NON SCORAGGIARTI SE COMMETTERAI QUALCHE ERRORE

1. Figlio/figlia, mi sono più gradite la pazienza e l'umiltà nelle sconfitte che la consolazione e il fervore nelle vittorie. Perché ti offendi per una cosa da nulla che hanno detto contro di te? Se anche fossero cose più gravi, non dovresti fartene turbare. Lascia passare, non c'è nulla di nuovo; non è la prima volta né sarà l'ultima, nel caso dovessi vivere a lungo. Ma tu sei forte finché non sorge una difficoltà. Sai dare buoni consigli e incoraggiare gli altri con le tue parole, ma quando, all'improvviso, l'avversità bussa alla tua porta, subito ti mancano consiglio e coraggio.

2. Considera la tua grande fragilità, che tante volte speri-menti nelle piccole cose; è per la tua salvezza che queste e altre cose simili ti capitano. Considera attentamente la tua vulnerabilità, ma non lasciarti sconvolgere e turbare a lungo. Sopporta almeno con pazienza ciò che non puoi sopportare con allegria. Per quanto ti costi ascoltare questa o quella parola e tu senta indignazione, esercita il controllo su di te e non lasciar sfuggire dalla tua bocca alcuna espressione inopportuna, perché potrebbe scandalizzare i più piccoli. Subito si calmerà la tempesta nel tuo cuore e, con il ritorno della grazia, il dolore si trasformerà in dolcezza. «Io vivo, dice il Signore» (Is 49, 18), pronto ad aiutarti e a consolarti, e tanto più se confidi in me e se mi invochi con fervore.

3. Abbi più coraggio (Bar 4, 30) e preparati ad affrontare cose più grandi. Non tutto è perduto per il fatto di provare, frequentemente, sconforto e tentazioni. Sei una creatura umana e non Dio, sei carne, non un angelo. Come potrai tu perseverare sempre nella stessa condizione virtuosa se non ha potuto farlo l'angelo del cielo né i tuoi progenitori in paradiso? Io sono colui che solleva gli afflitti (cfr Gb 5, 11), li libera dalle debolezze e li innalza fino alla mia divinità.

4. Signore, benedetta sia la tua parola, «più dolce del miele e di un favo stillante» (Sal 18,11). Cosa sarebbe di me in tante difficoltà e angosce se tu non mi confortassi con le tue sante parole? Non importa cosa e quanto avrò sopportato, purché possa arrivare al porto finale della salvezza. Concedimi una buona fine e una felice traversata in questo mondo. Ricordati di me, mio Dio (2Esd 13,22), e guidami per il giusto cammino nel tuo regno. Amen.

 

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