La Vocazione dell'uomo: la vita nello Spirito

«Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe» (Mc 11, 25); «perdonate e sarete perdonati» (Lc 6,37). Questo è divino, questa è la nostra dignità, la via della salvezza in Chi «pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo» per il dono di questo servizio a tutti noi.

«Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e, reso consorte della natura divina, non voler tornare all’antica bassezza con una vita indegna. Ricorda a quale Capo appartieni e di quale corpo sei membro. Ripensa che, liberato dal potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce e nel regno di Dio»[1].

Sappiamo che «per mezzo dei sacramenti che li hanno fatti rinascere, i cristiani sono diventati «figli di Dio» (1 Gv 3,1)[2] «partecipi della natura divina» (2 Pt 1,4). Riconoscendo nella fede la loro nuova dignità, i cristiani sono chiamati a comportarsi ormai in modo degno del Vangelo di Cristo[3]. Mediante i sacramenti e la preghiera, essi ricevono la grazia di Cristo e i doni del suo Spirito, che li rendono capaci di questa vita nuova». (CCC 1692). Di una vita capace di perdonare di cuore al fratello. Così che il Padre celeste concederà il suo perdono (cfr. ant. Ben. Lodi della XXIV Domenica del T.O.). La salvezza da una vita separata dalla Vita, che è Cristo.

Continua….



[1] San Leone Magno, Sermo 21, 3: CCL 138, 88 (PL 54, 192-193).

[2] Cf Gv 1,12.

[3] Cf Fil 1,27.

 

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