RICOPRIRE LA GRAZIA CON IL MANTO DELL’UMILTÀ

1. Figlio amato/figlia amata, è bene ed è anche utile non far percepire la grazia della devozione; così non te ne vanterai né ti preoccuperai di essa. Conviene di più non darsi troppa importanza; il tuo timore sia piuttosto di non essere all’altezza della grazia ricevuta. È importante non essere troppo attaccati a tali sentimenti, i quali assai rapidamente possono trasformarsi nel loro contrario. Alla presenza della grazia, rifletti quanto piccoli e poveri siamo senza di essa. Il progresso nella vita spirituale non consiste tanto nell’avere la grazia della consolazione quanto nel sopportare con umiltà, abnegazione e pazienza di esserne privati; non tralasciare la preghiera e non abbandonare del tutto le altre buone opere che hai l’abitudine di compiere. Piuttosto, fa’ tutto di buon grado, come meglio puoi e come riesci a comprendere e non trascurarti malgrado l’aridità e l’inquietudine della mente.

2. Vi sono molti che si lasciano prendere dall’impazienza e dallo sconforto non appena le cose non vanno come vorrebbero. Non sempre, però, il nostro cammino è nelle nostre mani, ma spetta a Dio consolare e concedere la grazia quando vuole, quanto vuole e a chi vuole, tutto a suo piacimento, né più né meno. Alcune persone imprudenti si sono perse nella ricerca della grazia della devozione, perché hanno voluto fare più di ciò che potevano, non tenendo conto della propria debolezza e seguendo più l’impulso del cuore che i precetti della ragione. Essendo presuntuosi, hanno perso assai rapidamente la grazia. Coloro che intendevano porre il loro nido nel cielo, sono caduti nella miseria e nello sconforto più profondamente di quanto Dio avesse determinato; in tal modo, umiliati e impoveriti, hanno imparato a non alimentare la pretesa di vo-lare solo con le proprie ali senza mettersi all’ombra delle ali di Dio. I principianti e gli inesperti nel cammino del Signore possono ingannarsi e perdersi nel caso non vengano consigliati da persone dotate di esperienza.

3. Questi mettono gravemente a repentaglio la propria salvezza se preferiscono seguire le proprie idee piuttosto che confidare nel consiglio di persone esperte e, ancor peggio, se si ostinano a restare aggrappati alla propria opinione. Coloro che si ritengono saggi raramente si lasciano guidare dagli altri. E preferibile sapere e comprendere poco conservando l’umiltà che possedere tesori di scienza e incorrere nella presunzione. È meglio per te avere meno che di più, se con di più cadi nella superbia. Non è abbastanza prudente chi si lascia andare completamente alla gioia, dimenticando l'antica miseria e il casto timore di Dio e non badando al rischio di perdere la grazia ricevuta. Né dà prova di grande virtù chi, nei momenti di difficoltà e dinanzi a un qualunque ostacolo, cede facilmente allo sconforto, senza riporre in Dio la necessaria fiducia.

4. Chi, in tempo di pace, si ritiene al sicuro, spesso, in guerra, si rivela timoroso e codardo. Non cadrai tanto rapidamente nella tentazione e nel peccato se saprai conservarti sempre semplice e umile nella considerazione che hai di te e saprai orientare il tuo spirito con moderazione.

5. Quando avverti il fervore spirituale, è consigliabile meditare su cosa sarà di te quando ti verrà tolta questa grazia. E quando ciò avverrà, pensa che la luce può tornare, poiché te l'ho sottratta solo per qualche momento, per la tua sicurezza e per la mia gloria. Tale prova, molto spesso, ti è più utile che se tutto accadesse secondo i tuoi desideri. Non si devono valutare i meriti di qualcuno in base alle visioni e alle consolazioni che riceve, né in base alla conoscenza della Scrittura e neppure per il posto che occupa. Piuttosto, per conoscere il valore di ciascuno, considera se è radicato nella vera umiltà e se vive nella pienezza dell’amore di Dio; se cerca sempre di rendere gloria a Dio con pura e retta intenzione; se non innalza se stesso né si attribuisce eccessiva importanza e se preferisce essere ignorato e trascurato piuttosto che esaltato e lodato dagli altri.

 

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