Gli apostoli

«Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sopra gli spiriti immondi per scacciarli e curare ogni malattia e infermità. Ora i nomi dei dodici apostoli sono questi: primo Simone detto Pietro e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo di Alleo e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, colui che poi lo tradì» (Mt. 10,1-4).

La preghiera è esaudita. Il Padre ha manifestato al Figlio la sua volontà. Gesù chiama i suoi dodici discepoli e li manda nella messe. Li fa ‘apostoli’, suoi messaggeri e collaboratori. «E diede loro potere». Infatti questo è l’importante: il potere. Gli apostoli non ricevono solo una parola, una dottrina, ma potere efficace. Come potrebbero compiere il loro lavoro senza questo potere? Dev’essere un potere maggiore del potere di colui che domina in terra, il diavolo. Che il diavolo ha potere questo lo sanno i discepoli, per quanto l’astuzia del diavolo consista proprio nel rinnegare il suo potere, nel dare all’uomo l’illusione di non esistere. È proprio questo uso così pericoloso del suo potere che dev’essere colpito. Il diavolo deve venire alla luce e deve essere vinto dal potere di Cristo. Così gli apostoli si pongono accanto a Gesù Cristo stesso. Infatti essi devono aiutarlo a compiere la sua opera. Perciò Gesù, per questo loro incarico, non nega loro il massimo dei doni, cioè quello di partecipare al suo potere sugli spiriti immondi, sul diavolo, che si è impadronito dell’umanità. In questo incarico gli apostoli sono uguali a Cristo, fanno le opere di Cristo.

I nomi di questi primi messaggeri sono conservati al mondo fino all’ultimo giorno. Il popolo di Dio conta dodici tribù. Dodici sono i messaggeri che devono compiere in esso l’opera di Cristo. Dodici troni li aspettano come giudici di Israele nel regno di Dio (Mt. 19,28). La Gerusalemme celeste avrà dodici porte, per le quali passerà il popolo e sulle quali si leggeranno i nomi delle tribù. Le mura della città hanno dodici pietre angolari, ed esse porteranno i nomi degli apostoli (Ap. 21,12 e 14).

È solo l’elezione di Gesù a unire i dodici. Simone l’uomo di pietra, Matteo il pubblicano, Simone lo zelota, colui che difende con zelo diritto e legge contro l’oppressione pagana, Giovanni che Gesù amava e che giaceva sul petto di Gesù e gli altri dei quali ci è rimasto solo il nome, ed infine Giuda Iscariota colui che lo tradì. Null’altro nel mondo avrebbe potuto unire questi uomini in una stessa opera, se non la chiamata di Gesù. In questa ogni precedente divergenza era superata, e in Gesù viene fondata una nuova forte comunione. Che anche Giuda uscì a compiere l’opera di Cristo rimane un enigma insoluto ed un terribile ammonimento.

 

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