LA CORRUZIONE DELLA NATURA E L’EFFICACIA DELLA GRAZIA

1. Signore mio Dio, che mi hai creato a tua immagine e somiglianza, concedimi la grazia che hai rivelato essere così grande e necessaria per la salvezza: che io vinca la mia catti-va natura che mi trascina verso il peccato e la perdizione. Per questo sento nella mia carne la legge del peccato che va contro lo spirito e mi mantiene prigioniero (cfr Rom 7, 23), mirando a farmi cedere più volte alla sensualità; né potrò resistere alle passioni se la tua santissima grazia non mi assiste e non mi infiamma il cuore.

2. È necessaria la tua grazia, e grazia in abbondanza, per vincere la natura, sempre incline al male fin dai primi anni di vita. Perché, guastata dal primo uomo, Adamo, e corrotta dal peccato, trasmette a tutti questa macchia, cosicché, per quanto tu l'abbia creata buona e retta, appare ora inferma e indebolita dalla sua corruzione, in quanto i suoi impulsi, abbandonati a sé stessi, la trascinano verso il male e verso le cose inferiori. La poca forza che le è rimasta, infatti, è come una scintilla coperta dalla cenere. Ma questa scintilla è la ragione naturale che, sebbene avvolta da una densa oscurità, sa ancora discernere il bene dal male, la verità dall'errore, pur non rivelandosi in grado di fare tutto ciò che vorrebbe, giacché non possiede la luce piena della verità, né la purezza dei suoi sentimenti.

3. È per questo, mio Dio, che «acconsento nel mio intimo alla legge di Dio» (Rm 7,22), poiché so che ciò che comandi è buono, giusto e santo, allontana ogni male e insegna a rifuggire dal peccato. Nella carne, però, sono sottomesso alla legge del peccato, poiché obbedisco più ai sensi che alla ragione. Ecco perché «c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo» (Rm 7, 18). Per questo, faccio molti buoni propositi, ma, se la tua grazia non viene in soccorso della mia debolezza, mi scoraggio e rinuncio dinanzi al minimo ostacolo. Mi capita così di conoscere pienamente il cammino della perfezione e di sapere chiaramente ciò che devo fare. Tuttavia, oppresso dal peso della corruzione, non mi sollevo verso ciò che è più perfetto.

4. Oh, come mi risulta sommamente necessaria, Signore, la tua grazia, per iniziare, portare avanti e coronare il bene. Perché senza di essa nulla posso fare (cfr Fil 4, 13), ma tutto posso in te se mi conforta la tua grazia. Oh grazia veramente celestiale, senza la quale nulla valgono i propri meriti e ben poco valore possiedono i doni naturali! Senza la tua grazia, Signore, le arti e la ricchezza, la bellezza e il coraggio, l'ingegno e l'eloquenza non hanno fondamento. I doni della natura sono comuni ai buoni e ai cattivi, ma la grazia e la carità sono peculiari agli eletti perché li rendono degni della vita eterna. Talmente superiore è questa grazia che né il dono della profezia, né il potere di fare miracoli, né la più alta meditazione hanno valore se ne sono privi. Neppure la fede stessa, né la speranza, né le altre virtù ti sono gradite senza la grazia e l'amore.

5. Oh grazia beatissima, che rendi ricco di virtù il povero in spirito e rendi umile di cuore il ricco in beni di fortuna, vieni, scendi su di me e ricolma la mia anima con la tua consolazione, perché il mio spirito non venga meno per stanchezza e aridità. Ti supplico, Signore, che io trovi grazia ai tuoi occhi, perché la tua grazia mi basta (cfr 2Cor 12, 9), al di là di tutto ciò a cui la natura tende. Per quanto io sia tentato e umiliato con tante afflizioni, non temerò il male, finché la tua grazia sarà con me. Essa è la mia forza; mi dà consiglio e rifugio. Essa è più potente di tutti i nemici e più saggia di tutti i sapienti.

6. Essa è maestra di verità e di giustizia, luce del cuore e conforto nelle tribolazioni; essa mette in fuga la tristezza, dissipa il timore, nutre la devozione, suscita lacrime sante. Cos'altro sono io senza la grazia, se non un legno secco e un ramo inutile da gettare tra le fiamme? Che la tua grazia mi preceda, Signore, e mi accompagni sempre e mi conservi continuamente nella pratica delle buone opere (Messale Romano, XVI domenica dopo Pentecoste), per Gesù Cristo, Figlio tuo. Amen.

 

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