfetta.

            «Ah, se per caso andrà laggiù, non pensi che è per completare qualcosa. Non ce n'è bisogno. Tutto è bene, tutto è perfetto, compiuto, è l'amore solo che conta...

            Se lei ci va, si tratterà di un capriccio di Gesù, niente più. Non pensi che sarebbe un'opera utile. Sarebbe un capriccio di Gesù..».12

 

 

SUOR MARIA DEL SACRO CUORE

 

Maggio

 

            L'infermiera le aveva consigliato di fare tutti i giorni una passeggiatina di un quarto d'ora nel giardino. La incontrai che camminava faticosamente e, per così dire, allo stremo delle forze. «Farebbe meglio, le dissi, a riposarsi; in simili condizioni questa passeggiata non può farle alcun bene; lei si sfinisce e basta».

           

            «È vero, mi rispose, ma sa ciò che mi dà forza? Ebbene, cammino per un missionario. Penso che laggiù, molto lontano, uno di loro è forse sfinito nelle sue corse apostoliche e, per diminuire le sue fatiche, offro le mie al buon Dio».13

 

Luglio

 

            Al Carmelo la sua più grande sofferenza fu di non comunicarsi tutti i giorni. Qualche tempo prima della sua morte, diceva a Madre Maria di Gonzaga, la quale aveva paura della Comunione quotidiana:

            «Madre mia, quando sarò in Cielo, le farò cambiare opinione».

            È ciò che accadde. Dopo la morte della Serva di Dio il Cappellano ci diede la Santa Comunione tutti i giorni, e Madre Maria di Gonzaga, invece di ribellarsi come una volta, ne fu contentissima.14

 

***

 

            Un giorno le dicevo: Ah! se fossi sola a soffrire della sua partenza, ma come potrei consolare Madre Agnese di Gesù, che la ama tanto?

            «Sia tranquilla, mi disse, non avrà tempo di pensare al suo dolore, perché fino alla fine della sua vita dovrà occuparsi di me e non potrà nemmeno bastare a tutto».15

 

***

 

            Verso il mese di agosto del 1897, circa sei settimane prima della sua morte, ero vicina al suo letto con Madre Agnese di Gesù e Suor Genoveffa. Improvvisamente, senza che nessuna conversazione avesse provocato questa frase, ci guardò con un'aria celeste e ci disse chiarissimamente:

            «Voi sapete bene che curate una piccola santa».

            [Interrogata dal Rev. Giudice Vicario Generale se la Serva di Dio avesse aggiunto qualche spiegazione o correzione di questa frase, rispose:

            Fui molto commossa da quella parola, come se avessi sentito un santo predire ciò che sarebbe avvenuto dopo la sua morte. Sotto l'impulso di quell'emozione, mi allontanai un po' dall'infermeria, e non mi ricordo di aver sentito altre cose.16].

 

 

SUOR MARIA DELL'EUCARISTIA

 

11 luglio

 

            «Quando avrà lotte contro la carità, le consiglio di leggere questo capitolo dell'Imitazione: “Come bisogna sopportare i difetti altrui”. Vedrà che le sue lotte si placheranno; esso mi ha sempre fatto molto bene; è veramente buono e molto vero».17

 

18 luglio

 

            Le chiedevo di ottenermi grandi grazie, quando sarebbe stata in Cielo, e mi rispose:

            «Oh! quando sarò in Cielo, farò molte cose, grandi cose... È impossibile che non sia il buon Dio a suggerirmi lui stesso questo desiderio, sono sicura che mi esaudirà! – E, inoltre, quando sarò lassù, sono io che la pedinerò da vicino!..».

            E siccome le dicevo che forse mi avrebbe fatto paura:

            «Il suo Angelo Custode, le fa paura?... Eppure la pedina in continuazione; ebbene, io la pedinerò allo stesso modo, e addirittura da vicino! non lascerò che le accada niente...».

 

Luglio

 

            «Fa sempre un pochino di tristezza al buon Dio, quando si ragiona un pochino su ciò che la Madre Priora dice; e gliene fa molta quando si ragiona molto, anche nel proprio cuore».

 

2 agosto

 

            «Non provo alcun piacere naturale ad essere amata, coccolata, ma ne provo uno grandissimo ad essere umiliata. Quando ho fatto una sciocchezza che mi umilia e mi fa vedere ciò che sono, oh, allora, è là che provo un piacere naturale; provo un'autentica gioia come lei ne proverebbe ad essere amata».

 

11 settembre

 

            «Bisognerebbe che lei divenisse molto dolce; mai parole dure, tono duro; non prenda mai un'aria dura, sia sempre dolce.

            Così, ieri, ha arrecato un dispiacere a Suor x; alcuni istanti dopo, una sorella ha fatto lo stesso. Che è avvenuto?... Ha pianto!... Ebbene, se lei non l'avesse trattata duramente, avrebbe accettato meglio il secondo dolore, che sarebbe passato inosservato. Ma due pene così ravvicinate l'hanno messa in uno stato di tristezza proprio grande; invece, se lei fosse stata dolce, non sarebbe successo niente».

 

***

 

            Un giorno mi faceva promettere di essere una santa. Mi chiedeva se facevo progressi; allora le risposi: «Le prometto di essere santa quando lei sarà partita per il Cielo; allora mi ci dedicherò con tutto il mio cuore».

            – Oh, non aspetti questo, mi rispose. Cominci adesso. Il mese che precedette la mia entrata al Carmelo è rimasto per me come un dolce ricordo. All'inizio, mi dicevo come lei: «Sarò santa quando sarò al Carmelo; aspettando non mi farò scrupoli...». Ma il buon Dio mi ha mostrato il valore del tempo; ho fatto tutto il contrario di quello che pensavo; ho voluto prepararmi alla mia entrata essendo molto fedele; ed è uno dei più bei mesi della mia vita.

            «Mi creda, non attenda mai l'indomani per cominciare a diventar santa».

 

 

SUOR MARIA DELLA TRINITÀ

 

Aprile

 

            Mi raccontò l'episodio seguente, accaduto cinque mesi prima della sua morte:

            «Una sera, l'infermiera venne a mettermi una bottiglia di acqua calda ai piedi ed un po' di tintura di iodio sul petto. Ero consumata dalla febbre, una sete ardente mi divorava. Subendo quelle cure non potei trattenermi dal lamentarmi con Nostro Signore: «Gesù mio, gli dissi, tu ne sei testimone, brucio e mi portano ancora caldo e fuoco! Ah, se avessi, invece di tutto questo, un mezzo bicchiere d'acqua!... Mio Gesù, la tua figliolina ha tanta sete! Però è felice di trovare l'occasione di mancare del necessario per somigliarti di più e per salvare anime». L'infermiera mi lasciò presto, e non contavo più di rivederla che l'indomani mattina, quando, con mia grande sorpresa, ritornò alcuni minuti dopo portando una bibita fresca... Oh, quanto è buono il nostro Gesù! Quanto è dolce affidarsi a Lui!».18

 

Maggio

 

            Ieri, il canto della «Rosa sfogliata» ha risvegliato in me un caro ricordo. La Madre Maria Enrichetta, del Carmelo di Parigi, in viale Messina, mi aveva chiesto di pregare Suor Teresa di Gesù Bambino di comporre per lei una poesia su questo argomento. Siccome rispondeva ai sentimenti della nostra cara Santa, ella ci mise tutto il suo cuore. Madre Enrichetta ne fu contentissima, solamente mi scrisse che mancava un'ultima strofa, che spiegasse che alla morte il buon Dio avrebbe raccolto questi petali sfogliati per riformare una bella rosa che avrebbe brillato per tutta l'eternità. Allora Suor Teresa di Gesù Bambino mi disse:

            «Che la buona Madre componga lei stessa questa strofa secondo la sua idea, da parte mia non sono per niente ispirata a farlo. Il mio desiderio è di essere sfogliata per sempre, per rallegrare il buon Dio. Punto e basta!...».19

 

Giugno

 

            Ho sempre presenti i tre lunghi mesi di agonia del nostro Angelo (...) avevo la proibizione di parlarle, col pretesto che essendo giovane potevo contrarre la sua malattia! (Eppure ero sicura del contrario, perché Suor Teresa di Gesù Bambino mi aveva affermato che nessuno avrebbe contratto la sua malattia, che lei l'aveva chiesto al buon Dio). Le notizie riguardanti la sua salute erano ogni giorno sempre più tristi; soffocavo di angoscia... Un giorno andai a prendere un po' d'aria in giardino, la scorsi nella sua carrozzella di malata, sotto gli ippocastani; era sola, mi fece segno di avvicinarmi: «Oh, no, le dissi, ci vedrebbero, ed io non ho il permesso. Entrai nel romitorio del Volto Santo dove mi misi a piangere. Alzando la testa vidi con sorpresa la mia piccola Suor Teresa di Gesù Bambino seduta su un tronco d'albero, accanto a me. Mi disse:

            «Io, non ho la proibizione di venire da lei dovessi morirne, voglio consolarla».

            Asciugò le mie lacrime appoggiando il mio capo sul suo cuore. La supplicai di tornare nella sua carrozzella, perché tremava di febbre:

            «Sì, ma non prima che lei mi abbia sorriso!».

            Lo feci subito, per paura che si buscasse un malanno, e la aiutai a ritornare alla sua carrozzella.20

 

***

 

            Ero molto desolata di vederla ammalata e le ripetevo spesso: «Oh, com'è triste la vita!». Ma lei mi riprendeva subito, dicendo:

            La vita non è triste! al contrario è molto lieta. Se lei dicesse: «L'esilio è triste», la capirei. Si fa un errore dando il nome di vita a ciò che deve finire. Solo alle cose del cielo, a ciò che non deve mai morire si deve dare questo vero nome; e a questo titolo la vita non è triste, ma lieta, molto lieta!...».21

 

Luglio-agosto

 

            Un giorno di festa, in refettorio, avevano dimenticato di darmi il dessert.

           

            Dopo pranzo andai a vedere all'infermeria Suor Teresa di Gesù Bambino e, trovando lì la mia vicina di tavolo, le feci capire abbastanza abilmente che ero stata dimenticata. Suor Teresa di Gesù Bambino, avendomi sentito, mi obbligò ad andare ad avvertire la sorella incaricata del servizio. E siccome la supplicavo di non impormelo:

            «No, mi disse, questa sarà la sua penitenza, lei non è degna dei sacrifici che il buon Dio le chiede. Le chiedeva la rinuncia al suo dessert, perché è Lui che ha permesso che la dimenticassero. La credeva abbastanza generosa per questo sacrificio, e lei delude la sua attesa andando a reclamarlo!».

            Posso dire che la sua lezione portò frutti e mi guarì per sempre dalla voglia di ricominciare.22

 

Agosto

 

            Questo mi richiama un ricordo d'intimità con la mia piccola Suor Teresa di Gesù Bambino. Era, pressappoco, un mese prima della sua morte; tutta la Comunità era molto triste, e io in quanto a dispiacere non ero seconda certamente a nessuno. Andando a vederla all'infermeria, scorsi ai piedi del suo letto un grosso pallone rosso che le avevano dato per distrarla. Quel pallone eccitò i miei desideri e non potei trattenermi dal dirle: «Quanto vorrei giocarci!». Sorrise, ma siccome la sua debolezza era così grande che non poteva sopportare alcun rumore, mi disse:

            «Mentre non c'è nessuno, si metta dietro di me, e poi ci giochi, io chiuderò gli occhi perchè ciò non mi stordisca».

            Estasiata, presi il pallone e mettevo tanto gusto nella mia partita che la piccola Teresa batteva le palpebre per guardarmi senza farsene accorgere e non poteva trattenersi dal ridere. Allora, le dissi: Per me, è troppo tempo che sono triste! non ne posso più! Ho come delle tentazioni di distrarmi, una voglia di giocare con la trottola che lei mi ha dato a Natale; ma se mi vedono, sono capaci di scandalizzarsi e di dire che non ho cuore.

            – No, no, mi rispose, la obbligo io a prendere la sua trottola e ad andare a giocare un'ora nel solaio del Noviziato; là non la sentirà nessuno, e se s'accorgono lei dirà che sono io che gliel'ho detto. Vada subito, mi fa molto piacere pensare che lei va a divertirsi»23.

 

***

 

            «Quando sarò in Cielo, mi disse, bisognerà riempire spesso le mie piccole mani di preghiere e di sacrifici per darmi il piacere di gettarli in pioggia di grazie sulle anime».24

 

Settembre

 

            Otto giorni prima della sua morte, avevo pianto tutta la sera, pensando alla sua prossima dipartita. Se ne accorse e mi disse:

            «Lei ha pianto. - Pianto nella conchiglia?».25

            Non potevo mentire... e la mia confessione la rattristò. Riprese:

            «Io morirò, e non sarò tranquilla sul suo conto se lei non mi promette di seguire fedelmente la mia raccomandazione. Le attribuisco un'importanza capitale per la sua anima».

            Non avevo che da arrendermi e diedi la mia parola, chiedendo tuttavia, come grazia, il permesso di piangere liberamente la sua morte.26

 

***

 

            Il giorno della sua morte, dopo i Vespri, mi recai all'infermeria dove trovai la Serva di Dio che sosteneva con un coraggio invincibile le ultime lotte della più terribile agonia. Le sue mani erano tutte violacee, le congiungeva con angoscia ed esclamava con una voce che la sovreccitazione di una violenta sofferenza rendeva chiara e forte:

            «O mio Dio!... abbi pietà di me!... O Maria, vieni in mio aiuto!... Mio Dio, quanto soffro!... Il calice è pieno... Pieno fino all'orlo!... Io non saprò mai morire!...».

            – «Coraggio, le disse Nostra Madre, sta arrivando alla fine, ancora un po' e tutto sarà finito».

            – «No, Madre mia, non è ancora finita!... Lo sento proprio, soffrirò ancora così per dei mesi».

            – «E se fosse la volontà del Buon Dio di lasciarla così a lungo sulla croce, lo accetterebbe?». Con un accento di straordinario eroismo, disse:

            – «Certo che lo voglio!».

            E la sua testa ricadde sul cuscino con un'aria così calma, così rassegnata che non potevamo più trattenere le nostre lacrime. Era assolutamente come una martire che attende nuovi supplizi. Lasciai l'infermeria perché non avevo il coraggio di sopportare più a lungo uno spettacolo così doloroso. Vi tornai solo con la Comunità per gli ultimi momenti e fui testimone del suo bello e lungo sguardo estatico nel momento in cui morì, il giovedì 30 settembre 1897, alle 7 della sera.27

 

 

SUOR TERESA DI SANT'AGOSTINO

 

Luglio

 

            – «Mi dica se lei ha avuto delle lotte».

            – Oh, se ne ho avute. Avevo una natura non facile, ciò non appariva ma io lo sentivo bene, posso assicurarle che non sono stata un solo giorno senza soffrire, neppure uno...

            – Ma si afferma che lei non ne ha avute.

            – Ah! i giudizi delle creature. Perché non vedono non credono».28

 

***

 

            Ci sono sorelle che credono che lei avrà gli spaventi della morte.

            «Non sono ancora arrivati. Se vengono li sopporterò, ma se li ho non saranno sufficienti per purificarmi; non sarà che della varechina... Quel che mi occorre è il fuoco dell'amore».29

 

 

SUOR MARIA DEGLI ANGELI

 

            Madre Agnese di Gesù, un giorno in cui la Comunità era riunita attorno al suo letto, le diceva: «Se lei gettasse fiori alla Comunità»!

            «Oh! no, mia piccola Madre, rispose, non mi chieda questo, la prego; non voglio gettare fiori alle creature. Lo desidero ancora per la Santa Vergine e San Giuseppe, ma non per altre creature».30

 

***

 

            Alcuni giorni prima della morte della Serva di Dio, avevamo spinto il suo letto nel chiostro.

            Suor Maria del Sacro Cuore, giardiniera del cortile, si trovava accanto a lei; le disse: «Ecco un germoglio di rododendro che sta morendo, lo strapperò».

            «O mia Suor Maria del Sacro Cuore, le rispose con un flebile tono di voce lamentoso e supplichevole, non la capisco... Ebbene! per me che sto per morire, la supplico, gli lasciai la vita, a questo povero rododendro».

            Dovette insistere ancora, ma il suo desiderio fu rispettato.31

 

 

SUOR AMATA DI GESÙ

 

            Negli ultimi giorni di settembre 1897, allorché la debolezza della nostra cara Santa le impediva di muoversi, divenne necessario deporla per qualche istante su un letto provvisorio, per rifare il suo letto di malata. Vedendo l'imbarazzo delle infermiere che temevano di ferirla, disse:

            «Credo che la mia Suor Amata di Gesù mi prenderebbe facilmente nelle sue braccia: è grande e forte, e molto delicata con le ammalate».

            Si chiamò dunque la nostra buona sorella, che sollevò come un leggero fardello la santa piccola malata senza darle la minima scossa. In quel momento, le braccia strette attorno al suo collo, quell'angelo la ringraziò con un tal sorriso di affettuosa gratitudine che ella non dimenticò mai quel sorriso incomparabile. Esso fu per lei anche una consolazione al suo dispiacere di essere stata la sola a non sentire la campana dell'infermeria che convocava le sorelle, nel supremo momento della più bella morte che si sia mai vista al Carmelo di Lisieux.32

 

ANONIMA

 

            Le domandavamo sotto quale nome si sarebbe dovuto pregarla quando sarebbe stata in cielo.

            «Mi chiamerete piccola Teresa», rispose umilmente.33

 

[Fine de “Gli ultimi colloqui”]



[1] Non ricordo più esattamente la data.

[2] Era durante la novena a N.S. delle Vittorie per ottenere la sua guarigione.

[3] (a) I Novissima Verba completano:

  Ecco il tratto che mi dettò testualmente:

  «Nella vita dei Padri del deserto si racconta che uno di essi convertì una peccatrice pubblica, i cui disordini scandalizzavano un'intera contrada. Questa peccatrice, toccata dalla grazia, seguiva il Santo nel deserto per compiere rigorosa penitenza, quando, la prima notte del viaggio, prima ancora di essersi recata al luogo del suo ritiro, i suoi lacci mortali furono spezzati, per l'impetuosità del suo pentimento pieno d'amore, e l'eremita vide, nel momento stesso, la sua anima portata dagli angeli nel seno di Dio. Ecco un esempio molto toccante di ciò che vorrei dire, ma queste cose non si possono esprimere...».

[4] (a) Il Processo Ordinario completa:

Durante la notte del 12 ella compose questa strofa, per prepararsi alla Comunione:

Tu l'estrema piccolezza mia conosci,

non temi di abbassarti fino a me!

Ostia bianca che amo, nel mio cuore vieni,

oh, nel mio cuore vieni che anela a te!

Vorrei che la tua bontà, dopo tal dono,

mi concedesse di morir d'Amore!

Odi, Gesù, il grido che tenero ti invio:

vieni nel cuor mio!

[5] (a) Il 28 agosto 1940, alla fine del Quaderno giallo, Madre Agnese di Gesù aggiunse questo testo:

  Osservazione importante.

  Quando la mia santa piccola Teresa mi ha detto, il 16 luglio 1897: «Lei conosce tutte le pieghe della mia piccola anima, lei sola...», io sono sicura che, nel suo pensiero, ella non escludeva da questa conoscenza completa dell'anima sua Suor Maria del Sacro Cuore e Suor Genoveffa del Volto Santo. Suor Maria del S.C., cui ella doveva il sorriso della Santa Vergine, e che l'aveva preparata alla sua prima Comunione, alla quale si deve ancora la meravigliosa risposta della sua figliola (il Manoscritto B), il 17 settembre 1896. Suor Genoveffa del Volto Santo, la sua Celina, che ella chiamava così soavemente: «la dolce eco dell'anima mia».

  Ma ella era ispirata dal buon Dio a dirmi ciò, particolarissimamente a me, affinché, più tardi, a causa dell'autorità che mi sarebbe stata attribuita, ci si potesse fidare interamente di ciò che avrei detto e scritto sul suo conto.

  Suor Agnese di Gesù c.s.i.

  28 agosto 1940

[6] È la storia del «Gatto con gli stivali», non una favola di La Fontaine.

[7] (a) I Novissima Verba aggiungono (l'autenticità di questo testo è discussa):

  Alcuni giorni più tardi, avendole chiesto di rileggere un passo del suo manoscritto che mi sembrava incompleto, la trovai con gli occhi pieni di lacrime. Siccome le chiedevo perché, mi rispose con un'angelica semplicità:

  «Ciò che rileggo in questo quaderno esprime così bene la mia anima!... Madre mia, queste pagine faranno molto bene. Si conoscerà meglio in seguito la dolcezza del buon Dio...».

  Con tono ispirato aggiunse: «Ah! lo so bene, tutti mi ameranno...».

[8] (a) I Novissima Verba aggiungono (l'autenticità di questo testo fa problema):

    E un po' più tardi:

    «La santità non è in questa o quella pratica, essa consiste in una disposizione del cuore che ci rende umili e piccoli tra le braccia del buon Dio, coscienti della nostra debolezza e confidenti fino all'audacia nella sua bontà di Padre».

[9] (b) I Novissima Verba aggiungono:

    Un'altra volta, a questo proposito, mi aveva detto:

    «Nella vita del Beato Enrico Susone mi ha colpito un passo relativo alle penitenze corporali. Ne aveva fatte di orribili, che avevano rovinato la sua salute, quando gli apparve un angelo e gli disse di smettere, aggiungendo: «Finora tu hai combattuto come soldato semplice, adesso ti armerò cavaliere». E fece comprendere al santo la superiorità del combattimento spirituale sulle mortificazioni della carne.

  «Ebbene, mia piccola Madre, il buon Dio non mi ha voluta soldato semplice, sono stata subito armata cavaliere e sono partita in guerra contro me stessa nel campo spirituale, con l'abnegazione, i piccoli sacrifici nascosti; ho trovato la pace e l'umiltà in questo combattimento oscuro dove la natura non ha alcuna presa».

[10] (a) I Quaderni Verdi precisano:

  Una delle infermiere l'aveva lasciata per tutto il tempo dei Vespri esposta a una corrente d'aria. Suor Teresa di Gesù Bambino le aveva fatto segno di chiudere la porta. Non avendo capito, quella credette che domandasse una coperta e gliela mise sui piedi. Teresa tentò di parlare, ma era così oppressa che non riuscí nemmeno stavolta a farsi capire e la buona sorella portò un'altra coperta, un cuscino, ecc., credendo che avesse freddo. La povera piccola soffocava, ma non si azzardò più a spiegarsi.

  Tornando dai Vespri Suor x, accorgendosi della corrente d'aria e che la dolce malata stava soffocando sotto il peso di tutte quelle coperte, espresse ad alta voce la sua contrarietà. Nostra Madre venne e chiese una spiegazione a Suor Teresa di Gesù Bambino, che in questa circostanza manifestò tanto carità quanto pazienza.

[11] (a) I Quaderni verdi esplicitano:

  Quel giorno ebbe penose angosce. Ecco perché: La Comunione, che un tempo tanto desiderava, le divenne, durante la sua malattia, un motivo di tormento. A causa dei vomiti, dell'oppressione, della debolezza, temeva delle complicazioni e avrebbe voluto che noi le dicessimo di non farla affatto. Da se stessa non voleva prendersi questa responsabilità, ma siccome non diceva nulla, noi credevamo di farle piacere insistendo perché facesse la Comunione. Continuava a tacere, ma quel giorno non riuscì a contenersi e si sciolse in lacrime. Non sapevamo a che cosa attribuire questo dispiacere e la scongiuravamo di dircelo. Tuttavia l'oppressione prodotta dai suoi singhiozzi era così violenta che non solo non potè risponderci, ma ci fece segno di non dirle più una sola parola, e nemmeno di guardarla. Dopo parecchie ore, rimasta sola presso di lei, osai avvicinarmi e le dissi che avevo compreso benissimo il motivo delle sue lacrime. La consolai del mio meglio, sembrava prossima a morire di dolore. Non l'avevo mai vista in simili angosce.

  Fino alla sua morte non fece più la Santa Comunione. Il 19 agosto, giorno della sua ultima Comunione e festa di San Giacinto, ella l'aveva offerta per la conversione dell'infelice Padre Giacinto. Questa conversione l'aveva occupata durante tutta la sua vita.

[12] Espressioni che aveva sentito e che la divertivano.

[13] (a) I Quaderni verdi precisano (CV, I, pp. 8-9):

  (...) È presa da terribili dolori all'intestino, ha il ventre duro come una pietra, le normali funzioni fisiologiche non avvengono più che con atroci sofferenze. Se la si solleva per evitare una oppressione più grande quando tossisce a lungo, ella si crede seduta «su ferri appuntiti». Scongiura che si preghi per lei perché, dice, «c'è di che impazzire». Chiede che non si lascino alla sua portata le medicine velenose per uso esterno e consiglia di non lasciarne mai presso i malati che soffrono le stesse torture, sempre per il motivo che «c'è di che perdere la ragione» e che, non sapendo più ciò che si fa, si potrebbe benissimo darsi la morte. D'altra parte se non avesse avuto la fede, non avrebbe esitato un istante a uccidersi.

[14] (a) I Quaderni verdi precisano (CV, I, p. 7)

  Soffre ancora estremamente la sete. «Non riesco mai a dissetarmi, diceva. Se bevo, la sete aumenta. È come se versassi del fuoco all'interno».

  Ogni mattina la sua lingua è così riarsa che somiglia ad una grattugia, a un pezzo di legno.

[15] (a) I Quaderni verdi aggiungono:

  Non aveva accettato che si passasse la notte vicino a lei durante la sua malattia. La notte tra il 29 il 30 settembre, che fu l'ultima della sua vita, ci scongiurò ancora di lasciarla sola. Alla fine, Suor Maria del Sacro Cuore e Suor Genoveffa riuscirono a spartirsi questa consolazione... La trovarono unicamente preoccupata di non disturbare il riposo di colei che la vegliava. Eppure quali sofferenze sopportò! Suor Maria del Sacro Cuore dopo averle dato una medicina si addormentò, e quale non fu la sua commozione quando, risvegliandosi, vide la povera piccola che teneva sempre nelle sue mani tremanti per la febbre il bicchierino, aspettando pazientemente che sua sorella si svegliasse per rimetterlo sul tavolo.

[16] Non le si fece mai una sola iniezione di morfina.

[17] Non respirò mai l'ossigeno ‑ credo che allora non fosse conosciuto.

[18] Ella non voleva dire con ciò che egli facesse le cose di fretta, ma faceva allusione al suo carattere che gli impediva di rimandare all'indomani ciò che si poteva fare oggi. Mai egli tirava in lungo la realizzazione di una decisione presa.

[19] Piccolo soprannome familiare che datava dalla nostra infanzia e di cui mi favoriva nella intimità. Era stato ispirato da una storia per bambini: «Il Sig. Totò e la Sig.na Lilì» – lei era il Sig. Totò, io la Sig.na Lilì.

[20] Ero seduta vicino alla finestra.

[21] Aria dei due ultimi versi di un inno a San Giuseppe:

  «Giuseppe sconosciuto in terra

  Quanto sei grande nei Cieli!» (tre volte)

(La prima strofa di questo cantico cominciava così:

  «Un sangue nobile scorreva nelle tue vene...»

  e il primo verso del ritornello:

  «La gloria umana è passeggera»).

[22] Reminiscenza di un passo che aveva letto, in cui l'autore lodava in questi termini il suo eroe Teofano Venard: «Aveva un bocciolo di rosa sulle labbra e un uccello che cantava al suo orecchio».

[23] Soprannome che mi dava spesso.

[24] tore – latino torus – corda.

[25] Le «consolazioni» sono dei semplici pezzi di lana che la guardarobiera distribuisce con gli abiti invernali.

 

 

 

NOTE DEGLI ULTIMI COLLOQUI

 

 

QUADERNO GIALLO

(QG)

 

 

APRILE

 

            Le otto parole datate aprile 1897 testimoniano principalmente l'esperienza acquisita da Teresa attraverso la formazione delle novizie. Sono vicine ai Consigli e Ricordi già pubblicati nella Storia di un'Anima.

            Qualche lettera di famiglia (DE, pp. 670-673) notifica la reiterata applicazione in questo periodo di vescicanti, impotenti a frenare la tosse. Verso la fine del mese si registrano delle emottisi al mattino. Lo stato generale è molto insoddisfacente.

 

             1. Cfr. Ms C, 36r° e PR 4.

             2. Medesimo senso del dovere in Ms C, 23v°; QG 18.4.1. e 18.4.4.

             3. Nel dicembre 1896; cfr. Ms C, 13r°.

             4. La suora economa, che era allora Madre Agnese di Gesù.

             5. Religiosa che accompagnava l'economa, quando questa faceva entrare operai in clausura. Teresa fu «terza dell'economa» (13.7.8) nel giugno-luglio 1893 (CG, p. 728+g).

             6. Cfr. LT 141, 2v°. Madre Agnese morirà il 28 luglio 1951, dopo qualche giorno di coma.

             7. Cfr. LT 204 n. 2.

             8. Medesima linea di condotta in Ms C, 24r°.

 

MAGGIO

 

            La corrispondenza del maggio 1897 tace sullo stato fisico di Teresa. I dati parsimoniosi del Quaderno giallo lasciano trapelare che la tosse persiste spossante, specialmente la notte. Ai vescicanti si aggiungono le applicazioni dei bottoni di fuoco. La resistenza della malata si va indebolendo. A partire dalla seconda quindicina Teresa deve progressivamente rinunciare alla vita comune.

            Pertanto, ogni speranza di guarigione non è perduta. In questa incertezza l'abbandono della santa dà la sua piena misura: è una delle note dominanti di questo mese di maggio. La poesia Una Rosa sfogliata (P 51) ne è la patetica documentazione.

            In questo mese Teresa scrive otto lettere e biglietti (LT 225-232) e cinque poesie (P 50-54) coronate dal suo testamento mariano: Perché t'amo, Maria!

 

             1. Madre Agnese riporta un argomento analogo in una lettera del 16 luglio (DE, p. 708); cfr. 11.9.4.

             2. Il P. Mazel; cfr. LT 226, n. 3.

             3. Su questo secondo fratello spirituale di Teresa, Cf Ms C, 33r°.

             4. In realtà un anno.

             5. Giornata di ricreazione straordinaria: le monache possono parlare liberamente tra loro, e cantare nella propria cella in certi momenti della giornata; Cf Ms A, 20v°; Ms C, 19r° e 28r°; LT 225.

             6. P 45.

             7. Argomento analogo di san Giovanni della Croce a Suor Maddalena dello Spirito Santo; cfr. P. Crisogono di Gesù, Jean de la Croix. Sa vie (Cerf, 1982), p. 173; trad. it. Vita di san Giovanni della Croce, Postulazione generale OCD, Roma 1984, p. 207.

             8. Cfr. Ms A, 83v°; Ms C, 36v°; e BT.

             9. Le novizie.

            10. Al Carmelo, fondato da quello di Saigon nel 1895; (cfr. Ms A, 84v°; Ms C, 9°; LT 221; P 47, 6).

            11. Cfr. LT 56, n. 2.

            12. Ufficio particolare recitato in occasione del decesso di ogni carmelitana (durante la vita religiosa di Teresa ne morirono in Francia circa cinquecento). Cfr. 27.5.1; 6.8.4.

            13. Tempo libero, da trascorrere in rigoroso silenzio, dalle h. 12 alle 13 in estate e dalle h. 20 alle 21 per tutto l'anno; cfr. DE, p. 813.

            14. Cfr. 9.7.6.

            15. Cfr. 30.5.1.

            16. Su questo giovane martire, cfr. LT 221 e 245; P 47; nominato diciassette volte in QG, tra cui 27.5.10.

            17. Al Carmelo di Saigon; cfr. 2.9.5.

            18. Fondatrice del Carmelo di Lisieux; cfr. Ms A, 78r°79r°.

            19. Cfr. P 44 e Pr 18.

            20. Tentazione riguardante l'esistenza del Cielo (3.7.3); Cf Ms C, 5v°7r°.

            21. Cfr. LT 229; Ms C, 3r°; LT 258.

            22. La processione delle Rogazioni.

            23. Cfr. Ms B, 2r°/v°.

            24. Profilo biografico inviato a tutti i monasteri dell'Ordine, dopo il decesso di ogni monaca. Per Teresa ne tiene luogo la Storia di un'Anima (30/09/1898).

            25. Cfr. 2.8.4; 30.8.2; 4.9.7; 5.9.2.

            26. Cfr. 25.9.1.

            27. La locuzione francese è «faire jabot»; cioè, «in linguaggio familiare, metter fuori il davantino della camicia per farne sfoggio; in senso figurato pavoneggiarsi» (Littré).

            28. La malattia mentale del Signor Martin.

            29. Histoire de saint Louis de Gonzague [Storia di san Luigi Gonzaga] di J-M. Daurignac (Douniol, Parigi 1864), p. 346.

            30. Nel 1896.

            31. Cfr. il testo esatto in LT 231.

 

GIUGNO

 

            I primi giorni di giugno sono caratterizzati da un rapido declino della malata. L'inquietudine si fa forte il giorno 5, vigilia di Pentecoste. Con tutta la comunità costernata, la Madre priora inizia una novena a Nostra Signora delle Vittorie.

            Per supplire all'alimentazione quasi nulla, il dottore prescrive una dieta lattea. Fino al 15 giugno Teresa menziona una ventina di volte la sua morte vicina. Poi, la situazione si fa stazionaria: giugno appare il mese della dolorosa attesa.

            Madre Agnese di Gesù ottiene da Madre Maria di Gonzaga che Teresa completi la sua autobiografia. Dal 4 giugno, la malata dedica perciò il rimanente delle sue forze alla redazione del Manoscritto C. Quante le stanno attorno non mettono in dubbio che ella stia redigendo così di getto il suo testamento spirituale; che, dall'anno seguente, conquisterà il mondo.

            Il lunedì di Pentecoste, 7 giugno, in previsione della festa di Madre Maria di Gonzaga, e «in vista della prossima morte» della sorella (LT 258), suor Genoveffa la fotografa in tre pose successive: tre documenti di un valore senza pari per la storia (cfr. VTL n. 41, 42, 43). Sedici lettere e biglietti di Teresa portano la data di questo mese di giugno (LT 233-248).

 

             1. Cfr. la nota 37 del mese di agosto.

             2. P 24, 27.

             3. Riguardo al Purgatorio, cfr. 8.7.15; 30.7.3; Ms A, 84r°/v°; LT 226; P 17, 6; 23, 8; DE, p. 683; e deposizioni ai Processi.

             4. Cfr. S. Teresa d'Avila, Cammino di perfezione, cap. 3; trad. it., pp. 549-554 (in particolare cap. 3, 6, pp. 551-552).

             5. Madre Agnese fu priora dal 1902 fino alla sua morte (1951), con una interruzione di diciotto mesi nel 1908-1909.

             6. Cfr. 4.7.2. - E, sulla morte d'amore: Ms C, 7v°/8r°; LT 242 e 255; P 17, 14; 18, 52; 24, 26; 31, 6; Pr 6; QG 27.7.5; 15.8.1; 30.9 (Appendice).

             7. PR 3.

             8. Teresa aveva potuto leggere questo dettaglio in Jeanne d'Arc [Giovanna d'Arco] di H. Wallon, p. 343. Riguardo alla paura di Giovanna di fronte alla morte, cfr. PR 3, 16v°/19r°. Teresa evocherà ancora la sua eroina in 20.7.6; 27.7.6; 10.8.4.

             9. Cfr. Ms A, 33r°.

            10. Cfr. Ms A, 35r°/v°.

            11. Cappellano del Carmelo.

            12. Cfr. 6.6.3; 31.7.4; 29.9.2; 30.9 (Appendice).

            13. Madre Maria di Gonzaga, priora.

            14. Il medico.

            15. Domenica di Pentecoste, in realtà il 6 giugno.

            16. Passaggio di una canzone dell'epoca, intitolata: Nous t'oublier, Mère chérie? [Noi dimenticarti, Madre cara?].

            17. Il 29 maggio 1887, giorno di Pentecoste; cfr. Ms A, 50 r°/v°.

            18. Nel testo francese, per errore, «tistes» anziché «tristes».

            19. Cfr. nota 20 del mese di maggio.

            20. Paragone attinto dalla Histoire de saint Louis de Gonzague in corso di lettura in refettorio, p. 411 (cfr. sopra, nota 29 di Maggio).

            21. P 54, 16.

            22. Il Manoscritto C.

            23. Benché si alzi ancora un po', Teresa non assiste quasi più alla messa e all'ufficio (12.6.1). Ma il suo stato non è giudicato grave al punto che il sacerdote entri in clausura per portarle l'Eucaristia.

            24. Finita in realtà la domenica 13.

            25. Cfr. Ms C, 17r°.

            26. Festa di san Luigi Gonzaga, il 21 giugno. Per questa occasione Teresa compone ancora qualche verso: PS 6.

            27. Utilizzata dal Signor Martin e data in seguito al Carmelo (cfr. DLT, p. 288).

            28. Santa Teresa d'Avila, Vita, cap. 40, 1, p. 421 (della trad. it.).

            29. Cfr. LT 237, 254, 255, 257; QG 7.7.1; 29.7.8; 31.7.4; 2.8.5; 18.8.2; 19.8.4; 20.8.1; 21.8.2; 30.9. – Ma con suor Maria del Sacro Cuore, Teresa preciserà: «Un bebé che è un anziano» (PA, p. 231). Nel medesimo senso si troverà: «infantile» (QG 11.6.1; 10.7.3; 25.8.3; 5.9.1; 29.9.3). Tuttavia si è mostrato (Prières, p. 129) come questo atteggiamento escluda ogni sdolcinatura.

            30. Cfr. 9.7.9.

            31. Santo monaco siriaco del V sec. che visse lunghi anni sopra una colonna, da cui il suo appellativo.

            32. Cfr. Ms A, 13r°/v°.

 

LUGLIO

 

            Due fonti forniscono una ricca documentazione sul mese di luglio: le 238 parole, circa un terzo del Quaderno giallo, e 34 lettere che parlano di Teresa, nella maggior parte destinate alla famiglia Guérin in vacanza a La Musse (cfr. DE, pp. 678s.). Queste permettono di seguire passo passo il procedere della tubercolosi.

            Dopo l'apparente miglioramento di fine giugno, abbondanti e ripetute emottisi sono segnalate il 6 e 7 luglio. Completa immobilità, ghiaccio ed altre cure scongiurano il pericolo immediato. La sera dell'8 luglio la malata viene trasportata in infermeria a pianterreno.

            Le emottisi riprendono presto. Il dottor de Cornière non spera più nella guarigione. Il 29 luglio la gravità è tale che il giorno seguente viene impartita alla morente l'estrema unzione: si pensa che non passerà la notte.

            Al principio del mese Teresa ha dovuto interrompere la redazione del suo Manoscritto. Il lavoro di Teresa è compiuto: incomincia quello di Madre Agnese di Gesù. Al capezzale della sua figliolina, il suo futuro «storico» (QG 27.7.7) pone domande e riceve istruzioni. Ricordi d'infanzia evocati dalla malata, riflessioni spontanee sulla sua esperienza religiosa, reazioni di fronte alla sofferenza fisica e spirituale. Teresa è schietta e del tutto spontanea. La sua «piccola via» deve essere trasmessa al maggior numero possibile di anime: luglio è il mese delle intuizioni profetiche riguardo alla sua missione postuma.

            Tredici lettere e biglietti di Teresa sono redatti (a matita) durante questo mese (LT 249‑261).

 

             1. Jeanne-Marie Primois, morta il 1o luglio a 43 anni.

             2. Il dottor de Cornière.

             3. Palma visibile sulla foto VTL no 46 e ritrovata intatta all'esumazione del 6091910.

             4. Nel testo francese, «bien guetté»: espressione normanna per «bien gardé».

             5. Vedere la n. 6 del mese di giugno.

             6. Cfr. Ms A, 80r°/v°; e 25.7.7.

             7. Cfr. Ms A, 70r° e LC 151; per le quindici altre sue lettere a Teresa, vedere CG, p. 1438.

             8. Riguardo alla gaiezza di Teresa ammalata, cfr. 19.5; 6.7.3; 9.7.1; 13.7.7; 10.8.3; 20.8.4; 5.9.3; 6.9.2; LT 255; DE, pp. 688-690, 732.

             9. Don Youf.

            10. Cfr. 27.8.6; LT 229 e 253; DE, p. 740.

            11. Su questi rinvii, cfr. Ms A, 68r°; 72r° e 73v°.

            12. Turiera del Carmelo.

            13. Cfr. Imitazione II, 9, Riflessione.

            14. Statua che Teresa bambina, gravemente malata, aveva visto sorriderle il 13 maggio 1883; cfr. Ms A, 30r°.

            15. Offerta del 9 giugno 1895, cfr. Ms A, 84r° e Pr 6; ricordata anche in 29.7.9; 8.8.2; e il 30.9.

            16. Cfr. Ms A, 52r°.

            17. Traduzione della Volgata.

            18. Cfr. 13.7.7; 11.8.6; 15.8.7.

            19. La malattia del Signor Martin.

            20. Nell'ottobre 1886; cfr. Ms A, 43r°.

            21. Nel testo, erroneamente, «toin» anziché «coin».

            22. [Il senso preciso sfugge. N.d.T.]. Madre Agnese ha notato altrove: «Papà, qualche volta, diceva così; era cosa nota». Sul naso di Madre Agnese, cfr. LT 219.

            23. Cfr. 15.6.2; e sulla magrezza della malata, 14.7.10; 20.9.2; 24.9.3.

            24. Cfr. Ms A, 59v°.

            25. «Agonisée». E un gioco di parole; infatti, «agoniser» (= agonizzare) può essere usato in francese anche in forma attiva, nel senso di «coprire di insulti, inveire contro qualcuno» (N.d.T.). Cfr. Ms C, 27r°.

            26. Cfr. LT 260.

            27. Nel testo originale, «éjouir» anziché «réjouir».

            28. Don Bellière (cfr. 30.7.4; 12.8.2; 4.9.4; 21.9.3) e il P. Roulland (cfr. 1.5.2; 30.7.4; 4.9.4).

            29. Cfr. Ms C, 32r°/v°.

            30. Il canonico Maupas.

            31. «Della furberia», precisa altrove Madre Agnese.

            32. Cfr. Pr 12 – E sui pronostici di una data di morte, cfr. 15.7.1; 31.7.1; 25.8.1; 2.9.1; 23.9.2.

            32bis. Gioco di parole tra «dattes» (= datteri) e «dates» (= date) (N.d.T.).

            33. La sua autobiografia.

            34. Riproduzione di un quadro dipinto da Celina (1894; cfr. DLT, p. 155); cfr. 10.7.10.

            35. Cfr. 3.7.4 e 20.8.6.

            36. Al Carmelo c'era usanza di suonare la campana alle h. 15, in ricordo della morte di Gesù Cristo. Ogni monaca baciava allora il proprio crocifisso.

            37. Un'emottisi.

            38. Cfr. il testo autentico in P 54, 16.

            39. Cfr. Santa Teresa d'Avila, Castello interiore, Seste mansioni, cap. 5 (trad. it., pp. 887‑892).

            40. Un romitorio nel giardino del Carmelo.

            41. Cfr. Santa Teresa d'Avila, Cammino di Perfezione, cap. 31 (trad. it., pp. 681‑688).

            42. Cfr. 13.7.12; 15.7.5; LT 185.

            43. Cfr. Ms A, 11v°.

            44. Cfr. Ms A, 70r°; Ms C, 36v°; e 20.7.3; così pure Prières, pp. 62, 66.

            45. In realtà Les feuilles mortes [Le foglie morte], di L. Abadie.

            46. L'episodio va situato sotto il priorato di Madre Agnese (1893-1896).

            47. Maria Guérin.

            48. Allusione alle litanie della Santa Vergine.

            49. Cfr. PS 8.

            50. Vino ricostituente.

            51. Cfr. LT 144 r°tv; LT 149, § 2 [o 1v°?].

            52. Cfr. LT 258; QG 27.7.14.

            53. Nel testo originale, erroneamente, «pis», anziché «puis».

            54. Cfr. LT 253, della medesima data; e vedere Ms A, 71r° e 84v°; Ms C, 31r°; LT 201; Pr 6; QG 16.7.2; 18.7.1; ecc. - È già stato segnalato altrove (cfr. Ms C n. 150) che il fondamento di questa affermazione va ricercato in S. Giovanni della Croce.

            55. Cioè, i tre giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri; nel 1891, l'8-11 febbraio.

            56. In realtà, nella primavera del 1893; cfr. CG, p. 1172.

            57. Cfr. n. 5 del mese di aprile.

            58. Cfr. 18.8.7.

            59. P 24, 32.

            60. Cfr. QG 8.7.6.

            61. Un'emottisi.

            62. Don Troude.

            63. Cfr. Ms A, 35r°.

            64. Cfr. Ms A, 82r°.

            65. Don Bourbonne.

            66. Seguono tre righe raschiate, illeggibili.

            67. Cfr. LT 254, § 2.

            68. Cfr. 11.7.6.

            69. Cfr. LT 106 e 163.

            70. Su questa esigenza di verità in Teresa, cfr. ad esempio 9.5.1; 4.8.3; 5.8.4; 3.9.1; 30.9.

            71. Confraternite di pietà.

            72. Nel giugno 1888; cfr. Ms A, 73r°.

            73. La sua maestra di noviziato.

            74. Medesima citazione in LT 65; cfr. ivi,n. 6.

            75. L'8 settembre 1890; cfr. Ms A, 76v°.

            76. «In te, Signore, pongo la mia speranza».

            77. Cfr. LT 147; frutto preferito da Teresa.

            78. Cfr. anche 20.8.18.

            79. Su questo amore alla sofferenza, cfr. Ms A, 36r° e 69v°; Ms C, 7r°, 10v°; LT 253, 254, 258; PP 10, 8; 50, 5; 54, 16; QG 23.7.4; 31.7.13; 24.9.1; 25.9.2; 30.9; ecc.

            80. Statua del chiostro, che Teresa adornò per tutta la sua vita religiosa; cfr. Ms A, 72v° (DLT, pp. 132-133).

            81. Sono i piedi che si presentano da baciare; cfr. 2.8.5; 19.8.3.

            82. Cfr. Pr 13, descrizione del documento.

            83. «Mi risponda».

            84. Cfr. PR 5, 9; Ms A, 85v°; P 5, 9 e 10; P 25, 7; QG 27.7.10.

            85. Il giovedì 10 gennaio 1889; cfr. Ms A, 72r°.

            86. Circa queste date, cfr. Ms C, 20r°, 3v°, 22r°.

            87. Lo «chauffoir», unico locale riscaldato del monastero.

            88. Il canonico Maupas.

            89. La Fiamma Viva d'Amore, str. 1, v. 6 (trad. it., p. 732).

            90. Ibid., Spiegazione; trad. it., str. 1, 34, p. 754; cfr. LT 245; Pr 12r° (e Prières, pp. 121s.); Pr 16; e QG 31.8.

            91. Parole che Teresa mette sulle labbra di Giovanna d'Arco in PR 3, 9r°.

            92. Nel testo, «point fines», anziché «vous n'êtes point fines».

            93. Cfr. 13.7.13; 27.7.13; Ms C, 8v°; LT 253 e 258.

            94. Sull'angoscia del soffocamento, cfr. 20.8.10; 21.8.2; 25.8.9; 26.8.5; 29.9.5; 30.9.

             95. Cfr. 3.8.5. Per la croce di ferro (autunno 1896), cfr. CG, p. 1189. Cfr. anche DLT, p. 246.

             96. Cfr. LT 208 e CG, p. 1189, +d.

             97. Cfr. 15.6.1.

             98. Poesia imparata nella sua infanzia; cfr. Ms A, 11r°.

             99. Cfr. 30.7.9; 31.7.13; LT 253.

            100. Si trattava d'un carillon.

            101. Suor Maria della Trinità è entrata al Carmelo il 16 giugno 1894.

            102. Cfr. Pr 6.

            103. Cfr. 10.9.2.

            104. Cfr. Ms A, 13r° e 80v°; LT 76, 106, 110, 252; QG 30.7.12; 18.8.3; 23.8.7; 23.8.10; 4.9.4; 28.9.1.

            105. Cfr. 21/26.5.3.

            106. Cfr. 20.8.10.

            107. Questo sacerdote aveva ascoltato la prima confessione di Teresa; cfr. Ms A, 16v°.

            108. «Capot», cioè, familiarmente: confuso, interdetto, imbarazzato (Littré).

            109. Piattino di terracotta che le serviva da sputacchiera.

            110. «Guigner»: socchiudere gli occhi guardando con la coda dell'occhio (Littré).

            111. Cfr. Ms A, 36v°, che cita Imitazione III, 36, 3.

            112. Come san Giovanni della Croce; cfr. Ms A, 73v°; LT 81; LT 188.

 

AGOSTO

 

            Le emottisi giornaliere cessano il 5 agosto. Si stabilisce uno stato caratterizzato allora da una forte oppressione. La domenica 15 agosto segna una nuova fase della malattia: la parte sinistra diventa zona fonte d'un dolore acuto. In assenza del medico curante, il 17 agosto viene chiamato il dr. La Néele, che constata «la tubercolosi giunta allo stadio terminale» (DE, p. 745). Il 22 agosto: nuovo peggioramento. Il tracciato medico di questo mese si riflette nel periodo corrispondente del Quaderno giallo. La prima quindicina si presenta inizialmente come continuazione del luglio: allusioni al Manoscritto C e alla futura missione della carmelitana; ricordi biografici, riflessioni d'ordine dottrinale esplicative della «piccola via». Poi, a partire dal 15, la resistenza di Teresa declina notevolmente. Ormai, gli Ultimi Colloqui ci presentano soprattutto un'ammalata grave: un'ammalata eroica.

            Bisogna guardarla soffrire, sorridere, soffocare, piangere: in ogni gesto, in ogni parola, vediamo Teresa dare tutta la sua misura d'amore. Gli ultimi giorni del mese sono punteggiati da confessioni di spossatezza fisica che tradiscono un'estrema sofferenza. In questo stesso tempo, la prova della fede non è cessata.

In simile contesto viene meglio apprezzata la forza di volontà di una piccola Teresa che ci ha lasciato cinque autografi scritti a matita, tra cui la lunga lettera a don Bellière del 10 agosto (LT 262-266).

 

             1. Alla cattedrale di San Pietro; cfr. Ms A, 45v°. - In NV 1.8.1, Madre Agnese data questa grazia al luglio 1887.

             2. Nel suo Manoscritto C, incompiuto.

             3. Utilizzato dal 7 luglio contro le emottisi.

             4. Il P. Roulland; cfr. LT 221, n. 1.

             5. Biografia e citazione non identificate.

             6. Santa Teresa d'Avila, Poesie 1. Desiderio del cielo, it. pp. 1499-1501; cfr. 4.9.7.

             7. Cfr. il testo autentico in P 45, 7.

             8. Riminiscenza di un inno a san Giuseppe: «La gloria umana è passeggera. Tutto passa in questo mondo mortale»; cfr. DE, p. 599.

             9. Cfr. 9.8.4; 3.9.2.

            10. Cfr. 12.8.3.

            11. Su questo desiderio confronta, tra l'altro, Ms A, 61r°; Ms B, 3r°; LT 132, 192, 197, 224; P 35, 10; PR 6, 11v°; Pr 2; ecc.

            12. Cfr. 4.6.1; e la n. 70 del mese di luglio.

            13. Cfr. P 17, 11.

            14. Cfr. LT 108.

            15. Canzone di O. Pradère, melodia utilizzata per P 23.

            16. Cantico intitolato: «Soupir de l'exilé» [Sospiro dell'esule].

            17. Queste parole appaiono alle pagine 39 e 7 dell'opuscolo indicato nella LT 196, n. 3.

            18. Fiamma Viva d'Amore, str. 2, v. 5; trad. it., p. 755.

            19. Ebdomadaria: suora incaricata di presiedere l'ufficio corale durante una settimana.

            20. Cfr. Ms B, 3v°/4v°; Ms C, 3°; LT 178, 226, 261; P 11, 3; 13, 5; 24, 9; 31, 4; 36, 3; 45, 4; 54, 6; PR 7, strofa finale; Pr 14; QG 27.5.5.

            21. Cfr. Ms B, 4r°/v°; LT 194; P 34.

            22. Cfr. 7.8.4; LT 259; e santa Teresa d'Avila, Cammino di Perfezione, cap. 38, 5 e 8-9, pp. 724 e 727 (della trad. it.).

            23. Cfr. Ms B, 5r°; Ms C, 31r°; LT 143, 202; Pr 7 e 20; QG 5.7.1; 7.8.4; ecc.

            24. Suor Maria di San Giuseppe, che lasciò il monastero nel 1909.

            25. Cfr. 7.6.2; Ms A, 50v°; Pr 21, presentazione (cfr. DLT, p. 303).

            26. Cfr. 5.8.5.

            27. Cfr. 6.8.8; 7.8.4; 13.8.1; Ms C, 2r°; LT 197; P 53, 1.

            28. Cfr. Pr 6.

            29. Nel 1886; cfr. Ms A, 45r°; LT 201.

            30. Cfr. P 48, 5, fine.

            31. Cfr. Fiamma Viva d'Amore, spiegazione della str. 1, v. 6; trad. it., str. 1, 31, p. 751.

            32. Cfr. LT 147, 2r°/v°.

            33. Foto di Teresa, nella parte di Giovanna d'Arco confortata da santa Caterina (VTL no 14); cfr. PR 3, 19v°; e Récréations, p. 334.

            34. Lettera ai Romani, 4, 1.

            35. Su questa terribile prova, cfr. la testimonianza di Madre Agnese (UCAltre parole di Teresa - A Madre Agnese - Agosto).

            36. Cfr. 21.8.3« fine; e LT 137.

            37. Cfr. 4.6.1; 5.8.4; 11.8.5; 11.9.7; PR 7, 1v°; Pr 16; cfr. però LT 56, n. 2.

            38. Inverno 1891-1892; cfr. Ms A, 79r°.

            39. La moglie di Geroboamo si era travestita per andare a consultare il profeta Achia.

            40. Cfr. la fine del Manoscritto C.

            40bis. Cfr. 4.8.3.

            41. Circa questi desideri della malata, cfr. 26.8.4; 31.8.5; 4.9.5; DE, p. 766.

            42. Cfr. Fiamma Viva d'Amore, str. I, v. 6, Spiegazione (trad. it., str. 1, 30-31, pp. 750-751); passo che Teresa, in infermeria, aveva segnato sul suo esemplare con delle crocette a matita (DE, p. 492).

            43. Tra mezzogiorno e le ore 13.

            44. Suor Genoveffa dormiva in una celletta adiacente all'infermeria.

            45. Dialetto normanno: «pas cor» per «pas encore = non ancora».

            46. Estratto dal «Credo» di Herculanum, opera di F.-C. David.

            47. Sicuramente la lettera di don Bellière, del 17 agosto (LC 194, in CG, pp. 1063s.).

            48. Cfr. 25.8.6; 29.9.3; Ms A, 10v°, e il dossier sul demonio in TrH, pp. 128-135.

            49. A motivo di questa debolezza, Teresa non si comunicherà più fino alla morte; cfr. 20.8.10 e la sua nota a, fine.

            50. Soprannome dato da Teresa, nei suoi ultimi mesi, alla sorella Celina; cfr. 22.9.4; 23.9.3 UCG Agosto 2 ecc.

            51. Cfr. 3.9.3.

            52. Dal suo nome civile, Clara Bertrand. Su questa riflessione, cfr. SD, pp. 1216.

            53. Riguardo a questi gemiti, cfr. DE, p. 755.

            54. Teresa evoca la vita della Santa Famiglia anche in Ms A, 59v°, e PR 6, Atto I.

            55. Cfr. Ms C, 25v°.

            56. Cfr. tuttavia PR 6, 2v°.

            57. Cfr. P 54.

            58. Che siano «libere», precisa Madre Agnese.

            59. Allusione alle pose tormentate che l'iconografia attribuisce spesso a questa santa.

            60. P 54, 16; cfr. QG 10.6.

            61. Cfr. LT 167 (post scriptum § 1), e le sue note 1 e 9.

            62. Cfr. P 54, 6.

            63. «Era secondo una buona intenzione», ha rilevato Madre Agnese.

            64. Cfr. 14.6; 11.8.3; 15.8.6; 23.8.1; 25.8.8; 29.9.11.

            65. Su questi «lamenti» e su questa accettazione, cfr. 22.8.10; 23.8.10; 28.8.4; 5.9.3; 20.9.1; 30.9.

            66. Si veda la scena che suor Genoveffa situa al 16 agosto (sotto).

            67. La stessa parola in una lettera di suor Maria dell'Eucaristia a suo padre il 27 agosto (DE, p. 759).

            68. Su questa capacità di sofferenza, cfr. Ms C, 10r°; 29.7.14.

            69. Nel testo francese, gioco di parole tra «bourrée» (= rimpinzata) e «bourrée» = fascina di legna minuta e di cattiva qualità.

            70. La Vergine del Sorriso.

            71. Foto VTL, n°45.

            72. Cfr. Ms A, 83r°; Fiamma Viva d'Amore, str. 1, spiegazione del v. 6 (trad. it., pp. 749-755) e nota 90 del mese di luglio.

 

SETTEMBRE

 

            L'inizio di questo mese vede prorogarsi la tregua - molto relativa - che aveva fatto seguito alle terribili sofferenze dei giovani dal 22 al 27 agosto. Teresa mangia un po', e la famiglia Guérin si fa premura di soddisfare i desideri della malata. Ma i sintomi non lasciano alcuna speranza: dimagrimento costante e un'estrema debolezza. Non riesce più a muovere neppure le mani e soffre molto. Non la si può toccare. Il 12 settembre incomincia il gonfiore ai piedi. Il dr. de Cornière non le dà più di una quindicina di giorni di vita. A partire dal 21, Teresa confessa che si sente in agonia ogni momento. Ma in realtà vi entrerà solo il 29, vigilia della sua morte.

            Il contenuto del Quaderno giallo di questo mese vale tanto per i gesti descritti quanto per le parole riferite. Teresa è più che mai maestra di vita. Le sue brevi parole hanno l'impronta dell'autenticità e sembrano veramente trasmesse così come sono uscite dalle sue labbra. Temi dominanti: malattia, sofferenza, morte. La prova della fede continua sempre. La preghiera dell'ammalata si appoggia sulle immagini e sulla statua che la circondano. Teresa osserva la natura con piacere, e continua talvolta a scherzare. Può celebrare ancora due anniversari: l'8, quello della sua professione (in questo giorno traccia il suo ultimo autografo, Pr 21), il 24, quello della sua velazione (cfr. Ms A, 77r°).

            Il grande numero di testimonianze del 30 settembre permette di ricostruire l'agonia di Teresa quasi ora per ora.

 

             1. Vedere la nota 32 del mese di luglio.

             2. La sua maestra di noviziato; cfr. Ms A, 70v°.

             3. Cfr. LT 126, n. 1.

             4. San Giovanni della Croce, Fiamma Viva d'Amore, str. 1, v. 6 (trad. it., p. 731).

             5. Madre Hermance del Cuore di Gesù; cfr. 20.8.3.

             6. Suor San Stanislao era sorda; Teresa la ringrazia accarezzandole la mano.

             7. Si identificano facilmente le persone di questa litania: suor Genoveffa, Madre Agnese di Gesù, suor Maria del Sacro Cuore, Leonia Martin, suor Maria dell'Eucaristia, il signore e la signora Guérin, Giovanna e Francis La Néele, don Bellière e P. Roulland.

             8. Santa Teresa d'Avila, Poesie 1 - Desiderio del cielo (it. pp. 1499-1501).

             9. È certamente il disinganno motivato dalla diagnosi del dr. La Néele.

            10. Auguste Acard.

            11. Si tratta della «Sacra Famiglia» di Müller; cfr. LT 264, nota (cfr. DLT, p. 226).

            12. Cfr. la n. 37 del mese di agosto.

            13. Suor Maria di San Giuseppe.

            14. P 34, 1.

            15. P 17, 9, secondo una prima versione (Poésies, II, pp. 102s.); cfr. LT 220.

            16. Cfr. 30.9.

            17. Ordinato sacerdote il 18 settembre, don Denis celebrerà la sua prima Messa al Carmelo di Lisieux l'indomani.

            18. Al tempo dell'udienza del 20 novembre 1887; cfr. Ms A, 63v°.

            19. Lettera a Madre Maria di Gonzaga, del 19 settembre; estratto in CG, p. 1163.

            20. Nel testo francese: «futée», e cioè «fatiguée» (= stanca, stancata, annoiata) nel linguaggio del luogo.

            21. Madre Agnese per due giorni aveva l'incombenza della lavatura dei piatti, il che la privava della ricreazione con la sorella.

            22. Sull'appellativo di «bambola» dato a suor Maria della Trinità, cfr. LT 236 e 249; e CSM no 56, in VT n° 77, pp. 66s.

            23. Cfr. CG, p. 1192.

            24. Cfr. P 54, 16; e la n. 79 di luglio.

            25. Cfr. il tema dei suoi sogni in Ms A, 79r°; e P 18, str. 33.

            26. Il dr. de Cornière morirà a ottanta anni (1922).

            27. Madre Agnese; cfr. n. 104 di luglio.

            28. Traduzione delle preghiere recitate in latino dalla comunità, il mattino stesso, nella raccolta Prières de la Recommandation de l'âme [Preghiere della Raccomandazione dell'anima] di L.-J. Biton, 1894.

 

 

ULTIME PAROLE A CELINA

(UCG)

 

             1. Cfr. QG 9.7.2.

             1bis. «Beato il ventre che ti ha portato».

             2. Cfr. Ms A, 61v°; P 3; LT 149 e 161.

             3. Gioco di parole su «Bon Sauveur [Buon Salvatore]», nome della casa di cura di Caen dove soggiornò il signor Martin.

             4. «Per far amare l'Amore». Suor Genoveffa ha cancellato le quattro parole e aggiunto l'osservazione: «(questo non c'è sull'autografo)». L'autografo designa la sua lettera del 22 luglio alla signora Guérin. Circa questa questione, rifarsi all'edizione critica degli Ultimi Colloqui, DE, pp. 721-723.

             5. Piattino di terracotta che le serviva da sputacchiera; cfr. QG 31.7.6.

             6. Poesia di Victor Hugo.

             7. Riguardo ai «bei pensieri», cfr. Ms C, 19r°/v°; LT 89 e 141 a Celina.

             7bis. Gioco di parole tra «elle» (= lei) e «ailes» (= ali); la pronuncia è simile (N.d.T.).

             8. Cfr. Ms B, 4v°/5v°.

             8bis. Gioco di parole tra «None» (= Ora nona, una delle ore minori dell'Ufficio), e «nonne» (= monaca, in linguaggio familiare).

             9. Cfr. QG 8.7.7.

            10. Pubblicando la Storia di un'Anima.

            11. Evocazione dell'infanzia vissuta con Celina e affermazione di un comune destino, a cui fa allusione una serie di paragoni lungo tutti gli UCG (-.7.1; 12.7.4; 5.8.1; -.8.1; -.7.3). Cfr. «le due gallinelle» del Ms A, 9r°.

            12. Cfr. QG 25.8.6.

            13. Nel testo francese, «vous cri» anziché «vous quérir» (= per cercarvi).

            14. «Piccolo taccuino», scrive altrove suor Genoveffa.

            15. Sottinteso: «Sulle ginocchia del Buon Dio».

            16. Cfr. QG 13.7.3.

            17. Parola riportata esclusivamente da suor Genoveffa; pubblicata in HA 98, p. 243 (cfr. SA, p. 481).

            18. Cfr. QG 25.8.6.

            19. Le note preparatorie al Processo Apostolico (NPPA).

 

ULTIME PAROLE

A SUOR MARIA DEL SACRO CUORE (UCMSC)

 

             1. P 48, 5, 11-12.

             2. Cfr. QG 9.6.1.

             3. Parola riportata in HA 98, p. 227 (cfr. SA, p. 493), e in NV 12.7.3.

             4. Cfr. QG 13.7.17.

             5. Cfr. QG 16.7.6«.

             6. Cfr. Ms C, 13v°/14r°.

             7. Cfr. QG 6.6.4; 31.7.4; 1.8.5; 29.9.2; 30.9.

             8. In realtà il 12 agosto.

             9. Cfr. QG 27.8.9.

            10. Cfr. DE, 17.9+a, pp. 660s.

 

 

ALTRE PAROLE

DI TERESA

 

             1. Questo testo e i due seguenti figurano nei Quaderni verdi, al 21/26 maggio; cfr. DE II (DP), pp. 38 e 40.

             2. PA, p. 199 (DE, p. 438).

             2bis. DE, p. 451.

             3. NPPA, Speranza del Cielo, DE II (DP), p. 448.

             4. Novissima Verba, al 17 luglio, DE II (DP), p. 169.

             5. NPPA, La sua prova contro la Fede (DE, p. 525).

             6. NPPA, Temperanza (DE, p. 537).

             7. Quaderni verdi, al 30 agosto, DE II (DP), p. 348.

             8. NPPA, Umiltà, Un esempio del suo disprezzo di sé (DE, p. 661).

             9. PA, p. 306.

            10. PO, p. 305 (DE, p. 619, Varia 4).

            11. Per la fonte di questo testo e dei seguenti, cfr. DE, p. 588, Varia 3 e 5 (testo, pp. 616s.).

            12. CMG II, p. 73, DE II (DP), p. 482).

            13. Cfr. DE, p. 635, Varia 2 (testo, p. 649).

            14. PO, p. 249 (DE, p. 440).

            15. NPPO 1908, p. 14 (DE, p. 659).

            16. PA, p. 245 (DE, p. 651, Varia 3).

            17. Cfr. DE, pp. 777s.

            18. NPPA (Quaderno rosso, pp. 21-22; cfr. DE, p. 785).

            19. Biglietto di suor Maria della Trinità a Madre Agnese di Gesù, del 17 gennaio 1935.

            20. Lettera a Madre Agnese di Gesù del 27 novembre 1934 (DE, p. 780).

            21. HA 1907, p. 296 (DE, p. 781).

            22. NPPA (Quaderno rosso, p. 48); DE, p. 781.

            23. Lettera a Madre Agnese di Gesù, Venerdì Santo 1906 (DE, p. 782).

            24. NPPA, (Quaderno rosso, p. 102); DE, p. 582.

            25. Un guscio di cozza, di cui Teresa si serviva per i suoi lavori di pittura. Ella aveva ordinato alla sua novizia, suor Maria della Trinità, di raccogliervi le lacrime ogni volta che avesse sentito il desiderio di piangere.

            26. «Consigli e ricordi», della HA 1899, pp. 280-281 (DE, p. 783); cfr. SA, p. 524.

            27. PO, p. 472 (DE II (DP), p. 486).

            28. Souvenirs d'une sainte amitié [Ricordi di una santa amicizia], p. 12; DE, p. 788.

            29. Ibid. (DE, p. 421).

            30. PO, p. 415 (DE, p. 791).

            31. Fogli volanti annessi alle NPPA (DE, p. 545).

            32. Circolare di suor Amata di Gesù, 17 gennaio 1930; cfr. PO, p. 573 e PA, p. 408 (DE, p. 561).

            33. «Consigli e ricordi» della HA 1953, p. 248; cfr. SA, p. 533.

 

 

 

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