CONFIDA IN DIO QUANDO TI RIVOLGONO PAROLE OFFENSIVE

1. Figlio/figlia, sii forte e spera in me. Cosa sono le parole se non semplici parole? Volano nell'aria ma non incidono la pie-tra. Se sei colpevole, cerca subito e di buon grado di correggerti. Se la coscienza non ti accusa di nulla, disponiti a soffrire volentieri per amore di Dio. Non è una gran cosa sopportare a volte parole insultanti, se non riesci a ancora a sostenere colpi più duri. Perché delle inezie feriscono il tuo cuore? Perché non solo subisci ancora il richiamo della carne, ma ti preoccupi anche degli altri più di quanto sia necessario. Temendo il loro disprezzo, non vuoi ricevere rimproveri per i tuoi eccessi e cerchi di difenderti con scuse senza senso.

2. Esaminati meglio e riconosci che il mondo vive ancora in te, insieme al desiderio superficiale di piacere agli altri. Fuggendo con un senso di sconforto e confusione a causa dei tuoi difetti, dimostri chiaramente di non essere veramente umile, né di aver spezzato ogni legame con il mondo e che il mondo non è totalmente crocifisso per te. Ma ascolta la mia parola e tutte le parole umane non avranno più importanza. Se anche dicessero contro di te cose che può escogitare solo la mente più malvagia, che male ti farebbe questo, se non gli dai importanza, se non te ne preoccupi, neanche fosse una pagliuzza? Forse ciò potrebbe strapparti un solo capello?

3. Ma chi non domina l'interiorità, il cuore, e non ha Dio davanti agli occhi, facilmente si sentirà offeso da una parola di rimprovero. Chi però confida in me e non si aggrappa alla propria idea, vivrà senza temere gli altri. Io sono il giudice e conosco tutti i segreti; so come è avvenuto tutto: chi ha pronunciato l'ingiuria e chi l'ha subita. È da me che è uscita tale parola, con il mio permesso ti è capitato questo, «perché siano svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2, 35). Giudicherò il colpevole e l'innocente; per prima cosa però ho voluto mettere alla prova entrambi con un occulto giudizio.

4. Non di rado la testimonianza delle persone è ingannevole; il mio giudizio è vero e non sarà revocato. Il più delle volte è occulto e pochi lo conoscono in profondità, ma non sbaglia mai né può sbagliare, anche quando appaia meno giusto agli occhi degli ignoranti. A me devi ricorrere in ogni giudizio e non attenerti al tuo parere. Poiché il giusto non sarà turbato, «qualunque cosa gli venga da Dio» (Prov 12, 21). Non sarà tocca-to dalle parole che possano dire contro di lui ingiustamente. Ma neppure si gonfierà di gioia vana qualora altri lo giustificassero a buon diritto. Egli deve pensare che «io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini» (Ap 2, 23); non giudico secondo l'aspetto e le apparenze umane. Molto spesso chi è colpevole ai miei occhi è degno di lode nell'opinione altrui.

5. Signore Dio, «giudice giusto, forte e paziente» (Sal 7, 12) che conosci la debolezza e la malvagità umane, sii la mia forza e tutta la mia fiducia perché la mia coscienza non mi basta. Tu sai ciò che io non so; per questo avrei dovuto ricevere qualunque rimprovero con umiltà e mitezza. Perdonami, allora, per tutte le volte che non l'ho fatto e donami di nuovo grazia abbondante perché possa sopportarlo. Pertanto, per ottenere il perdono dei peccati la tua copiosa misericordia mi è più preziosa che la mia eventuale difesa di ciò che è riposto nella mia coscienza. E anche nel caso in cui essa non mi accusasse di nulla, non per questo potrei assolvermi (cfr 1Cor 4, 4); perché senza la tua misericordia «nessun vivente davanti a te è giusto» (Sal 142, 2).

 

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