DIO, IL RIFERIMENTO ULTIMO DI TUTTO

. Figlio/figlia, se vuoi essere veramente felice, dovrò essere io il tuo supremo e ultimo fine. Questa intenzione purificherà il tuo cuore, tante volte smarrito nell’inseguire te e le cose mondane. Se per avventura cerchi te stesso o te stessa, subito ti indebolisci e ti scoraggi. Riconduci allora tutto a me, principalmente, perché io sono colui che ti ha dato tutto. Considera ogni bene come proveniente dal Sommo Bene e in tal modo riferisci tutto a me come sua origine.

2. Il piccolo e il grande, il povero e il ricco attingono da me acqua viva, poiché io sono la fonte della vita; e quanti mi servono spontaneamente e liberamente riceveranno grazia su grazia. Ma chi, al di fuori di me, vorrà promuovere sé stesso o cercare la propria soddisfazione, non sperimenterà mai la vera gioia né gli si dilaterà mai il cuore, ma sarà sempre pieno di preoccupazione e preso da mille angosce. Nulla del bene che esiste in te devi attribuirlo a te stesso. Nessun’altra persona attribuisca a te la virtù. Piuttosto, riconduci tutto a Dio, senza il quale l’essere umano non ha nulla. Io ho dato tutto e voglio in tutto essere ricambiato, e lo esigo gelosamente e mi attendo gratitudine.

3. È questa verità che non lascia spazio alla vanagloria. E se entreranno nel tuo cuore la grazia celeste e il vero amore, non sentirai più nessuna invidia, non ti si stringerà più il cuore né ci sarà più spazio per l'egoismo. Perché l'amore divino vince tutto e moltiplica le energie interiori. Se sei veramente saggio, riponi in Dio la tua gioia e la tua fiducia al di sopra di qualsiasi cosa, perché «nessuno è buono, se non uno solo, Dio» (Lc 18, 19). È Lui che deve essere lodato e benedetto in ogni cosa e al di sopra di tutto.

 

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