NON RITENERTI MERITEVOLE DI CONSOLAZIONI PIÙ CHE DI CORREZIONI

1. Signore, io non sono degno della tua consolazione, né di alcuna visita spirituale; per questo non fai che trattarmi con giustizia quando mi lasci povero e desolato. Perché, se anche potessi versare un mare di lacrime, non sarei degno della tua consolazione. Non merito altra cosa che essere flagellato e punito per le tante offese e í così gravi delitti commessi. Così, tutto considerando, non sono degno neppure della minima consolazione. Tu, però, Dio clemente e misericordioso, che non vuoi che vadano perdute le tue opere, ti sei degnato, per manifestare la ricchezza della tua bontà in copiosa misericordia, di consolare il tuo servo, in modo soprannaturale, senza merito alcuno da parte mia. Perché le tue consolazioni non sono come i nostri discorsi umani.

2. Cosa ho fatto, Signore, perché tu mi dessi una qualche consolazione celeste? Non ricordo dí aver fatto alcun bene, ma anzi sono stato sempre incline a peccare e lento a correggermi. Questa è la verità e non c'è modo di negarla. Se dicessi altra cosa, tu saresti contro di me e non ci sarebbe nessuno a difendermi. Che altro ho meritato per i miei peccati se non ciò che chiamiamo inferno e fuoco eterno? Confesso sinceramente che sono degno di ogni derisione e di ogni disprezzo; non merito di essere incluso nel novero dei tuoi amici. E benché lo faccia molto malvolentieri, per amore della verità confesserò contro di me i miei peccati, per ottenere più facilmente la tua misericordia.

3. Cosa posso dire, ricoperto di colpa e confusione? Non posso aprire bocca se non per dire questo: ho peccato, Signore, ho peccato; abbi pietà di me, perdonami! «Lasciami, sì ch'io possa respirare un poco prima che me ne vada, senza ritornare, verso la terra delle tenebre e dell'ombra di morte» (Gb 10, 20). Che altro esigere dal colpevole e povero peccatore se non che si umilii e si penta dei suoi peccati? Dalla contrizione sincera e umile del cuore nasce la speranza del perdono; si riconcilia la coscienza turbata; in un bacio santo Dio si unisce all'anima pentita.

4. L'umile contrizione dei peccati è per te, Signore, un sacrificio assai gradito, poiché la tua presenza è un odore più soave del profumo dell'incenso. Lo è anche il prezioso balsamo che hai voluto veder versato sui tuoi piedi sacri, poiché «un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi» (Sal 50, 19). È qui che si trova il rifugio contro la furia del nemico, qui sí emendano e si lavano le macchie contratte nella vita nel mondo.

 

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