GLI INSEGNAMENTI DELLA VERITÀ

1. Felice chi si lascia educare dalla verità, così come essa è e non attraverso immagini o parole fugaci. La nostra opinione e i nostri sentimenti ci ingannano spesso e sono di corta veduta. Non dedicarti a cose arcane e oscure rispetto a cui non saremo giudicati. Al contrario, grandi lodi merita chi si concentra su quanto è necessario e utile per la vita. Non lasciarti muovere dalla curiosità e da cose dannose. Pur avendo gli occhi, non vediamo (Ger  5, 21).

2. A che serve conoscere i filosofi e le loro scuole se non ne trai utili insegnamenti per la tua vita? Poniti sempre sotto la protezione del Verbo eterno e ti sbarazzerai di molte questioni. Da questo Verbo unico discendono tutte le cose e tutte le cose parlano di Lui: «Egli è il Principio che parla a noi» (Gv 8, 25). Senza di Lui nessuno potrà capire nulla né giudicare rettamente. In Lui tutte le cose sono una cosa sola e tutto è attratto da questa unità e tutto vedrà in questa unità. Avrai allora un cuore sereno e in Dio troverai pace. “O Dio di Verità: fa’ che io sia una cosa sola con te nell’eterno amore! Spesso mi stanco nel leggere e nell’ascoltare tante cose. Ma in te trovo tutto ciò che voglio e desidero. Tacciano tutti i dotti e i sapienti. Ammutoliscano tutte le creature. Solo tu parlami”.

3. Quanto più mostrerai fermezza e purezza di cuore, tante più cose sublimi comprenderai senza fatica, perché riceverai dall’alto la luce dell’intelligenza. Non lasciarti distrarre da tante occupazioni e preoccupazioni. Piuttosto, poni Dio, e non il tuo interesse, al centro di tutto. A tale scopo mantieni lo spirito puro, semplice e sempre aperto. Se osservi bene, sono gli affetti disordinati a portare scompiglio e inquietudini del cuore. La persona saggia e matura orienta le proprie azioni esterne a partire dalla vita interiore. Non permettere che le passioni ti conducano a comportamenti irresponsabili. Piuttosto, sottomettili all’arbitrio della retta ragione. C’è una lotta più dura che vincere sé stessi? Questa è la grande sfida: vincere noi stessi, renderci ogni giorno più forti e, in qualche modo, progredire nel bene.

4. In questa vita ogni bene, per quanto grande, appare me-scolato a qualche imperfezione e ogni nostra riflessione viene accompagnata da ombre. Il cammino più sicuro verso Dio è l’umile conoscenza di sé stessi più che l’approfondita indagine scientifica. Non bisogna accusare la scienza o qualunque altra forma di conoscenza della realtà, che in sé è una cosa buona e ordinata a Dio, ma occorre sempre preferire una buona coscienza e una vita virtuosa. Molti, al contrario, studiano più per íl sapere fine a sé stesso che per vivere bene; per questo molte volte sbagliano e raccolgono poco o nessun frutto.

5. Non di rado investiamo più tempo ed energia in discussioni irrilevanti e futili che nel favorire vite esemplari e nel consolidare le virtù. Se facessimo questo, si registrerebbero molti meno scandali nella società e molta meno rilassatezza nella vita spirituale delle chiese e dei monasteri. Prendi sul serio questo punto: nel giorno del giudizio non ci verrà chiesto cosa abbiamo letto ma come abbiamo agito; non con quanta eleganza abbiamo parlato ma con quanta onestà abbiamo vissuto. Dimmi: dove si trovano ora tutti quei signori e quei maestri che lodavi quando apparivano in pubblico e insegnavano nelle accademie? Altri vantavano una gran quantità di titoli e ricevevano alti compensi: chi si ricorda più di loro? Quando erano vivi sembrava valessero molto, ma ora nessuno ne parla più.

6. Oh, quanto passa velocemente la gloria del mondo. Quanto è fugace e passeggera. Coloro la cui vita è stata conforme alla scienza non avranno studiato e appreso invano; raccoglieranno frutti perenni. Ma ad altri la scienza non è servita per essere migliori e per scoprire altri aspetti del mistero di Dio. Hanno aspirato a essere grandi invece che umili; per questo si dissolvono i loro pensieri (cfr. Rm 1, 21). Veramente grande è colui che dà prova di un grande amore. Certamente grande è chi si ritiene piccolo e non esalta le proprie imprese. Prudente è chi relativizza tutto ciò che è meramente provvisorio per guadagnare Cristo (Fil 3, 8). Ma più saggio di tutti è chi fa la volontà di Dio rinunciando alla propria.

 

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