L’AFFLIZIONE DEL CUORE

1. Se vuoi progredire spiritualmente, coltiva l’amore di Dio e fa buon uso della tua libertà; disciplina le tue passioni e non andare in cerca di facili gioie. Se ti senti il cuore oppresso, ciò ti aiuterà nella tua ricerca di Dio. L’afflizione del cuore per il male commesso ti schiude tesori che in altro modo non avresti mai scoperto. Non potremo mai in questa vita godere di una gioia perfetta perché siamo pellegrini nel mondo ed esposti a rischi e pericoli.

2. A causa della leggerezza del cuore e della mancanza di controllo sui nostri difetti, non ci rendiamo conto dei mali che si aggirano intorno al nostro spirito; spesso ridiamo stupidamente mentre dovremmo piangere. Non c'è vera libertà né perfetta gioia al di fuori dell’amore di Dio e della coscienza pura. Felice chi supera le distrazioni e altri ostacoli e riesce a raccogliersi in sé con cuore pacificato. Felice chi evita tutto ciò che può pesare sulla sua coscienza. Impegnati fermamente a rendere realtà questo detto: l’abitudine si vince con l’abitudine. Una relazione compromessa con l’altro ti fa perdere l’integrità in ciò che fai e la tua opera non sarà perfetta.

3. Non ti intromettere nella vita altrui e non ti coinvolgere nelle questioni dei grandi. Guarda prima di tutto a te e lasciati consigliare dagli amici buoni e affidabili. Non ti addolorare per il mancato riconoscimento da parte degli altri; piuttosto vivi umilmente le virtù che ti rendono una persona spirituale e un buon religioso o una buona religiosa. È più utile e sicuro per la vita spirituale non godere della fama e di un’alta considerazione perché tali cose possono suscitare vanità. Se, tuttavia, non sentiamo Dio, la responsabilità è nostra, perché non abbiamo purificato sufficientemente il nostro cuore o perché abbiamo perseguito scopi meramente esteriori.

4. Riconosci di essere indegno o indegna di sperimentare Dio e di meritare piuttosto tante sofferenze. Quando si scopre il vero senso della vita, si prende atto di quante cose ingannevoli e vane esistono nel mondo. Di ciò che fa soffrire e che fa piangere. Però, che si guardi a sé o ad altri, ci si renderà con-to che nessuno attraversa questa vita senza contraddizioni. E quanto più consideri la tua situazione tanto più profonda sarà la tua desolazione. La quale si trasforma in giusto dolore dinanzi ai nostri peccati e ai nostri vizi; non di rado questi sono talmente radicati in noi che quasi perdiamo la dimensione delle realtà celesti.

5. A poco serve pensare a una lunga vita se non ci poniamo il tema della morte, perché questa ci aiuta a emendarci. Se meditassimo sul nostro destino finale, felice o infelice, sopporteremmo facilmente le contrarietà di questa vita. Ma poi-ché tali questioni non penetrano a fondo nel nostro cuore e ci rendiamo ostaggi dei successi esteriori, restiamo indifferenti e freddi. È a causa della nostra povertà spirituale che il nostro misero corpo geme con tanta superficialità. Chiedi allora umilmente al Signore che non allontani da te queste afflizioni ma che ti dia la forza di spirito per affrontarle e ripeti con il salmista: Tu ci nutri con pane di lacrime, ci fai bere lacrime in abbondanza (Sal 79, 6).

 

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