7_Orazione si, orazione no

«In fondo è il desiderio di Dio che non può fare a meno di manifestarsi in qualche modo attraverso la nostra vita quotidiana: “Sia assiduo all’orazione senza tralasciarla neppure in mezzo alle occupazioni esteriori. Sia che mangi o beva, sia che parli o tratti con i secolari o faccia qualche altra cosa, desideri sempre Dio tenendo in Lui l’affetto del cuore”» (Francesco GE 148).

«La prima cosa che chiede il credente alla teologia è che non parli tanto dell’importanza, della necessità, della essenzialità e urgenza dell’orazione. Lo ha detto un’infinità di volte. Piuttosto, se non vogliamo ridurre tutto a predica, si offra un percorso valido per realizzare quello che tanto viene raccomandato» (Federico Ruiz)

«L’esperienza religiosa non è qualcosa di esoterico, qualcosa di aggiunto, a mo’ di appendice, alla comune esperienza. Non è un mero lusso. Appartiene alla struttura della coscienza umana e del processo che conduce alla pienezza dell’essere umano. L’esperienza religiosa è parte integrante dell’umana avventura. Perché “cosa c’è di più umano di un amore senza limiti che sorge dalle profondità e penetra tutto l’essere dell’uomo, colorando i suoi altri amori?» (William Johnston).

 

 

DIFFICOLTA’ CHE SI INCONTRANO

. Orazione si, ma  … l’opzione per l’orazione non è facile, spesso deve essere fatta controcorrente, in contrasto con l’ambiente che ci circonda. Quando è fatta con le labbra e non col cuore. Allora qualunque difficoltà, piccola o grande, diventa un ostacolo insormontabile. Bisogna rifarsi allora all’esperienza di Giobbe: "Prima ti conosceva solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno visto" (Gb 42, 5). Vediamo alcuni esempi.

. Orazione e lavoro. Alcuni incontrano reali difficoltà nell’orazione perché pensano che il lavoro sia in sé pregare. Fanno un cattivo servizio, e al lavoro, e all’orazione. “Quelli che pretendono di giustificare il lavoro dicendo che in fondo si tratta di orazione confondono i due termini, diluiscono la stessa attività dell’uomo. Per essere degno il lavoro basta che sia lo stesso: semplicemente lavoro” (X. Pikaza).

. “Non ho tempo”. Questa è un’altra difficolta esibita da chi non vuol decidersi a fare orazione: la scarsità di tempo. La mancanza di tempo chissà non nasconda un’altra ragione più profonda: la debolezza dell’amore. I sentieri dell’amore sono nascosti e si imparano percorrendoli con umiltà. “Se provassimo a perdere meno tempo ne avremo di più. Se usassimo le briciole del tempo che perdiamo per ritagliarci piccoli momenti di ritiro e preghiera, scopriremo che ci sono grandi quantità di tempo. Ci sono molti minuti che possono appartenere a noi e a Dio insieme” (A. Bloom).

. “Adesso no, più tardi”. Si finisce per abbandonare l’orazione quando ci si rifiuta di approfittare di quei momenti in cui viene in mente Dio. E si rimanda. Ci si dice: “quando avrò più tempo farò orazione, quando sarò meno stanco, starò in un luogo più adatto…” Quanti hanno messo da parte la ferma roccia della propria situazione reale per volgersi alle sabbie mobili dell’irrealtà. Non c’è tempo, situazione, luogo più adatto che quello in cui il pensiero di Dio ti raggiunge. Durasse anche solo pochi minuti. È il momento giusto allora.

. L’ambiente che non aiuta Ci sono molte voci intorno a noi che non ci incoraggiano precisamente nel fare orazione. Santa Teresa ne ebbe esperienza. Fu messa in ridicolo e considerata sospetta. Cercarono di metterle paura. E le consigliarono di abbandonarla l’orazione. Lei reagì con queste parole: “Non vi inganni nessuno mostrandovi altro cammino che quello dell’orazione […] chi vi dicesse essere un pericolo consideratelo come il pericolo stesso e fuggite da lui” (C 21, 6.7). Le dissero anche: “non è cosa per donne che si lasciano illudere facilmente; le donne è meglio che filino; non hanno bisogno di queste finezze; basta il Pater noster e l’Ave Maria” (C 21, 2). E lei sentenzia con ironia: “stia ben attento chi si vale del pretesto di evitare pericoli, perché con la scusa di scansare il male, fugge dal bene. Io non ho mai visto nulla di più insidioso: l’arte del demonio è evidente!” (C 21, 8).

 

OPZIONI

. Che cosa può fare l’orante di fronte a tutto questo? Tutto tranne incrociare le braccia. Se davvero gli interessa l’orazione lotterà per essa con tutte le sue forze. Chi è in possesso di ragioni profonde sopporta qualsiasi tipo di difficoltà.

. Guarda a Gesù. Questo, anzitutto. L’orazione è cammino reale, cammino sicuro, lo ha attraversato il nostro Re (C 21, 5); l’orazione è il cammino che porta all’acqua viva del Vangelo (C 21, 1-2).

. Ha idee chiare e mantiene un cuore innamorato. Santa Teresa, nella sua pedagogia dell’orazione invita a due cose: ad avere le idee chiare sul valore dell’orazione stessa e a determinarsi a cominciarla, liberi da paure e a portarla avanti senza stancarsi mai. “Non vi spaventate” (C 21, 1). Non basta togliere le paure, è necessario pure essere decisi: “dico che si deve prendere una determinata determinazione: quella di mai fermarsi fino a che non si abbia raggiunta l’acqua viva. Ne vada il mondo intero, che giunga al termine o muoia per strada” (C 21, 2). Il cammino si interromperà se non lo si è iniziato con tale determinazione. “Dio è amico delle anime coraggiose”.

. Usa il linguaggio della verità. Iniziare dal vero, per quanto sia povero, sarà sempre l’approccio migliore all’orazione. “Meglio essere chiari e ammettere di non aver voglia di pregare anziché nascondersi dietro la scusa di un’eccessiva stanchezza. Ci sono frasi che non suonano proprio bene e mostrano con chiarezza la meschinità del nostro spirito. Ma sono la verità, non un tergiversare. È così che si supera più facilmente la meschinità” (Romano Guardini).

. Guarda in faccia alle difficoltà. Non siamo i primi ad incontrarle. Ci sono stati fratelli prima di noi che le hanno vinte in un grido. In: “Non appena l’arca dell'alleanza del Signore giunse all’accampamento, gli Israeliti elevarono un urlo così forte che ne tremò la terra. Anche i Filistei … ne ebbero timore (1Sam 4, 5-7). L’orazione non è per disillusi ma per chi ci crede ancora.

. Cerca aiuto. Quando santa Teresa incontra un teologo che le offre un po’ di chiarezza dà come un respiro di sollievo: “oh potenza di Dio! Uno o due che dicano la verità bastano più di molti riuniti” (C 21, 9).

. Contare sulla Grazia di Dio. L’opzione per l’orazione ha in sé una componente di grazia. Dio non fallisce: “Questo è fuori di dubbio. Io lo so, e posso allegarvi in prova la testimonianza di quelle fra voi che per bontà di Dio ne hanno fatta l’esperienza” (C 23, 6) (“Se potete provare il contrario, non credetemi più in nulla”, aggiunge il Manoscritto dell’Escorial). Chi fallisce siamo noi quando non gli crediamo, rifiutandoci di lasciare il nostro modo di fare e di vedere e di considerare, come direbbe san Giovanni della Croce.

 

                                                                                                                        Momento di orazione

. Avvicinati a Dio a partire dall’incertezza e dall’insicurezza che condividi con tanti uomini e donne del nostro tempo. Dio appartiene a tutti ed è per tutti. L’orazione non è al margine di tutte queste cose: infermità, fame, e forse anche mancanza di dignità.

. Guarda con calma alla tua storia di amicizia con Dio. Da dove nasce in te il desiderio di fare orazione? Puoi vivere senza? Cerchi Dio come un’innamorato(a) cerca il(la) suo(a) amato(a)?

Spirito Santo, fiamma di amor viva, accendi nel mio cuore la fiamma dell’amore. Gesù, amico mio, che ti siedi a riposare vicino al mio pozzo, risveglia nel mio cuore la sete dell’acqua viva. Padre nostro che ami ciascuno, attrai il mio cuore alla Tua intimità.

. Esprimi in parole ciò in cui credi e prega.

Quando prego credo che tu, Dio mio, mi vieni incontro. Quando prego credo che Tu sia verità viva. Quando prego credo di poterti amare come si ama una persona. Tu ti fai carico dei miei pesi, e mi fai passare dall’inquietudine alla confidenza, dall’ombra e dall’oscurità alla luce.

. Segui il consiglio di santa Teresa se ti trovi sul cammino dell’orazione: “non tornare indietro” (C 23, 1). RiservaGli un tempo ogni giorno e, senza aspettarti nulla, sii contento di poterlo fare (C 23,2).

. Ascolta la testimonianza di questa persona quando le chiesero se faceva orazione: “Penso di sì. Quando in vita mia mi sono avvicinata al mistero ineffabile, santo e amoroso di Dio; quando mi sono introdotto, per così dire, nel mistero stesso, con confidenza, sperando, amando; quando accetto questo mistero, allora faccio orazione”.

. Aiuta le persone che ti vivono accanto ad aprirsi alla speranza, alla vita, a Dio. Non è certo che il cammino autentico non conduca da nessuna parte. “Mentre i bambini vogliono trovare ragioni per vivere, noi proponiamo loro mezzi per riuscire ad essere niente. Li invitiamo a correre, a correre per tutto il mondo, senza sapere verso dove. Perciò, quando si stancano, e si stancano presto, non tornano più a domandare la strada da percorrere per andare da qualche parte o per essere qualcuno” (Lettera dell’Abbé Pierre a Roger Garaudy).

 

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