NON DARE CREDITO A TUTTI E DIFFIDA DELLE PAROLE

1. «Nell’oppressione vieni in nostro aiuto perché vana è la salvezza dell'uomo» (Sal 59, 13). Oh, quante volte ho cercato inutilmente la fede dove pensavo che fosse! Ah, quante volte l'ho incontrata dove meno me l’aspettavo! Vana è la speranza che si ripone nelle persone; in te, mio Dio, è la salvezza dei giusti. Benedetto sia tu, Signore mio Dio, per tutto ciò che ci accade. Noi siamo deboli e incostanti e ci inganniamo; con facilità cambiamo opinione.

2. Nessuno è così cauto e circospetto in ogni cosa da non restare qualche volta deluso e perplesso. Ma colui che in te confida, Signore, e ti cerca con cuore sincero, non cadrà tanto facilmente. E se incorrerà in qualche avversità, poco importa il grado di coinvolgimento, prontamente sarà da te liberato o consolato, perché Tu non abbandoni per sempre chi in te spera fino alla fine. Raro è colui che persevera in tutte le difficoltà dell'amico. Tu, Signore, tu sei l'unico amico fedelissimo; nessun altro è come te.

3. Oh, lo ha saputo bene quell'anima santa che ha detto: La mia mente è salda e fondata in Cristo! Se così fosse anche per me, i timori umani non mi sconvolgerebbero tanto facilmente né mi colpirebbero le frecce delle malelingue. Chi può prevedere tutto e premunirsi dai mali futuri? Se i mali previsti feriscono già tanto, quanto più quelli imprevisti provocheranno gravi ferite! Ma per quale motivo, essendo io così misero, non mi sono premunito di più? Perché ho dato tanto facilmente credito ad altri? Siamo, tuttavia, solo creature, nient'altro che deboli creature, per quanto molti ci considerino e ci chiamino angeli. In chi credere, Signore? In chi, se non in te? Tu sei la verità che non inganna né può essere ingannata. Mentre sta scritto: «Ogni uomo è inganno» (Sal 115, 11), debole, incostante, incline a peccare, specialmente in parole, di modo che ben poco si deve credere a ciò che, a prima vista, sembra vero.

4. Prudentemente ci hai messo in guardia da certe perso-ne, avvertendoci che «i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa» (Mt 10, 36); che non dobbiamo dar credito a uno che dice: «Ecco, il Cristo è qui, o: È là» (Mt 24, 23; Mc 13, 21). A mie spese ho appreso questa verità e voglia Dio che mi serva per fare più attenzione e non per dar prova di insensatezza ancor più grande! Fa attenzione, mi dice qualcuno, e serba per te ciò che ti dico. E mentre io taccio e serbo il segreto, chi mi ha chiesto di mantenerlo deve anch'egli restare in silenzio, altrimenti tradisce sé stesso e me e tutto va a rotoli. Da perso-ne così, chiacchierone e superficiali, liberami, Signore, perché non cada nelle loro mani né commetta simili mancanze. Poni sulla mia bocca parole vere e sincere e allontana da me l'inganno della lingua. Da ciò che non posso sopportare devo a ogni costo premunirmi.

5. Oh, è una buona cosa, per vivere in pace, non parlare degli altri, non credere a tutto ingenuamente, né ripeterlo subito ad altre persone; aprirsi a pochi e cercare sempre te, che scruti i cuori; non essere mossi da vane parole, ma desiderare che tutte le cose esteriori e interiori siano fatte secondo la tua volontà. Il mezzo più sicuro per conservare la grazia divina e fuggire da ciò che attrae gli altri è non desiderare ciò che possa guadagnarci l'ammirazione umana; piuttosto, si deve per-seguire, con tutto l'impegno, quanto ci aiuta a migliorare la vita spirituale e il fervore dello spirito. La virtù sbandierata e prematuramente elogiata ha danneggiato molte persone. Produce un grande beneficio spirituale conservare la grazia del silenzio, in questa vita così vulnerabile da non essere mai libera da tentazioni e da lotte.

 

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