INVOCARE E BENEDIRE DIO NELL’AFFLIZIONE

1. «Signore, sia sempre benedetto il tuo nome» (Tb 3, 23), poiché hai fatto ín modo che mi trovassi di fronte a questa tentazione e a questa difficoltà. Non posso fuggire da questa situazione, ma ho necessità di ricorrere a te, perché tu possa aiutarmi e convertire tutto nel mio progresso spirituale. Eccomi, Signore, tormentato e con il cuore afflitto, sconvolto da questa sofferenza. Che dirò ora, Padre amorevolissimo? Sono oppresso da queste angosce. Salvami da quest’ora; sono giunto a questo momento solo perché, profondamente abbattuto e liberato grazie a te, Tu ne fossi glorificato (cfr Gv 12, 17). «Degnati, Signore, di liberarmi» (Sal 39, 14); poiché, nella mia miseria, cosa farei e dove andrei senza di Te? Dammi, Signore, la pazienza anche per questa volta. Vieni in mio soccorso, Dio mio, e non temerò, per quanti tormenti io possa soffrire.

2. E che dirò di fronte a tanta urgenza? «Signore, sia fatta la tua volontà» (Mt 26, 42). Di certo merito queste afflizioni e queste angosce. Non è un male che io soffra e voglia il cielo che lo faccia pazientemente, finché non passi la tempesta e torni il sereno. La tua mano onnipotente può ben allontanare da me questa tentazione o attenuarne la violenza, affinché non abbia a soccombere totalmente, così come già tante volte hai fatto con me, «mio Dio e mia misericordia» (Sal 58, 18). Quanto più difficile sarà per me, tanto più facile sarà il cambiamento della destra dell’Altissimo (Sal 76, 11).

 

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