L’AMORE DI SÉ È CIÒ CHE PIÙ ALLONTANA DAL SOMMO BENE

1. Figlio/figlia, è necessario che tu dia tutto per tutto, senza riservare niente a te. Prendi coscienza che l’amore di sé danneggia più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ogni oggetto ti afferra, ora più ora meno, a seconda dell'amore e dell'attaccamento che gli dimostri. Se il tuo amore è puro, semplice e rivolto al bene, non subirai la schiavitù di cosa alcuna. Non ambire a ciò che non ti è lecito possedere e non possedere al-cuna cosa che ti ostacoli o ti sottragga la libertà interiore. Mi meraviglio che tu non ti affidi a me, dal profondo del tuo cuo-re, con tutto ciò che tu possa desiderare o avere.

2. Perché ti consumi in una vana tristezza? Perché poni tanti sforzi in preoccupazioni superflue? Conformati alla mia volontà e non soffrirai alcun danno. Se cercherai questo o quello, se desidererai stare qui o lì per tua comodità o tuo capriccio, non conoscerai mai la tranquillità, né la libertà dalle preoccupazioni, poiché in tutte le cose c’è qualche difetto e in ogni luogo ci sarà qualcuno che ti si opporrà.

3. A nulla ti serve, allora, acquistare o accumulare beni esteriori, mentre ti aiuterà molto spiritualmente metterli in secondo piano e mantenere il distacco nel tuo cuore. Ciò non riguarda solo il denaro e le ricchezze, ma vale anche per la sete di onori e per il desiderio di facili riconoscimenti, poiché tutto passa come passa il mondo. Nulla si raggiungerà senza lo spirito di preghiera; una pace cercata all’esterno non durerà a lungo se manca al tuo cuore il vero fondamento, se cioè non si appoggerà a me. Tu puoi cambiare ma non migliorare, per-ché, se apparirà l'occasione e l'accoglierai, troverai di nuovo ciò da cui fuggivi e altro ancora.

Preghiera per ottenere la purezza del cuore e la saggezza celeste

4. Consolami, Signore, con la grazia dello Spirito Santo. Rafforza il mio spirito e libera il mio cuore da ogni vana preoccupazione e da ogni ansia, affinché io non mi lasci inganna-re dai tanti desideri di beni terreni, irrilevanti o preziosi che siano, ricordando che sono tutti passeggeri e che, come loro, sono passeggero io stesso. Poiché «nulla c’è di stabile sotto il sole, dove tutto è vanità e affligge lo spirito» (Qo 1, 14). Quanto è saggio chi ragiona in questo modo.

5. Dammi, Signore, la celeste sapienza, perché impari a cercarti e a trovarti, sopra ogni cosa, a gustarti e ad amarti più di tutto e a comprendere le cose così come sono, in base a ciò che prescrive la tua sapienza. Donami la prudenza per allontanarmi da ciò che mi lusinga e la pazienza per sopportare ciò che mi ostacola. Dà prova di grande saggezza chi non si lascia scuotere da ogni vana parola né presta ascolto agli ingannevoli canti della sirena, poiché solo così lo spirito prosegue in maniera sicura il cammino già intrapreso.

 

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