L’ETERNITÀ E LE AMAREZZE DI QUESTA VITA

1. Oh dimora beatissima della città celeste! Oh giorno chiarissimo dell'eternità che la notte non ricopre e la suprema Verità irradia sempre; giorno sempre felice e sempre sicuro che lo stato delle cose non trasforma mai nel suo contrario! Oh, se quel giorno già spuntasse e tutte le cose del mondo conoscessero la fine! Per i santi e per le sante questo giorno risplende con il fulgore della sua perpetua chiarezza; per noi, però, pellegrini sulla terra, esso si mostra solo da lontano e come in uno specchio.

2. I cittadini del cielo sanno quant'è felice quel giorno; gli esuli figli e figlie di Eva sentono quanto è tedioso e amaro quello della vita presente. Brevi e intessuti di malvagità e ricolmi di dolore e di amarezze sono i giorni di questo tempo, durante i quali tutti sono macchiati da tanti peccati, intrappolati in tante passioni, angosciati da tante paure, agitati da tante preoccupazioni, distratti da tante curiosità, aggrovigliati in tante vanità, assediati da tanti errori, oppressi da tante fatiche, aggrediti da tentazioni, indeboliti dai piaceri e tormentati dalla povertà.

3. Oh, quando avranno fine tutti questi mali? Quando mi libererò dalla schiavitù dei vizi? Quando mi ricorderò sola-mente di te, Signore? Quando gioirò pienamente in te? Quando vivrò in perfetta libertà, senza alcun ostacolo, senza afflizione nell'anima e nel corpo? Quando godrò di una pace ben fondata, imperturbabile e sicura, pace interna ed esterna, pace non minacciata da alcun lato? Oh, buon Gesù, quando starò davanti a te e potrò vederti? Quando contemplerò la gloria del tuo Regno? Quando sarai per me «tutto in tutte le cose» (1Cor 15, 28)? Oh, quando starò con te nel regno che hai preparato da tutta l'eternità per coloro che ti amano? Vivo in povertà e in esilio, in terra nemica, dove vi sono guerre quoti-diane e disgrazie estreme.

4. Consolami nel mio esilio, allevia il mio dolore, perché tutto il mio desiderio è rivolto a te. Tutto ciò che il mondo offre come consolazione è per me tormento più grande di ogni altra cosa. Vorrei goderti intimamente, ma non ci riesco. Vorrei dedicarmi alle cose del cielo, ma i beni del mondo e le passioni sfrenate mi lasciano senza forze. Con lo spirito desidererei elevarmi al di sopra di tutte le cose, ma la carne mi obbliga ad assoggettarmi ad esse contro la mia volontà. Così, infelice, mi dibatto e «divento un peso per me stesso» (Gb 7, 20); poiché lo spirito mi spinge verso l'alto e la carne verso il basso.

5. Oh! quanto soffro interiormente, quando, meditando sulle cose celesti, subito una moltitudine di pensieri terreni viene a sconvolgere la mia preghiera! «Dio mio, nella tua ira, non allontanarti da me» (Sal 70, 12). Lancia i tuoi strali e dissipa questi pensieri! «Lancia le tue frecce» e svaniranno i fantasmi del nemico (Cfr Sal 143, 6). Fa' che i miei sentimenti siano concentrati in te; non permettere che le cose del mondo mi distraggano; concedimi la grazia di respingere e mettere in fuga tutte le fantasie del peccato. Soccorrimi, Verità eterna, in maniera che nessuna attrazione mondana possa sedurmi. Vieni, soavità celeste, e fugga al tuo cospetto ogni impurità. Perdonami misericordiosamente per tutte le volte che, nella preghiera, penso ad altro, distante da te. Confesso sincera-mente di distrarmi spesso. Poiché molte volte non sto dove sta il corpo, ma dove mi portano i miei pensieri. Sto dove sta il mio pensiero e il mio pensiero sta, solitamente, dove sta ciò che amo. Facilmente mi capita di essere là dove naturalmente sento piacere o dove provo abitualmente soddisfazione.

6. Per questo tu, Verità eterna, hai detto chiaramente che là dov'è il tuo tesoro sarà anche il tuo cuore (Mt 6,21). Se amo íl cielo, mi piace pensare alle cose celesti. Se amo il mondo, mi rallegro delle sue delizie e mi addoloro per le sue contraddizioni. Se amo la carne, mi abbandono con piacere ai pensieri carnali. Se amo lo spirito gioisco nel pensare alle cose spirituali. Perché, quale che sia l'oggetto del mio amore, è di questo che parlo e sento parlare con gusto, portandone con me l'immagine. Ma beato è chi per amor tuo pone tutte le creature su un secondo piano, lotta contro le deviazioni della natura, esercita con il fervore dello spirito un severo controllo sulle attrazioni della carne, per offrirti con coscienza serena una preghiera pura; e, liberato interiormente ed esteriormente da tutto ciò che è accidentale, merita di essere unito al coro degli angeli.

 

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