CONSIDERAZIONI SULLA MISERIA UMANA

1. Se non ti volgi verso Dio, dovunque tu sia e ovunque tu vada, sarai sempre un essere miserabile. Perché ti affliggi se le cose non vanno come vorresti o come ti piacerebbe che fossero? Chi è che può avere tutto secondo i propri desideri? Non io, non tu, né nessun altro sulla terra. Nessuno in questo mondo è libero da problemi e da angosce, neppure il re o il papa. Chi vive più felicemente? Sicuramente chi sopporta tale situazione alla luce di Dio.

2. Molte persone povere di spiritualità e poco illuminate dicono: guarda che bella vita fa quello; quanto è ricco, gran-de e potente e che posizione alta occupa! Ma, se confrontiamo questi valori terreni, certamente validi per questo mondo, con i valori eterni, ci renderemo subito conto quanto insicuri e insostenibili siano. Queste persone vivono sempre con preoccupazioni e timori rispetto a ciò che possiedono. È illusorio pensare che la felicità risieda nell’abbondanza di beni mondani. Per essere felici è sufficiente averne la giusta misura. La vita sulla terra è accompagnata dalle contraddizioni. Quanto più progrediamo spiritualmente tanto più capaci diventiamo di valutare le cose. I beni terreni valgono in quanto terreni, i beni eterni in quanto eterni. Ma i primi sono subordinati ai secondi. Dobbiamo anche prendere coscienza dei difetti e delle limitazioni dell'esistenza umana. Mangiare, bere, dormire, svegliarsi, riposare, lavorare ed essere soggetti alle necessità biologiche, tutto questo fa parte della condizione umana voluta da Dio. Ma essa non deve legarci a tal punto da farci perdere la direzione che conduce al cielo.

3. È indubbio che ci procura dolore il peso di queste limitazioni della nostra esistenza nello spazio e nel tempo. Ma esse sono anche un'occasione di crescita. Se ne sentiamo eccessivamente il peso, allora supplichiamo come il salmista: Liberami, Signore, dagli affanni (Sal 24, 17). Ma guai a coloro che non riconoscono i propri limiti. E ancor più a coloro che assegnano il valore più grande a questa vita terrena, dimenticando quella eterna. Vi sono alcuni così attaccati ad essa che la farebbero durare per sempre, anche lavorando duramente e persino chiedendo l'elemosina. A questi il Regno di Dio non dice nulla.

4. Vi sono quelli che, insensibili e duri di cuore, stanno così aggrappati a questa vita da voler vivere qui per sempre. In-felici! Arriverà il momento in cui si renderanno conto, amaramente, quanto fugaci siano queste realtà che tanto hanno amato. Un tempo, le persone di grande spiritualità e in odore di santità non si lasciavano illudere da cose luccicanti o tali da causare appena qualche piacere sensibile; al contrario, le assumevano e le orientavano nella direzione dei beni eterni. Sapevano mantenere l'equilibrio tra il visibile e l'invisibile, tra il transitorio e l'eterno nella forza dell'amore di Dio. Non perdere mai, fratello o sorella, la fiducia nella possibilità di progredire spiritualmente. Per questo c'è sempre tempo e ogni occasione è propizia.

5. Perché rimandi sempre questo proposito? Alzati e inizia già adesso a dire a te stesso o a te stessa: è ora il momento di agire, di impegnarmi e di cambiare vita. Il tuo sforzo e i tuoi sacrifici saranno ricompensati. Per giungere alla realizzazione personale e spirituale e a uno stato di benessere devi passa-re attraverso il fuoco e l'acqua (cfr Sal 65, 12). Se non lotte-rai contro di te non vincerai mai le tue cattive inclinazioni. Finché vivremo in questo mondo materiale saremo sempre accompagnati da tentazioni, sofferenze e tedio. Poiché non viviamo più nell'innocenza originaria, non riusciremo a esse-re pienamente felici. Per questa ragione, è importante avere pazienza e riporre la nostra fiducia nella misericordia divina, finché sia passato il pericolo e ciò che è mortale venga assorbito dalla vita (cfr Sal 56, 2; 2Cor 5, 4).

6. Come è vulnerabile la vita umana, con la sua forte pro-pensione al male! Confessiamo oggi i nostri peccati e domani già commettiamo nuovamente ciò di cui ci siamo accusati. Facciamo ora buoni propositi e da qui a un’ora è come se non li avessimo fatti. È per questa ragione che dobbiamo essere umili; non teniamoci in grande considerazione, poiché siamo vulnerabili e incostanti. Se non lo facciamo, perderemo per negligenza ciò che ci è costato tanto conquistare con la grazia divina.

7. Che sarà di noi al termine della nostra vita se già così presto ci mostriamo tanto volubili? In tal modo, invano cerchiamo riposo come se vivessimo in pace e in sicurezza, quando invece non diamo segnali inequivocabili di santità. Sarebbe bene se ricominciassimo tutto di nuovo in cerca di una nuova vita, come buoni novizi; forse così ci sarebbe speranza di con-versione e di un vero progresso spirituale.

 

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