5_Preghiere

 

 

PREGHIERE

 

 

Pr 1

 

«Mia buona Santa Vergine»

 

            Mia buona Santa Vergine, fa' che la tua piccola Teresa non si tormenti mai più.

 

Pr 2

 

[Biglietto di Professione]

 

8 settembre 1890

            O Gesù, mio sposo divino,1 che io non perda mai la seconda veste del mio Battesimo!2 Prendimi prima che compia la più leggera colpa volontaria. Che io non cerchi e non trovi mai che te solo e le creature non siano niente per me e io non sia niente per loro, ma tu, Gesù, sia tutto!...3 Le cose della terra non possano mai turbare la mia anima, niente turbi la mia pace. Gesù, non ti domando che la pace, e poi l'amore: l'amore infinito senza altro limite che te, l'amore che non sia più io, ma tu,4 o mio Gesù. Gesù, per te io muoia martire,5 del martirio del cuore o del corpo, o piuttosto di tutti e due...

            Concedimi di adempiere i miei voti in tutta la loro perfezione e fammi comprendere ciò che dev'essere una sposa per te. Fa' che io non sia mai di peso alla comunità, ma che nessuno si occupi di me: che io sia considerata come calpestata, dimenticata6 come un tuo granellino di sabbia,7 Gesù.

            La tua volontà sia fatta in me perfettamente Mt 6,10 e io arrivi in quel posto che tu sei andato prima a prepararmi.....Gv 14,2-3

            Gesù, fa' che io salvi molte anime: che oggi non ce ne sia una sola dannata e tutte le anime del purgatorio siano salvate8!... Gesù, perdonami se dico cose che non bisogna dire: io voglio solo rallegrarti9 e consolarti.

 

Pr 3

[181r°]

 

Sguardi d'amore verso Gesù

 

            Gesù, le tue piccole spose prendono la risoluzione di tenere gli occhi bassi durante il refettorio, allo scopo di onorare e imitare l'esempio che tu hai dato loro presso Erode.1 Lc 23,9.11 Quando quell'empio principe si burlava di te, o Bellezza infinita, non un lamento usciva dalle tue labbra divine. Non ti degnavi nemmeno di fissare su di lui i tuoi occhi adorabili. Oh, senza dubbio, divino Gesù, Erode non meritava d'essere guardato da te. Ma noi, che siamo tue spose, vogliamo attirare su di noi il tuo sguardo divino: noi ti chiediamo di ricompensarci con uno sguardo d'amore2 ogni volta che noi faremo a meno di alzare gli occhi. E ti preghiamo anche di non rifiutarci questo dolce sguardo quando saremo cadute, poiché noi conteremo3 le nostre mancanze:4 formeremo un mazzo di fiori che tu non rifiuterai, ne siamo certe. Tu vedrai in questi fiori il desiderio nostro di amarti, di rassomigliarti, e benedirai le tue povere figlie.

            O Gesù, guardaci con amore e donaci [181v°] il tuo dolce bacio.

Così sia.

 

Pr 4

[180v°]

 

Omaggio alla Santissima Trinità

 

            O mio Dio, eccoci prostrate dinanzi a Te. Veniamo a implorare la grazia di lavorare per la Tua gloria.

            Le bestemmie dei peccatori hanno risuonato dolorosamente alle nostre orecchie. Per consolarti e riparare le ingiurie che ti fanno patire le anime da te redente, o adorabile Trinità, noi vogliamo formare un concerto di tutti i piccoli sacrifici che faremo per tuo amore. Durante quindici giorni, ti offriremo il canto degli uccellini1 del Cielo, che non cessano di lodarti e di rimproverare agli uomini la loro ingratitudine. Ti offriamo pure, o mio Dio, la melodia degli strumenti di musica, e speriamo che l'anima nostra meriterà d'essere una lira armoniosa che tu farai vibrare per consolarti dell'indifferenza di tante anime che non pensano a te. Noi vogliamo anche, durante otto giorni, accumulare diamanti e pietre preziose che ripareranno la brama dei poveri mortali [181r°] che inseguono le ricchezze passeggere senza pensare a quelle dell'eternità. O mio Dio, facci la grazia d'essere più vigilanti nella ricerca dei sacrifici, di quanto lo sono le anime che non ti amano nell'inseguire i beni della terra!2

            Infine, durante otto giorni, il profumo dei fiori sarà raccolto dalle tue figlie che vogliono, così, riparare tutte le indelicatezze che ti fanno sopportare le anime sacerdotali e religiose.3 O beata Trinità, concedici d'essere fedeli e facci la grazia di possederti dopo l'esilio di questa vita!

Così sia.

 

Pr 5

 

«Fiori Mistici»

 

Copertina

Maddalena! Mia Amata Sposa!

Io sono tutto tuo e tu sei mia per sempre. Ct 2,16

Pagina con il titolo

 

1r°       Fiori Mistici1 destinati a formare il mio cesto di nozze.

            Una voce s'è fatta udire: «Ecco lo Sposo che viene, andategli incontro....» Mt 25,6 (Vangelo)

 

Aspirazioni2

 

            (Per il libretto completo pagina per pagina, cfr. Prières, p. 73. Si omette qui l'enunciato del giorno e il termine «Aspirazioni», ripetuto sedici volte).

 

2r°       Rose Bianche.

            O Gesù, purifica la mia anima affinché diventi degna di essere tua sposa!

 

2v°      Margheritine.

            O Gesù, fammi la grazia di compiere tutte le mie azioni per piacere a te solo.

 

3r°       Violette Bianche.

            Gesù, dolce e umile di Cuore, Mt 11,29 rendi il mio cuore simile al tuo!...

 

3v°Mughetto.

            Santa Teresa, Madre mia, insegnami a salvare le anime così che io diventi una vera carmelitana.3

 

4r°Rose di macchia.

            O Gesù, sei tu solo che servo4 servendo le mie Madri e le mie Sorelle.

 

4v°Rose tea.

            Gesù, Maria, Giuseppe, fatemi la grazia di fare un buon ritiro e preparate la mia anima per il bel giorno della mia professione.

 

5r°Bucaneve.

            O Santa Maddalena, ottienimi che la mia vita non sia che un atto d'amore.

 

5v°Caprifoglio.

            O Gesù, insegnami a rinnegarmi sempre per far piacere alle mie sorelle.

 

6r°Pervinche bianche.

            Mio Dio, ti amo con tutto il mio cuore.

 

6v°Peonie bianche.

            O mio Dio, guarda il Volto di Gesù; e dei poveri peccatori fa' altrettanti eletti.5

 

7r°Gelsomino.

            O Gesù, non voglio gustare gioia che in te solo!...

 

7v°Miosotidi bianchi.

            O mio Santo Angelo custode, Sal 90,4 coprimi sempre con le tue ali affinché io non abbia mai la disgrazia di offendere Gesù.

 

8r°Regina dei Prati.

            O Maria, mia buona Madre, fammi la grazia di non offuscare mai la veste d'innocenza che mi darai nel giorno della mia professione.

 

8v°Verbene bianche.

            Mio Dio, credo in te, spero in te, ti amo con tutto il mio cuore.

 

9r°Giaggioli bianchi.

            Mio Dio, ti ringrazio di tutte le grazie che tu mi hai fatte durante il mio ritiro.

 

9v°Il Grande Giorno è arrivato.6

            Gigli.

            Amato mio Gesù, tu ora sei tutto mio e io sono per sempre la tua piccola Sposa!!!... Ct 2,16

 

Pr 6

[1r°]

J.M.J.T.

Offerta di me stessa

come Vittima d'Olocausto

all'Amore Misericordioso del Buon Dio1

 

            O mio Dio, Trinità Beata, io desidero Amarti e farti Amare,2 lavorare alla glorificazione della Santa Chiesa salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono nel purgatorio. Desidero compiere perfettamente la tua volontà e arrivare al grado di gloria che mi hai preparato nel tuo regno; Gv 14,2 in una parola, desidero essere Santa, ma sento la mia impotenza e ti domando, o mio Dio, di essere tu stesso la mia Santità!3

            Poiché mi hai amata4 fino a darmi il tuo unico Figlio Gv 3,16 perché sia il mio Salvatore e il mio Sposo, i tesori infiniti dei suoi meriti sono miei ed io te li offro con gioia, supplicandoti di non guardarmi che attraverso il Volto di Gesù e nel suo Cuore ardente d'Amore.5

            Ti offro ancora tutti i meriti dei Santi sia del Cielo che della terra, i loro atti d'Amore e quelli dei Santi Angeli; ti offro infine, o Beata Trinità, l'Amore e i meriti della Santa Vergine, mia Madre diletta. A lei affido la mia offerta pregandola di presentartela.6 Il suo Figlio divino, mio Amato Sposo, nei giorni della sua vita mortale Eb 5,7 ci ha detto: «Tutto ciò che domanderete al Padre mio, nel [1v°/2r°] mio nome, ve lo darà»! Gv 16,23 Sono dunque certa che esaudirai i miei desideri. Lo so, o mio Dio: più vuoi dare, più fai desiderare!7 Sento nel mio cuore desideri immensi8 ed è con fiducia che ti chiedo di venire a prendere possesso della mia anima. Ah, non posso ricevere la Santa Comunione tanto spesso come desidero! Ma, Signore, non sei tu Onnipotente?... Resta in me, come nel tabernacolo: non allontanarti mai dalla tua piccola ostia!9

            Vorrei consolarti dell'ingratitudine dei cattivi e ti supplico di togliermi la libertà di dispiacerti.10 Se qualche volta cado per debolezza, il tuo Sguardo Divino purifichi 11 subito la mia anima consumando tutte le mie imperfezioni, come il fuoco che trasforma ogni cosa in se stesso...

            Ti ringrazio, o mio Dio, di tutte le grazie che mi hai accordate, in particolare di avermi fatta passare attraverso il crogiolo della sofferenza.12 Sap 3,5-6Sarà con gioia che ti contemplerò nell'ultimo giorno mentre reggi lo scettro della Croce. Mt 24,30 Poiché ti sei degnato di darmi in sorte questa Croce tanto preziosa, spero di rassomigliarti nel CieloGv 20,27 e di veder brillare sul mio corpo glorificato le sacre stimmate della tua Passione!Gal 6,17

            Dopo l'esilio della terra, spero di venire a goderti nella Patria; ma non voglio ammassare meriti per il Cielo,13 voglio lavorare per il tuo solo Amore, con l'unico scopo di farti piacere, di consolare il tuo Sacro Cuore e di salvare anime che ti ameranno eternamente.

            Alla sera di questa vita,14 comparirò davanti a te a mani vuote,15 perché non ti chiedo, Signore, di contare le mie opere. Ogni nostra giustizia è imperfetta16 ai tuoi occhi.Is 64,6 Voglio dunque rivestirmi della tua propria Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Te stesso. Non voglio altro Trono e altra Corona che Te, o mio Amato!

            Ai tuoi occhi il tempo è nulla: un giorno solo è come mille anni. Sal 89,4 Tu puoi dunque prepararmi in un istante a comparire davanti a te.

            Allo scopo17 di vivere in un atto di perfetto Amore,18 mi offro come vittima d'olocausto al tuo Amore misericordioso, supplicandoti di consumarmi (2v°) senza posa,19 lasciando traboccare nella mia anima le onde d'infinita tenerezzaGv 7,38 che sono racchiuse in te, così che io diventi Martire del tuo Amore, o mio Dio!

            Questo martirio, dopo avermi preparata a comparire davanti a te, mi faccia infine morire20 e la mia anima si slanci senza ritardo21 nell'eterno abbraccio22 del Tuo Amore Misericordioso!

            Voglio, o mio Amato, ad ogni battito del cuore rinnovarti questa offerta23 un numero infinito di volte,Ct 4,6 fino a che, svanite le ombre, 1Cor 13,12 possa ridirti il mio Amore in un Faccia a Faccia Eterno!

Maria Francesca Teresa di Gesù Bambino

e del Volto Santo

rel. carm. ind.

Festa della Santissima Trinità

9 giugno dell'anno di grazia 1895

 

Pr 7

 

[Preghiera a Gesù nel tabernacolo]

 

[180r°]                                                          Gesù †

16 luglio 1895

 

            O Dio nascostoIs 45,15 nella prigione del tabernacolo, con gioia torno presso di te ogni sera per ringraziarti delle grazie che mi hai concesse, e implorare perdono per le mancanze che ho commesse lungo il giorno che se ne è andato come un sogno! Sal 89,5

            O Gesù, come sarei felice se fossi stata molto fedele! Ma, ahimé, spesso la sera sono triste perché sento che avrei potuto rispondere meglio alle tue grazie.... Se fossi più unita a te, più caritatevole con le mie sorelle, più umile e più mortificata, proverei meno pena a intrattenermi con te nella preghiera.1 Tuttavia, o mio Dio, ben lontana dallo scoraggiarmi alla vista delle mie miserie, vengo a te con fiducia, ricordandomi che «non sono quelli che stanno bene che hanno bisogno del medico, ma i malati». Mt 9,12 Ti supplico dunque di guarirmi, di perdonarmi! Ed io, Signore, mi ricorderò «che l'anima alla quale tu hai rimesso di più, deve anche amarti più delle altre»! Lc 7,42-43 Ti offro tutti i battiti del mio cuore come altrettanti atti d'amore e di riparazione e li unisco ai tuoi meriti infiniti. Ti supplico, o mio Divino Sposo, di essere tu stesso il Riparatore2 della mia anima, di agire in me senza tener conto delle mie resistenze: insomma, non voglio più avere altra volontà che la tua; e domani, con il soccorso della tua grazia, ricomincerò una vita nuova, di cui ogni istante sarà un atto d'amore e di rinuncia.3

            Dopo essere venuta così ogni sera ai piedi del tuo Altare, arriverò infine all'ultima sera della mia vita: allora comincerà per me il giorno senza tramonto dell'eternità, in cui sul tuo Cuore Divino mi riposerò dalle lotte dell'esilio!...4

Così sia.

 

Pr 8

 

[Preghiera per don Bellière]

 

J.M.J.T.

 

            O mio Gesù, ti ringrazio di soddisfare uno dei miei più grandi desideri: quello d'avere un fratello sacerdote e apostolo!

            Mi sento molto indegna di questo favore, ma giacché ti degni di concedere alla tua povera piccola sposa la grazia di lavorare specialmente alla santificazione di un'anima destinata al sacerdozio, con gioia ti offro per essa tutte1 le preghiere e i sacrifici di cui posso disporre. Ti chiedo, o mio Dio, di non guardare ciò che sono, ma ciò che dovrei e vorrei essere, ossia una religiosa tutta infiammata del tuo amore.2

            Tu lo sai, Signore: l'unica mia ambizione è di farti conoscere e amare; e ora il mio desiderio sarà realizzato. Io non posso che pregare e soffrire; ma l'anima alla quale ti degni di unirmi con i dolci vincoli della [1v°] carità andrà a combattere nella pianura Es 17,9-13 per conquistarti dei cuori, e io, sulla montagna del Carmelo, ti supplicherò di dargli la vittoria.

            Divino Gesù, ascolta la preghiera che ti rivolgo per colui che vuole essere tuo missionario: custodiscilo Gv 17,15 in mezzo ai pericoli del mondo;3 fagli sentire sempre più il niente e la vanità delle cose passeggere e la felicità di saperle disprezzare per tuo amore. Il suo apostolato sublime si eserciti già su coloro che lo circondano: egli sia un apostolo, degno del tuo Sacro Cuore!4

            O Maria, dolce Regina del Carmelo, a te affido l'anima del futuro sacerdote, di cui sono l'indegna piccola sorella. Degnati di insegnargli fin d'ora con quale amore tu toccavi il Divino Gesù Bambino e lo avvolgevi in fasce,5 Lc 2,7 affinché egli un giorno possa salire il Santo Altare e portare nelle sue mani il Re dei Cieli.

            Ti chiedo ancora di custodirlo sempre all'ombra del tuo manto verginale, fino al [2r°] momento felice in cui, lasciando questa valle di lacrime6 potrà contemplare il tuo splendore Sal 83,7 e godere durante tutta l'eternità dei frutti del suo glorioso apostolato!

Teresa di Gesù Bambino

rel. carm. ind.

 

Pr 9

[Preghiera di Celina e di Teresa]

 

            Vi dico, se due tra voi s'accordano sulla terra, qualsiasi cosa domandino, l'otterranno dal Padre mio che è nei Cieli. Mt 18,19-20 Perché là dove due sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.

S. Matteo c. XVIII

v. 19‑20

 

            O Dio, noi ti domandiamo che mai i tuoi due gigli siano separati sulla terra.1 Essi ti consolino insieme2 del poco amore che tu trovi in questa valle di lacrime, Sal 83,7 e le loro corolle risplendano per l'eternità dello stesso fulgore e diffondano lo stesso profumo quando s'inclineranno verso di te!

Celina e Teresa

Ricordo della notte di Natale 1895

 

Pr 10

[Offerta della giornata]

 

            Mio Dio, ti offro tutte le azioni che farò oggi, con le intenzioni1 e per la gloria del Sacro Cuore di Gesù. Voglio santificare i battiti del mio cuore, i miei pensieri e le mie opere più semplici, unendoli ai suoi meriti infiniti, e riparare le mie colpe gettandole nella fornace del suo amore misericordioso.2

            O mio Dio, ti domando per me e per coloro che mi sono cari la grazia di compiere perfettamente la tua santa volontà,Mt 6,10 di accettare per tuo amore le gioie e le pene di questa vita passeggera, affinché noi siamo un giorno riuniti in Cielo per tutta l'eternità.

Così sia.

 

Pr 11

«Che io ti rassomigli»

Fa' che io t R.

(Francobollo

del

Volto Santo di Tours)

 

Gesù!...

[e cioè: Fa' che io ti Rassomigli, Gesù!...]

 

Pr 12

 

Consacrazione al Volto Santo

 

            [r°] Signore, nascondici nel segreto del tuo Volto!.. Sal 30,21

            Sr. C. Genoveffa di S. Teresa - Maria del Volto Santo

            Sr. L. G. Maria della Trinità e del Volto Santo

            Sr. Maria F. Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo1

 

            Il più piccolo movimento di puro Amore è più utile alla Chiesa di tutte le altre opere messe insieme...2 È dunque della più alta importanza che le nostre anime si esercitino molto nell'Amore, affinché consumandosi rapidamente non si fermino molto quaggiù e arrivino prontamente a vedere Gesù, Faccia a Faccia...3

 

[v°]                                        Consacrazione al Volto Santo.

 

            O Volto Adorabile di Gesù, giacché ti sei degnato di scegliere particolarmente le anime nostre per donarti ad esse, noi veniamo a consacrarle a te!... Ci sembra, o Gesù, di sentirti dire a noi:

           

            «Apritemi, sorelle mie, mie spose amate, poiché il mio Volto è coperto di rugiada e i miei capelli dalle stille della notte». Ct 5,2 Le anime nostre comprendono il tuo linguaggio d'amore: noi vogliamo asciugare il tuo dolce Volto e consolarti della dimenticanza dei cattivi: ai loro occhi tu sei ancora come nascosto e ti considerano come un oggetto di disprezzo!... Is 53,3

            O Volto più bello dei gigli e delle rose di primavera,4 tu non sei nascosto agli occhi nostri! Is 53,3 Le Lacrime che velano il tuo sguardo divino ci appaiono come Diamanti preziosi che vogliamo raccogliere per acquistare, con il loro valore infinito, le anime dei nostri fratelli.

            Dalla tua Bocca adorata abbiamo inteso il gemito amoroso: comprendendo che la sete che ti consuma Gv 19,28 è una sete5 d'Amore, noi vorremmo, per dissetarti, possedere un Amore infinito! Amato e diletto Sposo delle anime nostre, se avessimo l'amore di tutti i cuori, tutto questo amore sarebbe tuo!... Ebbene, dacci questo amore e vieni a dissetarti nelle tue piccole spose!...

            Anime, Signore, ci occorrono anime!...6 Specialmente anime di apostoli e di martiri affinché per loro mezzo infiammiamo del tuo Amore la moltitudine dei poveri peccatori. O Volto Adorabile, noi sapremo ottenere da te questa grazia! Dimenticando il nostro esilio sulle sponde dei fiumi di Babilonia, Sal 136,1-4 canteremo ai tuoi Orecchi le più dolci melodie. Poiché tu sei la vera, l'unica Patria dei nostri cuori, i nostri cantici non saranno cantati in una terra straniera.

            O Volto diletto di Gesù! Nell'attesa del giorno eterno in cui contempleremo la tua Gloria infinita, l'unico nostro desiderio è d'incantare i tuoi Occhi Divini nascondendo anche il nostro volto, Is 53,3 affinché quaggiù nessuno possa riconoscerci... Il tuo Sguardo Velato, ecco il nostro Cielo, o Gesù!...7

Firmato:

            T. di Gesù Bambino e del Volto Santo - M. della Trinità e del Volto Santo - G. di Santa T. Maria del Volto Santo

 

Pr 13

«Eterno Padre, il tuo unico Figlio...»

 

            Tutto quello che domanderete al Padre nel mio Nome, Egli ve lo concederà! Gv 16,23

            Eterno1 Padre, il tuo unico Figlio, il dolce Bambino Gesù è mio perché me l'hai dato.2 Gv 3,16 Ti offro i meriti infiniti della sua divina Infanzia e ti chiedo, nel suo Nome, di chiamare alle gioie del Cielo innumerevoli falangi di piccoli bambini, che seguiranno eternamente l'Agnello Divino. Ap 14,4

 

Pr 14

 

[A Gesù Bambino]

Io sono il Gesù di Teresa1

 

            O Piccolo Bambino,2 mio unico Tesoro, io mi abbandono ai tuoi Divini Capricci: non voglio altra gioia che quella di farti sorridere. Imprimi in me le tue grazie3 e virtù infantili,4 affinché il giorno della mia nascita al Cielo,5 gli angeli e i santi riconoscano nella tua piccola sposa

(Teresa di Gesù Bambino)

 

Pr 15

 

«Eterno Padre,

poiché mi hai dato...»

 

            «Come in un regno con l'effigie del principe ci si procura tutto ciò che si desidera, così con la moneta preziosa della mia Santa Umanità, che è il mio Volto Adorabile, voi otterrete tutto quello che vorrete».1

(N.S. a Suor Marie de San Pietro)

 

            Eterno Padre, poiché mi hai dato come eredità il Volto Adorabile del tuo Divin Figlio, io te l'offro e ti domando, in cambio di questa Moneta infinitamente preziosa, di dimenticare le ingratitudini delle anime che ti sono consacrate e di perdonare ai poveri peccatori.

 

Pr 16

[Al Volto Santo]

Io sono il Gesù di Teresa1

 

            O Volto Adorabile di Gesù, unica Bellezza che rapisce il mio cuore, degnati di imprimere in me la Divina tua Somiglianza, affinché tu non possa guardare l'anima della tua piccola sposa senza contemplare Te Stesso.2

            O mio Diletto, per amor tuo accetto di non vedere quaggiù la dolcezza del tuo Sguardo, di non sentire3 l'inesprimibile bacio della tua Bocca, Ct 1,2 ma ti supplico d'infiammarmi del tuo amore, affinché esso mi consumi rapidamente4 e mi faccia apparire presto davanti a te:

Teresa del Volto Santo

 

Pr 17

«Signore, Dio degli eserciti»

 

[175r°]                                     Preghiera ispirata da un'immagine

raffigurante la Venerabile Giovanna d'Arco

 

            Signore, Dio degli eserciti, 1Re 19,10-14 che ci hai detto nel tuo Vangelo: «Non sono venuto a portare la pace, ma la spada»,1 Mt 10,34 armami per la lotta. Io brucio dal desiderio di combattere per la tua gloria; ma, te ne supplico, fortifica il mio coraggio! Gdt 13,7 Potrò allora esclamare con il Santo re David: «Tu solo sei il mio scudo; sei Tu, Signore, che addestri le mie mani alla guerra»! Sal 143,1-2

            O mio Amato, comprendo a quale combattimento mi destini: non è affatto sui campi di battaglia2 che lotterò!...

            Io sono prigioniera del tuo Amore, ho liberamente saldata la catena che mi unisce a Te e che mi separa per sempre dal mondo che tu hai maledetto3! La mia spada non è che l'Amore: con essa caccerò lo straniero dal regno. Ti farò proclamare Re nelle anime4 che rifiutano di sottomettersi alla tua Divina Potenza.

            Senza dubbio, Signore, uno strumento tanto debole1Cor 1,27 come me non ti è necessario; ma Giovanna, la tua sposa verginale e valorosa, l'ha detto: «Bisogna lottare perché Dio doni la vittoria».5 O mio Gesù, lotterò dunque per il tuo Amore fino alla sera della mia vita.6 Poiché tu non hai voluto gustare [175v°] riposo sulla terra, voglio seguire il tuo esempio, e spero così che si realizzerà per me la promessa uscita dalle tue labbra Divine: «Se qualcuno mi segue, in qualsiasi luogo io sia ci sarà anche lui, e il Padre mio lo onorerà». Gv 12,26

            Essere con te, essere in te, ecco l'unico mio desiderio! La certezza che tu mi dai del suo esaudimento mi fa sopportare l'esilio, nell'attesa del giorno radioso dell'eterno Faccia a Faccia! 1Cor 13,12

 

Pr 18

 

«O Santi Innocenti...», «O San Sebastiano...»

 

            [r°] O Santi Innocenti,1 che la mia Palma e la mia Corona Ap 7,9 somiglino alle vostre!

            O San Sebastiano,2 ottienimi il tuo amore e il tuo coraggio, affinché io possa combattere come te per la gloria di Dio!... [v°] O Glorioso Soldato di Cristo,3 tu che per l'onore del Dio degli eserciti1Re 19,10.14 hai vittoriosamente combattuto e riportato la palma e la corona del Martirio, ascolta il mio segreto:4 «Come l'angelico Tarcisio,5 io porto il Signore». Non sono che una bambina e tuttavia devo lottare ogni giorno per conservare il Tesoro inestimabile che si nasconde nell'anima mia!... Spesso devo arrossare col sangue del mio cuore6 l'arena del combattimento!...

            O Guerriero Potente, sii il mio protettore, sostienimi con il tuo braccio vittorioso e non temerò le forze nemiche. Con il tuo soccorso combatterò fino alla sera della vita. Allora tu mi presenterai a Gesù e dalla sua mano riceverò la palma che tu mi avrai aiutato a cogliere!

 

Pr 19

 

[Atto di fede]

            Mio Dio, con il soccorso della tua grazia, sono pronta a versare tutto il mio sangue per affermare la mia fede.

 

            (Altra lezione: per ciascuno degli articoli del Simbolo).

 

Pr 20

[181v°]

Gesù!                                                                                                                  16 luglio 1897

 

Preghiera per ottenere l'Umiltà

 

            O Gesù, quando eri Pellegrino sulla terra hai detto: «Imparate da me che sono mite ed umile di cuore1 Mt 11,29 e troverete il riposo delle anime vostre». O Potente Sovrano del Cielo, sì, l'anima mia trova il riposo nel vederti, rivestito della forma e della natura di schiavo, Fil 2,7 abbassato fino a lavare i piedi ai tuoi apostoli. Gv 13,5 Mi rammento allora di queste parole che hai pronunciate per insegnarmi a praticare l'umiltà: «Vi ho dato l'esempio, affinché facciate voi stessi ciò che ho fatto io. Gv 13,15-17 Il discepolo non è più grande del Maestro.... Se voi comprendete ciò, sarete felici nel praticarlo.» Le comprendo, Signore, queste parole uscite dal tuo Cuore dolce ed umile: Mt 11,29 voglio praticarle con il soccorso della tua grazia.

            Voglio abbassarmi umilmente e sottomettere la mia volontà a quella delle mie sorelle, non contraddicendole in nulla e senza ricercare se hanno o no il diritto di comandarmi.2 Nessuno, o mio Amato, aveva questo diritto verso di te, e tuttavia hai obbedito non soltanto alla Santa Vergine e a San Giuseppe, Lc 2,51 ma anche ai tuoi carnefici. Adesso è nell'Ostia che ti vedo portare al colmo il tuo annientamento.3 Quanta è la tua umiltà, o divino Re di Gloria, nel sottometterti a tutti i tuoi sacerdoti Sal 23,7.9 senza fare alcuna distinzione tra coloro che ti amano e coloro che, ahimé, sono tiepidi o freddi nel tuo servizio! Alla loro chiamata tu discendi dal cielo. Essi possono anticipare o ritardare l'ora del Santo Sacrificio; tu sei sempre pronto!

            [183r°] O mio Amato, come mi appari dolce ed umile di cuore Mt 11,29 sotto il velo della bianca Ostia! Non puoi abbassarti di più per insegnarmi l'umiltà. Così, per rispondere al tuo amore, voglio desiderare che le mie sorelle mi mettano sempre al l'ultimo posto Lc 14,10 e persuadermi davvero che questo è il mio posto.

            Ti supplico, mio Divino Gesù, di mandarmi una umiliazione ogni volta che cercherò di elevarmi sopra le altre.

            Lo so, o mio Dio: tu abbassi l'anima orgogliosa, ma dai una eternità di gloria a quella che si umilia: Lc 14,11 voglio dunque mettermi in ultima fila, Lc 14,10 condividere le tue umiliazioni per «aver parte con te» nel regno dei Cieli. Gv 13,8

            Ma, Signore, la mia debolezza ti è nota: ogni mattino prendo la risoluzione di praticare l'umiltà e la sera riconosco che ho commesso ancora tante mancanze di orgoglio. A questa vista sono tentata di scoraggiarmi, ma so che lo scoraggiamento è anch'esso orgoglio: voglio quindi, o mio Dio, fondare la mia speranza su Te solo. Giacché tu puoi tutto, degnati di far nascere nell'anima mia la virtù4 che desidero. Per ottenere questa grazia dall'infinita tua misericordia, ti ripeterò molto spesso: «O Gesù, dolce ed umile di cuore, Mt 11,29 rendi il mio cuore simile al tuo»!

 

Pr 21

 

«Se io fossi la Regina del Cielo»

 

            O Maria, se io fossi la Regina del Cielo e tu fossi Teresa, vorrei essere Teresa perché voi foste la Regina del Cielo!!!...

8 settembre 1897

(ultimo biglietto, scritto a matita l’8 settembre 1897)

 

 

 

NOTE DELLE PREGHIERE

 

 

Pr 1 – MIA BUONA SANTA VERGINE

 

  Documento: autografo. – Data: giugno (?) 1884. – Pubblicazione: Prières 1988.

 

  Due righe scritte in inchiostro dalla mano di Teresa, in calce ad una poesia copiata da suor Agnese di Gesù in vista del 21 giugno, festa di Madre Maria di Gonzaga, e dopo la prima Comunione di Teresa (8 maggio 1884), alla quale fa allusione. È dunque verso il 21 giugno che Teresa (undicenne) avrebbe scritto la sua invocazione. La scrittura è infatti quella del 1884 (cfr. DLT, p. 303).

  Che genere di pena «tormenta» allora Teresa fanciulla, per giustificare questo grido verso Maria? Il primo Manoscritto sembra fornire la risposta: «...ma la santa Vergine ha permesso questo tormento per il bene della mia anima» (Ms A, 31r°). Ricordiamo i fatti: il 13 maggio 1883, Teresa è guarita da una malattia nervosa grazie al sorriso della Santa Vergine. Dapprima vuol custodire il segreto, ma la sorella maggiore, Maria, lo scopre e lo comunica alle carmelitane. La bambina incomincia ad avere dei dubbi e teme di «aver mentito». Le è stata rubata la «felicità». Ormai non prova che «umiliazione» e «profondo orrore» (ibid.). La sua sofferenza perdura quindi da un anno quando Teresa implora la Vergine di esserne liberata. E gusterà infatti un periodo di calma «per circa un anno», 1884-1885 (Cf Ms A, 32v°). Però la liberazione definitiva avverrà soltanto il 4 novembre 1887, a Nostra Signora delle Vittorie: «La Santa Vergine mi ha fatto sentire che era veramente Lei che mi aveva sorriso» (Ms A, 56v°). «Mia buona, Santa Vergine»: Teresa lancerà ancora la medesima invocazione sul letto di morte (QG 30.9.6).

 

Pr 2 – BIGLIETTO DI PROFESSIONE

 

  Documento: autografo. – Data: per l'8 settembre 1890. – Pubblicazione: HA 98, pp. 127s (ritoccata); Mss in fac-simile 1956, e Manuscrits autobiographiques 1957, p. 317.

 

  Circa le disposizioni di Teresa al momento della sua professione, cfr. Ms A, 75r°/77v° e le lettere scritte durante il ritiro preparatorio di dieci giorni (LT 110-117). Scrivendo questo biglietto Teresa fa sua un'usanza molto diffusa. Era allora costume che la novizia nel giorno della vestizione, o la professa nel giorno in cui emetteva i voti, portasse sul cuore un biglietto in cui ella stessa chiedeva per sé e per le persone amiche le grazie che desiderava ottenere. Una tradizione assicurava che ogni preghiera fatta al momento della grande prostrazione, con le braccia in croce, sul tappeto di bigello, viene esaudita.

 

  1. La professione consacra Teresa «sposa» di Gesù. Questo tema ritorna spesso nei suoi scritti, in particolare nella corrispondenza con Celina.

  2. Una lunga tradizione spirituale vede nella professione religiosa un «secondo battesimo» che rende all'anima la sua «veste candida» (Pr 5); cfr. LT 114 e Ms A, 70r°.

  3. Indubbia eco dell'Imitazione di Cristo, ma anche di S. Giovanni della Croce, di cui Teresa si è impregnata lungo tutto il 1890 (cfr. Ms A, 83r°).

  4. Dietro un vocabolario semplicissimo, Teresa domanda in realtà la «trasformazione d'amore», mediante la quale il Diletto e l'anima «si scambiano l'uno con l'altra» (Cantico Spirituale di S. Giovanni della Croce, per es. str. 12, pp. 209s; trad. it., str. 12, 7-8, pp. 564-565).

  5. Uno dei profondi desideri di Teresa fin dall'infanzia: cfr. Ms B, 3r°. Nel 1896 ella affermerà che questi «desideri di martirio non sono nulla» (LT 197). Tuttavia conoscerà il «martirio del corpo» attraverso la sua malattia; e il «martirio del cuore» in molti modi (cfr. LT 167 e 213).

  6. L'aspirazione costante di Teresa; cfr. LT 95, 103, 176; Ms A, 71r°; P 24, 7; ecc.

  7. Uno dei simboli privilegiati da Teresa, dal marzo 1888; cfr. LT 45 e 114. Ma dopo la sua professione non riapparirà che nel giugno 1897 (Ms C, 2v° con la n. 15).

  8. Già alla sua vestizione Teresa esprimeva il medesimo desiderio (LT 74). Nel suo esame canonico, il 2 settembre 1890, insiste sull'orientamento apostolico della sua vocazione: «salvare le anime» (Ms A, 69v°). Sino all'infermeria Teresa manterrà l'assillo delle «anime del purgatorio» (QG 18.5.2; 6.8.4; 11.9.5, ecc.). In data sconosciuta, aveva fatto «l'atto eroico» (o cessione dei suoi meriti) in loro favore (cfr. PA, pp. 178 e 286s.).

  9. Formare la gioia di Gesù, fargli piacere, renderlo felice, consolarlo: questo è il movente principale di tutta l'esistenza di Teresa.

 

Pr 3 – SGUARDI D'AMORE VERSO GESÙ

 

  Documento: CE II, 181r°/v°. – Data: luglio (?) 1893. – Composta per: se stessa e suor Marta di Gesù. – Pubblicazione: HA 14, p. 267 (ritoccata); HA 53, p. 256.

 

  Questa preghiera fu verosimilmente composta da Teresa nel luglio 1893, per suor Marta di Gesù e per se stessa. Professe dal settembre 1890, continuavano il loro noviziato sotto la guida di Madre Maria di Gonzaga. Al Carmelo, per custodire lo spirito di solitudine anche durante i pasti presi in comune, era raccomandato alle religiose di tenere sempre gli occhi bassi. Teresa si adegua a questa forma di ascesi: ella vive alla presenza di una Persona, Gesù; è per suo amore che non lascia sfuggire «alcuno sguardo» (cfr. Ms B, 4r°). Per questo ella esigeva attenzione su questo punto non soltanto da parte di suor Marta, ma di tutte le novizie.

 

  1. Luca non parla che del silenzio di Gesù, ma per Teresa il Cristo della Passione si identifica con il Volto Santo «dagli occhi abbassati» (LT 110, LT 87; QG 5.8.7).

  2. Il tema dello «sguardo d'amore» è eminentemente teresiano; probabilmente attinto da Giovanni della Croce. Questo sguardo reciproco tra Gesù e l'anima «sposa» è per Teresa come il simbolo della vita contemplativa.

  3. A Teresa non piace «contare». È «per carità» verso suor Marta che, nel luglio 1893, riprende la sua «coroncina di pratiche» (LT 144); Teresa ammette che in tale periodo questa ascesi le è «utilissima».

  4. «e... anche... le nostre mancanze»: è la pennellata geniale di questa preghiera di stile così modesto, ed è già il segreto del rovesciamento teresiano che dinamizzerà la «piccola via»; si veda Ms B, n. 70. Cf Prières, p. 66.

 

Pr 4 – OMAGGIO ALLA SANTISSIMA TRINITÀ

 

  Documento: CE II, 180v°/181r°. – Data: febbraio 1894. – Composta per: se stessa e suor Marta di Gesù. – Pubblicazione: HA 53, pp. 255s.

 

  Per situare nel suo contesto storico questa preghiera di «riparazione» è interessante ricollocarla nella grande corrente riparatrice sviluppatasi nel XIX secolo, ancora sotto lo choc delle violenze antireligiose della Rivoluzione del 1789. Diciamo subito che, a parte il fatto che si rivolge alla SS. Trinità, questo testo non ha niente in comune con le formule diffuse in quell'epoca. Nel 1885 Teresa bambina è stata affiliata all'Arciconfraternita Riparatrice di Saint-Dizier (1847) e alla Confraternita del Volto Santo di Tours (1876). È noto l'importante ruolo svolto da P. Dupont, «il santo uomo di Tours» e da suor Maria di S. Pietro, anche lei di Tours, nello sviluppo del movimento riparatore. L'apparizione della Salette (19 settembre 1846) non poteva che rinforzarne lo slancio. Teresa ha sicuramente conosciuto l'opuscolo: Association de prières contre le blasphème, les imprécations et la profanation des jours de dimanche et de fête [Associazione di preghiere contro la bestemmia, le imprecazioni e la profanazione del giorno della domenica e delle feste]. Seguite spesso senza discrezione, su uno sfondo apocalittico, queste correnti pie hanno favorito il moltiplicarsi delle «vittime della Divina Giustizia» (Ms A, 84r°). Cfr. Pr 6.

 

  1. In due settimane il «numero di tutte le melodie cantate dagli uccelli» (vale a dire i sacrifici di Teresa e di Marta, notati su un foglietto) è di 208; medesima contabilità per gli «strumenti musicali», le «pietre preziose» e il «profumo dei fiori».

  2. Probabile allusione al lavoro nei giorni di domenica: profanazione deplorata dalla Vergine della Salette.

  3. Cfr. LT 261, dove le «indelicatezze» sono il fatto degli «amici» di Gesù; le «anime sacerdotali e religiose» sono una delle grandi preoccupazioni della preghiera di Teresa; cfr. Ms A, 69v°.

 

Pr 5 – FIORI MISTICI

 

  Documento: autografo. – Data: per il 20 novembre 1894. – Composta per: suor Maria Maddalena. – Pubblicazione: Prières 1988.

 

  Sul blocchetto (10 x 8,3 cm), conservato in una busta, Madre Agnese ha scritto: «Quadernetto scritto da Sr. Teresa di Gesù Bambino per preparare Sr. Maria Maddalena alla professione». Prima professa di Madre Agnese e a lei attaccatissima, Maria Maddalena fugge Teresa, troppo perspicace per i suoi gusti. Tenuta a una grande discrezione verso una compagna così ombrosa, Teresa le offre una raccolta delle più modeste: segue esattamente lo schema preparato da suor Agnese per la propria prima Comunione. Notiamo infine che nel 1910 suor Maria Maddalena conserva ancora «questo quadernetto nella sua cella» (PA, p. 591).

 

  1. Un aggettivo raro in Teresa: Ms A, 79°; P 54, 7; e qui.

  2. Qualcuna porta l'impronta di Teresa, ma l'insieme resta convenzionale.

  3. Cfr. «Una carmelitana che non fosse apostola... cesserebbe di essere figlia della Serafica Santa Teresa» (LT 198, con la n. 3).

  4. Delicata allusione alla condizione di sorella conversa di Maria Maddalena.

  5. Secondo una tradizione orale trasmessa da suor Genoveffa, durante la messa, all'elevazione dell'ostia Teresa diceva e faceva dire alle novizie: «Padre Santo, guardate il Volto del vostro Gesù, e fate dei peccatori altrettanti eletti». Ugualmente, all'elevazione del calice sappiamo che Teresa diceva: «O Sangue divino di Gesù, irrorate la nostra terra, fate germinare gli eletti!», ispirandosi qui a suor Maria di San Pietro.

  6. La medesima espressione si trova in Ms A, 25r°, per la prima Comunione di Celina.

 

Pr 6 – ATTO DI OFFERTA

ALL'AMORE MISERICORDIOSO

 

  Documento: autografo. – Data: 9 giugno 1895. – Pubblicazione: HA 98, pp. 257-259.

 

  Negli Archivi del Carmelo di Lisieux esiste una prima versione di questo Atto di Offerta, redatta da Teresa, di sua mano, nei giorni 9-11 giugno 1895. Il testo è stato riprodotto in fac-simile nei «Fogli allegati» dell'edizione fotocopiata dei Manoscritti Autobiografici, nel 1956. Ci sono leggere divergenze rispetto alla versione definitiva che diamo qui. Essa è stata redatta da Teresa per Madre Agnese alla fine del 1896 o al principio del 1897, è stata largamente diffusa e approvata dalla Chiesa. Per lo studio dettagliato dei documenti, vedere Prières, 1988, pp. 77s.

  Nella sua sostanza, l'offerta di Teresa è stata fatta senza una formula, in poche parole, durante la Messa del 9 giugno, festa della SS. Trinità. Ma fin dal principio ella prevede la diffusione dell'Atto di offerta, comunicandolo prima di tutto alla sorella Celina. Di qui la necessità di un testo scritto, che possa anche essere sottoposto all'autorizzazione dei superiori. Ascoltiamo la testimonianza di suor Genoveffa: «Uscendo da questa messa mi indusse a seguirla, alla ricerca di nostra Madre; sembrava come fuori di sé e non mi parlava. Infine, avendo trovato la Madre (Agnese di Gesù), le chiese il permesso di offrirsi con me come vittima all'Amore misericordioso, e le diede una breve spiegazione. La Madre aveva premura e parve non comprendere troppo di che cosa si trattasse, ma permise tutto, tanta era la fiducia che aveva nella discrezione di suor Teresa di Gesù Bambino» (PO, p. 281). Le due sorelle si ritrovarono martedì 11 giugno, inginocchiate davanti alla statua della Vergine del sorriso, per offrirsi «insieme».

  Alla fine del 1895, Teresa nel suo Manoscritto A (84r°/v°) ritorna sull'illuminazione avuta il 9 giugno: «Pensavo - scrive - alle anime che si offrono come vittime alla Giustizia di Dio, allo scopo di stornare e di attirare su di sé i castighi riservati ai colpevoli» (84r°). Ci si può chiedere se in quel 9 giugno 1895 Teresa non pensasse più particolarmente a una certa suor Maria di Gesù, carmelitana di Luçon, la cui circolare era arrivata a Lisieux giusto l'8 giugno. Questa monaca «si è spessissimo offerta come vittima alla Giustizia divina», rivela la circolare. La sua agonia, il Venerdì Santo 1895, è terribile. La morente lascia sfuggire il suo grido di angoscia: «Porto i rigori della Giustizia divina... La Giustizia divina!... La Giustizia divina!...». E ancora: «Non ho sufficienti meriti, bisogna acquistarne». Il racconto è impressionante, e dovette colpire coloro che lo udirono (cfr. Prières, p. 84).

 

  1. Su questo titolo di Teresa facciamo tre osservazioni: - La parola «offerta» figura nei richiami a date importanti della sua vita: «Offerta di me stessa all'Amore» (Ms A, 86r°); in infermeria, «la mia offerta all'Amore» (QG, 29.7.9.); «la mia offerta» (8.8.2.) - La parola «olocausto» significa etimologicamente «totalmente bruciato». Nell'Antico Testamento, la vittima di olocausto offerta in sacrificio veniva interamente bruciata, a onore di Dio; cfr. Lv 1, 1-17 e Es 29, 18. - Infine, l'espressione «Amore Misericordioso» appare qui per la prima volta, come tale, negli scritti di Teresa.

  2. Formula che ritorna frequentemente nelle lettere. Per esempio, nel febbraio 1897, Teresa scriverà: «desidererò in Cielo la stessa cosa che in terra: amare Gesù e farLo amare» (LT 220).

  3. Si ritrova qui il movimento fondamentale della «piccola via»: desiderio incoercibile, constatazione dell'impossibilità, speranza senza misura; da confrontare con Ms A, 32r° e Ms C, 2v°.

  4. Dopo aver invocato la Trinità, Teresa si rivolge qui al Padre; più avanti essa parlerà a Gesù («la Santa Comunione, lo scettro della Croce»).

  5. «E nel suo Cuore ardente d'Amore»: parole assenti nella prima redazione, aggiunte su richiesta di Suor Maria del Sacro Cuore (come, più avanti, l'espressione «consolare il tuo Sacro Cuore»). In realtà, Teresa il 9 giugno contempla davvero il «Cuore» di Gesù: «Oh, mio Dio! Il tuo Amore disprezzato dovrà restare nel tuo Cuore?» (Ms A, 84r°).

  6. L'Atto verrà letto ai piedi della statua di Maria; e questo gesto esprime atteggiamento costante di Teresa, che consegna tutto a Dio attraverso le mani di Maria.

  7. Circa questa citazione di S. Giovanni della Croce, vedere Ms C, 31r°, n. 59.

  8. Secondo il desiderio di Teresa, Madre Agnese fece controllare da un teologo il testo dell'Atto di Offerta, fin dal 1895. Dopo averlo esaminato, P. Armando Lemonnier lo sottopose al suo Superiore (e omonimo) che fece cambiare l'espressione «desideri infiniti» in «desideri immensi». Teresa obbedì benché avesse già parlato di desideri infiniti in Pr 2. Teologicamente, Teresa aveva ragione: ella non restringe Dio alla misura dell'uomo (sia che si tratti di peccati, sia che si tratti di desideri), ma dimensiona l'uomo sulla misura di Dio, aprendolo all'Infinito (cfr. S. Tommaso d'Aquino e S. Caterina da Siena).

  9. Benché Madre Agnese di Gesù e Suor Maria della Trinità abbiano visto in questa formula una richiesta di miracolo (mantenimento della Presenza reale in Teresa sotto la forma delle Sacre Specie), sembra che la prospettiva di Teresa sia un'altra. Infatti ella domanda la «presa di possesso» di se stessa da parte di Colui che non trasforma il pane nel suo Corpo se non per trasformare in Se stesso il comunicante. Cfr. Prières, pp. 95s.

  10. Da confrontare con il racconto della prima Comunione (Ms A, 35r°).

  11. Teresa poté trovare questo concetto in parecchi passi del Cantico Spirituale, per esempio: «Quando si tratta di Dio, il guardare è amare» (Spiegazione della strofa 32, t. II, p. 28; trad. it., str. 32, 3, p. 680).

  12. Il rendimento di grazie per tutta la sua vita passata è la dinamica stessa di tutto il Manoscritto A. Nella primavera del 1895, Teresa ringrazia «in particolare» per questa «grazia ineffabile di aver sofferto» (P 16,1). Essa non ne domanda il ripetersi, ma neppure lo rifiuta. Riguardo alle reazioni di Suor Maria del Sacro Cuore e di Suor Genoveffa, cfr. Prières, p. 99.

  13. Santa del momento presente e della povertà spirituale, Teresa non fa alcuna riserva: non debiti da scontare in purgatorio, non meriti da far valere come un diritto alla ricompensa; Teresa non nega di avere dei meriti (Ms C, 33r°/v°), però non li vuole tesaurizzare. Soprattutto, qui come in tutta l'offerta, si tratta meno di dare che di ricevere gratuitamente.

  14. Cfr. la Massima 70 di san Giovanni della Croce, citata da Teresa in LT 188: «Alla sera della vita ti esamineranno sull'amore» (trad. it., Avvisi e sentenze, 57, in Opere, cit., p. 1091).

  15. Teresa prende quindi le distanze nei confronti della stessa santa Teresa d'Avila, che scriveva: «Costi quello che costi, Signore, non permettetemi ancora a lungo di comparire davanti a Voi a mani vuote, giacché dovete misurare il salario sulle opere» (Vita, cap. 21, pp. 239s.; trad. it., cap. 21, 5, p. 205). Cfr. Conrad De Meester, Les mains vides. Le message de Thérèse de Lisieux, Cerf 1972; 1988; trad. it. A mani vuote. Il messaggio di Teresa di Lisieux, Queriniana, Brescia 1987.

  16. È una delle formule stereotipate che concludono un gran numero di circolari delle carmelitane, a quell'epoca.

  17. Dal 1923, la Chiesa ha applicato un'indulgenza alla recita di quest'ultima parte dell'Atto di Offerta, per incoraggiare i fedeli a farla propria.

  18. Nell'infermeria, Teresa sottolineerà la risonanza della sua offerta fino ai più semplici atti: «Tutto quello che faccio, i movimenti, gli sguardi, tutto, da quando ho fatto la mia offerta, è per amore» (QG 8.8.2).

  19. È uno dei più costanti desideri di Teresa, fin dagli inizi della sua vita religiosa; nei suoi scritti lo menziona circa venticinque volte (fr. «consumer»); cfr. i riferimenti in Prières, p. 101.

  20. Cfr. P 17, 14 e 15. La «morte d'amore» ritorna più volte in san Giovanni della Croce, di cui Teresa si è imbevuta. Cfr. QG 27.7.5 e 31.8.9.

  21. Probabile allusione al purgatorio. Cfr. Ms A, 84v°.

  22. Teresa ha incontrato frequentemente questo termine nuziale «dell'abbraccio» nel Cantico spirituale a proposito del matrimonio spirituale dell'anima con Dio.

  23. Cfr. QG 29.7.9.

 

Pr 7 – PREGHIERA A GESÙ NEL TABERNACOLO

 

  Documento: CE II, 180r°/v°. - Data: 16 luglio 1895. - Composta per: suor Marta. – Pubblicazione: HA 53, p. 261.

 

  Questa preghiera è stata composta su richiesta di suor Marta di Gesù, nel suo trentesimo compleanno (PA, p. 590). Essendo conversa, ella chiude la sua giornata con una visita al SS. Sacramento, durante il silenzio rigoroso, e vi include anche l'esame di coscienza, esercizio spesso non facile, soprattutto per un temperamento facilmente «triste» e incline a «scoraggiarsi» (Pr 7 e 20).

 

  1. Negli scritti di Teresa non si trova un metodo di orazione propriamente detto. Per questo, sono ancora più preziose queste righe che delineano l'atteggiamento da tenere al di fuori dell'orazione: unione con Dio durante la giornata, carità fraterna, abituale spirito di sacrificio.

  2. Unica volta che Teresa usa questa parola. Considerare Gesù come il solo «Riparatore» dell'uomo risale alla più antica tradizione patristica e monastica.

  3. Fr. «renoncement»; parola rarissima in Teresa (Ms A, 33r° e 48r°), sebbene ella viva costantemente questa realtà.

  4. Tutta la chiusa e molti punti di questa preghiera vanno confrontati con la poesia Al Sacro Cuore di Gesù (P 23), che è probabilmente del giugno 1895.

 

Pr 8 - PREGHIERA PER DON BELLIÈRE

 

  Documento: autografo. - Data: tra il 17 e il 21 ottobre 1895. – Composta per: Maurizio Bellière, seminarista. – Pubblicazione: HA 53, pp. 262s.

 

  Teresa ha composto questa preghiera spontaneamente, secondo l'intenzione del suo nuovo fratello spirituale, affidatole da Madre Agnese nell'ottobre 1895 (cfr. Ms C, 31v°s.). Madre Agnese acclude la preghiera di Teresa alla propria lettera a don Bellière in cui accoglie la sua richiesta di avere l'aiuto spirituale di una ‘sorella' carmelitana.

 

  1. La sottolineatura di «tutte» risponde alla domanda del seminarista. Per ben comprendere il senso di questa offerta esclusiva, vedere la narrazione di Teresa in Ms C, 33v°.

  2. È la preghiera che Teresa chiederà a questo suo fratello di fare per lei, cfr. LT 220.

  3. Soprattutto quelli della caserma, giacché i «segni di una vita leggera» non sono ancora spariti per il giovane, come egli stesso ha scritto.

  4. Una devozione cara a M. Bellière, che aggiunge alla propria firma: «Guardia d'Onore del Sacro Cuore».

  5. Reminiscenza della preghiera di Thérèse Durnerin, cfr. LT 101 e PR 2, nota 25.

  6. Reminiscenza della Salve Regina.

 

Pr 9 – PREGHIERA DI CELINA E DI TERESA

 

  Documento: autografo. – Data: Natale 1895. – Composta per: suor Genoveffa. – Pubblicazione: Lettres 1948, p. 305.

 

  Questo testo si trova a tergo di un'immagine che rappresenta un Gesù Bambino che falcia dei gigli (cfr. DLT, p. 268, che corrisponde a LT 245). Sotto la figura sono stampate le parole: «Beato il giglio che resterà senza macchia fino all'ora della falciatura; il suo candore brillerà eternamente in paradiso». Sotto due gigli recisi si legge «Teresa» e «Celina», di mano di suor Genoveffa (dopo il 3091897). Questa immagine sarà deposta da Teresa nel sandalo della novizia, la notte di Natale. Il gesto semplicissimo attesta che Teresa rimane presente e sollecita nell'affetto fraterno, pur tra le difficoltà che suor Genoveffa incontra per la sua ammissione alla professione; cfr. Prières, pp. 110-111.

 

  1. Va ricordato il pensiero di Teresa al riguardo in Ms A, 82° e QG 16.7.2.

  2. Questa è la parola centrale della preghiera, che esprime l'intimità delle due sorelle, soprattutto da otto anni in qua; cfr. CG, pp. 223 e 1364; Ms A, 47v° e Ms C, 8v°. Per il simbolo del fiore, cfr. LT 134.

 

Pr 10 – OFFERTA DELLA GIORNATA

 

  Documento: copia manoscritta. – Data: 1895 (?). – Composta per: Edith De Mesmay. – Pubblicazione: NV 1927, pp. 212s.

 

  Questa preghiera fu composta «per una persona del mondo», Edith de Mesmay (1860-1927), nata de La Porte de Sainte-Gemme, amica preferita di Maria Martin nel collegio della Visitazione di Le Mans. Si può ritenere per certo che suor Maria del Sacro Cuore abbia chiesto questa preghiera a Teresa per la sua amica Edith. Ex-allieve della Visitazione, hanno in comune una profonda devozione al Sacro Cuore.

 

  1. Non è escluso che Teresa faccia una distinzione tra il pregare «secondo l'intenzione di qualcuno», cioè in suo favore (LT 226), e il pregare «con le intenzioni» di qualcuno, cioè condividendo quello che alla persona sta a cuore, come in questo caso. Le raccolte di preghiere dell'epoca contengono un numero considerevole di formule di offerta della giornata in unione con il Sacro Cuore.

  2. Eco dell'Atto di Offerta (Pr 6). Le somiglianze di espressione con questo testo consentono di proporre per la Pr 10 la data del secondo semestre 1895.

 

Pr 11 – CHE IO TI RASSOMIGLI

 

  Documento: autografo. – Data: 1896 (?). – Pubblicazione: DE, p. 517.

 

  Pergamena (cm. 7 x 4,2) piegata in due. Nell'interno, a sinistra, una raffigurazione del Volto Santo di Tours. Testo: sopra il dipinto: «Fa' che io t R.»; sotto: «Gesù!...» (cfr. DLT, p. 139). Sulla busta dove è conservata, suor Genoveffa ha scritto più tardi a matita: «Pergamena che Teresa di Gesù Bambino portava sul petto con altre preghiere, in un sacchettino appuntato con uno spillo». Teresa ha spesso manifestato i desideri che la contemplazione del Volto Santo le ispirava (QG 5.8.9). L'ha cantato nella poesia: «Il mio cielo quaggiù!...» (P 20); lo ha ripetuto nelle sue appassionate preghiere (Pr 12 e 16). Qui riassume tutto in un grido di amore: aspirazione alla più perfetta trasformazione nel suo Amato, alla conformazione a Gesù sofferente. Si ha qui la preghiera continua, fondamentale, di «Teresa del Volto Santo».

 

Pr 12 – CONSACRAZIONE AL VOLTO SANTO

 

  Documento: autografo. – Data: 6 agosto 1896. – Composta per: se stessa, Suor Genoveffa e Suor Maria della Trinità. – Pubblicazione: HA 98, pp. 260-262, senza r°; per quest'ultimo: Mss I, pp. 20s. – Le parole qui riportate in corsivo sono scritte da Teresa con inchiostro rosso.

 

  Questa preghiera è stata composta per il 6 agosto 1896, festa della Trasfigurazione. Teresa sceglie questa data per consacrarsi solennemente al «Volto Adorabile di Gesù» con quelle sue compagne di noviziato che portano il cognome religioso «del Volto Santo». La preghiera è scritta a tergo di un cartoncino (cm. 13x9). Sul recto un'immagine-riproduzione del Volto Santo di Tours, contornata da tre medaglioni ovali disposti a semi-corona. Questi contengono le fotografie delle firmatarie, di cui sono riprodotti i nomi; sul verso il testo della Consacrazione (cfr. DLT, pp. 270-271).

 

  1. Teresa ricorda con le iniziali i nomi di battesimo di ciascuna: «C.» per Suor Genoveffa (Celina); «L. G.» (Luisa Giuseppina) per Maria della Trinità; «Maria F.» (Maria Francesca) per se stessa. Suor Genoveffa di Santa Teresa si chiamava prima «Maria del Volto Santo» (Cf LT 174) e Suor Maria della Trinità, «Maria Agnese del Volto Santo» (cfr. P 11 e 12). Quest'ultima nutriva fin dall'infanzia una spiccata devozione al Volto Santo. Teresa fu la prima carmelitana di Lisieux a portare il «titolo di nobiltà» (cfr. LT 118) «del Volto Santo», come del resto anche quello «di Gesù Bambino».

  2. Giovanni della Croce, Cantico spirituale, Annotazione sulla str. 29 (trad. it., str. 29, 2, p. 662). È la prima volta che la citazione appare negli scritti di Teresa. Sarà ripresa in Ms B, 4v°; LT 221 e 245.

  3. Idem, Fiamma Viva d'Amore, str. 1, spiegazione del v. 6 (passo che Teresa segnerà con una crocetta a matita, nell'infermeria, nel 1897, cfr. DE, p. 493; trad. it., str. 1, 28, pp. 985-986). Va fatto notare che, sebbene essa non citi queste parole fino al 1896-1897, le vive da anni; cfr. QG 27.7.5.

  4. Teresa prende qui l'ispirazione dalle Litanie del Volto Santo: «O Volto adorabile, più fresco delle rose di primavera».

  5. Questo versetto (Gv 19, 28) sta all'origine dell'ardore apostolico di Teresa: cfr. Ms A, 45v°, 46v°. Alcune settimane dopo, nel Manoscritto B (8/9/96), tale sete di anime si manifesterà nella sua dimensione universale. Cfr. anche P 31+.

  6. Per la maggior parte, le raccolte di Tours propongono un «Grido d'amore» che suona: «Anime! Anime! Ci occorrono anime».

  7. Questa finale fa eco a P 20: Il mio Cielo quaggiù! (12 agosto 1895) e P 32: Questo è il mio Cielo! (7 giugno 1896); tra queste due poesie si situa l'entrata di Teresa nella notte della fede.

 

PREGHIERE 13-16

 

  Documento: autografo. – Data: estate (?) 1896. – Pubblicazione: HA 07, p. 305 (Pr 13 e 15); HA 98, p. 260 (Pr 14 e 16).

 

  Per necessità di analisi, separiamo le quattro preghiere (da 13 a 16) raggruppate da Teresa in una sola immagine per breviario. Per lei si tratta di un documento che è come la sua carta di identità, che riassume il suo nome religioso. L'ha confezionato per se stessa durante l'estate 1896. Sul recto del cartoncino (cm. 8,6x12,8) è incollata un'immagine di Gesù adolescente (cm. 4,9x6,5); sopra e ai lati si trova il testo di Pr 13; sotto, quello di Pr 14. A tergo c'è un'immagine del Volto Santo (cm. 3,1x4,4), identica a quella di Pr 12; sopra e ai margini, il testo della Pr 15 e, sotto, il testo della Pr 16. Nella foto VTL no 43, Teresa ha in mano le due immagini, per le quali cfr. anche DLT, p. 205 e p. 136; non si tratta però materialmente delle stesse immagini attorno alle quali Teresa ha vergato queste preghiere.

 

Pr 13 – ETERNO PADRE, IL TUO UNICO FIGLIO

 

  1. Questo qualificativo è eccezionale in Teresa (qui e in Pr 15); ella scrive piuttosto «Padre Celeste» (LT 107 e 247; Ms C, 34r°/v°), «Padre Santo» (Ms C, 34v°, «Padre misericordioso» (LT 220).

  2. Si può pensare qui a san Giovanni della Croce e alla sua Orazione dell'anima innamorata: «Miei sono i cieli, e mia la terra (...) Cristo è mio e tutto per me» (trad. it., p. 1087). Vi si percepisce anche l'eco dell'Atto di Offerta, che Teresa ripete «molto spesso». Cfr. anche LT 137.

 

Pr 14 – A GESÙ BAMBINO

 

  1. E la risposta del «fanciullo» incontrato un giorno da Teresa d'Avila in un chiostro; cfr. J. Gicquel, Les fioretti de sainte Thérèse d'Avila (Cerf, 1977, p. 14); trad. it. I fioretti di santa Teresa d'Avila, Città Nuova, Roma 1980, pp. 16-17.

  2. Teresa ha sotto gli occhi un Bambino d'una decina di anni: con l'indice sinistro questi indica il suo cuore, mentre punta il destro verso il cielo, dettaglio che commuove Teresa che si trova in piena prova di fede (cfr. DLT, p. 205). Ella terrà l'immagine davanti ai suoi occhi nell'infermeria; cfr. QG 25.7.4.

  3. Espressione tratta dal Cantico spirituale: «Quando mi guardavate, i vostri occhi imprimevano in me la vostra grazia...» (str. 32; trad. it., p. 503). Si sa quanto Teresa amasse queste strofe (str. 32; 33; 36). Ancora una volta va sottolineato il ruolo importante di Giovanni della Croce nell'itinerario spirituale di Teresa durante l'estate 1896. In effetti, è la quarta volta che ella si ispira al suo pensiero per realizzare delle immagini da breviario: Glossa sul Divino (P 30); LT 188, immagine con ritratto del santo e suoi pensieri al verso; la Consacrazione al Volto Santo (Pr 12); infine, l'immagine di cui ci stiamo occupando.

  4. Bisogna ricordare che non si tratta di sdolcinature, ma delle «umili virtù» (P 35, 3) opposte alla virtù orgogliosa denunciata da Lucifero poco prima (PR 7, Il Trionfo dell'Umiltà). Questo grazioso testo (Pr 14) ha, in queste Preghiere, il ruolo del «piccolo bambino» o del «piccolo uccello» nel Manoscritto B, quasi contemporaneo (cfr. rispettivamente 1r° e passim; 4v°/5v°). Cfr. P 13, nota 4.

  5. È il «dies natalis» del martirologio che Teresa sente leggere ogni sera, in traduzione francese, in refettorio. Ed è qui l'unica volta in cui ella parla in questi termini della sua morte.

 

Pr 15 – ETERNO PADRE,

POICHÉ MI HAI DATO

 

  1. Trascrizione semplificata di parole interiori intese da Suor Maria di San Pietro (il 28101845), citate nella Vie de la Sœur Saint-Pierre, carmélite de Tours [Vita di suor (Maria) di San Pietro, carmelitana di Tours], Tours 1881 e 1884, p. 234. Quelle parole costituiscono la sesta delle «Promesse di Nostro Signore» a chi onorerà il suo Volto Santo. Parecchie espressioni utilizzate da Teresa in questo segnalibro attingono a questa fonte («Eterno Padre», «imprimere... la sua divina somiglianza»).

 

Pr 16 – AL VOLTO SANTO

 

  1. L'espressione riguardava Gesù Bambino; Teresa se ne appropria e la traspone con audacia. Dall'aneddoto passa al mistero del nome, mettendo sullo stesso piano i due titoli che sono i suoi: Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.

  2. Si ritrova nuovamente il Cantico spirituale, str. 36, spiegazione del v. 2: «Fatemi la grazia di trasformarmi talmente nella vostra bellezza e di diventare così perfettamente simile a Voi, che ci possiamo contemplare l'un l'altro in questa bellezza divina» (trad. it., str. 36, 5, p. 697).

  3. «Non vedere... non sentire»: attitudine fondamentale di fede in Teresa, ancora accentuata dalla prova della Pasqua 1896. «Per amore», ella accetta di essere privata delle manifestazioni sensibili dell'amore.

  4. Espressione suggerita da san Giovanni della Croce che scrive: «consumandosi in breve», Fiamma viva, str. 1,34, p. 754 della trad. it.; (cfr. Pr 12).

 

Pr 17 – SIGNORE, DIO DEGLI ESERCITI

 

  Documento: CE II, 175r°/v°. – Data: 1896-1897. – Pubblicazione: HA 07, pp. 306-307 (ritoccata); Prières 1988, pp. 50s.

 

  La critica interna permette di datare questa preghiera all'inverno 1896-1897 (cfr. Prières, pp. 133s). In questo inverno la tubercolosi progredisce minando le forze di Teresa, che ha il presentimento di una morte vicina. Inoltre l'assalgono le tentazioni contro la fede. In questa lotta solitaria, ella volge lo sguardo verso Giovanna d'Arco. A quale «immagine» di Giovanna d'Arco si riferisce il titolo (che non è di Teresa ma della copia del Processo)? Le parole «prigioniera» e «catena» (nella preghiera) farebbero pensare che si tratta di VTL no 13, Giovanna (= Teresa) in prigione.

 

  1. Cfr. BT, pp. 164s. Il testo riprende più avanti: «La mia spada». Su questa immagine, cfr. il fascicolo Mes Armes, pp. 102 e 121s.

  2. Cfr. Ms B, 2v° e LT 224. Usata tredici volte negli scritti, la parola «battaglia» (fr. «bataille») appare soprattutto nel 1896-1897 (nove volte).

  3. Espressione usata solo qui da Teresa. Si tratta del «mondo» nel senso giovanneo (cfr. Gv 17).

  4. Medesimo concetto in LT 224, dove Teresa fa una trasposizione esplicita della missione di Giovanna.

  5. Replica storica di Giovanna ai suoi giudici, durante il processo.

  6. Cfr. le forti affermazioni di Teresa in QG 9.8.1.

 

Pr 18 – O SANTI INNOCENTI...

O SAN SEBASTIANO

 

  Documento: autografo. – Data: fine 1896‑inizio 1897 (?). – Composta per: Suor Genoveffa. – Pubblicazione: NV 1927, pp. 213s. e HA 53, pp. 258s.

 

  Immagine (cm. 11,9x8,2) che rappresenta un soldato («San Sebastiano») che soccorre Tarcisio, e due Angioletti («i Santi Innocenti») che offrono la palma e la corona. Si possono vedere in alto un ciborio con un'ostia raggiante, e questi due versi sotto l'incisione: «A questo soldato valoroso, di cui conosce il cuore  Dice il fanciullo il suo segreto: “Io porto il Signore”» (cfr. DLT, p. 275). Questa preghiera è stata composta per suor Genoveffa (forse per il primo anniversario della sua professione, il 24 febbraio 1897).

 

  1. Su questo tema, cfr. PR 2, 2r°; PR 6, 5r° e 9r°; LT 182; P 44 (28/12/1896).

  2. Questo popolarissimo santo è uno degli eroi di Fabiola, famoso romanzo del card. Wiseman, opera molto letta ai Buissonnets. Dal 1893, Madre Agnese paragona Celina a Sebastiano (al quale Celina è particolarmente devota). Teresa iscrive questo guerriero nel corteo d'onore della Professione di Celina (LT 182). Sul suo stesso letto di morte, Suor Genoveffa canterà ancora, il 20 gennaio 1959 (giorno della festa del Santo): «O grande San Sebastiano, a cui Dio niente rifiuta!».

  3. Cfr. P 47, 5, composta nel gennaio 1897.

  4. Teresa riprende per suo conto il testo stampato nel recto dell'immagine.

  5. Giovanetto della Chiesa di Roma che morì martire (verso il 255) mentre portava in segreto l'Eucaristia ai cristiani prigionieri: imbattutosi in alcuni pagani, rifiutò di consegnargliela e fu massacrato.

  6. Cfr. P 54, 23. Sull'immagine Teresa ha dipinto più «sangue» di quanto ne comportasse il modello. Tutta questa frase ha una portata autobiografica: anche Teresa sta lottando «fino al sangue» contro la tentazione; cfr. Pr 19.

 

Pr 19 – ATTO DI FEDE

 

  Documento: autografo. – Data: giugno-luglio (?) 1897. – Pubblicazione: TrH, p. 114.

 

  La data è proposta in base alla scrittura e al contenuto. L'originale di questa preghiera, scritto a matita, si trova su un frammento al margine di una lettera (cm. 2x9 circa), strappato irregolarmente (cfr. DLT, p. 261).

  Dalla Pasqua 1896, la fede di Teresa nella vita eterna è messa a dura prova. Durante il ritiro dell'ottobre 1896 ella ne fa parola al P. Godefroid Madelaine, che le consiglia di scrivere il Credo e di portarlo sul cuore. Scrive allora il Simbolo degli Apostoli con il proprio sangue e lo mette alla fine del suo vangelo (cfr. DLT, p. 259).

  Nel 1897, le tenebre si fanno più fitte. Il 9 giugno scrive: «Credo d'aver fatto più atti di fede da un anno fino ad ora che non durante tutta la mia vita. Ad ogni nuova occasione di lotta (...) corro verso il mio Gesù, Gli dico che sono pronta a versare fino all'ultima goccia il mio sangue per testimoniare che esiste un Cielo» (Ms C, 7r°). Cfr. anche QG 7.8.4 e DE, p. 526. Cfr. Prières, p. 142.

  Madre Agnese ha confidato a Suor Luisa di Gesù (carmelitana di Lisieux dal 1919 al 1982) che Teresa si sentiva talvolta assalita con tale violenza da uno spirito di bestemmia, che si mordeva forte le labbra per non proferire le parole empie che le venivano contro la sua volontà (tradizione orale, DCL).

 

Pr 20 – PREGHIERA PER OTTENERE L'UMILTÀ

 

  Documento: CE II, 181v°/183r°. – Data: 16 luglio 1897. – Composta per: Suor Marta. – Pubblicazione: HA 07, pp. 307-308 (ritoccata); Prières 1988, p. 53.

 

  Questa preghiera è stata composta per Suor Marta di Gesù, in occasione del suo trentaduesimo compleanno, il 16 luglio 1897 (Cf LT 256). La sua condizione di conversa la espone ad essere comandata da qualunque consorella e il suo spirito di contraddizione le rende l'obbedienza difficile. Teresa la invita perciò a guardare «Gesù mite ed umile di cuore». In questo periodo Teresa non usa un linguaggio diverso con le novizie: Maria della Trinità (LT 264), Maria dell'Eucaristia (DE, pp. 778) e soprattutto Suor Genoveffa (LT 243).

 

  1. Queste parole, riprese tre volte nella preghiera, aiutano la stessa Teresa a vivere, particolarmente nelle sue ultime settimane (cfr. QG 15.5.3).

  2. Cfr. Imitazione III, 49, 7 e CRG, pp. 133-134.

  3. Uso unico di questa parola (fr.: «anéantissement») nei suoi Scritti.

  4. Cfr. QG 6.8.8 e 7.8.4.

 

Pr 21 – SE IO FOSSI LA REGINA DEL CIELO

 

  Documento: autografo. – Data: 8 settembre 1897. – Pubblicazione: fuori testo HA 07, pp. 48-49 (facsimile ritoccato); Lettres 1948, pp. 438s.

 

  L'8 settembre 1897, settimo anniversario della sua professione, è un giorno di calma e di dolcezza per Teresa ammalata; cfr. QG 8.9. Chiede «di rivedere l'immagine di Nostra Signora delle Vittorie, su cui aveva incollato il fiorellino che il papà le donò quando le diede il consenso per l'entrata al Carmelo» (Suor Genoveffa, PO, p. 309). È allora che ella scrive sul verso, con mano tremante, questa ultima preghiera: «furono le sue ultime parole tracciate quaggiù» (cfr. DLT, p. 303).

  A prima vista un po' complicata e quindi sorprendente da parte di Teresa, questa Pr 21 è stata ritenuta ispirata da queste parole attribuite comunemente a sant'Agostino: «Signore, la mia anima gioisce grandemente quando penso che tu sei Dio; perché se, cosa impossibile, Agostino fosse Dio e Dio fosse Agostino, amerei piuttosto che Tu fossi Dio e non Agostino». Questo brano è riportato nella Vie des saints et fêtes de toute l'année [Vita dei santi e feste di tutto l'anno], del R.P. Ribadeneira (vol. VIII, Vivès, Paris 1856, p. 489). Al tempo di Teresa si usava leggere questa Vita dei Santi in refettorio; ed è possibile che Madre Agnese ne abbia letto qualcosa nell'infermeria, per la festa di sant'Agostino, il 28 agosto. D'altronde, questa Preghiera 21 evoca un'idea cara a Teresa: «Mia buona Santa Vergine, trovo che sono più felice di voi perché vi ho per Madre, ma voi, voi non avete la Santa Vergine da amare» (LT 137 del 19 ottobre 1892; il pensiero è ripreso sotto altra forma in QG 11.8.4). C'è come uno scambio di identità espresso in un grido di amore.

 

 

 

 

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