James Blake - Godspeed

Ti amerò per sempre, come faccio già

Dirò una preghiera per te

Solo una parola dolce

Il tavolo è pronto per te, ohh, oh, oh

Oh, oh, oh

Oh, oh

 

Che Dio ti benedica, gloria

Ci saranno montagne che non sposterai

Ma sarò sempre qui per te, come già faccio

Lascerò andare la mia pretesa su di te

É un mondo libero

A volte riguardi da dove sei venuto

Ma avrai sempre questo posto da chiamare casa

Gloria, Gloria

Gloria, Gloria

 

Questo amore ci impedirà il diventare ciechi

Il silenzio nelle orecchie, l’oscurità nella mente

Questo amore ci impedirà il diventare ciechi

Il silenzio nelle orecchie, l’oscurità nella mente

Questo amore ci impedirà il diventare ciechi

Il silenzio nelle orecchie, l’oscurità nella mente

Questo amore ci impedirà il diventare ciechi

Il silenzio nelle orecchie, l’oscurità nella mente

 

Gesù si identifica con del pane spezzato e condiviso. Il tavolo è pronto, dove il pane e il vino diventano realmente il suo Corpo e il suo Sangue. L’Eucaristia Gesù ce la lascia perché  possiamo diventare una cosa sola con Lui. Infatti dice: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (v. 56). Quel pane è realmente il suo Corpo donato per noi, il vino è realmente il suo Sangue versato per noi. E quel “rimanere”: Gesù in noi e noi in Gesù. Come amanti. Non più cechi ma capaci di essere un dono a Dio e agli altri. Nutrirci di quel “Pane di vita” significa entrare in sintonia con il cuore di Cristo, assimilare le sue scelte, i suoi pensieri, i suoi comportamenti.  

“Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché non si sentano costretti a ricambiare l’invito”. Così fa Dio con noi: di noi accoglie quel che non ci procura onore e decoro, che nessuno vuole: il nostro essere poveri, storpi, zoppi, ciechi, stranieri, bisognosi (tutte categorie di persone che al tempo di Gesù erano escluse dal tempio, ritenute indegne e colpite da ignominia). Non dimentichiamo che i pranzi aperti ai poveri, ai mendicanti d’amore, ai peccatori, sono quelli a cui partecipava Gesù e che egli ha imbandito nella sua vita. Sì, il banchetto eucaristico è imbandito dal Signore per i peccatori, perché non è il peccato che si oppone alla salvezza ma il ritenersi “degni”, muniti di una giustizia personale: questo impedisce la comunione con Dio e con i fratelli e le sorelle.

Lui invece sarà sempre qui per noi, come già fa, come dice: “Lascerò andare la mia pretesa su di te”.

 

 

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