I “sintomi” dell’amore (Castello Interiore, stanza IV; 1, 7)

 

Tenetevi bene a mente, però, che il baco deve asso­lutamente morire, e in prevalenza a nostre spese (...). Ciò si potrà realizzare soltanto a prezzo di aspre lotte. Ma ne vale senz'altro la pena e il premio sarà anche maggiore. Che la cosa sia possibile non va minima­mente messa in dubbio, qualora l'unione con la volontà di Dio sia davvero autentica. Questa è l'unione che ho desiderato per tutta la mia vita, che continuo sempre a chiedere a nostro Signore, e che è la più chiara e sicura (...).

Purtroppo, sopravvivono ancora certi i bruchi che non si lasciano individuare fino al momento in cui. ;ome l'insetto che intaccò federa di Giona, non ci abbiano rosicchiate le virtù addentandole con l'amor proprio o, con l’autostima, coi piccoli giudizi temerari ,sulla condotta altrui, con la mancanza di carità nei confronti del prossimo, col non amare gli altri come noi stessi. In pratica, sebbene arrancando compiamo il nostro dovere tanto per non fare peccato, ci manca ancora molto prima di arrivare alla disponibilità richiesta per essere totalmente uniti alla volontà di Dio (...). Per raggiungerla, non è necessario che il Signore ci accordi grandi favori: basta quello che ci ha fatto dandoci suo Figlio per additarcene il cammino. Non voglio dire che la conformità alla volontà di Dio consista nel non provare dispiacere se dovesse morire mio padre o mio fratello, oppure se dovessero sopravvenire malattie e tribolazioni e nel sopportarle allegramente (...). Quanti atti del genere o di tipo affine arrivavano a compiere anche i filosofi per il fatto di essere molto sapienti! Nel caso nostro il Signore ci chiede soltanto queste due cose: l'amore di Dio e l'amore del prossimo come campo d'azione in cui dob­biamo lavorare (...).

A mio avviso, il segno più sicuro per accertare se osserviamo questi due precetti è rilevare come prati­chiamo l'amore del prossimo. In effetti, benché vi siano forti indizi per dedurlo, non si può sapere con cer­tezza se amiamo veramente Dio, mentre si può capire se abbiamo amore del prossimo. State quindi certe che, quanto più vi troverete progredite nell'amore del pros­simo, tanto più lo sarete anche nell'amore di Dio. L'a­more che Sua Maestà ci porta è così grande che, in ricompensa di quello che noi nutriamo per il prossimo, farà crescere in mille modi quello che sentiamo per lui. Su questo non posso avere alcun dubbio.

È per noi di estrema importanza vigilare sul come ei comportiamo a questo riguardo (...). Data la debolezza del nostro impasto naturale, credo che non arri­veremo mai a vivere in modo perfetto l'amore del pros­simo, se non lo facciamo germogliare dalla stessa radice dell'amore di Dio. Perciò, sorelle, siccome si tratta di cosa tanto importante, cerchiamo di dare peso anche ai più piccoli particolari, trascurando certe idee grandiose e che ci vengono a valanga durante l'orazione, dandoci ''illusione di poter fare per il prossimo cose strabilianti (Castello Interiore, stanza V; 3, 5-9).

II Signore vuole opere. Vuole, ad esempio, che se tu vedi una malata a cui puoi dare un po' di sollievo, non ti rincresca minimamente di lasciar perdere la tua preghiera pur di interessarti a lei, condividendo la sua sofferenza, digiunando, se occorre, pur di darle da mangiare: e ciò non tanto per lei, quanto perché tu sai che il Signore vuole proprio quello. Ecco la vera unione con la sua volontà! E lo stesso deve avvenire o altri campi. Mettiamo che tu senta lodare molto una persona: devi rallegrarti molto più che se lodassero te (...). La gioia di vedere conosciuti i doni degli atri riveste un alto valore; per cui, qualora scopriamo un difetto in qualcuno, dobbiamo soffrirne come se fosse nostro e cercare di coprirlo (...).

Il Signore vi darà più di quanto non riusciate a desiderare se rinunzierete alla vostra volontà perché si faccia in tutto quella degli altri, anche a scapito del vostro diritto; se dimenticherete il vostro bene per il loro (...), se procurerete di accollarvi ogni fatica per toglierla al prossimo. Toglietevi dalla mente l'idea che tutto ciò non vi debba costare caro e che dobbiate tro­varlo bell'e fatto. Guardate quanto è costato al nostro Sposo l'amore per noi (...).

Premesso che si chieda continuamente a Dio di sostenerci con la sua mano (...) e che non commet­tiamo mai la pazzia di confidare in noi stessi, esami­niamo con particolare cura e attenzione se andiamo migliorando o peggiorando in qualche cosa, specie nel­l’amore vicendevole, nel desiderio di essere tenute le ultime di tutte, nel disbrigo delle faccende ordinarie ... ) e fissando gli occhi sulla sua grandezza, corriamo verso di lui infiammate dal suo amore (Castello Inte­riore, stanza V; 3, 11.12; 4,9.10).

Orazione

Confronto

 

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