TOLLERARE LE INGIURIE E DAR PROVA DI VERA PAZIENZA

1. Figlio/figlia, cos’è che stai dicendo? Smetti di lamentar-ti e tieni in mente la mia passione e le sofferenze dei santi e delle sante. «Non hai ancora resistito fino al sangue» (Eb 12, 4). Poco è ciò che soffri in confronto a quanto hanno patito loro in mezzo a così grandi tentazioni, a così gravi afflizioni, a così diverse prove e angosce. È conveniente che tu faccia memoria delle pesanti fatiche degli altri, affinché più facilmente possa sopportare le tue che sono più lievi. E se non ti sembrano tanto leggere, guarda che ciò non derivi dalla tua impazienza. Tuttavia, che siano piccole o grandi, cerca di sopportarle tutte pazientemente.

2. Quanto più ti aprirai alla sofferenza e quanto più paziente sarai nelle tue azioni tanto più grandi saranno i meriti che accumulerai; se la sopporti pazientemente e praticamente, la sofferenza diventerà anche più lieve. Non dire: non posso tollerare ciò da quella persona né intendo sopportare tali cose, poiché mi ha gravemente offeso accusandomi di cose che non ho mai immaginato; da qualcun’altro le tollererei facilmente, o sopporterei ciò che ritenessi giusto soffrire. È da stolti pensare così, perché tale modo di ragionare non tiene conto della virtù della pazienza né di colui che deve premiarla, ma rimane ostaggio delle persone che hanno offeso e delle ingiurie ricevute.

3. Non soffre veramente chi vuole soffrire solo quel tanto che ritiene ragionevole. Chi è disposto realmente a soffrire tiene anche in considerazione la pazienza che esige dagli altri, se dal suo superiore o da un pari grado, se da qualcuno buono e santo o da qualcuno malvagio e perverso. Ma, senza fare discriminazione tra persone, ogni qualvolta si trova di fronte a una difficoltà, l’accetta di buon grado come venuta da Dio e la considera una grande occasione di crescita spirituale. Agli occhi di Dio, qualunque cosa, per insignificante che sia, se viene da noi sopportata per amor suo, avrà il giusto premio.

4. Preparati dunque alla lotta, se vuoi la vittoria. Senza lotta non puoi arrivare a meritarla. Se non vuoi soffrire, rinuncia allora al premio, ma se vuoi ottenerlo, lotta con coraggio e soffri con pazienza. Senza fatica non si raggiunge il riposo e senza lotta non si conquista la vittoria.

5. Signore, rendimi possibile per la grazia ciò che mi appare impossibile per la natura. Tu sai bene quanto poco sia capace di sopportare e come subito mi scoraggi dinanzi a ogni minima difficoltà. Per amor tuo, qualsiasi prova e qualsiasi afflizione diventano amabili e desiderabili, perché soffrire e penare per te è di estrema importanza per la mia anima.

 

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