7_Le fonti della consolazione

 “Nessuno può avvicinarsi a Te che sei. Nessuno può capirTi se non ti dai. E come Ti darai a me, se prima non mi darai a me stesso? E mentre sono qui nella calma del mio silenzio e della mia contemplazione, mi rispondi, Signore, nel profondo del mio essere” (Nicolás de Cusa).

“L'entrata nella preghiera contemplativa è analoga a quella della liturgia eucaristica: « raccogliere » il cuore, concentrare tutto il nostro essere sotto l'azione dello Spirito Santo, abitare la dimora del Signore che siamo noi, ridestare la fede per entrare nella presenza di colui che ci attende, far cadere le nostre maschere e rivolgere il nostro cuore verso il Signore che ci ama, al fine di consegnarci a lui come un'offerta da purificare e da trasformare” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2711).

“Un giorno un forte vento verrà a prendermi per portarmi al mio posto” (León Felipe).

“Se potessi convincermi di poter trovare Dio in una grotta dell'Himalaya, mi metterei subito in cammino. Ma so che non riesco a trovarlo al di fuori dell'umanità” (Mahatma Gandhi).

LA GRATUIDAD AMOROSA DE DIOS

. Il ruolo principale di Dio. L’ingresso nell’esperienza mistica non è contrassegnato da un cambiamento di condotta etica da parte nostra. Opera di un nuovo tipo di amorevole gratuità da parte di Dio, inizia con Lui e “finisce con noi” (4M 2, 4). L’umiltà è necessaria a saper distinguere le cose e a saper lodare Dio perché aiuta a capire il tanto che abbiamo dalla grazia soprannaturale. “Questa virtù inclina il Signore ad accondiscendere alle nostre brame. E il primo segno per vedere se ne siete in possesso è credere fermamente che di queste grazie e gusti divini siete indegne, e che mai vi saranno accordati in tutta la vostra vita” (4M 2, 9).

. “Calore e luce insieme danno all’Amato” (Llama, San Giovanni della Croce). Nel profondo di noi stessi Dio fa sentire la sua presenza e lo fa come luce e calore, come una nuova comprensione e una nuova capacità di amare. Nella manifestazione di Dio, Santa Teresa li chiama “sapori di Dio”, scopriamo aree inesplorate della nostra interiorità: “Scopro in noi tanti segreti che spesse volte ne rimango stupita. E quanti altri ve ne devono essere!... O Signor mio e Dio mio! Come sono grandi le vostre meraviglie! E noi qui, da poveri ed ignoranti pastorelli, pensiamo di poter capire qualche cosa di quello che Voi siete!” (4M 2, 5).

. Fuoco e profumo. Al centro del nostro essere c’è la voce più profonda di tutte, che è quella dello Spirito. La sua presenza ci abbellisce e accende in noi il fuoco dell’amore. “sembra che il nostro interno si vada dilatando ed ampliando. empiendosi di beni eccellenti ed ineffabili, tanto che la stessa anima non sa comprendere ciò che allora riceve. Sente come una specie di profumo, quasi che nel fondo del nostro interno vi sia un braciere sul quale vengano gettate squisitissime essenze odorose” (4M 2, 6).

 

L’ACQUA VIVA

. Ricerca di simboli. Per capire cosa ci sta accadendo apriamo gli occhi sulle cose che ci circondano e in esse troviamo lezioni per il nostro viaggio. “ogni minima creatura di Dio, sia pure una piccola formica, occulti più meraviglie di quante se ne sappiano immaginare2 (4M 2, 2).

. Una promessa di Gesù. Nel tempio, il giorno in cui fu celebrata la festa dell’acqua, una festa che correva tra canti di gioia e ringraziamento, Gesù proclamò: “Dalle sue viscere scorreranno fiumi di acqua viva” (Gv 7, 38).

. Quel che vide il profeta. “E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni.” (Ap 22, 1-2).

. La fonte che scaturisce dall’interiore. Santa Teresa parla di due fonti. “Dunque, questi due bacini si riempiono di acqua, ma in modo diverso. In uno l’acqua viene da lontano per via di acquedotti e di artificio, mentre l’altro, essendo costruito nella sorgente, si riempie senza rumore. Se la sorgente è abbondante, com'è questa di cui parliamo, non solo riempie il bacino, ma questo, a sua volta, rigurgita in un grosso ruscello continuamente alimentato, senza bisogno di condutture o d’artificio. E in ciò consiste la differenza. L’acqua che viene per i condotti rappresenta, secondo me, i contenti che sgorgano dalla meditazione e che noi ci procuriamo con le nostre riflessioni, meditando sulle creature e stancandoci l’intelletto. Siccome sono frutto di nostra industria, quando devono apportare all’anima qualche vantaggio, lo fanno con rumore. Nell’altro bacino, invece, l’acqua deriva dalla stessa sorgente che è Dio; e quando Sua Maestà si compiace di accordare qualche grazia soprannaturale, l’acqua fluisce nel più profondo dell’anima con pace, dolcezza e tranquillità inesprimibile, senza che si sappia donde e in che modo scaturisca. Si tratta di gioie e di diletti che, sebbene da principio non si facciano sentire nel cuore, come quelli del mondo, in seguito inondano ogni cosa. L’acqua si riversa per ogni mansione e in tutte le potenze, sino a raggiungere il corpo: perciò ho detto che comincia in Dio e finisce in noi. In questo gusto e soavità l’uomo esteriore va tutto immerso, come sa bene chi l’ha provato” (4M 2, 3-4).

 

EFETTI CHE LASCIA IL PASSAGGIO DI DIO

. Viaggiatori dell’ignoto. Iniziamo un viaggio interiore, che è gioioso; ma anche doloroso, perché come Abramo, non sappiamo dove stiamo andando; Entriamo in aree della psiche che sono normalmente addormentate e incoscienti; sentiamo voci più profonde; Il nostro occhio interiore precedentemente assonnato inizia a risvegliarsi. Si stanno verificando profondi cambiamenti: iniziamo a vedere le cose in un modo nuovo; ciò che in precedenza era passato inosservato riacquista il suo significato.

. Crecita. In tutto questo processo stiamo crescendo; la nostra coscienza si espande e si approfondisce; siamo più noi stessi; troviamo un’unità interiore, quella del nuovo essere umano, creata a immagine e somiglianza di Dio; Ci rendiamo conto che siamo figli e figlie di Dio, fratelli e sorelle di tutti. Lo Spirito Santo guida la nostra vita.

. L’accettazione di sé. È la chiave di integrazione della personalità cristiana. Possibile solo in virtù della crescente convinzione, in forza dell’esperienza, che siamo amati da un Altro, che Dio interviene nelle nostre vite.

. Una certa distanza di superficie da tutti e da tutto. Viviamo un’esperienza di disadattamento nei confronti dell’ambiente che ci circonda. Troviamo alcuni amici che ci capiscono, non siamo isolati ma, nella stanza del cuore siamo soli con il Tesoro del campo che abbiamo acquistato dando fondo alle nostre sostanze. E proprio lì avvertiamo di essere uniti in maniera profondo a tutti coloro che adesso chiamiamo “fratelli”: uomini e donne, vecchi e bambini… E continuiamo a rivolgerci a loro che ancora ci possono capire: “Se da oggi nel prato / non sarò più né vista ne trovata, / dite che mi son smarrita; / che essendo innamorata, / mi fece perdutella e sono stata vinta” (Giovanni della Croce, Cantico B, 29).

 

. Un libero segno d’amore. È la strada da percorrere: “mi sembra che in qualche maniera la volontà debba Stare unita alla volontà di Dio. Ma queste cose di orazione si conoscono meglio esaminando gli effetti e le opere che ne seguono” (4M 2, 8).

. Profonda solidarietà profonda con ciascuno. L’amore di Dio, la fonte di acqua viva, il braciere dai profumi fragranti, che sta nel più profondo centro della persona, rompe tutti i muri di separazione, vivifica con quell’acqua. Cresce per tutti, non c’è rancore. Entro in profonda comunione con tutta l’umanità. Lui si identifica con gli emarginati, i deboli, in coloro che soffrono nel mondo: ricchi e poveri insieme.

. Abbandono confidente. “Siamo di Dio, sorelle. Egli faccia di noi quello che vuole e ci conduca per dove meglio gli piace! Se ci umiliamo e ci distacchiamo veramente - dico veramente e non già nell’immaginazione che spesso ci inganna - se veramente dunque ci distacchiamo da tutto, il Signore non lascerà di farci queste grazie e molte altre ancora, superiori a ogni nostro desiderio. - Sia Egli per sempre lodato e benedetto! Amen” (4M 2, 10).

 

 

 

 

                                                                                                                                                  Momento di orazione

 

* Invoca lo Spirito Santo:

Vieni, Spirito divino, manda la tua luce dal cielo. Padre amorevole dei poveri; dono nei tuoi splendidi doni; luce che penetra nelle anime; fonte del maggiore conforto.

* Se volete entrare in questa nuova tappa dell’orazione:

“ … è necessario amare il Signore senza alcun interesse.

… è mancanza di umiltà credere che i nostri meschini servizi possano meritare un tal bene.

… la vera disposizione per noi, che abbiamo tanto offeso il Signore, non è già di aspirare ai gusti spirituali, ma di bramare sinceramente di soffrire e di renderci simili a Lui.

… se Dio si è obbligato a concedere la gloria a chi osserva i comandamenti, non lo si è affatto quanto a dare queste grazie, perché possiamo salvarci anche senza di esse, ed Egli sa meglio di noi quello che ci conviene, e chi siano i suoi veri amanti. So di alcune persone che camminano per la via dell’amore nel modo che si deve, vale a dire con l’unico desiderio di servire il loro Dio crocifisso; eppure non solo non domandano consolazioni, ma nemmeno le desiderano, sino a supplicare il Signore a non volerle dar loro in questa vita. E questa è la pura verità che io so di preciso, perché sono persone di mia conoscenza”.

Infine: “ … faticheremo inutilmente. Siccome quest’acqua non è condotta per via di canali come la precedente, se la fonte si rifiuta di produrla, ci stancheremo senza alcun risultato. Voglio dire che nonostante le nostre frequenti meditazioni e gli sforzi che facessimo per versare lacrime, l’acqua non verrebbe ugualmente, perché non scaturisce da qui. Dio la concede a chi vuole, e spesso nel momento in cui meno si pensa”  (4M 2, 9).

* Dal Vangelo secondo Giovanni:

“Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva 38chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva” (Gv 7, 37-38).

* Prega con Santa Teresa di Gesù:

“Vita che vivificate ogni essere, non vogliate negarmi quest'acqua dolcissima che promettete a chi la brama. Signore, io la bramo, io ve la chiedo, io vengo a Voi” (Esclamazioni 9, 2)

 

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