LA GIOIA DELLA BUONA COSCIENZA

1. La gloria della persona virtuosa e la testimonianza di una buona coscienza. Conserva pura la coscienza e godrai sempre della gioia. La buona coscienza può sopportare molto e mantenersi allegra, anche nelle avversità. La cattiva coscienza produce sempre paura e inquietudine. Se il tuo cuore non ti accusa di nulla, godrai di una soave tranquillità. Non accontentarti finché non avrai compiuto del bene. I cattivi non provano mai una vera gioia ne avvertono la pace interiore, poiché non c’e pace per gli empi, dice il Signore (Is 48, 22; 57, 21). E se dicessero: viviamo in pace, non c’e male che possa accaderci (Mic 3, 11), chi oserà nuocerci? Non dare loro credito, perché, all’improvviso, potrà irrompere l’ira di Dio e allora le loro opere saranno ridotte a nulla e i loro tentativi frustrati (Sal 145, 4).

2. Chi ama non ha difficolta a trovare la propria gloria nella tribolazione, perché così facendo la si incontra nella croce del Signore. La gloria che diamo e riceviamo e di breve durata. La gloria del mondo e sempre accompagnata dalla tristezza. La gloria dei buoni risiede nella propria coscienza e non nelle parole delle persone. La gioia dei giusti e di Dio e riposa in Dio, in quanto procede dalla verità. Chi aspira alla gloria vera ed eterna non si perde in quella materiale. E se persegue la gloria mondana vuol dire che questa gli appare pia importante di quella celeste. Di una grande tranquillità del cuore gode chi fa poco caso agli elogi e alle offese.

3. E facile essere contenti e tranquilli quando si ha la co-scienza pura. Non sei pia santo o pia santa per il fatto che ti lodano né lo sei di meno perché ti criticano. Sei ciò che sei; gli elogi non possono renderti più grande di quello che sei agli occhi di Dio. Se valuti come sei nel profondo di te, non farai caso a ciò che dicono di te gli altri. Noi vediamo il volto, Dio il cuore. Noi valutiamo gli atti, Dio soppesa le intenzioni. Procedere sempre nel bene e avere di sé poca considerazione è segno di un’anima umile. Relativizzare ogni gratificazione delle creature è segno di grande purezza e di fiducia interiore.

4. Chi non aspira all’approvazione degli altri mostra di essere totalmente concentrato su Dio. Perché, come dice San Paolo, non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda (2Cor 10, 18). È proprio della persona spirituale non sentirsi prigioniera di alcun legame umano procedendo interiormente alla presenza di Dio.

 

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