NON AVERE GRANDE CONSIDERAZIONE DI SÉ AGLI OCCHI DI DIO

1.  «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere» (Gn 18, 27). Se mi tengo in grande considera-zione, ecco che tu ti sollevi contro di me indicandomi i miei peccati e io non potrò controbattere. Ma se ho una bassa opinione di me, consapevole di essere venuto dal nulla, e se mi lascio alle spalle tutto il mio orgoglio e penso di essere polvere, perché dalla polvere provengo, allora la tua grazia scenderà splendente su di me e la tua luce inonderà il mio cuore; e allora ogni sentimento egoistico, per minimo che sia, sprofonderà nell'abisso del nulla e scomparirà per sempre. È così che mi fai conoscere ciò che realmente sono, ciò che sono stato, a che punto sono arrivato; perché io sono niente e non lo sapevo. Abbandonato a me stesso, non sono altro che nulla, sono la debolezza stessa. Ma se lanci uno sguardo su di me, subito mi sento forte e pieno di nuova gioia. Che meraviglia sentire che all'improvviso mi sollevi e amorevolmente mi abbracci, quando invece il mio stesso peso mi spinge verso l'abisso.

2. Ma questa è l’opera del tuo amore, che mi protegge gratuitamente, soccorrendomi in mille necessità, mettendomi al riparo da innumerevoli mali. Mi sono perso amandomi disordinatamente, ma, cercando Te prima di tutto e amando di un amore puro, ho ritrovato me stesso e anche te; e questo amore mi ha fatto sentire ancor più in profondità il mio nulla. Eppure Te, dolcissimo Signore, ti adoperi per me più di quanto merito e oltre ciò che oso sperare o chiedere.

3. Benedetto sia tu, mio Dio, perché, sebbene io non sia degno di tutto il bene, la tua gratuità e la tua infinita bontà non smettono di beneficiare neppure gli ingrati e quanti camminano lontano da Te. Riportaci a Te, così da essere grati, umili e devoti, poiché Tu sei la nostra salvezza, la nostra forza e il nostro baluardo.

 

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