CONTRO I VANI GIUDIZI DELLE PERSONE

1. Figlio/figlia, riponi fermamente la tua fiducia nel Signore; e non temere ciò che pensano gli altri, se la tua coscienza ti dà testimonianza della tua sincerità e della tua innocenza. È una cosa buona e salutare soffrire in questo modo, né ciò risulterà penoso al cuore umile, che confida più in Dio che in sé stesso. Molti parlano troppo, per questo non si deve dar loro molto credito. D'altro lato, non è possibile far contenti tutti. Per quanto Paolo si impegnasse a piacere a tutti nel Signore, «facendosi tutto per tutti» (1Cor 9, 22), non prestò tuttavia molta attenzione al giudizio del tribunale umano (cfr 1Cor 4,3).

2. Nella misura in cui dipendeva da lui, fece tutto il possi-bile per l'edificazione e la salvezza degli altri e ciononostante non poté evitare di essere giudicato e disprezzato da qualcuno; per questo pose tutto nelle mani di Dio che tutto conosce e si difese con pazienza e umiltà, contro i maldicenti che in-ventavano calunnie e menzogne e le diffondevano a loro pia-cimento. Di tanto in tanto però rispondeva, perché il suo silenzio non fosse causa di scandalo per i deboli.

3. Chi sei tu per temere un essere mortale (cfr Is 15, 12)? Oggi c’è e domani scompare. Temi Dio e non temerai le minacce altrui. Che male ti potrà fare con parole e oltraggi? Danneggia più sé stesso che te e, chiunque sia, non potrà sfuggire al giudizio di Dio. Volgi gli occhi a Dio, ed «evita le vane discussioni» (2Tim 2, 14). Se ora ti sembra di soccombere e di ricevere un'offesa non meritata, non restare contrariato e non ridurre il tuo premio con l'impazienza; piuttosto, alza gli occhi al cielo, verso di me, che ho il potere di liberarti da ogni confusione e offesa e di dare a ciascuno secondo le sue opere (cfr Mt 26, 17; Rm 2, 16).

 

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